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M.I.D.A.: MOVIMENTO INSEGNANTI DA ABILITARE

RICHIESTA DI RICONOSCIMENTO DEL SERVIZIO PRESTATO DAGLI INSEGNANTI PRECARI NON ABILITATI
May 14

redatta dalla collega Borriero

Gentilissima Ministra Avvocatessa Mariastella Gelmini,                                                                            

Siamo un gruppo di insegnanti che stanno lavorando presso degli istituti pubblici e privati di diverso ordine e grado. Siamo accomunati dal fatto di essere insegnanti sprovvisti di ABILITAZIONE all’insegnamento pur lavorando per la scuola da più anni e viviamo malissimo questa condizione di inferiorità rispetto ai nostri colleghi che svolgono la medesima mansione, ma sono abilitati. Per questo ci siamo riuniti nel Movimento degli Insegnanti Da Abilitare (MIDA) che comprende colleghi su tutto il territorio nazionale.

Dal 2004 lo Stato (Governo) non ha più concesso le stesse (pari) opportunità che i nostri colleghi hanno avuto per abilitarsi. Dunque, non siamo abilitati all’insegnamento per due motivi:

  • l’impossibilità di essere ammessi tutti ai corsi biennali di specializzazione indetti dalle SSIS (Scuola Interateneo di Specializzazione all'Insegnamento nella Scuola Secondaria Superiore) perché a numero chiuso, nonostante tutti noi risultiamo attualmente inseriti nel circuito dei docenti scolastici da più anni e la Costituzione Italiana sancisca il diritto per il lavoratore a formarsi in merito alla professione che sta svolgendo;

  • l’impossibilità di accedere ai corsi abilitanti (ex legge 143/2004, articolo 2, comma 1, e decreto ministeriale 85/2005, ministero Moratti) per la mancanza dei 360 giorni di servizio maturati tra il 1 settembre 1999 e il 6 giugno 2004 richiesti come prerequisito per l’iscrizione (oggi ampiamente maturati).


Durante l’appena terminata campagna elettorale, abbiamo preso contatti con diversi esponenti politici impegnati nel campo dell’istruzione (Onorevole Aprea, Senatore Valditara, Senatore Davico, Onorevole Grimoldi, ecc).

Queste persone ci hanno ascoltati più volte e ci hanno garantito che il PDL e la Lega Nord, se avessero vinto le elezioni, non avrebbero chiuso le porte in faccia a chi per tutti questi anni ha sostenuto la scuola italiana.

Ci hanno infatti garantito un corso di specializzazione con esame di Stato finale abilitante (scritto ad esempio nel programma della Lega Nord, ove si veda OBIETTIVI STRATEGICI, penultimo punto: avviamento all’insegnamento per i docenti già inseriti nella scuola da almeno 360 giorni attraverso il completamento della loro formazione dall’autunno 2008, mediante corsi integrativi di didattica, discentologia e docimologia con esame di Stato finale, in base alle classi di concorso scelte).


Oggi al Ministero per la Pubblica Istruzione sono state nominate delle persone con cui noi non abbiamo preso quegli accordi preelettorali (le promesse di cui il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha detto, già nel suo primo discorso al consiglio dei Ministri, sarebbero state da mantenere quanto prima), ma di cui giovano e gioveranno, visto che l’espressione del nostro voto è stata determinata proprio da quegli impegni.


Gli insegnanti del MIDA chiedono dunque che le promesse fatte in campagna elettorale vengano mantenute. Nello specifico chiediamo:



    • l’indizione di un nuovo corso speciale abilitante per l’Anno Accademico 2008/09 per le persone che hanno prestato 360 giorni di servizio presso delle scuole italiane, o in alternativa


    • l’iscrizione RISERVATA di tutti gli insegnanti che hanno maturato i 360 giorni di servizio presso i corsi di specializzazione abilitanti (SSIS) durante l’Anno Accademico 2008/09 previsti dalla normativa vigente e legge finanziaria 2008 o in alternativa


    • la possibilità a chi ha maturato i 360 giorni di servizio di abilitarsi mediante l’scrizione ad esami universitari integrativi sulla didattica presso la SSIS relativi le materie della classe di concorso a cui si è iscritti già dall’anno Accademico 2008/09;


Inoltre, visto che per sapere in quale classe di concorso un docente può essere inserito per l’insegnamento, si fa riferimento ad una normativa aggiornata, ma non fino ai giorni nostri, si richiede l’impegno ad


    • aggiornare il d.m. 39/1998 già rivisto dal d.m. 22/2005 in quanto molti diplomi di laurea non sono stati nemmeno presi in considerazione come nemmeno la compatibilità di diversi esami curriculari.


Aggiungiamo che noi non siamo citati dalla legislazione italiana dal 2004 (ultimo corso abilitante varato dal Ministero Moratti), ma stiamo sostenendo la scuola italiana come tutti i nostri colleghi: sostituiamo anche le assenze dei colleghi iscritti alle SSIS, che come compenso pubblicano sui giornali il loro giudizio su di noi dicendo che siamo dei pelandroni perché non frequentiamo la SSIS: ma visto che il numero è chiuso, per forza ci sarà sempre qualcuno fuori! Il sistema è appropriato per i neo laureati: per chi insegna da più anni, l’Università dei precedenti Ministeri (tranne quello dell’ex Ministro Fioroni) ha previsto un corso riservato, non necessariamente più breve, ma accessibile (=senza numero chiuso) agli insegnanti.

Ora, visto che la Costituzione Italiana recita che

  • tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge (articolo 3),

  • la Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto (articolo 4),

  • che la Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica (articolo 9), che l'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento (articolo 33, comma 1),

  • che è prescritto un esame di Stato per l'ammissione ai vari ordini e gradi di scuole o per la conclusione di essi e per l'abilitazione all'esercizio professionale (articolo 33, comma 5),

  • che la Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni e cura la formazione e l'elevazione professionale dei lavoratori (articolo 35, commi 1 e 2),

noi riteniamo di avere tutti i diritti e soprattutto i requisiti per chiedere la possibilità di abilitarci (già dal prossimo Anno Accademico come del resto ci è stato promesso).

Noi saremo contenti di pagarci le relative tasse universitarie anche perchè

  • abbiamo gli stessi requisiti dei colleghi che hanno usufruito del corso abilitante ex legge 143/2004, articolo 2, comma 1, e decreto ministeriale 85/2005 (ministero Moratti) e

  • abbiamo tutti intrapreso un corso di studi che non prevedeva la SSIS per abilitarci all’insegnamento.

Il fatto di non essere abilitati è puramente frutto di un gap burocratico legislativo e di una volontà politica che non riusciamo a capire, perché non sappiamo di quale colpa siamo macchiati per essere trattati male così da uno Stato per cui lavoriamo e da una classe politica che fino ad oggi non ci ha ancora nemmeno nominati. Chiediamo unicamente la formazione specifica solo a noi negata per POTER CONCLUDERE I NOSTRI STUDI.


Visto che sappiamo che questo gap legislativo dipende esclusivamente dalla volontà politica del Ministero in carica, chiediamo cortesemente di non dover più subire una disparità di trattamento come quella di insegnare senza abilitazione.

Ricordando che speriamo di avere una risposta precisa e dichiarata pubblicamente, porgiamo distinti saluti.




Bra, 14 maggio 2008


Barbara Borriero, Ida Gasparretti, Andrea Conti, Silvia Rolando, Laura Murgi, Sandro Blasutto, Elisa Brizio, Letizia Fiora, Caterina Ferroglio, Sonia Cavaglià, ecc. del MIDA (MOVIMENTO INSEGNANTI DA ABILITARE)

May 13

ALLA C.A. DEL MINISTRO GELMINI: RICHIESTA FORMALE DEI PRECARI NON ABILITATI

Il comunicato stampa di oggi:

ALLA C.A. DEL MINISTRO GELMINI: RICHIESTA FORMALE DEI PRECARI NON ABILITATI


Il M.I.D.A. (Movimento Insegnanti da Abilitare) chiede formalmente, attraverso gli organi di stampa virtuali e non, al neo Ministro della Pubblica Istruzione, Dott.ssa Maria Stella Gelmini, che il servizio prestato dai docenti precari non abilitati presenti sul territorio nazionale venga riconosciuto nello stesso modo dei docenti abilitati.

Gli insegnanti che hanno aderito a questo Movimento sono coscienti di non avere un titolo abilitante, per questo chiedono allo stesso Ministro che conceda a coloro che sono in possesso di almeno un certificato di servizio: o un corso abilitante basato sul DM85 (come concesso a coloro che avevano 360 gg nel 2004), o un concorso riservato o qualsiasi altra forma di abilitazione riconosciuta ministerialmente.

L'intento del MIDA è quello di poter accedere alle graduatorie senza scavalcare nessuno, ma semplicemente ottenendo il titolo basandosi anche sulle certificazioni dei servizi prestati, avvalendosi della meritocrazia per il servizio svolto sia nei riguardi dello Stato italiano sia nei confronti di quei bambini e di quei ragazzi che ogni giorno si confrontano con noi chiamandoci “Prof.” o “Maestro”.

Con queste parole in MIDA non intende andar contro i futuri colleghi che si stanno abilitando con la SSIS, ma anzi chiede anche a loro di sostenerci in questa richiesta, soprattutto in merito all'inserimento nelle future graduatorie, anche perché l'obiettivo finale è lo stesso pur se su strade diverse. Non vogliamo essere contro i sissini, ma chiediamo loro di unirsi a noi e di fare fronte comune, c'è in ballo il nostro futuro di insegnanti. Non troviamo giusto che chi paga c.a € 2500 per conseguire il titolo abilitante si trovi in seconda fascia d'istituto e non nella prima o che debba sostenere un concorso per entrare in quelle graduatorie che spettano loro di diritto. Non troviamo neanche giusto che il DM85 sia stato emanato per l'ultima volta includendo solo i docenti che fino al 2004 avevano i 360 gg senza emanarne un altro che abbracci coloro che avevano gli stessi giorni entro il 2007, anno di chiusura delle GAE.

Fiduciosi in un intervento da parte del Ministro Gelmini.

Saluti precari.


Gli insegnanti del MIDA


http://precarinonabilitati.spaces.live.com

http://it.groups.yahoo.com/group/abilitazione_precari/

Per info: Ida Gasparretti (ida.gasparretti@istruzione.it; 3391057829)

Andrea Conti (andrea.conti1@istruzione.it, 3383057951)

May 12

Da Wikipedia: chi è Giuseppe Pizza

Giuseppe Pizza

Giuseppe Pizza (Sant'Eufemia d'Aspromonte21 dicembre 1947) è un politico italiano, segretario nazionale della rinata Democrazia Cristiana.


Nella DC 

Ha svolto fin da giovane attività politica all'interno della Democrazia Cristiana storica: è stato delegato nazionale del movimento giovanile dal 1969 al 1975, è stato componente della direzione nazionale e della Giunta esecutiva con le segreterie politiche rette da Arnaldo Forlani prima e da Amintore Fanfani poi.

È Giornalista pubblicista.

In seguito alla fine dell'esperienza politica della DC, nel 1994, è stato tra quelli che hanno portato avanti, seguendo l'iniziativa di Flaminio Piccoli, il movimento politico di Rinascita della Democrazia Cristiana e, dopo la morte di Piccoli, è stato il fondatore di un soggetto politico che rivendica proprio il nome di "Democrazia Cristiana" e il simbolo dello Scudo Crociato con la scritta Libertas.

In realtà di lui si sa ben poco. E dalla fondazione del partito di Don Sturzo ad oggi i media riportano poche notizie e solo in anni recenti.

La rinascita dello Scudo Crociato e la successiva scissione [modifica]

Il partito ha cominciato a presentarsi a varie elezioni amministrative a partire dal 1998 e, nel dicembre 2003, Pizza ne viene eletto all'unanimità segretario nazionale succedendo ad Angelo Sandri, in quello che il suo movimento politico ha considerato il XIX congresso, considerandolo in continuità numerica con i congressi della storica DC.

Ha condotto il partito alle elezioni europee del 2004 sotto le insegne di "Paese Nuovo", visti i problemi giuridici sull'utilizzo del nome e del simbolo storici. Il deludente risultato (0,2% nazionale), pochi mesi dopo, ha condotto alla rottura con una parte dello stesso partito che, guidata da Angelo Sandri, ha costituito il Partito della Democrazia Cristiana rivendicando per sé il nome e il simbolo della DC, e per questo è stato espulso dal partito.

In occasione delle elezioni politiche del 2006, Pizza si schiera con l'Unione di Romano Prodi siglando un accordo con la Lista Consumatori. A novembre, al suo partito viene attribuita - al termine di un lungo procedimento giudiziario - la legittimità di continuatore ufficiale della storica DC. Eletto, sempre all'unanimità, segretario politico della Democrazia Cristiana nel XX Congresso, celebrato a Roma nel novembre del 2006. Rimasto deluso dalla politica condotta dalla coalizione di centro-sinistra, per le elezioni politiche del 13 e 14 aprile 2008 si è alleato con il partito del Popolo della Libertà. Il 12 maggio 2008 è stato nominato Sottosegretario di stato all'istruzione, università e ricerca.

da La tecnica della scuola

 
Giuseppe Pizza nominato sottosegretario all'Istruzione
di R.P.
E il suo Partito (DC) annuncia: "La DC di nuovo al Governo dopo 14 anni". Alle elezioni del 2006 si era schierato con l'Unione di Romano Prodi. Nell'ultima tornata è passato al centro-destra ma ha ritirato la lista all'ultimo momento.
“La Democrazia Cristiana torna al Governo dopo 14 anni”: con queste parole il sito ufficiale della DC dà la notizia che il proprio segretario politico Giuseppe Pizza è il nuovo sottosegretario al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Scientifica.
Le prime parole di Pizza sono di ringraziamento per una nomina forse inattesa. 
“E’ un onore per me - ha dichiarato il Segretario della Democrazia Cristiana - servire il Paese ed il partito con un incarico istituzionale così prestigioso.  Al Presidente Silvio Berlusconi va il mio grazie più sentito per il riconoscimento che ha voluto esprimere, soprattutto, nei confronti della Democrazia Cristiana con il pieno accordo ed il sostegno anche da parte del Presidente della Camera, Gianfranco Fini”.
Giuseppe Pizza era assurto agli onori delle cronache negli ultimi giorni della campagna elettorale quando aveva deciso di ritirare la propria lista per evitare l’annullamento delle procedure elettorali svoltesi fino a quel momento a causa di un ricorso accolto dal Consiglio di Stato che aveva considerata illegittima l’esclusione delle liste della DC dalla competizione elettorale.
 
12/05/2008

dall'ANSA

GOVERNO: NOMINATI 37 SOTTOSEGRETARI, NON I VICEMINISTRI di Marcello Campo

ROMA - Il governo 'Berlusconi IV' parte senza viceministri e con 37 sottosegretari. Poi, al termine di una fase di verifica, se il lavoro lo renderà necessario come é probabile, Silvio Berlusconi promette che qualcuno potrebbe essere 'promosso' alla carica di viceministro e i sottosegretari potrebbero diventare di più. Così il Consiglio dei ministri, che si è riunito a Palazzo Chigi al termine di una giornata di convulso lavoro all'interno della maggioranza, definisce l'assetto del nuovo esecutivo. Una squadra decisamente più snella della precedente guidata da Romano Prodi, come prevede la finanziaria 2008, passando da 103 a 60 componenti.

 Ma è la scelta di rinviare la nomina dei viceministri a tenere banco per tutta la giornata. Già in mattinata erano emersi alcuni dissapori tra alleati. Tornando in aereo assieme da Milano, Berlusconi e Ignazio La Russa riprendono il discorso senza però trovare una soluzione definitiva. Più tardi i vertici di An si riuniscono per ribadire le loro richieste. Proseguono i contatti, ma appare chiaro che serve altro tempo per riflettere, così il Consiglio dei ministri convocato per le 11 viene rinviato alle 18. Trapela che Roberto Maroni, titolare dell'Interno non vedrebbe di buon occhio la nomina di Alfredo Mantovano (An) come suo vice.

Quindi, la stessa Lega avrebbe puntato i piedi per avere Roberto Castelli come viceministro alle Infrastrutture con delega alle opere del Nord. Stretto da più parti e da richieste così divergenti il presidente del Consiglio, nel mezzo del pomeriggio, ha gioco facile a far prevalere quello che è anche un suo desiderio: rinviare tutto a una seconda fase. La notizia trapela da Palazzo Grazioli, dove il premier prosegue le riunioni. Ma il dibattito interno non si chiude, tanto che Umberto Bossi, entrando a Montecitorio, poche ore prima del Consiglio, dice di "sperare" ancora che alla Lega vada un viceministro al Nord, senno, ribadisce: "Chi ci farà le strade?".

La riunione del Cdm conferma le previsioni. Vengono nominati solo 37 sottosegretari. Nel corso del Consiglio, a quanto si apprende, Berlusconi avrebbe ribadito di aver fatto una "scelta dolorosissima" perché "almeno 40 persone" meritavano di essere scelte. Quindi, avrebbe fatto capire che probabilmente le difficoltà operative derivanti dal numero limitato di componenti renderanno necessario, in una seconda fase, un allargamento della squadra.

A quel punto, verrebbero nominati nuovi sottosegretari e, sulla base del lavoro già svolto, alcuni verrebbero promossi viceministri. Soluzione che sembra confermata anche da Umberto Bossi secondo il quale i 'vice' saranno scelti "in tempi ragionevolmente brevi". C'é anche chi, nella maggioranza, non esclude un prossimo 'spacchettamento' di alcuni dicasteri e la conseguente nomina di nuovi ministri. Un processo comunque che, sottolineano fonti del Pdl, verrebbe condotto in stretto contatto e con l'assenso del Quirinale. In ogni caso, l'eventuale allargamento della compagine governativa, non appare imminente. "Il ragionamento svolto dal presidente del Consiglio - ha spiegato uno dei partecipanti al Cdm - fa presumere che non si faccia nulla prima dell'estate".

Soddisfatta la Lega: "Bene. Tutte le caselle sono andate al loro posto ed ora abbiamo una bella squadra", dice il ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli.

dall'ansa: elenco dei sottosegretari

2008-05-12 20:59
L'elenco dei sottosegretari
Ecco l'elenco dei 37 sottosegretari nominati dal Consiglio dei ministri:

Presidenza del Consiglio.
- Maurizio Balocchi (Semplificazione normativa)
- Paolo Bonaiuti (Editoria)
- Michela Vittoria Brambilla (Turismo)
- Aldo Brancher (Federalismo)
- Rocco Crimi (Sport)
- Carlo Amedeo Giovanardi (Famiglia, droga e Servizio civile)
- Gianfranco Micciché (Cipe)

   Affari Esteri.
- Stefania Gabriella Anastasia Craxi
- Alfredo Mantica
- Enzo Scotti

   Interno.
- Michelino Davico
- Alfredo Mantovano
- Nitto Francesco Palma

   Giustizia.
- Maria Elisabetta Alberti Casellati
- Giacomo Caliendo

   Difesa.
- Giuseppe Cossiga
- Guido Crosetto

   Economia e Finanze.
- Luigi Casero
- Nicola Cosentino
- Alberto Giorgetti
- Daniele Molgora
- Giuseppe Vegas

   Sviluppo Economico.
- Ugo Martinat
- Paolo Romani
- Adolfo Urso

   Politiche Agricole e Forestali.
- Antonio Buonfiglio

   Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare.
- Roberto Menia

   Infrastrutture e Trasporti.
- Roberto Castelli
- Bartolomeo Giachino
- Mario Mantovani
- Giuseppe Maria Reina

  Lavoro, Salute e Politiche Sociali.
- Ferruccio Fazio
- Francesca Martini
- Eugenia Maria Roccella
- Pasquale Viespoli

  Istruzione, Università e Ricerca.
- Giuseppe Pizza

  Beni e Attività Culturali.
- Francesco Maria Giro
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il nostro collega A. Malitesta segnala: http://www.studiolegaleranieri.eu/diritto-del-lavoro/articolo-di-prova

Sì agli scatti di anzianità ai precari

Gli aumenti di stipendio per l’anzianità di servizio spettano anche ai lavoratori precari. E se l’ordinamento statale prevede norme di legge o di contratto che dispongono discriminazioni a danno di questi ultimi, queste norme sono da considerarsi contrarie all’ordinamento comunitario. Così ha deciso la Corte di giustizia europea con una sentenza depositata il 13 settembre 2007.
Il provvedimento, di cui si è avuta notizia in questi giorni, riguarda un precario spagnolo, che aveva presentato ricorso al giudice per tentare di ottenere gli scatti di anzianità. Di qui la rimessione degli atti alla Corte di giustizia, che ha affermato il principio di non discriminazione anche nei confronti dei lavoratori a tempo determinato.
Anche in Italia, peraltro, la disciplina contrattuale prevede che i precari non possano avere accesso alla cosiddetta ricostruzione di carriera. Vale a dire al procedimento che consente di sommare i periodi di servizio per consentire al lavoratore di avvalersi degli incrementi retributivi connessi all’aumentare dell’anzianità di servizio. Tale limitazione, peraltro, non è prevista solo per i docenti di religione, che hanno diritto ad accedere agli scatti di anzianità dopo 4 anni di servizio.

il nostro collega A. Malitesta segnala: http://www.smsmacherione.it/modules.php?name=News&file=article&sid=188

Corte europea, scatti di anzianità anche ai precari
Posted by macherioneon Friday, November 02 @ 22:18:51 CET
Documenti

I giudici europei hanno stabilito, infatti, che le leggi e i contratti non possono introdurre trattamenti svantaggiosi per i precari, rispetto al trattamento riservato al personale di ruolo, perchè ciò è contrario alla normativa comunitaria.

Il caso riguardava un precario spagnolo, che aveva presentato ricorso al giudice nazionale, che a sua volta aveva sollevato in via incidentale una questione pregiudiziale davanti alla Corte di giustizia europea.

Di qui la pronuncia dei giudici comunitari che avrà effetti immediati sul giudizio in corso. Ma potrebbe averne anche in occasione di eventuali ulteriori ricorsi che potrebbero essere presentati in Italia. Nel nostro paese, peraltro, la mancata corresponsione degli scatti di anzianità vale solo per i precari delle classi di concorso normali, mentre viene regolarmente attribuita ai precari che insegnano religione.


il nostro collega A. Malitesta segnala: http://www.aetnanet.org/catania-scuola-notizie-10352.html

News: PRECARI: RICONOSCIMENTO DEGLI SCATTI DI ANZIANITA'
Comunicazioni
Precari: riconoscimento degli scatti d'anzianità.

di Giuseppe Andria, dalla Gilda degli insegnanti di Treviso, 24.3.2008.

 

Con le diffide dirette a interrompere la prescrizione, è partito, a Treviso, il ricorso per il riconoscimento degli scatti di anzianità ai precari. La formula adottata è quella della “causa collettiva”, e prevede spese solo in caso di vittoria e in percentuale sul recuperato.

La GILDA di Treviso ci crede non solo per il precedente della sentenza della Corte di Giustizia delle Comunità Europee, ma anche perché, con  sentenza del 21/9/07, il giudice del lavoro di Treviso, riconoscendo, per la partecipazione agli esami, la parità di trattamento economico tra docenti part-time a tempo determinato e docenti part-time a tempo indeterminato, già applicava la stessa normativa europea richiamata dalla sentenza della Corte di Giustizia, ritenendo superata la C.M. 104/1999 che disponeva diversamente.

il nostro collega A. Malitesta segnala: http://www.associazionedifesalavoratori.org/article.php3?id_article=887

Corte di Giustizia europea: il servizio pre-ruolo utile agli scatti d’anzianità
SABATO 3 NOVEMBRE 2007

da zambeppi

Condannata la disparità rispetto ai lavoratori statali assunti in ruolo. La sentenza - che riguarda il ricorso fatto da un lavoratore spagnolo precario, il quale si è rivolto alla Corte europea dopo essersi visto negare la possibilità della progressione di carriera perché vietata nel suo Paese - verrebbe allargata al folto „popolo‰ di precari del personale scolastico. Soddisfatti i sindacati: se il criterio venisse applicato in Italia agli ex supplenti della scuola andrebbero tra i 2.500 e i 15 mila euro a testa.

Corte di Giustizia europea: il servizio pre-ruolo utile agli scatti d’anzianità

di Alessandro Giuliani [Tecnica della scuola]

Condannata la disparità rispetto ai lavoratori statali assunti in ruolo. La sentenza - che riguarda il ricorso fatto da un lavoratore spagnolo precario, il quale si è rivolto alla Corte europea dopo essersi visto negare la possibilità della progressione di carriera perché vietata nel suo Paese - verrebbe allargata al folto „popolo‰ di precari del personale scolastico. Soddisfatti i sindacati: se il criterio venisse applicato in Italia agli ex supplenti della scuola andrebbero tra i 2.500 e i 15 mila euro a testa.

Importante sentenza della Corte di Giustizia europea sul trattamento dello stipendio del personale precario statale: secondo i giudici comunitari tutti gli scatti di anzianità riservati al personale in ruolo andrebbero assegnanti anche al personale a tempo determinato, adottando esattamente gli stessi parametri.  L‚autorevole giudizio - che riguarda il ricorso fatto da un lavoratore spagnolo precario, il quale si è rivolto alla Corte europea dopo essersi visto negare la possibilità della progressione di carriera perché vietata nel suo Paese - verrebbe allargato al folto „popolo‰ dei lavoratori dello Stato. Naturalmente, quindi, anche al personale della scuola: una estensione importante, poiché il Ministero della Pubblica Istruzione in Italia - con oltre 200.000 docenti e 70.000 Ata non di ruolo - detiene il record di lavoratori precari.

Per questo i sindacati della scuola italiana hanno accolto la posizione espressa della Corte europea con soddisfazione ed interesse. "La situazione è in tutto analoga a quella in cui versano i precari della scuola statale italiana - ha fatto sapere la Gilda degli insegnanti - ai quali è negato il diritto ad accedere agli aumenti retributivi per anzianità previsti, invece, per il personale di ruolo. L‚eliminazione delle sperequazioni retributive tra docenti di ruolo e non di ruolo - continua la Gilda - è uno degli obiettivi civili fondamentali da noi sempre perseguiti: una battaglia politica confortata ora anche dalla legislazione e dalla giurisprudenza europea".

Per i giudici comunitari non risarebbero dubbi: i contratti collettivi non possono però introdurre disparità di trattamento tra lavoratori a tempo indeterminato e lavoratori a tempo indeterminato. E non possono farlo nemmeno le disposizioni legislative: è quindi del tutto legittima "l‚attribuzione, ad un lavoratore a tempo determinato, di scatti di anzianità che - si legge nel testo emesso qualche settimana fa dalla sezione II della Corte di Giustizia delle Comunità Europee - l‚ordinamento nazionale riserva ai soli lavoratori a tempo indeterminato".

Quanto potrà influire la sentenza sul parere dei nostri giudici è difficile dirlo: non passerà sicuramente inosservata ai giudici del Tribunale del lavoro di Roma che da qualche mese stanno esaminando un ricorso avviato da alcuni parlamentari della Rosa nel pugno, poiché in Italia il calcolo dell‚anzianità del periodo pre-ruolo è concessa - e sancita nel 2006 da una delle ultime leggi del Governo Berlusconi - solo ai professori di Religione. Il problema, di non poco conto, è però soprattutto di carattere economico: qualora il Tribunale del Lazio accogliesse il ricorso, lo Stato italiano rischierebbe di spendere in un solo colpo addirittura 2 miliardi messo di euro: mediamente nelle tasche degli ex supplenti della scuola andrebbero, infatti, tra i 2.500 e i 15 mila euro.

31/10/2007

il nostro collega A. Malitesta segnala dal sito: www.Pugliaimpiego.it

«Stesse tutele per precari». Lo stabilisce la Corte di Giustizia Ue
Data: Mer, 30 Aprile 2008 @ 16:00:06
Canale: Quesiti legali

I lavoratori assunti con contratti a tempo determinato devono essere trattati e devono avere le stesse garanzie e tutele di quelli con contratti a tempo indeterminato. A stabilirlo è la Corte di Giustizia Europea. Una sentenza che, come spiegano i sindacati, deve «fare scuola». Anche se non riguarda tutta la platea dei precari, anzi taglia fuori le fattispecie più atipiche come i «co.co.co» e chi non ha un vero contratto da dipendente.



La decisione dell'organismo di Giustizia europeo riguarda d'altronde una controversia tutta irlandese che, come spiegano i rappresentanti della Ces (Confederazione europea dei sindacati cui aderisce anche la Cgil), la cui risoluzione a favore dei lavoratori va ora comunque estesa a tutti i paesi dell'Europa. Nello specifico la Corte di Giustizia europea ha emesso una sentenza che, come spiegano i rappresentanti della Ces, «offrirà ai lavoratori assunti a tempo determinato una milgiore protezione dei propri diritti in virtù del diritto europeo». I fatti cui si riferisce la sentenza della Corte di giustizia europea riguardano un ricorso fatto dai lavoratori irlandesi assunti con contratto a tempo determinato che si erano visti negare «gli stessi trattamenti salariali» dei lavoratori assunti con contratto a tempo indeterminato. Da qui il ricorso delle organizzazioni sindacali davanti al tribunale Irlandese prima e alla Corte di Giustizia europea, poi.
Alla fine, dopo una lunga attesa la conclusione che dà ragione ai lavoratori e alle organizzazioni sindacali che hanno sostenuto la vertenza. «Nella sentenza, molto incoraggiante, i giudici europei hanno deciso che - spiegano in una nota i rappresentanti della Ces - che la parità di trattamento è un principio di diritto comunitario che non può essere interpretato in manitera restrittiva e che riguarda le questioni legate ai salari, alle pensioni».

Fonte: L'Unità
May 11

da "tecnica della Scuola" 10/05/2008

Scrima (CislScuola): "No agli incarichi triennali"
di R.P.
L'ipotesi degli incarichi triennali come primo passo verso l'assunzione definitiva sta suscitando un ampio dibattito fra gli addetti ai lavori. I precari contano di essere ricevuti dal Ministro.
In un nostro precedente servizio avevamo annunciato che uno dei primi provvedimenti del Ministro Maria Stella Gelmini potrebbe riguardare il problema del precariato.
L’ipotesi potrebbe essere quella di lavorare su due fronti diversi: da un lato garantire un certo numero di immissioni in ruolo (non più di 15-20mila per i docenti e poche migliaia per gli ATA); dall’altro si potrebbe  dare maggiore stabilità ai precari assegnando incarichi di durata triennale anziché annuale (l’operazione servirebbe anche a garantire una maggiore continuità didattica)
La proposta non dispiace a Leonardo Donofrio segretario nazionale del sindacato UniScuola che già da tempo continua ad insistere sull'opportunità di assegnare incarichi triennali purchè sia “fatto salvo il ruolo sui posti dell’organico di diritto previsti”.
Nei siti delle associazioni di precari la questione sta suscitando un vivace dibattito con posizioni diversificate e senza pregiudiziali, come ad esempio accade nel forum www.precariscuola.135.it, i cui partecipanti stanno anche cercando di mettere insieme una delegazione che possa essere ricevuta dal Ministro.
L’idea degli incarichi triennali non piace invece per nulla a Francesco Scrima, segretario nazionale di CislScuola che, da noi interpellato, afferma: “La questione del precariato è già stata affrontata dalla legge finanziaria che parla, per il 2008, dell’assunzioni di 50 mila docenti e 10mila ATA. Il problema, come è noto, è particolarmente serio per gli ATA: il 33% di questo personale è precario”.
Gli incarichi triennali, però, potrebbero essere un primo passo…
“Giuridicamente e tecnicamente gli incarichi triennali mi convincono poco; oltretutto sono difficili da gestire. E comunque se ci sono posti vacanti disponibili per incarichi a tempo determinato non si capisce perché non si debba procedere, su quegli stessi posti, con le immissioni in ruolo”.
Francesco Scrima è altrettanto contrario ad un’altra ipotesi che è stata lanciata in queste ore dal Ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta che ha parlato di privatizzare in parte alcuni “pezzi” di servizi pubblici importanti come la sanità, la scuola e la giustizia.
Se nella scuola questo volesse dire, per esempio, esternalizzare i servizi di pulizia, che posizione assumerebbe il sindacato ?
Scrima non ha dubbi: “Le esperienze finora condotte dimostrano che l’esternalizzazione aumenta i costi e fornisce comunque un servizio di minore qualità mettendo in seria difficoltà le istituzioni scolastiche”.
10/05/2008
May 08

da Tuttoscuola 8 maggio 2008

Aprea: vice ministro o presidente di commissione?

Dopo la nomina a ministro dell'istruzione, università e ricerca dell'on. Maria Stella Gelmini, si aspetta ora la definizione della squadra che la affiancherà nel mandato.

Le attese dell'on. Aprea per un suo ruolo forte all'interno del ministero sembravano, fino a pochi giorni fa, vanificate dalla proposta di un normale incarico di sottosegretario, al punto che si era parlato per lei di possibile nomina, non certamente di poco conto, come presidente della commissione cultura alla Camera. Una presidenza di indubbio prestigio per un incarico che fino a qualche settimana fa ricopriva l'on. Folena, non riconfermato come parlamentare.

Nelle ultime ore, però, la possibilità che Valentina Aprea possa ottenere l'incarico di vice ministro a fianco dell'on. Gelmini ha ripreso quota in modo molto concreto.

Se il presidente del consiglio, a cui spetta la designazione dell'incarico dei vice ministri, effettuerà nelle prossime ore la scelta dell'on. Aprea, al nuovo Miur potranno convivere l'esperienza e la conoscenza del sistema da parte dell'Aprea con la forza e la determinazione della "giovane" Gelmini.

Una coppia vincente?

da La tecninca della scuola del / Maggio 2008

Maria Stella Gelmini è il nuovo ministro
di Reginaldo Palermo
Rispettate le nostre previsioni. Viceministro sarà forse Valentina Aprea. Fra i primi provvedimenti un decreto legge per cancellare i corsi di recupero e intervenire sul problema del precariato.
Confermate le previsioni che avevamo fatto già una settimana fa: la giovanissima Maria Stella Gelmini, deputata di Forza Italia dal 2006, sarà il nuovo Ministro per l’Istruzione e l’Università.
Non si conoscono ancora i nomi dei sottosegretari anche se sembrano in rialzo le quotazioni di Valentina Aprea come viceministro con delega ampia sul sistema di istruzione.
Altro ministro che potrà avere voce in capitolo sulla scuola e più in generale sulla pubblica amministrazione sarà Renato Brunetta, titolare del dicastero Innovazione e Funzione Pubblica.
E ora cosa succederà ?
Difficile formulare previsioni, anche se si fa sempre più credibile l’ipotesi di un decreto legge “per il regolare avvio dell’anno scolastico” che potrebbe essere emanato al più tardi nei primi giorni di giugno in modo da essere convertito in legge prima della pausa estiva dei lavori parlamentari.
Il provvedimento potrebbe contenere due-tre norme importanti finalizzate ad affrontare i problemi più difficili del momento.
Una prima norma riguarderà certamente la questione del recupero dei debiti e dei corsi estivi. Probabilmente la questione potrebbe essere risolta decidendo di prorogare di 10-15 giorni la durata dell’anno scolastico 2007/2008 in modo da rispettare la norma che prevede che i corsi di recupero debbano concludersi entro l’anno scolastico. Certamente per l’anno prossimo i corsi saranno cancellati e potrebbe essere introdotto un meccanismo di “sbarramento” biennale.
Un altro gruppo di norme riguarderà poi il precariato.
Probabilmente verranno rivisti i conti già fatti da Padoa Schioppa, ma per le immissioni in ruolo per il 2008/2009 dovrebbero essere garantite 15-20 mila cattedre.
Per le assunzioni a tempo determinato necessarie a coprire i posti scoperti ritorneranno forse  i vecchi contratti triennali che garantirebbero, almeno, la continuità didattica sulla stessa sede di buona parte del personale precario.
Con un paio di direttive da emanarsi durante il periodo estivo saranno invece regolate le questioni delle Indicazioni per il curricolo e della valutazione delle scuole.
Ma su tutto incomberanno le norme delle ultime due leggi finanziarie che prevedono risparmi consistenti a carico del bilancio dell’Istruzione.
07/05/2008
May 06

Corsi di perfezionamento in Europa per docenti italiani (TECNICA DELLA SCUOLA)

Corsi di perfezionamento in Europa per docenti italiani
di A.P.
Scade il 16 maggio 2008 il termine ultimo per la presentazione della domanda di partecipazione ai corsi di perfezionamento in Europa per docenti italiani di lingua straniera e lingua e letteratura straniera nella scuole del settore primario e secondario. Per l’anno 2008 sono 129 i posti disponibili.
In applicazione dei Protocolli esecutivi degli accordi culturali stipulati dall’Italia con Austria, Francia, Germania e Spagna, con nota del 15 aprile 2008, prot. n. 3136, il Ministero della pubblica istruzione ha dettato le istruzioni e le modalità per la partecipazione ai succitati corsi.
Per i docenti italiani di lingua e letteratura tedesca sono stati banditi n. 20 posti in Germania, Monaco, con durata del corso dal 14 al 27 settembre 2008; e n. 50 posti in Austria, Klagenfurt dal 31 agosto al 6 settembre 2008.
Per i docenti di lingua e letteratura francese sono stati individuati n. 20 posti in Francia, Tours, dal 21 luglio al 1° agosto ; mentre per quanto riguarda il seminario pedagogico, che si svolge ad anni alterni in Italia e in Francia, quest’anno si realizzerà in Italia, in una località ancora da definire, dal 14 al 26 luglio e vi parteciperanno n. 28 docenti.
Per i docenti di lingua e letteratura spagnola, infine, in Spagna, a Salamanca sono a disposizione n. 9 posti per corsi che vanno dal 2 al 22 luglio; 4/14 e 18/29 agosto 2008.
I posti sono così ripartiti: per il “Corso di letteratura e cinema” solo 2 docenti in servizio in scuole di istruzione secondaria di II grado, per il “Corso superiore di metodologia dell’insegnamento della lingua spagnola” sono disponibili 7 posti.
Altri posti sono disponibili, invece, sono stati individuati uno a Granada e uno a Santiago di Compostela, entrambi per il periodo che va dal 14 luglio al 1 agosto 2008 per corsi su “Didattica dello Spagnolo come lingua straniera”.
I docenti, che possiedono i requisiti previsti dal punto 2 della citata nota, e intendono partecipare alle selezioni, dovranno far pervenire agli Uffici scolastici regionali competenti entro e non oltre il 16 maggio 2008, le domande di partecipazione insieme ad un dettagliato curriculum.
Per facilitare il compito ai candidati, alla nota prot. n. 3136 è allegato un modello di domanda di partecipazione.
Fra i diversi requisiti è determinante che gli insegnanti prestino effettivo servizio nelle scuole di I e di II grado statali o paritarie, quali docenti in attività di insegnamento per la lingua straniera richiesta.
May 05

da Orizzontescuola: 28 aprile 2008

MariaStella Gelmini al Ministero dell'Istruzione

28 aprile 2008 - pd
Dopo quello di Formigoni, Bondi, Prestigiacomo, Carfagna, adesso circola il nome di Gelmini. Qual è la sua visione della scuola? "Meritocrazia", "liberalizzazione della professione" e chiamata diretta dei presidi

Mariastella Gelmini è già su Wikipedia. Giovane, nasce a Leno il 1973. Avvocato, è specializzata in diritto amministrativo e urbanistico. Coordinatrice regionale di Forza Italia in Lombardia, è stata eletta alla Camera dei Deputati per la prima volta nel 2006 (XV legislatura).

Il 5 febbraio 2008 ha presentato una proposta di legge che si pone come primo obiettivo "l’attuazione concreta nella societa` italiana del principio del merito". Ed ha ben pensato di partire dalla scuola.

L'obiettivo per la Gelmini dovrebbe essere raggiunto attraverso questi salienti passaggi.

Citiamo dalla proposta di legge

  • rafforzamento dei poteri organizzativi e disciplinari dei dirigenti scolastici e degli organismi di amministrazione che li adiuvano, con compiti di gestione amministrativa e di reclutamento del corpo docente;
  • la promozione di una piena concorrenza tra le istituzioni scolastiche, mediante l’adozione di meccanismi di ripartizione delle risorse pubbliche in proporzione ai risultati formativi rilevati da un organismo terzo tenuto a pubblicare annualmente una classifica regionale delle istituzioni scolastiche fondata su parametri trasparenti e verificabili
  • cancellazione del sistema dei debiti formativi e l’aumento della selettivita` dei meccanismi di avanzamento scolastico, anche attraverso la reintroduzione degli esami di riparazione;
  • valorizzazione del merito dei docenti, mediante:
    • l’eliminazione di ogni automatismo nelle progressioni retributive e di carriera degli insegnanti;
    • la progressiva liberalizzazione della professione, da attuare attraverso la chiamata nominativa da parte delle autonomie scolastiche su liste di idonei, con un periodo di prova di due anni scolastici propedeutico all’assunzione a tempo indeterminato, garantendo comunque la mobilita` dei docenti;
    • la possibilita` , per le singole istituzioni scolastiche, senza oneri aggiuntivi a carico della Stato, di stipulare con i singoli docenti contratti integrativi di tipo
      privatistico.

Comunicazione importante

Ciao ragazzi/e,
vi scriviamo per dirvi che Ida e Andrea (coloro che inviano questo comunicato) sono in contatto con Massimo Di Menna, segretario generale della UIL SCUOLA a livello  nazionale. Abbiamo avuto modo di sentirlo telefonicamente, il numeroè stato ottenuto grazie ad un amico di famiglia, sindacalista UIL, che Ida considera come un padre. Avevamo letto tempo fa su Orizzontescuola che era molto interessato alla questione dei precari non abilitat Per questo motivo abbiamo cominciato a coinvolgere questo sindacato nella nostra iniziativa. Noi due, qui a Udine abbiamo anche contattato la sede locale, informandoli delle nostre telefonate a Di Menna e che avevamo intenzione di invitare ad una riunione indetta da noi. La Uil di Udine si è proposta gentilmente di indirne una lei a livello locale, stiamo attendendo con ansia la data di conferma.
Quel che ora vi chiediamo è: rivolgetevi alle sedi UIL della vostra città, andate da loro a nome del MIDA e dite che siamo in contatto con il loro segretario generale. Sicuramente, come ha fatto Udine, lo chiameranno per chiedere conferma, verificheranno che è vero. Pensate che un nostro collega lo ha incontrato a Trento il 29 Marzo 2008 e gli ha consegnato le nostre richieste. Per cui, contiamo su di voi! Datevi da fare! Dite loro che ci siamo e che stiamo facendo sul serio e soprattutto che il Mida è una realtà, e che realtà!

Saluti precari.

P.S. Contiamo su di voi! Muovetevi a livello locale! Dirottateli anche sui nostri siti, fategli vedere cosa stiamo mettendo in piedi! Ogni vostra iniziativa è benvenuta, purché come obiettivo finale ci sia: il titolo abilitante! Forzaaaaaaaaaa!!!





May 04

FACCIAMO CHIAREZZA

I documenti che visionate qui, appartengono al M.I.D.A. quando in calce trovate sia la sigla del nostro gruppo, sia il mio nome (Ida Gasparretti) e quello di Andrea Conti. Ogni altro documento o articolo riportato in questa sede che non ha questa chiusura è preso dal web e viene postato per avere le vostre opinioni.
La Carta del Precariato risale all'8 giugno 2007 e l'ho postata per sapere cosa ne pensate.
Sia chiaro, il MIDA chiede l'abilitazione e il riconoscimento dei titoli di servizio puntando sulla dicitura: "nell'anno scolastico sono stati prestati gg.... di servizio preruolo" per cui se nella nostra lotta al titolo abilitante dobbiamo contrastare dei documenti vigenti, facciamolo. Non stupitevi se dobbiamo arrivare a tanto. Spesso dei post che trovate sono una provocazione per spingervi a venire fuori. Sì, io e Andrea ci stiamo muovendo, ma dovete farlo anche voi. Per cui usate la tastiera, usate il telefono e dite ciò che pensate!
Forza!

Richiesta di Universitydimension.com

Ecco la proposta di Universitydimension. Analizziamola e se ci sarà possibilità di collaborare con loro, senza astii, lo faremo. Almeno si spera, ma sembra che non si riesca a trovare ancora un accordo. La cosa ci dispiace, ma speriamo che in futuro qualcosa possa cambiare. La nostra porta rimane aperta a tutti i movimenti con precari abilitati, ma senza demolire il lavoro fatto fino a oggi. Quando questo post venne pubblicato in data 4 maggio 2008 sembrava che ci potesse essere un accordo all'orizzonte, ma oggi dopo alcuni scambi di idee siamo punto e a capo. Ma il comunicato dei nostri colleghi precari del sito sotto riportato, non verrà mai sminuita da parte del Mida. Avevamo promesso di pubblicarli sul nostro sito, così abbiamo fatto e lo rifaremo di tanto in tanto. Se potete, firmatela! Anche voi che la state leggendo siete NON ABILITATI! Più fronti comuni abbiamo, meglio è! Andiamo avanti, attraversando tutte le porte possibili. Non importa chi arriva prima dei due movimenti MIDA o ADPNA, l'importante è raggiungere il traguardo!


Sono circa 18000 i docenti senza abilitazione che prestano servizio nelle scuole pubbliche italiane. E’ nata la SSIS, la famosa Scuola di Formazione per gli insegnanti.

Con consistenti somme di denaro e molta fatica, i docenti hanno ottenuto e stanno cercando di ottenere ancora adesso, l’abilitazione. 

Noi siamo un gruppo di docenti che lavora da anni (ma c’è chi lo fa da mesi o da poche settimane) nella scuola, senza aver potuto (per svariati motivi) conseguire l’abilitazione. Sballottati da un posto all’altro, con poche garanzie, perennemente a rischio di essere eliminati dalle graduatorie di terza fascia, continuiamo a fare il nostro lavoro, giorno dopo giorno.

Nessuno toglie merito allo studio della didattica e dei metodi di insegnamento. Ma è altrettanto vero che gli anni di esperienza nel campo della scuola hanno un peso non indifferente.  

  Chiediamo che il governo cerchi e trovi, insieme a noi, una soluzione positiva per la nostra sorte lavorativa. Siamo 18000 persone circa ad avere questo problema e non intendiamo più restare in silenzio a guardare. Siamo solidali con i colleghi che sono riusciti a completare le scuole di specializzazione. Non vogliamo guerre “tra poveri", non siamo in competizione con loro, abbiamo soltanto l’urgente necessità di vedere riconosciuto il contributo che da anni portiamo alla scuola pubblica.

Ci piacerebbe che si unissero a noi  e firmassero la nostra petizione anche tutti gli altri precari della scuola.

Associazione docenti precari non abilitati. 



LA CARTA DEL PRECARIATO (preso da http://www.comincialitalia.net/interna.asp?id_tipologia=26&id_articolo=3375)

HO RITENUTO GIUSTO PUBBLICARLA SUL NOSTRO BLOG, PERCHE' CI RIGUARDA DIRETTAMENTE.


18 Giugno 2007 ore 21:12


I precari della scuola aderenti alle più rappresentative associazioni di categoria hanno stilato e sottoscritto la comune “Carta del Precariato” per la risoluzione delle questioni occupazionali del personale in attesa di definitiva assunzione e per la salvaguardia della qualità della scuola di tutti e per tutti. Il documento approvato dall’ADACO (Associazione Docenti Abilitati con Concorso Ordinario), dal CIP_AN (Comitati Insegnanti Precari _ Associazione Nazionale), dal CIPNA (Comitato Insegnanti Precari Non Abilitati) e dal Forum Precariscuola anticipa azioni unitarie di lotta e di proposta in difesa dei valori e degli obiettivi condivisi.
CARTA DEL PRECARIATO sottoscritta da:

ADACO - CIP - CIPNA - Forum Precariscuola

e presentata all'opinione pubblica, al MPI, ai partiti, alle OO,SS., alle altre organizzazioni di categoria e ai mezzi d'informazione

A - Sistema di reclutamento

1. Il reclutamento a qualsiasi titolo del personale docente deve avvenire esclusivamente dalle Graduatorie di Merito (GM) e dalle Graduatorie ad Esaurimento (GE). Fermo restando il carattere ad esaurimento delle stesse, è preclusa ogni nuova inclusione ma il solo aggiornamento del punteggio degli iscritti. Eventuali attivazioni di nuove procedure abilitanti devono avvenire esclusivamente per le classi di concorso e nelle province le cui corrispondenti GE risultino esaurite. In assenza di comprovata necessità è preclusa qualsiasi attivazione di nuove procedure abilitanti di personale docente. Le nuove procedure abilitanti saranno attivate solo dopo aver stabilito gli aventi diritto, i titoli d’ammissione, le finalità, i tempi e le modalità di svolgimento delle stesse.

2. Differimento sine die (superamento) dell’art. 5 della riforma Moratti. In mancanza di un’adeguata fase transitoria, a salvaguardia degli attuali iscritti nelle (GE) e (GM), è fatto assoluto divieto ai Dirigenti Scolastici (DS) di assumere per chiamata diretta. Le nomine per le supplenze annuali o fino al termine delle attività didattiche sulle cattedre e gli spezzoni disponibili sono attribuite, dall’1/08 al 31/12, per conto dell’Ufficio Scolastico Provinciale (USP), dalle “scuole polo” o di riferimento, perdurando l’obbligo dei DS, fino al 31/12, di nominare esclusivamente dalle GE e, solo in caso di loro esaurimento, dalle Graduatorie di Istituto (GI).

3. Il numero di cattedre da assegnare a Tempo Indeterminato (T.I.) è calcolato nella misura dell'100% dei posti disponibili (organico di diritto e di fatto) e, comunque, resta libero dai vincoli imposti al Ministero della Pubblica Istruzione (MPI) da altri dicasteri, con l’obbligo per il governo di reperire i mezzi finanziari per dare piena attuazione alla legge 143/2004 e alla legge finanziaria 2007 per tutto quanto afferente la copertura degli organici.

4. Definizione di un regolamento nazio