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日志


10月30日

Notizie stampa

Scuola: Bonanni, Governo Riapra Confronto

 

Agi - da 1 ora 4 minuti

(AGI) - Roma, 30 ott. - "Sulla scuola il governo deve aprire un confronto con i sindacati, gli enti locali e le famiglie, perche' la scuola non puo' essere diretta come una azienda, ma si deve discutere tutto alla luce del sole". Lo ha detto il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, a piazza del Popolo per la manifestazione dei lavoratori della scuola. Bonanni ha fatto presente che un confronto con l'esecutivo non c'e' mai stato e che invece e' indispensabile di fronte alla manifestazione imponente di ogg

Notizie stampa

Scuola: Polverini, Governo Riprenda Il Dialogo

Agi - da 1 ora 2 minuti

(AGI) - Roma, 30 ott. - "Lo sciopero si sarebbe potuto evitare se il governo avesse percorso la via del confronto e non delle scelte unilaterali". Lo ha detto il segretario generale dell?Ugl, Renata Polverini, intervenendo questa mattina alla trasmissione Omnibus in onda su La7. "Abbiamo piu' volte sollecitato il ministro Gelmini e il governo ad un confronto con il sindacato cosi' come con le associazioni degli studenti e delle famiglie, ma non abbiamo avuto risposte. Lo sciopero e' diventato inevitabile". Per Polverini "si e' commesso un errore di metodo, perche' prima il governo ha stabilito i tagli con il decreto 112, sulla base dei quali, poi, ha proceduto a definire i contenuto della riforma, peraltro senza chiedere il contributo di quei soggetti sociali che conoscono la realta' del sistema di istruzione. Non contestiamo la necessita', che invece abbiamo sostenuto in molte occasioni, di migliorare la scuola, orientandola maggiormente al merito e alla centralita' dello studente, ma non si puo' pensare di costruire una scuola di qualita' senza risorse adeguate e senza considerare problemi non trascurabili come la qualificazione del personale docente e la continuita' di servizi importanti per la famiglia sui quali non sono stati forniti i chiarimenti necessari". "Siamo convinti - ha concluso Polverini - che ci siano ancora margini per migliorare questa legge, anche con il contributo dell?opposizione, senza aspettare il referendum, e per questo ci aspettiamo che il governo voglia riprendere la via del dialogo con il sindacato e gli altri soggetti sociali". .

Notizie stampa

Scuola: Epifani, Oggi Un Giorno Memorabile

 

(AGI) - Roma, 30 ott. - Per il segretario della Cgil, Guglielmo Epifani la partecipazione al corteo contro la riforma Gelmini e' "straordinaria". Parlando a piazza del Popolo con i giornalisti prima del comizio conclusivo, Epifani ha detto di essere stato colpito dalla solidarieta' espressa dai cittadini nei confronti dei manifestanti. "Mi ha sorpreso che a via Bissolati la gente si affacciasse alle finestre ed esponesse cartelli di solidarieta'. Oggi e' davvero una giornata memorabile". Secondo Epifani quando cosi' tante persone scendono in piazza e' necessario che il governo rifletta. "La legge e' fatta di una parte consistente di tagli, 8 mld, e questo accade mentre in tutto il mondo oggi si investe per l'istruzione. In questa maniera si tagliano risorse ma non si riforma la scuola. In piazza sono scesi studenti, insegnanti e genitori, come si puo' pensare che questo sia l'effetto di una strumentalizzazione?". Il leader della Cgil ha ammesso pero' che in Italia e' difficile riformare la scuola. "Ci deve essere una sfida su un progetto riformatore, ma questa legge non ha progetti, magari li avesse, altrimenti avremmo raccolto la sfida".

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Scuola: Organizzatori Corteo Milano, Siamo 200 Mila

(AGI) - Milano, 30 ott. - E' arrivato da circa mezz'ora in piazza Duomo il corteo deglii studenti che a Milano protestano contro la legge Gelmini. La piazza e' colma di ragazzi e non riesce a contenerli tutti tanto che l'ultima parte del corteo e' rimasta in una delle strade laterali. Secondo i responsabili di 'rete scuole', tra gli organizzatori di questo corteo, i manifestanti sarebbero 200 mila. Alcuni ragazzi si sono arrampicati sul monumento a Vittorio Emanuele e vi hanno affisso su i loro striscioni. Altri continuano a gridare: "se non cambiera' bloccheremo la citta'". Durante la manifestazione, quando il corteo e' giunto sotto gli uffici comunali di via Larga, alcuni dipendenti si sono affacciati alle finestre e hanno applaudito. Durante la manifestazione non si sono registrati incidenti a parte qualche scritta sui muri ad opera di giovani con il volto coperto e armati di bombolette spray. .

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Scuola, cortei a Roma, Milano e Torino coi sindacati

 

ROMA (Reuters) - Studenti, insegnanti e genitori stanno manifestando a Roma, Milano e Torino contro la legge Gelmini, nel giorno di sciopero nazionale della scuola indetto da Cgil, Cisl, Uil, Gilda e Snals.

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Nelle intenzioni degli organizzatori lo sciopero odierno sarebbe dovuto avvenire prima del voto finale di conversione del decreto Gelmini al Senato, ma l'opposizione - che ieri, Udc compresa, ha votato compatta contro il decreto - ha accusato la maggioranza di aver stretto il calendario dei lavori in aula proprio per battere sul tempo i sindacati.

Nella capitale il corteo, con partecipanti provenienti da tutta Italia, è partito intorno alle 9.30 dalla centrale piazza della Repubblica diretto a piazza del Popolo, dove la manifestazione si concluderà con l'intervento del leader della Cgil Guglielmo Epifani.

Gli organizzatori parlano di "centinaia di migliaia" di partecipanti, mentre per il momento la Questura non fornisce stime.

Lo striscione di apertura del corteo, che riporta le cinque sigle sindacali che hanno indetto lo sciopero, recita "Uniti per la scuola di tutti". E' seguito dai bambini che portano un altro striscione su cui sono disegnati quattro bimbi che si tengono per mano - un nero, un cinese, un indiano e un bianco - tra fiori e farfalle e la scritta "Lui è mio amico".

A Milano un corteo è partito da largo Cairoli diretto a piazza Duomo, mentre a Torino i manifestanti sono partiti da piazza Albarello verso piazza Castello.

EPIFANI: "CHIEDIAMO TAVOLO DI CONFRONTO"

A Roma in testa al corteo, poco dopo la partenza, si sono trovati il leader del Pd Walter Veltroni, Epifani, l'ex ministro dell'Istruzione Beppe Fioroni e l'ex ministro della Famiglia Rosy Bindi.

"Noi chiediamo un tavolo di confronto con il governo", ha detto Epifani ai giornalisti. "E' stato il governo a non darcelo. Noi siamo sempre pronti... Io spero che il governo voglia raccogliere il nostro invito al dialogo".

Il leader sindacale ha aggiunto che "l'errore di fondo della scelta del governo è di non aver avuto l'onestà di dire che erano tagli".

Veltroni ha detto che "il tentativo di radicalizzazione (va) respinto e tutti devono fare la loro parte", commentando gli scontri di ieri a Roma - in cui sono rimasti feriti in modo lieve alcuni agenti - tra studenti di destra e di sinistra, in seguito ai quali le forze dell'ordine hanno arrestato due persone e ne hanno denunciate altre quattro.

"Da parte mia sentirete solo parole di sostegno alle forze dell'ordine", ha aggiunto Veltroni.

Il leader del Pd ieri ha annunciato l'iniziativa referendaria, dopo che l'Italia dei Valori aveva già suscitato l'entusiasmo dei ragazzi di piazza Navona con la proposta di continuare la lotta anti-Gelmini col referendum.

"Il referendum è utile... Io penso che noi dobbiamo disporci ad accettare tutto ciò che il movimento proporrà", ha commentato stamattina al riguardo Franco Giordano del Prc, parlando coi giornalisti durante la manifestazione.

"I cittadini stanno partecipando con la ferma volontà di non farsi mettere i piedi sopra da una legge che si è preoccupata soltanto di recuperare risorse finanziarie ai danni di un settore come la scuola che è il futuro dei giovani e dei ragazzi", ha commentato il leader dell'IdV Antonio Di Pietro.

CHE DICE LA RIFORMA GELMINI

Il contestato provvedimento approvato ieri in via definitiva, che prende il nome dalla ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, accorpa misure di vario tipo. Per esempio punta a contenere il costo dei libri di testo scolastici, stabilendo che essi dovranno durare almeno cinque anni, e insieme reintroduce la vecchia figura del "maestro unico" o "prevalente", affiancato da quelli di religione e di inglese.

Sono già tornati, intanto, i voti espressi in numero, coi decimi, e col 5 in condotta si rischia la bocciatura. Si studierà l'educazione civica. Ma viene bloccato anche il turn over degli insegnanti che vanno in pensione, con la scomparsa di 87mila posti in tre anni.

La legge non parla in modo specifico del tempo pieno, ma dato che l'orario del "maestro unico" sarà di 24 ore settimanali, in molti - soprattutto le famiglie dove entrambi i genitori lavorano - temono che questo significherà una riduzione degli orari di presenza a scuola, o un aumento delle attività a pagamento.

Il premier Berlusconi ha però assicurato che con le nuove norme sarà invece possibile estendere il tempo pieno, utilizzando meglio gli insegnanti.

Il provvedimento destina anche 20 milioni di euro all'edilizia scolastica, ma riduce complessivamente la spesa per la scuola elementare di 7,8 miliardi di euro, pur promettendo di impiegare il 30% di questa somma per premiare i docenti più meritevoli.

Intanto si attende ora il piano sull'università, che ieri il ministro dell'Istruzione ha detto di voler presentare entro una settimana.

Da giorni il mondo dell'università protesta contro i tagli previsti per gli atenei in buona parte dalla legge 133, la manovra finanziaria triennale dello scorso agosto, chiedendo in particolare il ritiro degli articoli 16 e 66 sulla possibilità per le università di trasformarsi in fondazioni, sui tagli al fondo per il finanziamento ordinario delle università e sul blocco del turnover del personale.

Notizie stampa

(AGI) - Roma, 30 ott. - "Siamo oltre un milione in piazza oggi a Roma". E' quanto sostengono gli organizzatori della manifestazione in corso a piazza del Popolo per protestare contro la riforma Gelmini. Si e' invece nuovamente riempita Piazza della Repubblica con altri manifestanti giunti con pulman e treni che non erano riusciti a raggiungere in tempo la partenza del corteo. La questura ha autorizzato poi altri due cortei. Uno e' transitato per via Nazionale per raggiungere piazza del Popolo; un altro si e' attestato all'altezza del parcheggio della metro Anagnina. E proprio nei parcheggi di Anagnina, Tuscolana ed Eur stanno ancora affluendo tantissimi pulman e gli occupanti, un po' delusi per il ritardo, sono scesi e hanno dato luogo a manifestazioni spontanee sparse nella citta'. -Scuola: Roma Invasa, "Siamo Oltre Un Milione In Piazza"

10月26日

Dal Gazzettino.it http://www.gazzettino.it

Ieri pomeriggio a Udine la presidente della commissione Cultura alla Camera ha incontrato docenti e famiglie per parlare della riforma Gelmini

«Insegnanti, meno privilegi e più doveri»

L’onorevole Aprea (Pdl): «Valutazione per tutti e basta possibilità di trasferirsi ogni anno»

Udine

(wt) «La scuola di massa dovrà diventare scuola di qualità»: è questo il verbo della riforma dell'istruzione secondo Berlusconi, scattata con il varo alla Camera del decreto Gelmini che fa partire dalla scuola primaria una ristrutturazione dei cicli scolastici, che riguarderà ogni ordine e grado: dalle medie all'università passando per licei e istituti tecnici e professionali.

Per spiegarla e raccogliere gli umori e gli indirizzi prima degli insegnanti e poi delle famiglie in due distinti incontri ieri a Udine, all'istituto Salesiano Bearzi, è arrivata Valentina Aprea, presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati e secondo molti vera artefice del disegno di riforma che il Pdl e la Lega stanno portando avanti.

A testimoniare l'unità d'intenti sul tema tra le due forze portanti del centro-destra era presente all'incontro anche il senatore friulano del Carroccio Mario Pittoni, che ha presentato la sua proposta di legge sul reclutamento degli insegnanti su base regionale.

Mentre in tutta Italia si organizza la protesta tra studenti e docenti, l'onorevole Aprea mostra decisione estrema: non risparmia bordate agli insegnanti, che «godono di tutti i diritti degli impiegati statali, senza però sottoporsi ad alcuna valutazione sull'efficacia della loro azione educativa» e spiega che «una scuola che costa 55 miliardi di euro l'anno senza produrre risultati, ma emergenza educativa va ripensata alle radici».

Le difficoltà di bilancio in cui si dibatte lo Stato quindi arrivano quasi provvidenziali: «la riqualificazione della spesa pubblica ci costringerà d'ora in poi a non dare per scontato nulla, nemmeno la gratuità dei servizi. Ogni ora di insegnamento e ogni posto di insegnante dovrà essere valutato nella sua effettiva utilità, con criteri che mettano al primo posto la garanzia di risultati».

Insomma, un vero giro di vite attende la scuola italiana. Aprea annuncia che in Commissione è partito l'esame di un provvedimento che cambierà lo status degli insegnanti: non più impiegati, ma veri e propri quadri che sefunzioneranno avranno prospettiva di carriera, se no potranno ricollocarsi in altra mansione. In ogni caso non potranno più chiedere trasferimento ogni anno, ma assicurare continuità di insegnamento nello stesso plesso per almeno un ciclo didattico. «Basta con le garanzie per il personale che vanno a discapito dei ragazzi e delle famiglie», afferma ilfalcoAprea: «già la riforma Moratti prevedeva questo, ma stavolta non ci faremo intimidire. E credetemi dice non ci vorranno legislature».

Ora che le primarie hanno già subito la rivoluzione del maestro unico, data ormai per acquisita nonostante la mobilitazione sindacale, in casa Pdl si guarda già alla riforma che «in due anni contiamo di portare completamente in porto».

E allora come cambieranno gli altri ordini di scuola? «Le medie hanno troppi insegnanti secondo l'esponente del Pdl bisogna invece puntare su pochi insegnanti, formati su più materie, attraverso il modello delle aggregazioni disciplinari».

Alle superiori è in vista una revisione profonda, ma ci sarà uno stop alla licealizzazione degli istituti tecnici prevista a suo tempo dalla riforma Moratti. Meno chiare le intenzioni sull'università, dove per ora non sarà abbandonato il sistema basato su lauree brevi e lauree specialistiche, nonostante il Times ormai classifichi gli atenei italiani nei bassifondi delle classifiche mondiali.

Interessante.....

Precari senza (coscienza di) classe

Di Vincenzo Brancatisano

24 ottobre 2008 – C’è l’impressione che nelle scuole italiane i professori precari non si siano ancora resi conto di quanto sta per capitare loro. Molti continuano a sprecare le proprie energie nel contattare le redazioni dei giornali, elemosinando uno spazio televisivo dove – si augurano i docenti – si possa parlare dei problemi che li affliggono. Salvo constatare che questa o quella trasmissione se ne fregano bellamente di loro e si guardano bene dall’affrontare il tema dei temi. Il cui titolo è più o meno questo: lo sfruttamento del lavoro precario nella scuola pubblica italiana da parte dello Stato. Di questo fenomeno aberrante, unico al mondo, si disinteressano i sindacati, i dirigenti scolastici, i professori di ruolo. Se ne disinteressano in gran parte i docenti interessati, divisi da interessi contrapposti legati ora al doppio punteggio di montagna, ora alla Ssis, ora ai corsi di formazione farsa, ora al passaggio di cattedra da una disciplina all’altra o dal sostegno su materia comune, e via dicendo. Uno si aspetterebbe di vederli sulle barricate, peraltro innalzate da altri, spesso da studenti che non conoscono il motivo per cui stanno occupando. Cosa chiedono: di studiare di più? Basterebbe che studiassero un decimo di quanto oggi la scuola offre loro con grande e sovente inutile dispendio di energie anche finanziarie. E invece se ne stanno a fare lezione tranquillamente, lamentandosi del fatto che Santoro e C. li snobbino. Sia chiaro: non saranno licenziati molti precari. Non solo perché non si può parlare di licenziamento in caso di mancato rinnovo di contratto a tempo determinato, ma anche perché quei lavoratori serviranno sempre alla scuola. Solo che tramonta inesorabilmente, per moltissimi, l’aspettativa di essere assunti in ruolo che è come dire che lo sfruttamento del lavoro sarà ancora più intenso. Coloro che sparano a zero contro l’assunzione dei precari (in genere sulle colonne di giornali finanziati vergognosamente dalle tasse dei contribuenti) non arrivano al punto di chiederne l’allontanamento definitivo dalle scuole. Non sono coerenti fino a questo punto. Chiedono solo che non abbiano un contratto che dia dignità e serenità al loro lavoro, ma si guardano bene dal chiedere che la scuola faccia affidamento solo sul personale di ruolo. In sostanza per loro lo sfruttamento del lavoro di gente che percepisce lo stipendio di prima nomina anche dopo vent’anni di servizio è tollerabile anzi ben venga così riasparmiamo. Il fatto che l’Inpdap prelevi sullo stipendio dei precari il Fondo credito per finanziare l’acquisto agevolato della prima e anche della seconda casa del personale di ruolo, mentre ai precari è inibito anche il diritto di chiedere un piccolo prestito, non li sfiora neppure. Il precariato scolastico itraliano è una vergogna nazionale. Il fatto che i precari della scuola restino invisibili anche quando le prime pagine si occupano di precariato e di scuola davanti a uno sfondo di occupazioni di scuole e atenei è il dato più desolante della vicenda. Quando manca la coscienza di classe (è il caso di dirlo) ognuno ottiene quello che si merita. L’unica nota positiva è che i precari hanno salvato il Tfr dal crollo dei mercati finanziari, a differenza dei docenti di ruolo, che farebbero bene a informarsi in merito. Noi li avevamo avvertiti già nel 200

10月25日

Ciao ragazzi

Cari Colleghi/e,
vi chiedo scusa se da giorni questo blog non ha aggiornamenti, ma come sapete il lavoro ci assorbe molto tempo. Finché eravamo liberi quotidianamente inserivamo i nostri movimenti sul blog, i nostro contatti e tutto quanto stavamo facendo.
Anche se non vedete nuovi articoli, nuove azioni, non pensate che stiamo fermi, agiamo anche se voi non vedete le nostre info qui.
Un ringraziamento particolare va alla collega Prof. Barbara Borriero che sta tartassando di telefonate tutti i nostri contatti.
I suoi sforzi e il suo agire ci stanno fornendo delle informazioni preziose per tutti noi.
Oggi ho avuto un altro indirizzo importante di contatto che comincerò personalmente a utilizzare.
Come mi sarà possibile vi fornirò ulteriori dettagli.
Saluti precari.

Ida
10月19日

ANDATE A VEDERE......

http://www.orizzontescuola.it/orizzonte/article20872.html
10月11日

INCONTRO A UDINE (11- 10- 2008)

Ieri io e Andrea, insieme ad altri amici, siamo stati alla famosa conferenza presenziata dall' On Valentina Aprea (PdL) e dal Sen. Mario Pittoni (LN).

L'On. Aprea è stata onesta in merito ai precari non abilitati, il governo ancora non ha ben chiaro come risolvere la nostra situazione. Ma comunque tutto si dovrebbe risolvere entro il 2011. Ha parlato di nuove forme di reclutamento a livello universitario, due anni di corso con praticantato a cui poi seguirà un concorso a livello regionale a cattedre. L'On. Aprea ci ha detto che ogni volta che vorremmo andare in Commissione a parlare con loro, siamo i benvenuti. Comunque a suo favore c'è da dire che si era ricordata dell'intervento MIDA del 16 Settembre. A fine conferenza, volevamo salutarla, è stata lei ad invitarci ad avvicinarci a lei. Per cui, ritengo che sia una persona disponibile.

Per quanto riguarda il diploma magistrale, manderemo alcuni dati al sen. Pittoni che si occuperà del nuovo progetto di reclutamento, con cui speriamo di avere alcuni incontri sia io che Andrea visto che è di Udine. Le leggi in nostro possesso gliele vogliamo sottoporre.

Abbiamo ottenuto i loro recapiti per poterli contattare, ci hanno chiesto con "moderazione" perché non sempre potranno rispondere.

Ho informato l'On. Grimoldi di questo incontro, lo riferirò anche al Sen. Valditara in modo che possano incontrarsi con loro e risolvere il nostro stato lavorativo.

Ho informato del tutto anche la collega dell'ADNPA Barbara Bernardi, abbiamo deciso di stendere un documento comune con loro da inviare alla commissione, proponendo un qualcosa che non potranno rifiutare.

Saluti precari.

Ida

 

P.S. chiedo ai colleghi presenti ieri che se avessi dimenticato qualcosa, di fare un piccolo post sotto questo comunicato...

L'età e la stanchezza giocano brutti scherzi a volte ;-)

10月10日

On. Aprea e Sen. Pittoni

Non appena la testa e il fisico me lo permetteranno, assieme ad Andrea relazionerò quanto detto nella conferenza odierna presenziata dall'On. Valentina Aprea e dal Sen. Mario Pittoni. Siamo riusciti ad ottenere i loro numeri di telefono.
Non vi terrò col fiato sospeso a lungo. Proverò a dirvi tutto entro lunedì. Farò il possibile.

Ida

da Barbara ADNPA

Era inserito sulla schermata privata del MIDA:

ieri per la prima volta in assoluto, in un'ordine del giorno alla Camera il n. 38 per la precisione, si è parlato dei non abilitati ed è stato proposto quanto vi riporto:
La Camera, 
premesso che: 
il decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, prevede la sospensione, per l'anno accademico 2008/2009, delle scuole di specializzazione, nell'attesa dell'avvio di una nuova procedura di reclutamento per gli insegnati; 

l'articolo 5-bis del disegno di legge in esame consente l'iscrizione nelle graduatorie ad esaurimento per i soggetti che hanno frequentato un corso di specializzazione nell'anno accademico 2007/2008; 

il comma 4-ter dell'articolo 64 della legge 6 agosto 2008, n. 133, prevede che «le procedure per l'accesso alle Scuole di specializzazione per l'insegnamento secondario attivate presso le università sono sospese per l'anno accademico 2008-2009 e fino al completamento degli adempimenti di cui alle lettere a) ed e) del comma 4», senza regolamentare il diritto degli specializzandi al conseguimento dell'abilitazione nel caso in cui risultino avere congelato l'iscrizione ai sensi della normativa previgente; 

la nota ministeriale del 31 luglio 2008, n. 1726, non risponde a tale esigenza di chiarezza, anzi, demanda ad un successivo sistema di reclutamento dai contorni ancora poco chiari nella sua formulazione e nella sua attuazione, e ancora oggetto di riflessione di un'apposita commissione creata dal Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, mentre secondo la normativa vigente questi specializzandi hanno pieno diritto a scongelare l'iscrizione già nel corrente anno accademico, come è stato rilevato nella mozione approvata dal Consiglio nazionale degli studenti universitari e indirizzata Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca il 26 settembre 2008; 

a migliaia di giovani laureati e di docenti precari sprovvisti di titolo abilitante è precluso l'accesso ai nuovi corsi SSIS, 

dal 1999 ad oggi sono stati formati quasi 120.000 docenti specializzati presso le SSIS e soltanto una piccola percentuale di essi (5 per cento) risulta immessa in ruolo; 

il testo licenziato dal comitato dei nove, vedendo tutti concordi, prevedeva per i docenti già inseriti nelle graduatorie la possibilità di chiedere il trasferimento in altra provincia, 

impegna il Governo: 

a consentire, nelle more del nuovo sistema di reclutamento degli insegnanti, agli specializzandi che risultino iscritti ai corsi presso le scuole di specializzazione all'insegnamento secondario (SISS), i corsi biennali accademici di secondo livello ad indirizzo didattico (COBASLID), i corsi di didattica della musica presso i Conservatori di musica e di strumento musicale e il corso di laurea in scienza della formazione primaria ed abbiano «congelato» l'iscrizione in relazione al presente decreto per motivi di studio (dottorato di ricerca), maternità, salute o perché si erano iscritti o risultavano idonei a diverse classi di abilitazione al momento dell'iscrizione, di «scongelare» l'iscrizione a partire dal corrente anno accademico per conseguire l'abilitazione presso le stesse strutture universitarie o analoghe, con modalità da individuare con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, e di inserirsi con riserva all'atto del prossimo aggiornamento delle graduatorie ad esaurimento, con scioglimento della riserva all'atto del conseguimento del titolo; 

ad avviare, fin dal prossimo anno accademico, un nuovo sistema di formazione iniziale che consenta ai giovani laureati e ai docenti precari di poter conseguire l'abilitazione; 

a prevedere una valorizzazione del titolo di specializzazione ai fini del reclutamento del corpo docente nella gestione della fase transitoria tra il nuovo e l'attuale sistema di formazione degli insegnanti; 

a valutare l'opportunità di prevedere, con un prossimo provvedimento, per i docenti già inseriti nelle graduatorie la possibilità di chiedere il trasferimento in altra provincia. 
9/1634/38. Antonino Russo, Ghizzoni, Coscia, De Pasquale, Siragusa, De Torre, De Biasi, Levi, Mazzarella, Rossa, Pes, Ginefra, Lolli, Nicolais, Bachelet, Picierno, Vico. 

Parere contrario dopo votazione la camera respinge
Ma è gia' una vittoria essere riusciti con le mail inviate da ADPNA MIDA e CIAR a far parlare di noi.
Ho riproposto all' On Bachelet di ripresentare un'emendamento che ribadisca quanto sopra anche in Senato.
Qualcosa stiamo smuovendo serve l'impegno di tutti i gruppi e soprattutto rompere le scatole ai politici per farci riconoscere.
Sspero che i colleghi del MIDA vogliano farlo cominciando dai loro contatti.
Dai ragazzi tutti insieme siamo una forza smodata!!!
10月8日

nuovi contatti....

From: xxxxxxxx
Sent: Tuesday, October 07, 2008 8:49 AM
To: xxxxxxxx
Subject: docenti di ruolo abilitati con riserva

cara Ida,
mi chiamo consiglia e ho ottenuto il tuo indirizzo di posta da barbara bernardi con la quale sono in contatto per una attiva collaborazione.
ieri mi sono collegata per la prima volta al vostro sito del MIDA e ho notato che tra le vostre richieste , vedi "proposta dopo il 16 settembre 2008 alla Camera dei Deputati", non c'è alcun riferimento a noi docenti di ruolo abilitati con riserva.
Non disperdiamo le nostre forze e cerchiamo di lottare unite per tutte le nostre esigenze.
io sono disponibile a lottare con tutte le mie forze e unita a voi mi sento ancora più carica. ho solo difficoltà a muovermi per essere presente di persona ai vari incontri.
A moggior chiarezza della nostra situazione mi presento:
 
sono una collega di scuola primaria con contratto a tempo indeterminato
nello statale, laureata e abilitata attraverso i corsi abilitanti speciali
legge 143/04 e come me tanti altri colleghi che si trovano nella mia stessa
situazione e riuniti nel CIAR (Comitato Insegnanti Abilitati con Riserva).

Tra i tanti abilitati con riserva per svariati motivi (mancanza di servizio,
servizio non rientrante nell'arco degli anni tra il 99 e il 2004 ecc.) ,
attraverso i suddetti corsi, vi è un nutrito gruppo di docenti  cui, per il
solo fatto di essere docenti di ruolo nello statale, viene loro tolta la
possibilità di poter passare a insegnamenti più consoni al proprio percorso
di studio.

Ci stiamo attivando, insieme ai cari colleghi precari non abilitati, per l'emanazione
di un nuovo corso abilitante. Un corso, però, che non chiuda, nuovamente, le
porte ai docenti a tempo indeterminato dello statale.di servizio ne abbiamo
a volontà (la sottoscritta ha più di 15 anni di ruolo nella primaria), i
titoli - laurea, master, perfezionamento - hanno lo stesso valore dei titoli
conseguiti dai precari e dai docenti con contratto a tempo indeterminato nel
privato.

Che ben venga un nuovo corso abilitante,  avete tutto il diritto di
conseguire una abilitazione tutti voi colleghi precari che prestate il
vostro servizio, da anni, nella scuola e che, per svariati motivi,  non
siete riusciti ad abilitarsi attraverso altri canali. Ci sono, però, tanti
docenti di ruolo che vorrebbero migliorarsi nella loro carriera.perché
impedirglielo?

Altri Ministeri prevedono l'avanzamento della carriera interna solo per
titoli, noi abbiamo i titoli e conseguito una ulteriore abilitazione.

Nuovo corso abilitante, dunque, con porte aperte anche ai docenti di ruolo
e, quindi, immediato scioglimento della riserva per quelli che l'hanno già
conseguita a tutti gli effetti frequentando i suddetti corsi.

l'ingiusta situazione che ci troviamo a vivere noi docenti di ruolo, ammessi
a frequentare i corsi speciali abilitanti legge 143/04 e lasciati in
sospeso, possono essere concretamente riassunti in due punti:

-i corsi riservati organizzati solo qualche anno prima del 2004 (tre, in tre
anni consecutivi)hanno aperto, giustamente, le porte anche a quei docenti
che avevano un contratto a tempo indeterminato nello statale.

Tali corsi, di durata irrisoria (circa 3 mesi), furono completamente
finanziati dallo Stato e ubicati il più possibile vicino alla maggioranza
dei partecipanti  per permettere loro una frequenza senza troppi sacrifici.
Furono corsi di breve durata e non prevedevano esami intercorso ma solo un
formale esame finale (discussione di una relazione preparata dai candidati).

Il nostro corso abilitante è stato totalmente da noi finanziato, dunque,
senza aggravi di spese per lo Stato e organizzati solo presso le Università
e quindi non per tutti agevole la frequenza (ulteriori spese per il
viaggio).

È stato un corso della durata di circa un anno e mezzo con l'obbligo di
sostenere circa una ventina di esami intercorso (e sottolineo esami, perché
sono stati veri e propri esami universitari) e l'esame di Stato finale con
tanto di prova scritta e prova orale.

-durante il corso da me seguito presso l'Università di Salerno ( a circa 35
Km dal mio luogo di residenza) ho avuto modo di conoscere colleghe con
contratto a tempo indeterminato nelle elementari e nelle materne (come la
scrivente) ammesse a frequentare i corsi abilitanti speciali legge 143/04 e,
dunque, inserite a pieno titolo nelle attuali graduatorie permanenti, solo
perché la loro nomina in ruolo è avvenuta dopo la data di scadenza per la
presentazione della domanda di ammissione ai corsi riservati di cui sopra -
corsi, peraltro, iniziati più di un anno dopo la scadenza della
presentazione della domanda.

Tutti abbiamo fatto gli stessi sacrifici per abilitarci, abbiamo affrontato
gli stessi impegni.se non viene sciolta la nostra riserva, se decade la
nostra abilitazione in quanto docenti di ruolo, perché ritenere valida
quella di colleghi che hanno frequentato il corso da docenti di ruolo con la
sola differenza che tale ruolo è arrivato dopo la presentazione della
domanda d'ammissione o, ancora, durante lo svolgimento dei suddetti corsi?

Personalmente sento tutto questo come una grande ingiustizia!



A maggior chiarimento delle motivazioni per cui, i docenti di ruolo
abilitati con riserva, chiedono l'immediato scioglimento della riserva
leggere la lettera che il CIAR ha inviato all'attuale ministro
dell'istruzione.
un saluto pieno di speranza Consiglia


Mi permetto di dire la mia, ma anche voi potete dire la vostra... ovviamente

Cari ragazzi,
ho visto tutti gli articoli in merito al decreto 137, li ho editati qui e tra poco mi recherò a scuola per fare il mio turno pomeridiano di lezione.
Guardando le immagini su ANSA ed in altri siti mi sono detta: "ok, manifestare, ma  in modo civile ed educato!"
L'elemento fodamentale che un docente o un educatore non deve mai dimenticare è la parola "rispetto". Ricordiamoci che comunque sia il MINISTRO GELMINI è una rappresentante delle Istituzioni di questo Stato, che si stia comportando bene o male a nostro avviso, ciò non toglie che chi manifesta debba scendere di livello e manifestare usando torpiloqui e risultando volgari. Noi, insegnanti ed educatori, dobbiamo comunque sia essere "professionisti" anche durante le manifestazioni, non dimenticandoci mai che quelle scene e quelle parole vengono viste ed ascoltate anche da quei minori per cui risultiamo essere "un riferimento educativo", figuriamoci poi se sono i genitori ad osservarle e a commentarle... Ora appoggiano la sua decisione, perché raffozargliela ancor di più???  E' così che vogliamo risultare credibili?
Sono propensa a manifestare, ma in modo civile e dignitoso, non tanto per fare qualcosa e catturare l'attenzione dei media in modo così poco decoroso e soprattutto incivile.
Sono solita chiedere in questi mesi alle istituzioni i nostri diritti, senza offendere nessuno, confrontandomi in modo dignitoso con chi questo diritto lo vuole negare. Mi dissocio ( e parlo per me, Ida) dalle offese lette su certi manifesti,  in merito a certe immagini che non oso commentare, perché un conto è la rivendicazione un conto è l'ingiuria.
Voglio ottenere quel che mi spetta perché me lo merito e perché ho lavorato sodo, non attraverso lo screditare qualcuno, non è nel mio stile e non voglio che il MIDA, per cui sto sacrificando me stessa, sia visto così. Sono una persona responsabile delle mie azioni!

Saluti precari.

Ida Gasparretti

da ANSA: decreto 137

SCUOLA, LA CAMERA APPROVA LA FIDUCIA ROMA - Il governo Berlusconi incassa alla Camera con 321 sì, 255 no e due astensioni la sua sesta fiducia sulla riforma della scuola. L'opposizione attacca: "questa riforma si scrive Gelmini ma si legge Tremonti e il governo ha detto di no a qualsiasi possibilità di interlocuzione sul testo", che sarà licenziato questa settimana a Montecitorio per poi passare all'esame del Senato. Il centrosinistra contesta il governo ed il ministro Gelmini, che non ha partecipato al dibattito in Aula sulla fiducia. "La riforma della scuola che il governo impone con il voto di fiducia si scrive Gelmini ma si legge Tremonti, unico ministro che decide per tutti gli altri ministri bidelli", tuona Silvana Mura dell'Idv rilevando che nel testo "ci sono solo tagli", mentre "della Gelmini sono i provvedimenti: a lei l'Idv assegna il 4 in condotta per una riforma che rottama la scuola e con essa il diritto all'istruzione. Sulla fiducia vota no pure l'Udc. "Sono d'accordo sul fatto che la reintroduzione del voto in condotta o del grembiulino non migliorerà la situazione drammatica in cui versa la scuola, ma rimane il fatto che il titolare dell'Istruzione, contrariamente alle sue promesse ne sta cambiando il volto senza avviare prima un dibattito ampio e senza il consenso dei protagonisti del comparto", sostiene Luisa Capitanio Santolini, ribadendo che "nessuna urgenza giustifica un decreto sulla scuola blindato dalla fiducia".

Maria Coscia del Pd ribadisce che "il vero autore del decreto è Tremonti, secondo cui la scuola italiana, sebbene buona, è troppo costosa"; che "dall'opposizione non c'é stato nessun comportamento ostruzionistico ma solo la voglia di confrontarsi sul merito"; e che il "pasticcio contenuto nel decreto impedisce di costruire un futuro per il Paese". La maggioranza si schiera a difesa del decreto. "Più che una riforma, la mia credo sia una manutenzione della scuola, che rimetta al centro la sfida educativa in collaborazione stretta con la famiglia", sostiene il ministro Gelmini ricordando lo "sforzo in atto da parte del governo per riqualificare la spesa" che, nel settore della scuola, si traduce in "un riposizionamento delle risorse". "Vogliamo una scuola dell'efficienza, del rigore e della serietà", sostiene la leghista Paola Goisis, secondo cui "chi si scandalizza per il decreto con la fiducia non ha idea della situazione della scuola italiana, i cui problemi vanno risolti". Sulla stessa linea anche Fabio Garagnani (Pdl), secondo cui "non è questione di grembiule e di voto in condotta ma di lavorare alla qualità della scuola italiana". Insomma, per l'esponente di maggioranza "il decreto legge non è una restaurazione ma lo strumento per il recupero di valori fondanti della comunità nazionale. Valori che la scuola deve tutelare anche se fino ad ora non lo ha fatto". Dunque, un decreto "per mettere in sintonia la scuola con un Paese che vuole cambiare e voltar pagina, prescindendo dalle barriere ideologiche".

da Orizzontescuola: decreto 137

08 ottobre 2008 - dp
Con 321 si e 255 no passa, con voto di fiducia, il disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 137 del 2008: Disposizioni urgenti in materia di istruzione e università (A.C. 1634-A). Il seguito dell'esame del provvedimento avrà luogo oggi alle ore 10,30 e alle ore 16. Scompare un "pezzo" di emendamento, la Lega mette il veto sui docenti "terroni". Confermato l'insegnamento degli statuti regionali e viene rimandato ad un futuro regolamento la questione riguardante la valutazione degli studenti e la bocciatura. Nessun passo indietro per il maestro unico

Il primo passo è stato fatto, ieri alle 20 e 15 circa il Governo incassa la fiducia sul "Decreto Gelmini". Un risultato scontato alla vigilia , che però è stato messo in dubbio dalla Lega che nella giornata di Lunedì ha posto il veto sulla questione graduatorie.

Infatti, un emendamento prevedeva l'inserimento a pettine del IX ciclo SSIS e l'apertura delle graduatorie per lo spostamento da una provincia all'altra senza l'inserimento in coda. Se è stato permesso ai neo abilitati dei IX ciclo di inserirsi a pettine, la Lega ha minacciato di non votare la fiducia al governo qualora si fosse permesso lo spostamento da una provincia all'altra a tutti gli iscritti in graduatoria. Il timore leghista era l'assalto alle "loro" province da parte dei "terroni". Così nel comma 4 dell'articolo 7 si legge che: I docenti già inseriti a pieno titolo nelle graduatorie ad esaurimento possono chiedere il trasferimento a domanda in altra provincia, egualmente in coda a coloro che vi si trovano già iscritti.

Viene confermato l'insegnamento degli statuti regionali, infatti l'articolo uno prevede che "Al fine di promuovere la conoscenza del pluralismo istituzionale, definito dalla Carta costituzionale, sono altresì attivate iniziative per lo studio degli statuti regionali delle regioni ad autonomia ordinaria e speciale.

Relativamente alla valutazione degli alunni e alla bocciatura con il 5 in una sola materia, il testo emendato prevede l'emanazione di "regolamento emanato ai sensi dell’articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, si provvede al coordinamento
delle norme vigenti per la valutazione degli studenti, tenendo conto anche dei disturbi specifici di apprendimento e della disabilità degli alunni, e sono stabilite eventuali ulteriori modalità applicative del presente articolo."

Il testo emendato

Le dichiarazioni di voto ieri alla Camera

Dalla tecnica della Scuola: Decreto 137

Decreto 137: la Camera vota la fiducia
di R.P.
Si sono concluse poco dopo le 20,30 alla Camera le operazioni per il voto di fiducia chiesto dal Governo. Scontato l'esito del voto: 321 sì, 255 no, 2 astensioni.
Poco più di due ore sono bastate alla Camera per mettere fine al tira e molla di questi giorni sul "decreto Gelmini". L'MPA, per bocca di Arturo Iannaccone ha annunciato il proprio voto favorevole. 
Voto contrario lo ha preannunciato invece la deputata Mura dell'Italia dei Valori che ha concluso il proprio intervento appioppando un sonoro "4 in condotta al Governo" e al ministro Gelmini (più volte nel corso della dichiarazione di voto la deputata dell'IdV ha sottolineato l'assenza del Ministro, chiamando la Gelimini "il Ministro che non c'è"). 
Anche l'Udc ha negato il voto favorevole sulla richiesta di fiducia. 
Voto favorevole, con forte convinzione, è stato annunciato da Paola Goisis della Lega Nord che, in chiusura, ha sottolineato che la Lega è fermamente contraria alla cosiddetta "compresenza" nella scuola primaria: cancellando la compresenza - ha detto Goisis - si possono liberare risorse per estendere altri servizi scolastici (più tempo pieno, per esempio). 
Maria Coscia (PD), esprimendo netto dissenso sul provvedimento, ha sottolineato che l'opposizione intende dare voce alle proteste che in molte città d'Italia vedono uniti insegnanti, genitori e semplici cittadini. 
Fabio Garagnani ha aperto con l'auspicio che sulla riforma della scuola vi siano accordi bipartisan; ma purtroppo - ha sottolineato il parlamentare di FI - la sinistra è ancora bloccata su posizioni fortemente ideologizzate. 
Poco dopo le ore 19 il presidente Gianfranco Fini - dopo una breve commemorazione di Leopoldo Elia, presidente emerito della Corte Costitzionale, ha dato avvio alle operazioni di voto mediante appello nominale, come previsto dal regolamento della Camera. Il voto è arrivato verso le 20,45: 321 sì, 255 no, 2 astensioni. La Camera approva. Mercoledì e giovedì saranno esaminati gli ordini del giorno presentati da maggioranza e opposzione. Venerdì il provvedimento passerà al Senato che avrà tempo fino al 31 ottobre per l'approvazione definitiva.
10月6日

un'altro danno in arrivo!!!

CAMBIO PROVINCIA (senza CODA) PER TUTTI !!!

Nuovo messaggio Da Prodark Oggi a 2:29 pm

Nella seduta di venerdì 3 ottobre la Camera ha proseguito i lavori sul ddl 1634 (ddl di conversione in legge del decreto 137). L’On. Valentina Aprea, Presidente della VII Commissione Cultura e relatrice del disegno di legge, ha presentato all’aula gli emendamenti promossi in maniera bipartisan dalla Commissione, nei confronti dei quali il sottosegretario del MIUR Pizza ha espresso parere favorevole.

Tra gli emendamenti figurano anche i subemendamenti che modificano l’originario emendamento 5 bis - Disposizioni in materia di graduatorie ad esaurimento eliminando ogni riferimento alla posizione in coda (cfr. l’allegato di seduta):

5-bis.201
Al comma 1, sostituire le parole: in coda a coloro che vi risultano già inseriti con le seguenti: e sono collocati nella posizione spettante in base ai punteggi attribuiti ai titoli posseduti.

5-bis-204
Al comma 4, sopprimere le parole: , egualmente in coda a coloro che vi si trovano già iscritti.

Pertanto, il testo dell’emendamento 5-bis, in base ai subemendamenti promossi dalla VII commissione, risulterà così modificato:

Art. 5-bis.

(Disposizioni in materia di graduatorie ad esaurimento).

1. Nei termini e con le modalità fissati nel provvedimento di aggiornamento delle graduatorie ad esaurimento da disporre per il biennio 2009/010, ai sensi dell’articolo 1, comma 605, lettera c), e dell’articolo 1, comma 607 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, i docenti che hanno frequentato il IX ciclo SSIS o i corsi biennali abilitanti di secondo livello ad indirizzo didattico (COBASLID) attivati nell’anno accademico 2007/2008 ed hanno conseguito il titolo abilitante, SONO ISCRITTI [in sostituzione di “possono iscriversi”], a domanda, nelle predette graduatorie, E SONO COLLOCATI NELLA POSIZIONE SPETTANTE IN BASE AI PUNTEGGI ATTRIBUITI AI TITOLI POSSEDUTI [in sostituzione di “in coda a coloro che vi risultano già inseriti”].

4. I docenti già inseriti a pieno titolo nelle graduatorie ad esaurimento possono chiedere il trasferimento a domanda NELLA GRADUATORIA DI ALTRA [in sostituzione di “in altra”] provincia [da espungere “egualmente in coda a coloro che vi si trovano già iscritti].

Il dibattito parlamentare sul ddl 1634 riprenderà lunedì 6 ottobre alle ore 15.00 (cfr. ordine del giorno) e proseguirà, se necessario, nei giorni successivi fino ad approvazione (cfr. calendario di ottobre).


Roberto Della Ragione (Docente Precario, Napoli)