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3月30日 Gentili colleghi/e leggete i due articoli nei link sotto riportati
http://www.orizzontescuola.it/orizzonte/article22067.html
http://www.orizzontescuola.it/articoli3/Bozza_RIORDINO_scuola_media.pdf
| otizie Principali
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| Revisione di abilitazioni e cattedre nella scuola di I grado: parere Cnpi
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Più
ore di approfondimento per rendere effettiva la progettualità del Pof;
lasciare distinte le ore curricolari di scienze motorie e sportive da
quelle di avviamento alla pratica sportiva e per quanto riguarda lo
strumento musicale, specificare l’obbligo di insegnamento nelle classi
o nel gruppo di alunni di un corso completo. Questo quanto auspicato in
un parere dal Cnpi.
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Il
Cnpi, con il parere del 25 marzo 2009, prot. n. 3089, ha inteso
richiamare alcune “preoccupazioni emerse già in sede di parere sullo
schema di regolamento avente per oggetto la revisione ordinamentale del
primo ciclo di istruzione, con particolare riguardo ai quadri orari,
una scelta confermata nel D.M. in esame con riferimento ad alcuni
insegnamenti (lettere, lingua, arte e immagine, musica, scienze motorie
e sportive)". Nel parere, il Consiglio nazionale della pubblica istruzione propone alcuni emendamenti.
Per visionare i particolari consultare il Parere del 25 marzo 2009, presente nel box "Approfondimenti" di questa pagina.
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| 26/03/2009 |
| Graduatorie ad esaurimento, rinviata la pubblicazione del decreto
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Dopo
vari annunci, che indicavano il decreto alla firma da un giorno
all'altro, ancora uno slittamento per via di un ulteriore
approfondimento resosi necessario per via delle
ordinanze del Consiglio di Stato che hanno respinto la richiesta di
sospensiva delle sentenze del Tar sulla questione della "coda". La
firma del decreto forse la prima settimana del mese di aprile.
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Si attende ancora una modifica alla bozza del decreto che disporrà l’aggiornamento delle graduatorie ad esaurimento.
Il Consiglio di Stato, infatti, con le ordinanze n. 1524/2009 e n. 1525/2009
del 24 marzo scorso, ha respinto la richiesta del Miur di sospensione
delle sentenze del Tar Lazio che avevano dichiarato illegittimo il Ddg
31 marzo 2007 nella parte in cui si vietava lo spostamento dei 24 punti
Ssis da una graduatoria all’altra, e si prevedeva il collocamento in
coda alla graduatoria in caso di cambio di provincia.
Al momento quindi, restano fermi i principi di diritto enunciati
dal Tar Lazio, ovvero che è possibile spostare il punteggio Ssis da una
graduatoria all’altra e che in caso di cambio di provincia la
collocazione in graduatoria avviene “a pettine” e non in coda alla
stessa; pertanto il Miur, che aveva riproposto i medesimi principi
dichiarati illegittimi in seno alla bozza del nuovo decreto di
aggiornamento delle graduatorie, presumibilmente dovrà apportare alcuni
correttivi onde evitare, in caso contrario, la proposizione di nuovi
ricorsi al Tar.
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| 27/03/2009 |
Tutti i tagli per regione e ordine di scuolaDa Gilda Venezia
dalla Gilda degli insegnanti di Venezia, 26.3.2009
REGIONE
| PRIMARIA
| MEDIA
| SUPERIORI
| DIR.SCOL.
| TOTALE REGIONALE
|
ABRUZZO
| 300
| 329
| 351
| 19
| 999
|
BASILICATA
| 166
| 264
| 230
| 14
| 674
|
CALABRIA
| 631
| 1.002
| 783
| 75
| 2.492
|
CAMPANIA
| 1.844
| 2.064
| 1.720
| 17
| 5.645
|
E MILIA ROMAGNA
| 243
| 688
| 427
|
| 1.359
|
FRIULI V. G.
| 146
| 247
| 156
|
| 549
|
LAZIO
| 511
| 1144
| 1.121
| 19
| 2.794
|
LIGURIA
| 170
| 322
| 186
| 14
| 692
|
LOMBARDIA
| 696
| 2.255
| 1.046
|
| 3.999
|
MARCHE
| 249
| 319
| 256
|
| 824
|
MOLISE
| 105
| 117
| 107
| 5
| 334
|
PIEMONTE
| 526
| 1.077
| 572
|
| 2.175
|
PUGLIA
| 1.230
| 1.173
| 1.243
|
| 3.646
|
SARDEGNA
| 374
| 677
| 604
| 33
| 1.688
|
SICILIA
| 1.491
| 2.068
| 1.438
| 23
| 5.020
|
TOSCANA
| 363
| 659
| 437
| 5
| 1.465
|
UMBRIA
| 143
| 220
| 136
| 11
| 510
|
VENETO
| 779
| 916
| 532
| 10
| 2.237
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TOTALE NAZIONALE
| 9968
| 15.542
| 11.347
| 224
| 37102
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E' confermato il medesimo contingente di cattedre di sostegno del 2008/09.
Gilda degli Insegnanti di Venezia
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http://www.gildavenezia.it/
30 marzo 2009 - MIDA e ADPNA Tutti i giorni si discute dei
problemi della scuola e specialmente di coloro che lavorano al suo
interno. Le notizie sui docenti precari e sugli assurdi tagli sono una
lettura quotidiana. Sindacati e pseudo associazioni si battono per la
salvaguardia e tutela dei diritti dei loro assistiti. Si sono
combattute battaglie a suon di manifestazioni e azioni giudiziarie per
tutti i neo abilitati del IX ciclo SSIS e per i riservisti del D.M.
85/05 al fine di ottenere un diritto che alla radice non sussisteva.
Ma
esiste un mondo all’interno della scuola che gli stessi protagonisti
non vogliono vedere. Maestri e insegnanti che ogni giorno mettono nel
loro lavoro passione e impegno. Sballottati da un posto all’altro, con
poche garanzie, continuano a fare il loro lavoro, giorno dopo giorno.
Sono i PRECARI NON ABILITATI che prestano servizio nelle scuole
pubbliche e paritarie, che lavorano da anni nella scuola, senza aver
potuto (per svariati motivi) conseguire l’abilitazione.
Nessuno toglie merito allo studio della didattica e dei metodi di
insegnamento, ma è altrettanto vero che gli anni di esperienza nel
campo della scuola hanno un peso non indifferente. La loro lotta non
mira a rivendicare un posto di lavoro, ma a riconoscere anni di
servizio prestato allo Stato, a conquistare uno status giuridico
conquistato sul campo, l’abilitazione all’insegnamento.
Dopo anni di onorato insegnamento, dopo centinaia di lezioni e ore
ed ore di impegno profuso, non si può negare loro di essere insegnanti
e sperare di diventare docenti effettivi. Per questo, le associazioni
MIDA e ADPNA, hanno deciso di raccogliere tutte le tenui voci che
sopraggiungono da tutta Italia per gridare al mondo della scuola e alle
istituzioni “ci siamo anche NOI”. Per questo tutti coloro che si
riconoscono in questa situazione e intendono unirsi al coro di voci dei
PRECARI NON ABILITATI, sono invitati a informarsi presso i siti delle
associazioni MIDA e ADPNA e a diffondere, presso colleghi e amici che
versano nella stessa condizione, l’iniziativa promossa. MIDA e ADPNA -
PRECARI NON ABILITATI 3月20日 SE VOLETE COLLABORARE COME RECLUTATORI CONTATTATE I PORTAVOCE DI ZONA, CHE DEVONO COMUNICARLO "IMMEDIATAMENTE" AI COORDINATORI DEI MOVIMENTI MIDA-ADNPA
GRAZIE PER LA COLLABORAZIONE
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CSA
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RESPONSABILI MIDA e ADPNA PER DISTRETTO
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TAR SCELTO
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REGIONI
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VENEZIA
UDINE
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Ida Gasparretti ida.gasparretti@istruzione.it;
Andrea Conti andrea.conti1@istruzione.it,
Goia Santello(santello.gio@alice.it), ,
Michela Zancaner michela.zancaner@virgilio.it
Paolo Calda (paolo.calda@libero.it)
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VENEZIA
Distreto Nord Est
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Veneto, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige
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CUNEO
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Barbara Borriero borriero@libero.it
Giacomo Corbisiero giacomocorbisiero@libero.it
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TORINO
Distretto Nord
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Piemonte, Valle D’Aosta, Liguria
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MILANO
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Beatriz Minerbi bminerbi@yahoo.it , Mauro Leo (?)
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MILANO
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Lombardia
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ROMA
FIRENZE
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Danila Scermino (?), Giovanni Nappi g.nappi@cheapnet.it , Grazia grhazi@virgilio.it
Francesca
Nicosia francy.nicosi@alice.it
Daniela Campoli cadaniel@libero.it
Cinzia Capitani
cinzia.capitani@libero.it
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ROMA
Distretto Centro
Sud
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Lazio, Umbria, Toscana,Campania, Puglia, Calabria,
Basilicata, Sicilia, Sardegna
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BOLOGNA
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Dario Marino
marino_dario@hotmail.com
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BOLOGNA
Distretto Centro
Nord
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Emilia Romagna, Marche, Abbruzzo
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3月19日
| Non toccate quelle ore: l’appello dei prof penalizzati dalla riforma
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| di A.G.
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| Si accavallano le proteste dei titolari della seconda lingua comunitarie, delle discipline artistiche e chimiche, dei docenti di diritto e degli insegnanti tecnico-pratici. Ognuno a difendere le ragioni di sopravvivenza della propria materia. Che dopo essere scampata alla Legge 53/2003 stavolta pagherà pegno con la riforma Gelmini.
|
|
La riduzione del quadro orario settimanale nelle scuole medie e superiori sta provocando malumori a catena tra i diversi docenti interessati: la decisione del Miur di adeguare il monte ore a quello adottato dalla maggior parte dei paesi europei, ha infatti scatenato negli ultimi giorni l’ira dei titolari delle materie che verranno maggiormente penalizzate. Lamentele e proteste sono giunte, in successione, dei titolari della seconda lingua comunitarie, delle discipline artistiche, di quelle chimiche, dei docenti di diritto e degli insegnanti tecnico-pratici. Ognuno, ovviamente, ha espresso i suoi motivi in difesa e per la sopravvivenza della propria materia. Che invece la riforma va ad intaccare.
E a ben vedere non è la prima volta che il Ministero propone questo tipo di strategia scolastica: il progetto, oggi introdotto attraverso i tagli predisposti dalla Legge 133 e con i piani programmatici successivi, rappresenta un’attuazione abbastanza fedele del Decreto legislativo 226/2005, attuativo della Legge 53/2003. Una riforma, quest'ultima, mai andata in porto nella scuola secondaria. E che invece stavolta troverà attuazione. Alle medie già dal prossimo anno, mentre alle superiori a partire dal 2010-11.
Iniziamo dalla nuova secondaria inferiore, dove i genitori che hanno optato per il potenziamento dell’inglese (fino a cinque ore complessive a settimana) rischiano di cacciare dalla scuola (se non è di ruolo e titolare del posto) il docente della seconda lingua comunitaria. Per sensibilizzare l’opinione pubblica, il 22 febbraio scorso gli insegnanti del comitato nazionale “Salviamo la seconda lingua comunitaria” e dall’“Associazione per la democrazia linguistica” hanno prima svolto un’assemblea nazionale e poi si sono recati da largo Argentina al Ministero dell’istruzione.
La riduzione delle ore di seconda lingua comunitaria è stata presa particolarmente a cuore anche dalla Flc-Cgil, che sul tema il 16 marzo ha organizzato un’assemblea a Roma durante la quale è stato inviato un appello al Ministro, alle forze politiche e ai gruppi parlamentari. Secondo il sindacato di via Leopoldo Serra “uno degli aspetti di questo attacco alla qualità della scuola pubblica è la messa in liquidazione della seconda lingua comunitaria”. Tra i relatori anche Alain Mouchoux, presidente della Commissione Educazione e cultura del Comitato sindacale europeo per l’educazione,secondo cui quella del governo è "una politica miope e retrograda che penalizza i nostri giovani indotti a far a meno della seconda lingua comunitaria, creando un evidente svantaggio nei confronti dei loro coetanei europei".
Il malumore tra i docenti sta serpeggiando anche alle superiori. Ad iniziare dai docenti delle discipline artistiche che si ribellano contro la prevista riduzione di ore nei licei artistici da 38 a 32 ore nel terzo, quarto e quinto anno, con l’azzeramento delle tre ore facoltative (cinque nel quinto anno) e la riduzione dell’orario opzionale obbligatorio. Ed anche sugli istituti d'arte si prevedono ridimensionamenti. Nelle scorse settimane la Flc-Cgil e i Cobas hanno già espresso il loro dissenso per questo progetto di riforma in diversi incontri e dibattiti. Ora è la volta dell’Anief, l’Associazione nazionale insegnanti ed educatori in formazione: secondo Marcella La Monica, presidente Anief e ricercatrice universitaria di storia dell’arte moderna e contemporanea dell’università di Palermo, "quest’ennesimo taglio dimostra come la cultura non sia più oggetto d’attenzione del Miur sebbene il nostro patrimonio artistico sia considerato il primo nel mondo. Il Parlamento deve chiedere al ministro Gelmini se si può vivere senza storia dell’arte”.
Sul piede di guerra ci sono poi i chimici: “non si capisce perchè – sostiene Michele Borrielli - non si voglia prendere atto del fatto che la chimica, oltre ad essere disciplina a sé stante, è propedeutica alla biologia ed alle scienze della terra e che deve essere insegnata dai laureati in chimica e non dai laureati in scienze, come attualmente nei sicei avviene, con disastrosi risultati. E non lo dico io, ma i dati Ocse-Pisa”.
Lamentale giungono anche da parte dei prof di diritto, alle superiori iscritti tra l'altro in una delle classi di concorso più affollate, ai quali non è proprio andata giù ai la decisione di viale Trastevere di affidare ai colleghi di geografia l’insegnamento della neonata materia ‘Cittadinanza e Costituzione’. Per non parlare dei docenti di laboratorio: in base a quanto detto dai tecnici del Miur ai sindacati sono quelli che maggiormente pagheranno il piano di riduzione del 20% del piano orario settimanale dei professionali (che così nel volgere di pochi si ritroveranno da 40 ore settimanali nel triennio ad appena 32): per loro è previsto un abbattimento del monte orario compelssivo di circa il 30% rispetto a quello attuale. “Appare particolarmente grave – dicono dal Coordinamento Itp Biella - la penalizzazione di una materia che fin dal biennio consentiva allo studente di acquisire competenze e conoscenze fin da subito spendibili nel mondo del lavoro. Scelte come questa sembrano essere in netta contraddizione rispetto allo spirito della riforma nel senso di avvicinare il più possibile l’istituzione scolastica alle necessità del mondo del lavoro”.
E siamo solo all’inizio: cosa accadrà quando il piano di riforma diventerà definitivo e di pubblico dominio?
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| 17/03/2009 | 3月6日 Dall'11 Febbraio giorno in cui ci siamo proposti di far causa al Ministero ecco la nostra soluzione. Ciao a tutti
Ciao Ida, ieri, mercoledì4 marzo 2009, presso la sede sindacale
della CISL alcunicomponentidel MIDAdel Piemonte, hanno compreso
che per i non abilitati non ci sono speranze nemmeno di essere
presi in considerazione da questo governo. Dunque un collega
avvocato, insegnante in diritto, ha suggerito di sollecitare un
ricorso al TAR. Serve però un documento da impugnare. Allora è
stata presa questa decisione: alla apertura delle GAE
in 50 (solo per dividerele spese) fanno richiesta per iscriversi.
Il CSA rifiuteràla domanda con un DECRETO. Questo documento può
essere impugnato per ilricorso al TAR. A questo punto si chiederà al
TAR di sollevare la DISPARITA' DI TRATTAMENTO TRA NOI E CHI HA
AVUTO IL CORSO ABILITANTE IN VIERTU' DEI 360 GIORNI DI
SERVIZIO. Ovviamente, cipuò essere il TAR che non solleva un bel
niente, ma anche quello che solleva la questione e la gira alla
CORTE COSTITUZIONALE. Ora sappiamo benissimo che la
Gelmini farà comunquedi testa sua,però almeno qualcuno gireràla
testaverso di noi. Si tratta di attivare questo ricorso perchè di
TAR ce n'è uno per regione, e quindi potrebbe darsi che uno tra
tutti quelli interpellati, giri la questione alla
CorteCostituzionale. Noi del Piemontepartiamo. Spero che
altre regionisi organizzini. In 50 persone si spendecirca 30 euro
per il ricorso, più circa 10-15 europer le spese di avvocatura a testa. Secondo noine vale la pena. So che tutto questo servesolo per
smuoverele acque, ma non ci sono notizie da nessun fronte, per
forse è ora almeno di far anche solo vedereche ci
siamo. Una collega mi ha detto che anche la newdimension sta
attivando un ricorso,ne sapete qualcosa? Ciao e fammi
sapere. Ciao Barbara
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