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5月30日 IncontroVI RICORDIAMO CHE IL 1° GIUGNO A CODROIPO ABBIAMO L'INCONTRO MIDA. NON MANCATE, CONTIAMO SU DI VOI. A PRESTO. dalla collega Borriero
Questo è ciò che mi ha risposto un funzionario della Lega Nord alla mia richeista di dalla collega Borriero
Questo è ciò che mi ha risposto il senatore Valditara quando gli ho chiesto che 5月28日 da RepubblicaProf precari, rischio licenziamenti.
Fuori dal ruolo una cinquantina di docenti di
sostegno. Anna Puricella la Repubblica 25.5.2008 BARI. L'immissione in ruolo per un insegnante è da sempre considerata garanzia per il futuro lavorativo. Ora non più. Secondo quanto denuncia la Flc Cgil Bari, a partire dal 26 maggio più di cento docenti di sostegno riceveranno la lettera di licenziamento e saranno esclusi dalle graduatorie scolastiche. È il risultato della decisione del Tar di Bari del 27 marzo scorso che ha imposto all'Ufficio scolastico provinciale di individuare entro 60 giorni gli insegnanti di sostegno della scuola superiore che esercitavano l'attività nonostante avessero solo la specializzazione per la scuola media. «Gli insegnanti di sostegno - spiega Fabio Scrimitore del Provveditorato - possono insegnare se accanto all'abilitazione hanno anche una specializzazione. Le due cose vanno necessariamente di pari passo». Dal 1998, con il decreto sugli ambiti disciplinari si è aggiunta una clausola, una svolta nella formazione del corpo docente per il sostegno: cadeva la distinzione tra scuole medie e superiori. Un insegnante di sostegno per la scuola media poteva far richiesta di inserimento nelle graduatorie delle scuole secondarie di secondo grado. Ed è quanto hanno fatto in molti. «Il decreto fu voluto - continua Fabio Scrimitore - per combattere la denatalità, che aveva creato un sovrannumero di docenti». A confondere il tutto è arrivata un'anomalia tutta barese. Nel 2002 l'Università degli studi di Bari ha offerto corsi per gli insegnanti di sostegno. Distinti tra scuole medie e superiori. Ignorando del tutto il decreto del 1998 e la necessaria contemporaneità tra abilitazione e specializzazione. Da qui i ricorsi al Tar, che hanno portato alla decisione di licenziare quanti, nelle graduatorie dal 2004 al 2008, hanno presentato domande anomale: specializzati per gli alunni delle scuole medie, sono entrati in ruolo nelle superiori. Ritenendo di muoversi nell'ambito della legge. Molti di questi lavorano nelle scuole del Nord dal 2007. «Il provveditore di Bari - ammette Claudio Menga, segretario di Flc Cgil Bari - ha dovuto diramare a tutti i provveditorati delle regioni italiane la sentenza, creando così un caso». Nelle graduatorie 2004-2008 sono state individuate finora circa 50 persone che lavorano in questa situazione. Di questi docenti 21 - secondo i dati dell'Ufficio scolastico provinciale - hanno avuto un incarico a tempo determinato. A loro sarà notificato il licenziamento a giorni. Non considerando tutti gli altri cui la sentenza possa applicarsi e il peso che avrà sulle graduatorie scolastiche del prossimo anno. «Saranno tutti depennati dalle graduatorie - conclude Menga - L'unica soluzione è appellarsi al Consiglio di Stato, o accelerare il corso degli eventi con l'intervento del presidente della Repubblica». Un provvedimento ad hoc per il reintegro nelle graduatorie è l'unica speranza rimasta agli insegnanti. da orizzontescuola : La scuola secondo Aprea
28 maggio 2008 - red Il primo augurio che rivolge a tutti i componenti è che questa Legislatura sappia volare alto, emancipandosi dalla eccessiva zavorra che ha appesantito il volo delle legislature precedenti, a partire dalla XII: quelle cioè che avrebbero dovuto costruire la cosiddetta Seconda Repubblica. Osserva che le ragioni di questo nuovo clima sono ben note a tutti, avendo
vissuto da protagonisti con i rispettivi leader quel cambiamento profondo che
ha portato alla semplificazione del sistema politico. Osserva altresì
che perfino le fasi iniziali di la Legislatura appena avviata - dalla modalità
della formazione del Governo, ai toni del dibattito di fiducia alle Camere del
Governo stesso, la costituzione di un Gabinetto ombra di tradizione anglosassone
da parte della maggiore forza di opposizione e il dialogo, vero e proficuo,
avviato tra il Premier e il Capo dell'opposizione - devono spingere la Commissione
ad affrontare con spirito nuovo l'attività svolta in passato. L'eccesso di statalismo, insomma, come proiezione indebita della politica burocratica
e della lottizzazione partitica nelle sfere tradizionalmente riservate alle
libertà dei cittadini. Ritiene al contempo che si dovrebbe tenere in considerazione la necessità,
ormai accertata da tempo, di riformare delegificando, riducendo così
le dimensioni della fitta giungla legislativa italiana, come si è cercato
di fare fin dai tempi del Ministro Cassese, nel 1993 e 1994, e del Ministro
Nicolais, autorevole esponente del Partito democratico in Commissione. Osserva
in proposito che, da Bassanini a Frattini, a Baccini - che nel 2005 ha attivato
il meccanismo taglialeggi - tutti si sono misurati con l'enorme produzione legislativa
nazionale. Evidenzia, anzi, che proprio il censimento Nicolais ha permesso di
conoscere il dato esatto delle leggi attualmente in vigore, pari a 21.691, oltre
ai 65-70mila atti normativi e più di 30mila leggi regionali. L'Italia
detiene in tal senso il primato negativo in Europa, seguita dalla Francia, che
ne ha 9.800, e dalla Germania, che ne ha 4.547. Rappresenta quindi il convincimento che, rispetto alle competenze della Commissione, che sono vaste e importanti e riguardano settori strategici per lo sviluppo della società, la Commissione saprà collaborare lealmente con il Governo, favorendo in tutti i modi la discussione parlamentare per rilanciare il ruolo del Parlamento, sacrificato nella scorsa legislatura. Rivolge peraltro un invito ai rappresentanti del Governo affinché trascorrano più tempo nelle Commissioni che nelle strutture ministeriali, in modo che la decisione politica possa arricchirsi, tenendo conto delle posizioni delle forze di maggioranza e opposizione. [...] Esprime l'auspicio, quindi, che sia possibile ritrovare le idee forti su cui fondare un'etica pubblica in cui l'esercizio responsabile della libertà non sia mai disgiunto dalla ricerca e dal discernimento della verità. Non vi è dubbio, tuttavia, che i maggiori sforzi dovranno concentrarsi ed essere particolarmente innovativi nei settori dell'istruzione, dell'università e della ricerca, da troppe legislature interessati da riforme che non sono state portate a compimento e che spesso si sono rivelate in contraddizione tra di loro, creando disorientamento e sfiducia nel mondo della scuola e dell'università, nonché disillusione nei giovani. Crede pertanto che sia giunto il momento politico e storico di lavorare per una armonizzazione del quadro giuridico di questi settori, senza mai perdere di vista gli orientamenti europei e le sfide internazionali. Ritiene che prima di ogni altra cosa si debba ridare fiducia ai giovani, attraverso le decisioni che saranno prese. Recenti studi svolti in sede europea sui giovani tra i 16 e i 29 anni in Europa, Stati Uniti, Cina, Russia, Taiwan e Giappone, hanno evidenziato che i ragazzi italiani hanno poca fiducia nel loro futuro; solo 23 su 100 pensano infatti che il loro avvenire sarà promettente. Ritiene che basti anche solo il dato indicato per responsabilizzare tutti rispetto alla necessità di motivare positivamente le nuove generazioni e ricercare, con il Governo e con tutte le altre istituzioni del Paese, quelle strategie che sappiano valorizzare le capacità, coltivare i talenti, promuovere le eccellenze, spingere l'innovazione e la crescita del Paese, come ha indicato anche lo stesso Presidente del Consiglio dei Ministri, Silvio Berlusconi, nel suo discorso programmatico, quando ha parlato di crescita come rilancio del Paese e dei suoi talenti, nonché della necessità di formare nuove generazioni di lavoratori altamente qualificati, dando così una frustata vitale alla ricerca e all'istruzione, per ricominciare a padroneggiare il proprio destino senza lasciare indietro nessuno. Osserva in proposito che, secondo quanto affermano Monti e Bassanini che hanno fatto parte della Commissione Attali, l'Italia, come la Francia, vive con tremore e timore l'epoca della globalizzazione. Eppure la globalizzazione può offrire, soprattutto ai giovani, grandi opportunità, ma le nuove sfide non possono essere vinte senza grandi riforme, senza forti innovazioni. Ecco perché le istituzioni e la politica devono ormai dimostrare di essere capaci di decidere le svolte necessarie per far rialzare l'Italia, per modernizzare il Paese, con l'occhio alla realtà e ai problemi più urgenti. Tra questi vi è sicuramente l'emergenza educativa. Su questo concetto, recentemente ribadito dall'alto magistero del Pontefice Benedetto XVI, desidera in particolare inviare simbolicamente un messaggio ai giovani, alle ragazze e ai ragazzi italiani che sono la risorsa e la speranza più preziosa del Paese. Ritiene infatti che sia opportuno alimentare la fiducia e la speranza di ragazze e ragazzi e delle loro famiglie, non deluderne le aspettative ed assecondarne gli sforzi per crescere con l'impegno nello studio, nel lavoro, nello sport, nell'arte ed in tutte le altre attività che contribuiscono alla loro maturazione morale e civile, favorendone così l'inserimento costruttivo nella società. Considera necessario che essi non arretrino smarriti di fronte alla complessità del presente, che non si rifugino nei falsi valori del consumo, dello stordimento e del disimpegno, mentre lo Stato - come continua ad ammonire la Costituzione a sessant'anni dalla sua entrata in vigore - deve sempre più rimuovere gli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo della loro persona. Si dichiara consapevole d'altra parte che molti autorevoli colleghi sono particolarmente sensibili a questo tema, certa quindi che non mancheranno di fare la loro parte per contribuire a dare le attese risposte. Esprime quindi a tutti i componenti della Commissione lo stesso auspicio che la scrittrice Paola Mastrocola, docente di liceo, le rivolse alcuni anni or sono in una presentazione del libro Una barca nel bosco che narrava la storia di un talento sprecato di un giovane del Sud, Gaspare, figlio di pescatore e aspirante latinista, approdato a Torino per studiare in un liceo. Purtroppo, Gaspare che a 13 anni traduceva Orazio e leggeva Verlaine scopre ben presto di essere fuori moda, fuori tempo, fuori posto; i dieci in latino arrivano puntuali come lo scherno della classe che lo tratta come un pesce fuor d' acqua, una barca nel bosco. La scuola tradisce le sue aspettative, l'Università non farà di meglio. Ritiene che la Commissione sia chiamata a lavorare perché la scuola diventi, per davvero, la scuola di tutti; ma perché questo accada, è necessario che diventi la scuola di ciascuno, capace di personalizzare i percorsi per raggiungere gli obiettivi comuni e riscattare i tanti talenti soffocati da un sistema di istruzione che ha rinunciato da tempo al merito inteso come leva reale di mobilità sociale nel Paese. Esprime quindi l'auspicio che i componenti della Commissione riescano, attraverso il comune lavoro parlamentare, a salvare tutte le barche nel bosco, rappresentando a tutti i migliori auguri di buon lavoro. GLI DAREMO UNA RISPOSTA, VERO?
IMPORTANTE!!! ciao ragazzi! Quando ci inviate il curriculum mi raccomando NON DIMENTICATE L'INDIRIZZO E-MAIL. La mail ministeriale non ha in sé la RUBRICA per salvare i vostri indirizzi. Ogni volta cerchiamo di prenderli nel momento in cui lo riceviamo. Aiutateci al meglio. Un abbraccione. Ida e Andrea 5月22日 Riflessioni suCari amici, care amiche,
ancora una volta stanno sorgendo polemiche in merito ai contatti politici e a comunicati lanciati da alcuni nostri colleghi che si stanno dando veramente da fare affinché i nostri propositi giungano a buon fine.
Per coloro che vagano su altri siti, chiediamo vivamente di non rispondere alle provocazioni, non ne vale la pena. Scendere in polemica tra colleghi non ha senso. Chi ha aderito al MIDA sa che non si è chiesto a nessuno di vendere il voto, anche perché non era possibile prometterlo e ribadiamo che non era nelle nostre capacità di verificare ove si ponesse la croce all'interno della cabina elettorale. La definizione di voto di scambio rispetto al dare battaglia alla carta dei precari a nostro avviso è più offensiva anche perché non stiamo contrattando nulla, stiamo chiedendo un diritto che ci spetta e che è garantito dalla costituzione. Dire che siamo contro la Carta dei precari credo che non sia un crimine, non tutti possiamo essere d'accordo su tutto e con tutti. Comunque è rilevante che la Carta dei precari non tiene conto dell'attuale sottoprecariato presente all'interno della scuola italiana.
Mi sembra un azzardo comunque giudicare un movimento solo perchè membri dell'attuale governo ci hanno risposto sia in campagna elettorale e adesso. Questo sta a dimostrare la serietà delle persone che abbiamo contattato. I politici che hanno risposto stanno semplicemente rispondendo ai cittadini italiani che chiedono il loro aiuto, anche perché è a questo che sono stati chiamati, non vanno in Parlamento a cambiare aria, ma a presentare le nostre richieste a cui ci devono dare risposte...
Chiediamo ai nostri colleghi appartenenti ad altri movimenti di non giudicare sempre, ma qualora volessero dialogare seriamente, senza puntare il dito e soprattutto senza denigrare il lavoro di centinaia di persone che non fanno altro che contattare persone che sono a loro vicine per chiedere aiuto, siamo a disposizione e se poi il problema è il colore politico, di certo non ci riguarda, ma appartiene solo all'occhio di chi ci giudica. Non siamo affatto pazzi, ma sappiamo benissimo quel che stiamo facendo. Oltretutto se ci si apre una porta, perché non provare ad entrare per vedere dove conduce? Il MIDA risponderà su altri siti solo nel caso in cui il dialogo riguardi il corso abilitante, per altre bazzecole non abbiamo tempo.
Ci aspettavamo di tutto, ma non di essere presi in giro e denigrati dai nostri colleghi... Eppure la battaglia di uno, dovrebbe essere la battaglia di tutti, vogliamo solo lavorare e non essere definiti dei "bamboccioni" come qualcuno ha fatto non molto tempo fa! Vogliamo il corso abilitante e lo avremo, siamo persone serie e responsabili, non siamo dei perditempo, la sorte di uno è la sorte di tutti e c'è gente qui che anziché essere denigrata ed umiliata avrebbe veramente bisogno di aiuto, per cui dateci una mano, dateci voce anziché recriminare su chi aiuta chi...
Saluti precari.
I docenti del MIDA 5月20日 INVITO ALL'ON. GRIMOLDI
Riunione del 1 giugno a CodroipoINCONTRO MIDA 1 GIUGNO 2008 h. 15 SALA ORATORIO di CODROIPO (UD) 2° PIANO. La sala è situata dietro al Duomo, PIAZZA GARIBALDI. NON MANCATE!!! L'INCONTRO E' RIVOLTO A TUTTI I DOCENTI PRECARI NON ABILITATI D'ITALIA!!!! RISPOSTA DI DI MENNA AL NOSTRO INVITO
Alla cortese attenzione della Dott.ssa Ida Gasparretti 5月19日 dal sito della Gilda di VeneziaBrunetta e la scuola di tutti. Paolo Malerba da Orizzonte scuola del 14 maggio 2008 Abbiamo letto recentemente sul “Messaggero “ un’intervista al neo ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta nella quale, riferendosi al problema del precariato nella Scuola si diceva « contrario alle assunzioni ope legis » aggiungendo che, per lui, «si deve assumere sempre per concorso». Ci permettiamo di segnalare al neo ministro che tutti gli iscritti nelle Graduatorie, oggi ad esaurimento, degli insegnanti da cui si attinge per fare funzionare la Scuola di tutti sono passati tra le forche caudine di un concorso pubblico. Il superamento del concorso è condizione imprescindibile per l’inserimento in tali liste. La formazione del precariato deriverebbe dal fatto che spesso l’Amministrazione ha bandito concorsi, pur sapendo che non avrebbe messo a ruolo nessun nuovo insegnante. A prima vista questo parrebbe un comportamento singolare, ma in realtà cela un comportamento al limite della malafede, analizziamone brevemente il motivo: le singole istituzioni scolastiche in questi giorni stanno determinando il fabbisogno di insegnanti per il prossimo anno scolastico e lo fanno in funzione di formule prestabilite, in rapporto agli studenti che l’anno prossimo frequenteranno la scuola. Tale rapporto definisce l’organico di diritto, ovvero il numero di insegnanti di cui la singola istituzione, per diritto, dovrà disporre. Al momento dell’inizio del prossimo anno scolastico accadrà, come accade da decenni, che tale numero, di fatto, risulterà del tutto insufficiente per il normale funzionamento delle attività didattiche. Si procederà quindi a determinare il cosiddetto organico di fatto che, invece di basarsi su rapporti matematici, si fonderà sul reale fabbisogno della scuola. Ecco, a questo punto, entrare in gioco i circa 140.000 precari (numero per difetto) che permetteranno il normale avvio dell’anno scolastico. Ma allora perché non assumerli? Prevalentemente per non riconoscerne economicamente l’anzianità di servizio. Un docente precario che svolge la sua funzione da vent’anni percepisce sempre lo stipendio iniziale. La Scuola di tutti procede sacrificando diritti essenziali, non soltanto economici, ma umani come la riconoscibilità sociale e la tranquillità psicologica di tutti coloro che ne permettono l’ordinario funzionamento. Ma se si tratta di funzionamento ordinario perché non introdurre, come già fatto in passato, il cosiddetto organico funzionale che stabilizzerebbe il personale precario pur non garantendone la sede definitiva? Se la scuola si serve di precari di lunga durata significa che la scuola ha un’innegabile necessità di tale personale. Tornando a Brunetta, alla domanda dell’intervistatore «La stabilizzazione salterà? » Il neo ministro ha risposto:- «Ci stiamo ragionando. Comunque una quota di lavoro flessibile nella pubblica amministrazione deve restare, una quota né troppo alta né troppo bassa. » Aggiungiamo noi che è singolare pretendere di ragionare su una materia di cui, leggendo sopra, si evince si conosce poco, consigliamo al neo ministro più prudenza nelle sue dichiarazioni, perché disinformando si finisce per creare mostri. Inoltre tale risposta sembra contraddire l’affermazione dell’On. Valditara che rispondendo ad una nostra lettera su Precariato e merito ci ha dichiarato che «occorre completare in un arco di tempo ragionevole il piano di assunzioni di chi sia già abilitato». Lascia perplessi anche la dichiarazione del neo ministro per cui «Ci sono beni e servizi che devono essere pubblici, nel senso che devono essere alla portata di tutti, ma che non devono essere necessariamente prodotti da dipendenti pubblici: la sanità, la scuola, i beni culturali, l’università. ». La libertà di insegnamento passa necessariamente per la scuola pubblica, si pensi ad esempio ad una istituzione privata confessionale, sia essa una scuola o un’università: quale libertà avrebbe un insegnante non allineato alla politica o alla fede professata nell’istituzione? Poca o nulla. L’Istituzione pubblica è l’unica possibile garante della pluralità delle idee, della libertà delle coscienze e di un insegnamento critico e responsabile.
Lascia perplessi anche la nomina a
sottosegretario unico all’istruzione e all’Università dell’On.
Giuseppe Pizza, di cui leggendo la stampa, si sa poco, e pare non
essersi mai occupato di una materia così sensibile come
l’istruzione. Gli auguriamo comunque buon lavoro, sperando che la
sua nomina non sia frutto del consumato manuale dal sito della Gilda Venezia
Se il ministro Brunetta accoglierà da TuttoscuolaNEWS, n. 345, 19 maggio 2008 Le prime dichiarazioni del neo ministro della Funzione pubblica, on. Brunetta, contro i dipendenti pubblici fannulloni hanno colpito più delle sue intenzioni di valorizzare il merito di quelli capaci. Sembra imminente un apposito provvedimento "bastone-carota" che cercherà di dare attuazione effettiva alle norme che, come ha detto il ministro, ci sono già, e a prevederne altre di incentivo alla valorizzazione professionale. Brunetta farà bene a leggere attentamente la proposta di legge n. 3423 che l'attuale giovane collega, on. Maria Stella Gelmini, ha presentato tre mesi e mezzo fa alla Camera proprio sul merito dei dipendenti pubblici. Oltre ad una specifica attenzione riservata al personale della scuola e dell'università, la Gelmini, all'articolo 3 della proposta di legge (di cui è stata l'unica firmataria), propone l'abolizione ad ogni livello di inquadramento (compresi quindi quelli attuali del personale scolastico) di "qualsiasi meccanismo che possa determinare automatismi nella progressione di carriera". Gli aumenti generalizzati ci sarebbero, quindi, soltanto in occasione dei rinnovi contrattuali, mentre quelli individuali sarebbero legati al riconoscimento della "produttività". Anticipando Brunetta, la Gelmini proponeva "provvedimenti e sanzioni disciplinari, compresi i licenziamenti dei dirigenti e degli altri dipendenti, a seguito di gravi comportamenti illeciti sul piano penale, civile e amministrativo, nonchè per gravi carenze di risultati o di rendimento".
La proposta n. 3423
prevede anche "dimagrimento" degli organici dei dipendenti pubblici,
prevedendo l'introduzione di un criterio del "rapporto tra numero
dei dipendenti pubblici e popolazione ai vari livelli territoriali,
comunale, provinciale e regionale. PRIMA USCITA MIDA A CODROIPO (UD)Comunichiamo ai COLLEGHI PRECARI NON ABILITATI D'ITALIA,sia a quelli che hanno aderito all'iniziativa MIDA ma anche a quelli che non l'hanno fatto, che domenica 1 GIUGNO 2008 a CODROIPO, orario da fissare (pensiamo in mattinata) ci sarà la prima riunione autogestita del Movimento precari da abilitare. E' vero che doveva avere luogo il 24 maggio ma per problemi di gestione sala abbiamo dovuto cambiare data. Coloro che intendessero venire possono contattare Ida Gasparretti (ida.gasparretti@istruzione.it; 3391057829) o Andrea Conti (andrea.conti1@istruzione.it, 3383057951) Comunque è ovvio che è nell'interesse di tutti partecipare ed impegnarsi in prima persona affinché questa iniziativa abbia buon esito! Avrete ulteriori informazioni nei prossimi giorni! Saluti precari. 5月14日 redatta dalla collega BorrieroGentilissima
Ministra Avvocatessa Mariastella Gelmini, Siamo un gruppo di insegnanti che stanno lavorando presso degli istituti pubblici e privati di diverso ordine e grado. Siamo accomunati dal fatto di essere insegnanti sprovvisti di ABILITAZIONE all’insegnamento pur lavorando per la scuola da più anni e viviamo malissimo questa condizione di inferiorità rispetto ai nostri colleghi che svolgono la medesima mansione, ma sono abilitati. Per questo ci siamo riuniti nel Movimento degli Insegnanti Da Abilitare (MIDA) che comprende colleghi su tutto il territorio nazionale. Dal 2004 lo Stato (Governo) non ha più concesso le stesse (pari) opportunità che i nostri colleghi hanno avuto per abilitarsi. Dunque, non siamo abilitati all’insegnamento per due motivi:
Durante l’appena terminata campagna elettorale, abbiamo preso contatti con diversi esponenti politici impegnati nel campo dell’istruzione (Onorevole Aprea, Senatore Valditara, Senatore Davico, Onorevole Grimoldi, ecc). Queste persone ci hanno ascoltati più volte e ci hanno garantito che il PDL e la Lega Nord, se avessero vinto le elezioni, non avrebbero chiuso le porte in faccia a chi per tutti questi anni ha sostenuto la scuola italiana. Ci hanno infatti garantito un corso di specializzazione con esame di Stato finale abilitante (scritto ad esempio nel programma della Lega Nord, ove si veda OBIETTIVI STRATEGICI, penultimo punto: avviamento all’insegnamento per i docenti già inseriti nella scuola da almeno 360 giorni attraverso il completamento della loro formazione dall’autunno 2008, mediante corsi integrativi di didattica, discentologia e docimologia con esame di Stato finale, in base alle classi di concorso scelte).
Oggi al Ministero per la Pubblica Istruzione sono state nominate delle persone con cui noi non abbiamo preso quegli accordi preelettorali (le promesse di cui il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha detto, già nel suo primo discorso al consiglio dei Ministri, sarebbero state da mantenere quanto prima), ma di cui giovano e gioveranno, visto che l’espressione del nostro voto è stata determinata proprio da quegli impegni.
Gli insegnanti del MIDA chiedono dunque che le promesse fatte in campagna elettorale vengano mantenute. Nello specifico chiediamo:
Inoltre, visto che per sapere in quale classe di concorso un docente può essere inserito per l’insegnamento, si fa riferimento ad una normativa aggiornata, ma non fino ai giorni nostri, si richiede l’impegno ad
Aggiungiamo che noi non siamo citati dalla legislazione italiana dal 2004 (ultimo corso abilitante varato dal Ministero Moratti), ma stiamo sostenendo la scuola italiana come tutti i nostri colleghi: sostituiamo anche le assenze dei colleghi iscritti alle SSIS, che come compenso pubblicano sui giornali il loro giudizio su di noi dicendo che siamo dei pelandroni perché non frequentiamo la SSIS: ma visto che il numero è chiuso, per forza ci sarà sempre qualcuno fuori! Il sistema è appropriato per i neo laureati: per chi insegna da più anni, l’Università dei precedenti Ministeri (tranne quello dell’ex Ministro Fioroni) ha previsto un corso riservato, non necessariamente più breve, ma accessibile (=senza numero chiuso) agli insegnanti. Ora, visto che la Costituzione Italiana recita che
noi riteniamo di avere tutti i diritti e soprattutto i requisiti per chiedere la possibilità di abilitarci (già dal prossimo Anno Accademico come del resto ci è stato promesso). Noi saremo contenti di pagarci le relative tasse universitarie anche perchè
Il fatto di non essere abilitati è puramente frutto di un gap burocratico legislativo e di una volontà politica che non riusciamo a capire, perché non sappiamo di quale colpa siamo macchiati per essere trattati male così da uno Stato per cui lavoriamo e da una classe politica che fino ad oggi non ci ha ancora nemmeno nominati. Chiediamo unicamente la formazione specifica solo a noi negata per POTER CONCLUDERE I NOSTRI STUDI.
Visto che sappiamo che questo gap legislativo dipende esclusivamente dalla volontà politica del Ministero in carica, chiediamo cortesemente di non dover più subire una disparità di trattamento come quella di insegnare senza abilitazione. Ricordando che speriamo di avere una risposta precisa e dichiarata pubblicamente, porgiamo distinti saluti.
Bra, 14 maggio 2008
Barbara Borriero, Ida
Gasparretti, Andrea Conti, Silvia Rolando, Laura Murgi, Sandro
Blasutto, Elisa Brizio, Letizia Fiora, Caterina Ferroglio, Sonia
Cavaglià, ecc. del MIDA
(MOVIMENTO INSEGNANTI DA ABILITARE) 5月13日 ALLA C.A. DEL MINISTRO GELMINI: RICHIESTA FORMALE DEI PRECARI NON ABILITATI Il comunicato stampa di oggi: ALLA C.A. DEL MINISTRO GELMINI: RICHIESTA FORMALE DEI PRECARI NON ABILITATI
Il M.I.D.A. (Movimento Insegnanti da Abilitare) chiede formalmente, attraverso gli organi di stampa virtuali e non, al neo Ministro della Pubblica Istruzione, Dott.ssa Maria Stella Gelmini, che il servizio prestato dai docenti precari non abilitati presenti sul territorio nazionale venga riconosciuto nello stesso modo dei docenti abilitati. Gli insegnanti che hanno aderito a questo Movimento sono coscienti di non avere un titolo abilitante, per questo chiedono allo stesso Ministro che conceda a coloro che sono in possesso di almeno un certificato di servizio: o un corso abilitante basato sul DM85 (come concesso a coloro che avevano 360 gg nel 2004), o un concorso riservato o qualsiasi altra forma di abilitazione riconosciuta ministerialmente. L'intento del MIDA è quello di poter accedere alle graduatorie senza scavalcare nessuno, ma semplicemente ottenendo il titolo basandosi anche sulle certificazioni dei servizi prestati, avvalendosi della meritocrazia per il servizio svolto sia nei riguardi dello Stato italiano sia nei confronti di quei bambini e di quei ragazzi che ogni giorno si confrontano con noi chiamandoci “Prof.” o “Maestro”. Con queste parole in MIDA non intende andar contro i futuri colleghi che si stanno abilitando con la SSIS, ma anzi chiede anche a loro di sostenerci in questa richiesta, soprattutto in merito all'inserimento nelle future graduatorie, anche perché l'obiettivo finale è lo stesso pur se su strade diverse. Non vogliamo essere contro i sissini, ma chiediamo loro di unirsi a noi e di fare fronte comune, c'è in ballo il nostro futuro di insegnanti. Non troviamo giusto che chi paga c.a € 2500 per conseguire il titolo abilitante si trovi in seconda fascia d'istituto e non nella prima o che debba sostenere un concorso per entrare in quelle graduatorie che spettano loro di diritto. Non troviamo neanche giusto che il DM85 sia stato emanato per l'ultima volta includendo solo i docenti che fino al 2004 avevano i 360 gg senza emanarne un altro che abbracci coloro che avevano gli stessi giorni entro il 2007, anno di chiusura delle GAE. Fiduciosi in un intervento da parte del Ministro Gelmini. Saluti precari.
Gli insegnanti del MIDA
http://precarinonabilitati.spaces.live.com http://it.groups.yahoo.com/group/abilitazione_precari/ Per info: Ida Gasparretti (ida.gasparretti@istruzione.it; 3391057829) Andrea
Conti (andrea.conti1@istruzione.it, 3383057951)
5月12日 Da Wikipedia: chi è Giuseppe PizzaGiuseppe PizzaGiuseppe Pizza (Sant'Eufemia d'Aspromonte, 21 dicembre 1947) è un politico italiano, segretario nazionale della rinata Democrazia Cristiana.
Nella DCHa svolto fin da giovane attività politica all'interno della Democrazia Cristiana storica: è stato delegato nazionale del movimento giovanile dal 1969 al 1975, è stato componente della direzione nazionale e della Giunta esecutiva con le segreterie politiche rette da Arnaldo Forlani prima e da Amintore Fanfani poi. In seguito alla fine dell'esperienza politica della DC, nel 1994, è stato tra quelli che hanno portato avanti, seguendo l'iniziativa di Flaminio Piccoli, il movimento politico di Rinascita della Democrazia Cristiana e, dopo la morte di Piccoli, è stato il fondatore di un soggetto politico che rivendica proprio il nome di "Democrazia Cristiana" e il simbolo dello Scudo Crociato con la scritta Libertas. In realtà di lui si sa ben poco. E dalla fondazione del partito di Don Sturzo ad oggi i media riportano poche notizie e solo in anni recenti. La rinascita dello Scudo Crociato e la successiva scissione [modifica]Il partito ha cominciato a presentarsi a varie elezioni amministrative a partire dal 1998 e, nel dicembre 2003, Pizza ne viene eletto all'unanimità segretario nazionale succedendo ad Angelo Sandri, in quello che il suo movimento politico ha considerato il XIX congresso, considerandolo in continuità numerica con i congressi della storica DC. Ha condotto il partito alle elezioni europee del 2004 sotto le insegne di "Paese Nuovo", visti i problemi giuridici sull'utilizzo del nome e del simbolo storici. Il deludente risultato (0,2% nazionale), pochi mesi dopo, ha condotto alla rottura con una parte dello stesso partito che, guidata da Angelo Sandri, ha costituito il Partito della Democrazia Cristiana rivendicando per sé il nome e il simbolo della DC, e per questo è stato espulso dal partito. In occasione delle elezioni politiche del 2006, Pizza si schiera con l'Unione di Romano Prodi siglando un accordo con la Lista Consumatori. A novembre, al suo partito viene attribuita - al termine di un lungo procedimento giudiziario - la legittimità di continuatore ufficiale della storica DC. Eletto, sempre all'unanimità, segretario politico della Democrazia Cristiana nel XX Congresso, celebrato a Roma nel novembre del 2006. Rimasto deluso dalla politica condotta dalla coalizione di centro-sinistra, per le elezioni politiche del 13 e 14 aprile 2008 si è alleato con il partito del Popolo della Libertà. Il 12 maggio 2008 è stato nominato Sottosegretario di stato all'istruzione, università e ricerca. da La tecnica della scuola
dall'ANSA GOVERNO: NOMINATI 37 SOTTOSEGRETARI, NON I VICEMINISTRI
di Marcello CampoROMA - Il governo 'Berlusconi IV' parte senza viceministri e con 37 sottosegretari. Poi, al termine di una fase di verifica, se il lavoro lo renderà necessario come é probabile, Silvio Berlusconi promette che qualcuno potrebbe essere 'promosso' alla carica di viceministro e i sottosegretari potrebbero diventare di più. Così il Consiglio dei ministri, che si è riunito a Palazzo Chigi al termine di una giornata di convulso lavoro all'interno della maggioranza, definisce l'assetto del nuovo esecutivo. Una squadra decisamente più snella della precedente guidata da Romano Prodi, come prevede la finanziaria 2008, passando da 103 a 60 componenti. Ma è la scelta di rinviare la nomina dei viceministri a tenere banco per tutta la giornata. Già in mattinata erano emersi alcuni dissapori tra alleati. Tornando in aereo assieme da Milano, Berlusconi e Ignazio La Russa riprendono il discorso senza però trovare una soluzione definitiva. Più tardi i vertici di An si riuniscono per ribadire le loro richieste. Proseguono i contatti, ma appare chiaro che serve altro tempo per riflettere, così il Consiglio dei ministri convocato per le 11 viene rinviato alle 18. Trapela che Roberto Maroni, titolare dell'Interno non vedrebbe di buon occhio la nomina di Alfredo Mantovano (An) come suo vice. Quindi, la stessa Lega avrebbe puntato i piedi per avere Roberto Castelli come viceministro alle Infrastrutture con delega alle opere del Nord. Stretto da più parti e da richieste così divergenti il presidente del Consiglio, nel mezzo del pomeriggio, ha gioco facile a far prevalere quello che è anche un suo desiderio: rinviare tutto a una seconda fase. La notizia trapela da Palazzo Grazioli, dove il premier prosegue le riunioni. Ma il dibattito interno non si chiude, tanto che Umberto Bossi, entrando a Montecitorio, poche ore prima del Consiglio, dice di "sperare" ancora che alla Lega vada un viceministro al Nord, senno, ribadisce: "Chi ci farà le strade?". La riunione del Cdm conferma le previsioni. Vengono nominati solo 37 sottosegretari. Nel corso del Consiglio, a quanto si apprende, Berlusconi avrebbe ribadito di aver fatto una "scelta dolorosissima" perché "almeno 40 persone" meritavano di essere scelte. Quindi, avrebbe fatto capire che probabilmente le difficoltà operative derivanti dal numero limitato di componenti renderanno necessario, in una seconda fase, un allargamento della squadra. A quel punto, verrebbero nominati nuovi sottosegretari e, sulla base del lavoro già svolto, alcuni verrebbero promossi viceministri. Soluzione che sembra confermata anche da Umberto Bossi secondo il quale i 'vice' saranno scelti "in tempi ragionevolmente brevi". C'é anche chi, nella maggioranza, non esclude un prossimo 'spacchettamento' di alcuni dicasteri e la conseguente nomina di nuovi ministri. Un processo comunque che, sottolineano fonti del Pdl, verrebbe condotto in stretto contatto e con l'assenso del Quirinale. In ogni caso, l'eventuale allargamento della compagine governativa, non appare imminente. "Il ragionamento svolto dal presidente del Consiglio - ha spiegato uno dei partecipanti al Cdm - fa presumere che non si faccia nulla prima dell'estate". Soddisfatta la Lega: "Bene. Tutte le caselle sono andate al loro posto ed ora abbiamo una bella squadra", dice il ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli. dall'ansa: elenco dei sottosegretari
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