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日志


6月30日

GRIMOLDI - GOISIS > da Tecnica della Scuola del 28 giugno 2009

Commissione Cultura al lavoro su precariato e manovra economica
di Reginaldo Palermo
I primi giorni di luglio saranno particolarmente intensi per la Commissione Cultura della Camera: è prevista un'ulteriore audizione del Ministro ed il Governo dovrà rispondere sulla questione del precariato. Prenderà avvio anche il dibattito sul ddl Aprea.
Nei primi giorni di luglio la Commissione Cultura della Camera si troverà di fronte a scadenze importanti.
Nel corso di tre sedute verranno affrontate alcune delle più significative questioni di cui si discute proprio in questi giorni.
Martedì 1° luglio il ministro Gelmini interverrà per proseguire la presentazione delle linee programmatiche del proprio dicastero; subito dopo la Commissione darà avvio all’esame del documento di programmazione economico-finanziaria relativa alla manovra di finanzia pubblica per il periodo 2009/2013.
L’esame proseguirà anche nel pomeriggio e nella giornata successiva.
Il 2 luglio il Ministro o un suo delegato (in una circostanza analoga era intervenuto il sottosegretario Pizza) dovrà rispondere ad alcune interrogazioni, due delle quali (una della stessa maggioranza e una dell’opposizione) riguarderanno il piano di stabilizzazione dei precari.
L’interrogazione sottoscritta da diversi esponenti dell’opposizione (l’ha firmata anche l’ex ministro per la Funzione Pubblica Nicolais) sottolinea come con la precedente legislatura, nell’ambito di due leggi finanziarie,  siano state approvate due norme che prevedono un piano di assunzioni per complessivi 167mila docenti e 30mila Ata e che al momento questo piano risulta realizzato solo in parte.
Anche i deputati della Lega Grimoldi e Goisis fanno riferimento, nella loro interrogazione, al piano di stabilizzazione del precedente Governo e chiedono al Ministro se non ritenga opportuno procedere ad almeno 32mila assunzioni entro la fine di luglio (l’interrogazione è stata depositata il 18 giugno, quando ancora non si conoscevano i numeri delle immissioni in ruolo resi noti dal Ministro solo pochissimi giorni fa); ma la Lega chiede anche assicurazioni sulla prosecuzione del piano e sulle intenzioni del Ministro in materia di procedure concorsuali abilitanti atte  a prevenire l'ulteriore formazione di personale precario.
Il 3 luglio sarà una giornata altrettanto importante: prenderà infatti avvio il dibattito sul disegno di legge di Valentina Aprea in materia di autogoverno delle istituzioni scolastiche, libertà di scelta educativa delle famiglie e stato giuridico dei docenti.
Non sarà certamente una settimana decisiva in quanto la Commissione si limiterà ad avviare la discussione
 
28/06/2008

Scioglimento riserva > da Tecnica della scuola

Graduatorie ad esaurimento a.s. 2008/09, scioglimento della riserva
Per gli aspiranti che hanno incontrato impedimenti nella compilazione dell’istanza via web, relativamente allo scioglimento della riserva, il Ministero ha diramato indicazioni per la compilazione manuale del modulo di domanda. C’è tempo fino al 5 luglio 2008.
Per consentire di presentare l’istanza di scioglimento della riserva o di inclusione in coda negli elenchi di sostegno anche agli aspiranti che abbiano incontrato, nei termini previsti per l’espletamento della procedura, impedimenti dovuti a difficoltà nell’uso delle tecnologie informatiche o a incongruenze presenti nelle basi informative di sistema, sono messi a disposizione i modelli, da compilare in modo tradizionale, allegati alla nota ministeriale del 30 giugno 2008, prot. n. 10965 consultabile nel box “Approfondimenti”.
30/06/2008

Decreto per PERSONALE ATA > da Tecnica della Scuola

Terza fascia personale Ata, pronto il decreto
Con la nota ministeriale prot. n. 10945 del 30 giugno 2008, è stata indetta la procedura per la terza fascia delle graduatorie di circolo e di  istituto per il conferimento di supplenze temporanee al personale Ata.  Il D.M. n. 59 del 26 giugno 2008 sarà pubblicato in G.U. - 4ª Serie speciale - n. 51 del 1° luglio: di conseguenza, il termine della scadenza delle domande è fissato al 31 luglio 2008.
Dopo lunga attesa, finalmente è stato firmato il decreto per le graduatorie di terza fascia del personale Ata, che sarà pubblicato sulla Gazzetta ufficiale - 4ª Serie Speciale - martedì 1 luglio, con relativa scadenza per la presentazione delle domande fissata al 31 luglio.
Come previsto dalla nuova ipotesi di sequenza contrattuale relativa al personale Ata, siglata lo scorso 25 giugno, sarà consentito l’accesso al profilo di collaboratore scolastico anche agli aspiranti in possesso di attestati e diplomi di qualifica professionale di durata triennale rilasciati o riconosciuti dalle Regioni.
Già sul sito del Miur sono disponibili il testo del provvedimento e i relativi modelli di domanda.
Per quanto riguarda le graduatorie Ata di seconda fascia, l’Amministrazione, nell’incontro di qualche giorno fa con i sindacati, ha preannunciato una procedura per l’aggiornamento della scelta delle 30 scuole e dei dati relativi ai recapiti per gli aspiranti inclusi nelle suddette graduatorie provinciali. E’ stata valutata la possibilità di poter presentare domanda per l’inserimento nelle correlate graduatorie d’istituto (nella stessa provincia in cui sono inseriti in graduatoria provinciale) qualora a suo tempo gli aspiranti non l’avevano prodotta.
30/06/2008

riferimenti FINANZIARIA 2008

Se volete vedere gli argomenti della finanziaria del 2008 andate su questo sito:
 

da tuttoscuola del 27 giugno 2008

Gelmini sulle Ssis:
"Due anni in più di studio
senza alcun vantaggio reale".

 Tuttoscuola, 27 giugno 2008

Nuova intervista al ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca Mariastella Gelmini a Mario Reggio de La Repubblica ("Ora stop all'ingresso dei precari ma il tempo pieno sarà salvato"), all'indomani dell'annuncio delle 32.000 assunzioni per la scuola, definite come un "impegno morale" dalla parlamentare bresciana.

Il ministro ha confermato i contenuti della precedente intervista rilasciata al Sole 24 Ore: la ricerca di soluzioni condivise; la fine della creazione di illusioni per i precari, le cui graduatorie sono inesauribili; il rispetto dei vincoli di spesa.

Sul tempo pieno, rispondendo indirettamente alle accuse di Mariangela Bastico del Pd, la Gelmini ha dichiarato che "non sarà toccato".

Ad essere rivisto sarà, con ogni probabilità, il "monte ore d'insegnamento che in una parte delle superiori è eccessivo". Si ridurranno quindi le ore e si riformulerà la programmazione della didattica.

Il passo più significativo dell'intervista è però rivolto alle Ssis (scuole di specializzazione per l'insegnamento secondario, organizzate a pagamento dalle università), rispetto alle quali il ministro aveva già avuto in precedenza un atteggiamento critico. Ora le definisce "un vero e proprio scandalo, si chiedono ai laureati due anni in più di studio senza alcun vantaggio reale. È drammatico ma le cose stanno proprio così".


dal Sole 24 ore di oggi

Tutti i tagli della scuola

di Gianni Trovati

30 giugno 2008

Gli «standard europei». Sono loro la stella polare, espressamente citata, del piano di riorganizzazione del Dl 112/2008 che secondo le intenzioni del Governo dovrebbe condurre la scuola italiana verso i lidi (inesplorati) dell'efficienza gestionale. Con un principio, semplice sulla carta, che ispira più di un intervento di questa manovra d'estate: la razionalizzazione serve per creare efficienza, ma l'efficienza va anche finanziata con una parte dei risparmi ottenuti alleggerendo i costi di sistema.
Nel caso della scuola, il bottino è consistente e progressivo, e dai 456 milioni dell'anno prossimo, all'esordio delle nuove misure, secondo i tecnici di Palazzo Chigi dovrebbe volare fino a 3,2 miliardi nel 2012. Il 30% di questo bottino, una volta che sarà certificato, andrà ad alimentare un fondo ministeriale chiamato a erogare, nell'ambito della contrattazione, risorse per «la valorizzazione e lo sviluppo professionale del personale della scuola».
Sul terreno, però, gli organici sono destinati a lasciare 87.335 cattedre (20mila delle quali cancellate dalla prima razionalizzazione, quella dettata dalla Finanziaria 2008, che sarà applicata di pari passo con il nuovo piano) e 45mila posti da ausiliari tecnico-amministrativi (il 17% del totale). Il criterio-guida è l'innalzamento di un punto entro quattro anni del rapporto alunni/docenti, che oggi in Italia è di 8,9 allievi per docente, a livelli molto più bassi dei principali Paesi europei. Il Sole-24 Ore (si veda la tabella a fianco) ha calcolato gli effetti di questo indicatore sugli organici provinciali delle scuole del 2007/2008, che rappresentano la base di partenza del piano governativo: applicando l'indicatore scritto in manovra, il sacrificio più consistente dovrebbe riguardare la scuola primaria, in cui si concentra il 34,7% dei posti tagliati, seguita dalle scuole superiori (29,5%). A livello territoriale, invece, a guidare questa graduatoria del dimagrimento è Napoli, che sull'altare dell'efficienza dovrebbe immolare qualcosa come 4.124 posti da insegnante; seguono Roma (3.892), Milano (3.451) e, più distaccata, Torino (2.149).
I calcoli in tabella riguardano solo la nuova ondata di tagli determinata dalla manovra estiva del Governo Berlusconi: aggiungendo al conto anche quelli inseriti nell'ultima Finanziaria targata Prodi i numeri crescono di quasi il 30%, ma la loro distribuzione territoriale diventa ancora più incerta. La norma (articolo 2, commi 411-12 della legge 244/2007) interviene soprattutto sulle scuole superiori, imponendo in particolare criteri più rigidi per la formazione delle prime classi e per l'attivazione degli ex corsi sperimentali dei licei. Anche per la nuova stretta, inoltre, gli effetti territoriali potrebbero variare, perché il criterio numerico va perseguito anche attraverso un ridisegno dei piani di studio e degli orari nei diversi ordini di scuola, compresa una «rimodulazione dell'attuale organizzazione didattica della scuola primaria». Una previsione in cui i sindacati, a partire da Enrico Panini della Cgil Scuola, intravedono il ritorno al maestro elementare unico.
In generale, comunque, a sparire dall'orizzonte nel prossimo quadriennio sarà una cattedra ogni dieci e il 17% dei posti del personale Ata. Una «cura da cavallo», come ha riconosciuto lo stesso ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini (si veda l'intervista sul Sole 24 Ore del 25 giugno), secondo cui però passa da qui l'unica strada per rimettere in carreggiata il rapporto costi/qualità del servizio-scuola. Che dal confronto europeo, evocato dal Dl, esce malconcio: rispetto all'Europa, come si legge nell'ultimo rapporto Ocse, le aule italiane "vantano" un rapporto alunni/docenti più basso del 28,9% nella scuola primaria, del 15,1% alle medie e del 6,8 alle superiori. Il risultato è che ogni studente costa circa mille dollari in più (a parità di potere d'acquisto), mentre le performance di apprendimento vedono l'Italia sprofondare progressivamente nelle classifiche internazionali.
I sindacati contestano questa lettura e soprattutto il suo pilastro, quello del rapporto alunni/docenti. Deformato, sottolineano, dalla caratteristica italiana dell'alto numero di docenti di sostegno. Il confronto si annuncia serrato, ma il futuro si fa più incerto anche per un'altra peculiarità della nostra scuola: gli oltre 340mila precari in lista d'attesa. Mentre gli organici si comprimono, rallenta infatti anche la corsa ai pensionamenti: gli aventi diritto quest'anno sono 25mila, meno della metà di quanti si sono affollati l'anno scorso allo scadere della «quota 92», e finora all'Inpdap sono arrivate solo 12.800 domande.

6月29日

Da Leggere: dal SOLE 24 Ore (segnalato dal collega Lifranchi)

Gelmini: i tagli sono "una cura da cavallo inevitabile per la scuola"


È una Mariastella Gelmini a tutto campo quella che ha rilasciato una lunga intervista a Luigi Illiano ("Scuola: merito e rigore unica cura" sul Sole 24 Ore di oggi), all'indomani delle anticipazioni (si veda il nostro pezzo L'articolo 70 del Dpef che taglia altri 143.000 posti nella scuola) circa i drastici tagli di personale e di risorse per la scuola previsti nella bozza di DPEF 2009-2013. Tagli confermati, dal ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca, che li commenta così: "Una cura da cavallo inevitabile per la scuola. Questo Governo è stato eletto per risanare i conti pubblici. È un impegno di rigore con gli italiani e va mantenuto".

È un impegno da centrare, non ci sono alternative, dichiara la Gelmini, "Non è più tempo di ipocrisie. La scuola è prima di tutto un servizio, di cui dobbiamo abituarci a misurare i costi, i benefici, la qualità, il grado di soddisfazione degli utenti e di coloro che vi lavorano".

All'opposizione e ai sindacati, il ministro chiede di fare la loro parte, che ci sia "una presa di coscienza molto schietta e realistica sulla fotografia di cosa c'è e cosa bisogna cambiare. Per dare vita a una grande alleanza verso il cambiamento che è fatto di una difesa delle risorse ma anche di uno sforzo per impiegare meglio quelle che ci sono".

Il ministro rivendica la continuità con il rigore iniziato col Governo Prodi, che aveva eliminato 47mila posti, e ricorda "che in Italia abbiamo 200mila docenti in più della Germania che ha 20 milioni di abitanti in più. E il personale Ata è il più numeroso d'Europa".

Purtroppo, continua la Gelmini, il Ministero non ha mai rispettato gli impegni di risparmio presi: "È colpa di una situazione che ci trasciniamo nel tempo e oggi non abbiamo più la possibilità di dilazionare: adesso dobbiamo intervenire. Comunque, non mi servono buone intenzioni, nemmeno suggerimenti che non tengono conto di una contabilità economica. Perché se noi non avessimo un debito pubblico che è tra i più alti in Europa, una spesa pubblica da riqualificare, credo che chiunque sarebbe stato capace di migliorare la situazione della scuola". Il ministro respinge le accuse di un commissariamento da parte da parte dell'Economia nei confronti dell'Istruzione: l'azione è "sinergica e coerente da parte di tutto il Governo. Inoltre i tagli non riguardano solo la scuola".

I precari saranno i più colpiti dai futuri tagli: "È uno dei problemi che mi sta più a cuore" ammette la Gelmini. "In passato, purtroppo, questo Paese ha creato aspettative continue alimentando il parco dei precari. Questo bisogna dirlo e avere anche il coraggio di dire basta. Voglio arrivare a non avere una situazione di precariato di queste dimensioni. Non voglio la frustrazione nei docenti. Sono disposta ad avere un po' di insegnanti in meno, ma più preparati e meglio pagati". Occorre riallocare le risorse professionali "dove servono". Una delle ipotesi è offrire a "una parte di queste persone (...) un'opportunità di lavoro (nel turismo) in un contesto di rilancio del sistema Paese".

Le immissioni in ruolo previste dall'ultima Finanziaria potrebbero essere le ultime per qualche anno ("per ottenere alcune cattedre, tra domanda e offerta, è stato calcolato che potrebbero trascorrere anche trent'anni"), e, soprattutto, le ultime con l'attuale sistema di reclutamento. Le cifre delle indiscrezioni sulle assunzioni (25mila insegnanti e 7 mila Ata) non sono confermate, né smentite dal ministro, ma sono "abbastanza vicine" a quei numeri e tuttora oggetto di trattativa. Il ministro spiega però che occorre "dire basta a questo metodo", colpevole di "utilizzare la scuola come ammortizzatore sociale".

Sui nuovi corsi Siss (Scuole di specializzazione all'insegnamento) a pagamento organizzati dalle università, che fabbricheranno altri docenti precari, il ministro dichiara che "si crea un'aspettativa che poi viene disattesa" e che "non è da escludere un provvedimento drastico".

In presenza di queste notizie sugli organici, altre questioni di grande rilevanza (il federalismo scolastico, le prospettive dell'istruzione tecnica e professionale, l'inizio del prossimo anno scolastico 2008-2009) passano inevitabilmente in secondo piano nell'intervista.

Il ministro non è ancora in grado di dire se da settembre 2009 partirà la nuova scuola superiore, a base regionale ("ci stiamo pensando e stiamo valutando con le Regioni"). Confindustria sta dando il suo contributo, per "portare in serie A sia l'istruzione tecnica che quella professionale".

Per l'inizio dell'anno a settembre, la Gelmini, vuole "avere tutti i docenti in cattedra. I direttori regionali che non risponderanno a questo, un minuto dopo saltano". L'obiettivo successivo, a medio termine, è "di risalire le classifiche internazionali sugli apprendimenti degli studenti. Non sopporto di vedere il mio Paese in fondo alla lista".
6月26日

da Tecnica della Scuola del 26/06/2008

di Alessandro Giuliani
Il 26 giugno il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca ha dato notizia di avere autorizzato le immissioni in ruolo: una decisione per rispondere “ai precedenti impegni presi, compatibilmente con la sostenibilità economica disponibile”. Nei prossimi giorni gli Uffici scolastici provinciali sono attesi da un tour de force.
 
 
 
 
Il Ministro è stato di parola: nemmeno 24 ore e le sue anticipazioni sulle immissioni in ruolo si sono trasformate in realtà. Il 26 giugno il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca ha infatti comunicato da “avere avviato la procedura di autorizzazione delle immissioni in ruolo per 32.000 unità complessive: 25.000 docenti e 7.000 appartenenti al personale Ata”.
Una notizia che per i tanti precari della scuola ha un sapore dolce-amaro. Dolce perché si concretizza all’indomani della pubblicazione del decreto legge sulla manovra economica del Governo, tramite cui si prevede di tagliare almeno 150 mila posti in quattro anni: alla luce di questa manovra così impegnativa in pochi speravano nelle assunzioni a titolo definitivo. Ed ora che sono state annunciate ufficialmente rappresentano, almeno da questo punto di vista, una bella notizia.
Meno bella per coloro che, invece, si attendevano (i sindacati in testa) le 60.000 assunzioni fissate nell’ultima Finanziaria del Governo Prodi: il bis, in pratica, delle immissioni in ruolo dell’estate 2007. E da questo punto di vista l’assunzione delle metà del contingente inizialmente previsto va considerata più una sconfitta che una vittoria.
Nel frattempo, come noto, è però cambiata legislatura e Ministro: Mariastella Gelmini prima ha studiato a fondo la situazione, poi è passata ai fatti. Che si sono presto tradotti in tagli e nuove strategie per modernizzare l’intero comparto scuola. Per questo le assunzioni rappresentano la volontà a farsi carico del problema del precariato della scuola: una presa di posizione confermata anche dalla nota con cui viale Trastevere ha annunciato l’avvio della procedura delle immissioni in ruolo.    
Il Ministero dell’Istruzione – spiega la nota ministeriale - ha voluto rispondere in tal modo ai precedenti impegni presi, compatibilmente con la sostenibilità economica disponibile. E’ comunque intendimento del Ministero avviare subito un processo di revisione della formazione iniziale e del reclutamento dei docenti che eviti il riprodursi del precariato”. Una precisazione, quest’ultima, che lascia anche presagire che l’accesso ai ruoli di insegnanti cambierà radicalmente.
Nei prossimi giorni, intanto, gli Uffici scolastici provinciali sono attesi da un tour de force non indifferente: saranno infatti chiamati dai vertici del Miur ad organizzare prima le assunzioni e poi le chiamate per le supplenze annuali. Il tutto entro il 31 agosto (addirittura il 31 luglio le assunzioni) e con parte degli organici delle superiori ancora non definitivi (in attesa dell’esito dei debiti formativi) e quindi oscillanti per il 5-10%.
26/06/2008
 
6月25日

Gioia mi ha mandato questo bell'articolo: fonte: la tecnica della scuola

Da tecnica della scuola



Manovra economica: effetti pesanti per la scuola
di Reginaldo Palermo
I numeri, adesso, sono più chiari: si parla ormai di 190mila posti in meno di qui al
2012 che dovrebbero consentire un risparmio di circa 8miliardi di euro. Per
raggiungere l'obiettivo sarà necessario porre mano ad una riforma completa degli
ordinamenti, a partire dalla scuola primaria.
Mano a mano che passano i giorni le dimensioni della manovra economica a carico
della scuola diventano sempre più chiare.
Inizialmente la nostra testata aveva annunciato 200 mila tagli comprensivi di quelli
già previsti dalla Finanziaria per il 2007, poi - nell'imminenza della approvazione
del decreto legge sulla manovra economica - pareva che il ridimensionamento si
limitasse a 90-100mila posti da aggiungere ai 47mila già decisi dal Governo Prodi.
Adesso, da una lettura più attenta del provvedimento che a breve verrà messo
all'ordine del giorno dei lavori del Parlamento, appare più chiaro cosa accadrà agli
organici della scuola a partire dal 2009: i posti del personale ATA subiranno un
taglio del 17% in 3 anni (in pratica questa misura provocherebbe una diminuzione di
43mila posti, poco meno di 15mila all'anno).
L'altra misura (aumento complessivo di un punto del rapporto alunni/docenti)
dovrebbe determinare un taglio di circa 100mila cattedre.
La razionalizzazione sarebbe dunque pari a 190mila posti (47mila + 43mila + 100mila)
e dovrebbe consentire, secondo i calcoli del Ministero dell'Economia, un risparmi di
circa 8mila euro tra il 2009 e il 2012: 456milioni di euro per il 2009, 1650 per il
2010, 2.538 per il 2011, 3.188 per il 2012.
Il decreto-legge chiarisce anche in che modo si potrà raggiungere l'obiettivo:
razionalizzazione e accorpamento delle classi di concorso, ridefinizione dei
curricula nei diversi ordini di scuola (piani di studio, quadri orari) e
"rimodulazione dell'attuale organizzazione didattica della scuola primaria" oltre
che revisione dei criteri per la determinazione del numero di docenti e ATA e
dell'assetto organizzativo-didattico dei centri per l'istruzione degli adulti.
Una parte degli 8 miliardi risparmiati (il 30% per la precisione) potrà essere
utilizzata a scopi contrattuali per "iniziative dirette alla valorizzazione ed allo
sviluppo professionale della carriera del personale della scuola"; ma il ministro
Tremonti ha già messo le mani avanti: i risparmi dovranno essere reali e
adeguatamente certificati e solo l'anno successivo a quello in cui si sono
realizzati potranno essere effettivamente spesi.
Il decreto contiene anche una norma che dovrebbe servire a contenere le assenze del
personale statale: in caso di malattia, nei primi dieci giorni verrà riconosciuto
solo il trattamento fondamentale e non quello accessorio; gli orari di reperibilità
per le visite fiscali verranno allungati (dalle 8.30 alle 13 e dalle 14 alle 20).
Tale norma non potrà essere derogata dai contratti nazionali.

24/06/2008

Fonte: Orizzonte scuola 24/06/2008

Finanziaria: DPEF travolge la scuola e l’università: addio a cattedre e immissioni in ruolo

24 giugno 2008 - ANIEF
SIT-IN di protesta davanti al Parlamento.

Dalle bozze circolanti sul Decreto Legge approvato nell'ultimo consiglio dei Ministri recante «Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria», risulta evidente il chiaro intento di liberalizzare il sistema pubblico d'istruzione rinunciando al compito educativo affidato dai padri costituenti della nostra Repubblica.

L'idea che la scuola pubblica possa risollevarsi come un'impresa con una dolorosa cura di risparmi e di contrazione del suo organico e un positivo confronto con la scuola privata non soltanto svilisce la funzione della stessa ma è lontana dal lavoro che giornalmente migliaia di docenti sono chiamati a svolgere nelle realtà più difficili di questo Paese.

Il taglio indiscriminato di fondi e risorse alla scuola e all'università, difatti, allontana l'Italia ancora di più dagli altri Paesi della UE, mentre l'innalzamento di un punto percentuale del rapporto alunni-insegnanti e la rimodulazione delle classi concorsuali annulleranno gli unici effetti positivi di una politica che ha sempre visto nella Scuola pubblica una risposta alle esigenze del territorio e alle assenze delle istituzioni.

Invocare lo stesso rapporto alunni-insegnanti che vi è in Europa significa dimenticare le particolarità nazionali, le deficienze e i pregi, significa rinnegare la politica di integrazione scolastica che vede annualmente impegnati 90.000 docenti di sostegno in organico di fatto, e il lavoro di migliaia di docenti impegnati nelle scuole a rischio o in comuni difficilmente raggiungibili.

Trasformare le Università in fondazioni significa rinunciare alla ricerca che ha sempre distinto la nostra comunità nazionale, mentre il prosciugare le risorse degli Atenei rimasti statali porterà al blocco delle turn-over.

Come risultato avremo più di 300.000 docenti precari condannati all'inferno e più di 50.000 ricercatori precari costretti alla fuga all'estero: le assunzioni saranno bloccate o ridotte al lumicino per il prossimo quadriennio mentre i 12.000 specializzandi del IX ciclo continueranno a rimanere nel limbo, pur essendo stati formati per andare ad insegnare.

E' ovvio, allora, che attendiamo con ansia la risposta del Ministro Gelmini alle interrogazioni parlamentari sulle immissioni in ruolo presentate dall'on. Russo e dall'intero gruppo parlamentare del Partito democratico, e dagli on. Grimoldi e Goisis della Lega, sperando in una smentita.

Siamo pronti a organizzare un SIT-IN davanti al Parlamento perché deputati e senatori appena eletti intervengano per ridare dignità al nostro sistema d'istruzione e bloccare gli insopportabili tagli previsti.

Grazie Manuela per la Collaborazione

Per chi volesse avere informazioni in merito al DM85 sostenuto dai colleghi precari (che non avevano maturato i giorni nel 2004 ma li avevano nel nel 2005 al momento della pubblicazione del bando) c'è la collega Manuela Riela si mette a disposizione per porre chiarimenti in tal senso, è possibile raggiungerla al num. 3389273743 oppure all'indirizzo e-mail: manuela.riela@alice.it

Intervento di GRIMOLDI e della GOISIS > articolo preso dal CIPNA

Seduta n. 19 del 18/6/2008
...
ISTRUZIONE, UNIVERSITÀ E RICERCA
Interrogazioni a risposta in Commissione:
GRIMOLDI e GOISIS. - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca. - Per sapere - premesso che:
con il decreto 7 maggio 2008 «Determinazione del numero dei posti disponibili a livello nazionale per le immatricolazioni alle scuole di specializzazione per l'insegnamento secondario. Anno accademico 2008/2009» e la precedente nota del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca del 24 gennaio 2008 il ministero concede alle università di bandire le modalità per l'ammissione alle scuole di specializzazione, per la formazione di nuovi docenti;
ad oggi le GE - graduatorie ad Esaurimento, già graduatorie permanenti - vedono la presenza di 296.000 docenti, dei quali oltre 150.000 precari, abilitati attraverso le SSIS (scuole di specializzazione per l'insegnamento secondario) sopra menzionate;
la precarietà determina nella realtà lavorativa discontinuità educativa e provvisorietà nell'erogazione del servizio scolastico; l'impossibilità di progettualità e piena realizzazione dei singoli nella società civile;
le regioni settentrionali risultano sopra la media nazionale del tasso di precariato: il nord est con il 20,3 per cento e il nord ovest il 19,7 per cento, con un incremento di dieci punti in percentuale registrati nell'arco di un decennio (un punto/due sopra la media nazionale dell'8,2 per cento);
il piano triennale previsto dalla finanziaria 2007 [(articolo 1, comma 605, lettera c) legge n. 296 del 2006)] ha previsto l'assunzione a tempo indeterminato di 150.000 unità di personale docente e 20.000 unità di personale Ata della scuola per gli anni 2007-2009;
il predetto personale garantisce quotidianamente l'efficacia e l'efficenza dell'infrastruttura scuola, essendo un docente ogni sei precario;
solo le prime 50.000 unità (tra docenti e Ata) avrebbero avuto l'assunzione a tempo indeterminato;
il provvedimento per l'assorbimento in ruolo dei restanti 120.000 lavoratori della scuola, già preventivato nella Finanziaria 2007, dovrà essere emanato entro e non oltre il mese di luglio 2008, affinché le nomine in ruolo abbiano «valore economico» oltre che giuridico -:
se alla luce del piano triennale previsto dalla legge n. 296 del 2006, non ritenga opportuno autorizzare dette assunzioni a tempo indeterminato, nella misura almeno di 32.000 unità, entro e non oltre il termine del 31 luglio;
se non ritenga altresì indispensabile completare il «piano previsto dalla finanziaria 2007», fino al raggiungimento delle 150.000 unità di immissioni in ruolo del personale docente e 20.000 unità del personale precario Ata;
se non ritenga necessario predisporre un concreto piano d'azione relativo alle procedure concorsuali abilitanti atto a prevenire l'ulteriore formazione di personale precario.
(5-00125)

6月23日

Per il Prof. Davide ROSSI

Il MIDA ringrazia il Prof. Davide Rossi del SISA per l'interesse riservato alla questione dei precari non abilitati.
Per quanto riguarda i colleghi che non avevano i 360 giorni e che hanno frequentato comunque il corso abilitante hanno avuto problemi a farsì che fossero subito riconosciuto il titolo abilitante, risultano al momento come detto da Lei iscritti con riserva alle GaE (modifica al testo apportata in data 24/06/2008).
Per quanto riguarda i colleghi dell'ADPNA facciamo loro il nostro in bocca a lupo per l'assemblea e chi dei nostri volesse aderirvi potrà farlo con serenità. Non escludo la possibilità io stessa di partecipare alla suindicata assemblea.
Saluti precari.
Ida


Post corretto in data 24/06/2008.

Per GALESO: risposta alla sua richiesta

CIAO GALESO,
sono IDA per me qualunque confronto, fatto a tavolino, va bene il mio numero e quello di Andrea è presente su questo blog e anche sull'altro che abbiamo su yahoo. Fateci sapere dove, come e quando e non mancheremo. (IO CI SARO')
 
Saluti precari.
IDA

Per Pasquale: DM 460 del 24 novembre 1998

CIAO PASQUALE, SONO IDA, SCUSAMI SE TI RISPONDO SOLO ORA, MA CON GLI ESAMI NON HO AVUTO PROPRIO TEMPO DI RISPONDERTI PRIMA, STESSA COSA DICASI PER ANDREA. IL DECRETO DI CUI SI E' PARLATO ALL'ASSEMBLEA E' IL SEGUENTE, CHE AVEVAMO GIA' POSTATO IN QUESTO BLOG. SE HAI ANCORA DOMANDE IN TAL SENSO, SIA IO CHE ANDREA SIAMO A TUA DISPOSIZIONE. SALUTI. IDA

Decreto Interministeriale 24 novembre 1998, n. 460

(Gazzetta Ufficiale del 7 giugno 1999, n. 131)

Decreto Ministeriale n. 460

Roma, 24 novembre 1998

Oggetto: Norme transitorie per il passaggio al sistema universitario di abilitazione all'insegnamento nelle scuole e istituti di istruzione secondaria ed artistica


IL MINISTRO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE

di concerto con

IL MINISTRO PER LA FUNZIONE PUBBLICA e

IL MINISTRO DEL TESORO, DEL BILANCIO E

DELLA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA

VISTA la legge 19 novembre 1990 n, 341 art. 4 - comma 2 - che stabilisce che le università provvedono alla formazione degli insegnanti delle scuole secondarie con specifiche scuole di specializzazione articolate in indirizzi presso le quali si consegue un diploma di abilitazione all'insegnamento;

VISTO il decreto legislativo 16 aprile 1994 n. 297, art. 400 - comma 12 - che stabilisce che fino al termine dell'ultimo anno dei corsi di studio universitari per il rilascio dei titoli previsti dagli artt. 3 e 4 della legge 341/1990, i candidati che abbiano superato le prove dei concorsi a cattedre per titoli ed esami conseguono l'abilitazione all'insegnamento, qualora questa sia prescritta ed essi ne siano sprovvisti; l'articolo 316 - comma 2 - che prevede che fino alla prima applicazione dell'articolo 9 della legge 341 citata si applicano le disposizioni dell'articolo 325; gli articoli 67 - comma 6 - e 325 - comma 1 - che stabiliscono per il personale assistente educatore degli istituti statali per sordomuti e per non vedenti, nonché per il personale direttivo, docente ed educativo impegnato nell'attività di sostegno ad alunni in situazione di handicap il possesso di apposito titolo di specializzazione;

VISTA la legge 15 maggio 1997, n. 127, art. 17 - comma 95 -;

VISTO il decreto del Ministro dell'Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica 26 maggio 1998, emanato di concerto con il Ministro della Pubblica Istruzione e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 153 del 3 luglio 1998, recante i criteri generali per la disciplina da parte delle università degli ordinamenti dei Corsi di laurea in scienze della formazione primaria e delle Scuole di specializzazione per l'insegnamento nella scuola secondaria, i cui articoli 3 - comma 6 - e 4 - comma 8 - in particolare prevedono, all'interno dei Corsi di laurea in scienze della formazione primaria e della Scuola di specializzazione, lo svolgimento di specifici corsi aggiuntivi attinenti l'integrazione scolastica degli alunni in situazione di handicap per gli allievi che richiedono il diploma di laurea o di specializzazione anche ai fini dell'ammissione ai concorsi per l'attività didattica di sostegno;

CONSIDERATO che nell'anno accademico 1998-99 sono avviati i corsi di laurea in scienze della formazione primaria e istituite le scuole di specializzazione per l'insegnamento nella scuola secondaria;

CONSIDERATO che i corsi di formazione per il conseguimento dell'abilitazione all'insegnamento secondario presso le predette scuole di specializzazione inizieranno diffusamente nell'anno accademico 1999-2000;

VISTO il decreto del Ministro della Pubblica Istruzione 10 marzo 1997, emanato di concerto con il Ministro per la Funzione Pubblica e il Ministro del Tesoro e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 175 del 29 luglio 1997, con il quale sono state adottate le norme transitorie per il passaggio al sistema di formazione universitaria degli insegnanti della scuola materna ed elementare;

VISTA la legge 3 agosto 1998, n. 315, art.1 - comma 8 - che, integrando l'articolo 4 della legge 19 novembre 1990, n. 341, stabilisce che con decreto del Ministro della Pubblica Istruzione di concerto con il Ministro per la Funzione pubblica e il Ministro del Tesoro sono adottate norme transitorie per il passaggio al sistema di formazione universitaria degli insegnanti della scuola secondaria;

VISTO l'ordine del giorno accolto dal Governo in sede di esame dell'atto Senato n.932, con il quale si impegna il Governo stesso ad indire un corso di specializzazione per gli assistenti educatori non di ruolo presso i convitti per sordomuti e per non vedenti;

RITENUTA la necessità di assicurare, nella fase transitoria, la formazione degli insegnanti di sostegno alle classi in presenza di alunni in situazioni di handicap, con assegnazione alle scuole di docenti specializzati, ivi compresa la formazione del personale educativo presso i convitti nazionali per sordomuti e non vedenti;

DECRETA:

ART. 1

A partire dal primo concorso a cattedre per titoli ed esami nella scuola secondaria bandito successivamente al 1° maggio 2002, e fatto salvo quanto disposto in via transitoria dagli articoli 2 e 4, il possesso della corrispondente abilitazione costituisce titolo di ammissione al concorso stesso e cessa la possibilità di conseguire l'abilitazione all'insegnamento nei modi previsti dall'articolo 400 - comma 12 - del decreto legislativo 16 aprile 1994 n.297.

ART. 2

Possono partecipare ai concorsi a cattedre di cui all'articolo 1, anche in mancanza di abilitazione, coloro che alla data dell'entrata in vigore del presente decreto siano già in possesso di un titolo di laurea, ovvero di un titolo di diploma conseguito presso le Accademie di belle arti e gli Istituti superiori per le industrie artistiche, i Conservatori e gli Istituti musicali pareggiati, gli ISEF, che alla data stessa consentano l'ammissione al concorso.
Possono altresì partecipare ai concorsi di cui all'articolo 1 coloro che conseguano la laurea entro gli anni accademici 2001-2002, 2002-2003 e 2003-2004 se si tratta di corso di studi di durata rispettivamente quadriennale, quinquennale ed esaennale e coloro che conseguano i diplomi indicati nel comma 1 entro l'anno in cui si conclude il periodo prescritto dal relativo piano di studi a decorrere dall'anno accademico 1998-1999.

ART. 3

Nei concorsi a cattedre per titoli ed esami nella scuola secondaria ed in quelli per soli titoli, a coloro che abbiano concluso positivamente la specifica scuola di specializzazione, i bandi di concorso attribuiscono un punteggio aggiuntivo rispetto a quello spettante per l'abilitazione conseguita secondo le norme previgenti alla istituzione delle Scuole di specializzazione all'insegnamento secondario e più elevato rispetto a quello attribuito per la frequenza ad altre scuole e corsi di specializzazione e perfezionamento universitari.

ART. 4

Fino a quando in una classe di concorso non vi sarà una sufficiente disponibilità di abilitati per un adeguato reclutamento, è ammessa la partecipazione al relativo concorso di candidati anche non abilitati. A tal fine se il numero di domande presentate per una classe di concorso a cattedre per titoli ed esami risulti inferiore al triplo rispetto alla previsione dei posti da conferire alle nomine nel periodo di vigenza delle graduatorie del concorso, i termini per la presentazione delle domande vengono riaperti ammettendo al concorso stesso anche gli aspiranti privi di abilitazione, purché in possesso di una laurea che consenta l'accesso all'abilitazione corrispondente.

ART. 5

Per i candidati di cui agli articoli 2 e 4, ammessi a partecipare ai concorsi senza il possesso del titolo di abilitazione, la vincita del concorso e la conseguente nomina a tempo indeterminato conferiscono anche il titolo di abilitazione all'insegnamento.

ART. 6

Limitatamente alle esigenze accertate in ciascuna provincia, fino a quando non vi sarà disponibilità di personale docente munito di titolo di specializzazione per il sostegno conseguito nel corso di laurea e nella scuola di specializzazione - e quindi rispettivamente fino agli anni accademici 2001-2002 e 2000-2001- è consentita alle università, anche in regime di convenzione con enti o istituti specializzati di cui all'articolo 14 - comma 4 - della legge 5 febbraio 1992, n. 104, l'istituzione e l'organizzazione dei corsi biennali di specializzazione per le attività di sostegno alle classi, in presenza di alunni in situazione di handicap, ivi compresi i corsi biennali per gli assistenti educatori dei convitti statali per sordomuti e non vedenti, in modo tale che i corsi di specializzazione si concludano entro i predetti anni accademici.

ART. 7

E' consentito ai provveditori agli studi, in regime di convenzione con le università e limitatamente alle esigenze accertate in ciascuna provincia, di istituire corsi di specializzazione per gli insegnanti di sostegno destinati al personale già in servizio con rapporto di lavoro a tempo indeterminato. I criteri per l'accesso ai corsi del predetto personale in servizio, sono stabiliti con ordinanza del Ministro della Pubblica Istruzione.

Roma, 24 novembre 1998

IL MINISTRO DELLA
PUBBLICA ISTRUZIONE

IL MINISTRO PER LA FUNZIONE PUBBLICA

IL MINISTRO
DEL TESORO


6月16日

Grazie per la disponibilità

Ciao ragazzi,
vi comunico che come referente per MILANO abbiamo avuto la disponibilità della collega Beatriz Minerbi, che si è resa portavoce MIDA a Milano.
Potete contattarla via mail al seguente indirizzo: bminerbi@tiscali.it.
Se ci sono altre persone disponibili a rendersi portavoce del MIDA possono contattarci ai nostri recapiti telefonici:

Ida Gasparretti 3391057829
Andrea Conti 3383057951

Errata corrige

Verbale Codroipo:

Per quanto riguarda Milano c'è stato il seguente errore;
anche noi siamo umani in questo:

Ciao Ida,
ti rettifico che nel verbale è riportato della riunione riguardo al
riferimento a Milano, nel corso SSIS del 2003 dell'Università degli
Studi di Milano c'erano più posti rispetto a quelli effettivamente
frequentati.

Nulla riguardo ai madrilingua, i posti erano per tutti.

Avevano previsto il ripescaggio e non c'è mai stato, anzi, io pensando
di poter rientrare sin dall' inizio ho iniziato a frequentare. Più volte
ho chiesto sul ripescaggio ma mai una risposta positiva finchè a
dicembre mi hanno detto che non ci sarebbe stato nè ripescaggio e che
io non dovevo più frequentare.






6月12日

Verbale

Ciao ragazzi vi riporto qui sotto il verbale della riunione, messo in modo schematico, perché riprendere un intero discorso non è stato proprio possibile tra il caldo e la stanchezza....


VERBALE SEDUTA 1° GIUGNO 2004 - CODROIPO

h 15 apertura della conferenza


Il gruppo MIDA si incontra per la prima volta e si mette in rilievo quanto segue:

  • per quanto riguarda l'insegnamento, ci sono dei colleghi che nella provincia di Venezia insegnano attraverso le domande per conoscenza, al di fuori quindi delle graduatorie;

  • ci sono casi, come in alcune zone della Sicilia, in cui ci sono insegnanti che coprono cattedre anche senza titolo;

  • diversi sono stati i contatti di questo gruppo con alcuni membri di questo governo (il Sen. Davico; l'On. Grimoldi; il Sen. Valditara e molti altri tentativi di raggiungere altri personaggi come lo stesso Presidente Berlusconi e una lettera aperta al Ministro Gelmini). Coloro che ci hanno ricevuti ci hanno offerto il loro sostegno, come l'On. Paolo Grimoldi incontrato a Bergamo il 6/04 ed il Sen. Davico raggiunto a Cuneo dalla collega Borriero e anche da noi telefonicamente. Si mette in rilievo che la Lega Nord è favorevole al DM 85, quindi al corso abilitante; per questo appoggio il MIDA è stato duramente attaccato su più fronti con l'accusa di voto di scambio che non c'è stato!!!

  • a Siracusa le cattedre per il sostegno sono esaurite:

  • a Treviso la 3a fascia è esaurita nella scuola media inferiore;

  • alcuni colleghi hanno sostenuto i corsi abilitanti annuali nonostante non avessero ancora conseguito i 365 gg, il loro titolo è stato attualmente congelato, hanno contattato il MIDA per fornire il loro appoggio e chiedendo che la loro causa venga perorata;

  • il MIDA vuole chiedere che ai nuovi corsi abilitanti possano accedere anche coloro che hanno maturato almeno i 180 giorni di servizio;

  • si chiede il ripristino delle 30 scuole;

  • il riconoscimento dei titoli di servizio su sostegno;

  • si mette in rilievo durante la riunione il DM460 che riconosce i concorsi per coloro che hanno conseguito il diploma magistrale entro il 1998 e la laurea entro gli anni accademici 2001/02; 2003/04;

  • si fa un commento in merito all'arma a doppio taglio delle graduatorie falsate e una riflessione in base alla proposta di assunzione diretta da parte dei presidi, c'è rischio di clientelismo;

  • un intervento dei nostri colleghi mostra che su una prova SSIS a Milano c'erano 12 posti disponibili per i madrelingua; avevano promesso un ripescaggio che non c'è mai stato;

  • si fa presente che nella VII Commissione dovrebbe essere giunto, mediante il Sen. Davico, un documento con la richiesta del MIDA;

  • un problema messo in rilievo è la scarsità dei posti di specializzazione di alcune città rispetto alla disponibilità effettiva su territorio;

  • alcuni colleghi hanno dovuto accettare poche ore di lezione rispetto agli anni precedenti dovuto alla riduzione del numero di scuole nella 3a fascia d'istituto, in scuole difficili da raggiungere e per il tardivo aggiornamento delle graduatorie hanno avuto difficoltà a completare la cattedra;

  • un vicepreside mette in rilievo che le scuole stanno cercando di risparmiare sulle assunzioni e su altre voci di spesa, in questo c'è anche l'intervento di alcuni sindacati. Altro problema da risolvere è la certificazione medica facile da reperire in caso di supplenze... Ha dichiarato di aver portato il documento MIDA ad alcune segreterie sindacali che non lo hanno neanche considerato;

  • si legge la lettera consegnata a Massimo Di Menna che sostiene che la nostra lotta sia giusta, ma contraria ai punti da lui presentati; ci consiglia di fare molto rumore, di alzare la voce di farci sentire;

  • il MIDA fino ad oggi consta circa 500 persone ed è importante che tutti coloro che vi hanno aderito portino la nostra voce nelle zone di lavoro; soprattutto si devono aprire assemblee regionali e per coloro che non potessero parteciparvi fisicamente farlo mediante videoconferenza;

  • il curriculum acquisito è molto importante, deve certificare l'esperienza acquisita sul campo;

  • alcuni colleghi percepiscono punteggio e servizio ma non vengono retribuiti (soprattutto a SUD);

  • si è parlato anche del friulano e del ladino; soprattutto con quest'ultima lingua in Val di Fassa molti colleghi sono passati di ruolo;

  • il MIDA concorda sulla richiesta di aggiornamento delle graduatorie prima dell'inizio dell'anno scolastico sia per non creare disagio ai docenti; alle scuole e soprattutto ai ragazzi come è avvenuto quest'anno;

  • lettura della carta del precariato; non si accetta il “non indire corsi di abilitazione finché non si esauriscono le graduatorie”; gli scaglioni di 6 ore devono tornare liberi per permettere ad altri di poter lavorare;

  • si parla ultimamente di contratti triennali solo per i precari delle graduatorie permanenti; lo si chiede anche per i precari non abilitati;

  • buoni rapporti con i colleghi di Orgoglioprecario che chiedono l'apertura di una nuova graduatoria; mentre in il MIDA vorrebbe per chi era in servizio entro il 2007 l'accesso alle ex permanenti; inoltre questi colleghi chiedono 36 ore rispetto alle 18 o alle 24 che attualmente sono in vigore;

  • si deve tener conto che ci sono molti colleghi ITP che insegnano nelle scuole che si uniscono alla nostra lotta per ottenere un DM85 che li riconosca come insegnanti tecnini all'interno delle scuole.


h 16.45 chiusura conferenza

6月5日

topic comparso sul CIPNA....

GRADIREI UN VOSTRO PARERE IN MERITO, E' MOLTO INTERESSANTE


Depositato alla Camera un ddl per riscrivere lo stato giuridico dei docenti


Il progetto, firmato da Valentina Aprea, prevede importanti novità: le scuole potranno bandire concorsi per assumere i docenti, spariranno le RSU e i consigli di istituto saranno soppiantati dai consigli di amministrazione.
Si intitola “Norme per l’autogoverno delle istituzioni scolastiche e la libertà di scelta educativa delle famiglie, nonchè per la riforma dello stato giuridico dei docenti” il disegno di legge presentato dall’onorevole Valentina Aprea il 12 maggio e già assegnato in sede referente alla Commissione Istruzione e Cultura della Camera.
Il ddl si compone di 22 articoli e ricalca in buona parte un progetto analogo che già era stato discusso in Commissione nel corso del precedente Governo Berlusconi ma che non era mai riuscito ad arrivare in aula.
I punti più notevoli del progetto riguardano gli organi di governo della scuola, la carriera dei docenti e il loro reclutamento, oltre che la contrattazione e i rapporti con le Regioni e gli Enti Locali.
Se il provvedimento verrà approvato nella forma attuale, spariranno le RSU di istituto e per i docenti verrà istituita una apposita area contrattuale.
La situazione attuale, osserva Aprea nella presentazione del disegno di legge, configura una vera e propria “anomalia” organizzativa: “l’insegnante infatti può essere rappresentato da operatori e da lavoratori che nulla hanno a che fare con la sua professione e che sono chiamati a definire per via pattizia aspetti specifici dell’attività professionale docente dei quali non hanno conoscenza e competenza alcune”.
Spariranno maxi-concorsi e graduatorie più o meno permanenti o ad esaurimento: le assunzioni verranno effettuate direttamente dalle scuole che potranno bandire concorsi di istituto per acquisire le risorse professionali necessarie alla realizzazione del POF.
Per partecipare ai concorsi banditi dalle scuole sarà necessario conseguire una laurea abilitante e aver svolto un anno di “inserimento formativo al lavoro” presso una istituzione scolastica.
I vincitori di concorso potranno diventare docenti ordinari dopo aver superato un concorso per soli titoli; un ulteriore concorso per titoli ed esami consentirà di conseguire il titolo di docente esperto.
Ovviamente ai diversi livelli di carriera corrisponderanno anche diversi livelli retributivi.
Spariranno anche i consigli di circolo e di istituto, sostituiti da consigli di amministrazione che avranno il potere di decidere se trasformare l’istituzione scolastica in fondazione.
Il disegno di legge prevede anche che nell’arco di qualche anno la gestione delle istituzioni scolastiche diventi competenza delle Regioni, ferma restando la riserva dello Stato in materia di definizione dei livelli essenziali di prestazione.
Se il provvedimento dovesse essere approvato, l’intero sistema scolastico ne uscirà completamente rivoluzionato.
Ma l’iter parlamentare è lungo e complesso e, per il momento, siamo solo all’inizio.