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日志


7月31日

da Orizzontescuola 30 Luglio 2008

Che fine farà il IX ciclo? Giorno 28 al Senato è trapelato qualcosa

30 luglio 2008 - pd
Durante la seduta di giorno 28 al Senato si è parlato anche del IX ciclo SSIS e del suo destino. I senatori Asciutti e Poli Bortone parlano di ricollocazione del IX ciclo, ma non si fa menzione di inserimento in graduatoria. Come da noi preannunciato si farà una gran confusione

Riportiamo le parole dell'On Asciutti riferite nella seduta di giorno 28 presso il Senato

"... per gli specializzandi nel ciclo SSIS attualmente in svolgimento il Ministero sta pensando a modalità alternative di collocamento fra cui l'attribuzione di corsi di rinforzo nelle quattro regioni italiane (Sicilia, Campania, Puglia e Calabria) che hanno registrato i risultati più deficitari nei test OCSE-Pisa.Si tratta, a suo avviso, di un impegno importante per il collocamento delle giovani leve, benché possano si incontrare difficoltà nell'effettiva applicazione"

A completamento ed integrazione, le parole dell'On Polibortone:

"Prende indi atto dell'ipotesi, avanzata dal ministro Gelmini e richiamata dal relatore Asciutti, di utilizzare gli specializzandi SSIS del IX ciclo in corsi di supporto alle scuole delle quattro Regioni che hanno dato i risultati più deludenti nei test OCSE-PISA, tra cui la Puglia. Al riguardo, si chiede se ciò sottintenda la volontà di utilizzare i fondi POR per l'obiettivo convergenza, che non a caso prevedono ben 114 miliardi di euro per quelle Regioni nel periodo 2007-2013"

Da quanto apprendiamo l'idea del Ministro Gelmini per quanto riguarda il IX ciclo non prevede l'inserimento in graduatoria, ma l'utilizzo dei neoabilitati in corsi di supporto alle scuole della Sicilia, Campania, Puglia e Calabria per la realizzazione di corsi dalla natura non ben specificata. Giustamente l'On Poli Bortone suggerisce l'utilizzo di fondi POR.

Sorgono una serie di quesiti che sicuramente il Ministro, i suoi tecnici e gli Onorevoli informati sulla vicenda si saranno posti, e ai quali ci aspettiamo le già meditate risposte.

Merita un particolare rilievo, rischiando di uscire fuori tema, la conclusione dell'intervento dell'On Poli Bortone che suggerisce relativamente "alle norme sul personale prossimo alla quiescenza, si domanda se non possano essere individuate modalità per consentire ai docenti che andrebbero in pensione senza aver condotto i propri studenti al termine del ciclo di studi, di concluderlo con forme simili al volontariato"

Pur di non assumere nuovo personale l'On. suggerisce di far leva sul nobile sentimento dei docenti invitando al volontariato. Un nuovo smacco a danno dei precari.

tecnica della scuola 29 Luglio 2008

I sindacati al Governo: "Bloccare il ddl Aprea"
di R.P.
Secondo i sindacati il ddl Aprea prevede una limitazione delle materie oggetto di contrattazione. Il ddl sarebbe anche in contrasto con la proposta di Brunetta di accorpare le aree contrattuali. Aprea si dice serena: "Il provvedimento sarò approvato con un iter democratico, ci saranno anche audizioni delle parti"
Sindacati all’attacco sul disegno di legge Aprea: con una lettera inviata al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, al sottosegretario Gianni Letta e ai ministri Renato Brunetta e Mariastella Gelmini, Cgil, Cils e Uil chiedono che il Governo espliciti la propria posizione anche in sede parlamentare.
I sindacati (la lettera è firmata non solo dai segretari di categoria, ma anche dai segretari generali Epifani, Bonanni e Angeletti) non mettono in discussione l’autonomia del Parlamento ma fanno rilevare come alcuni aspetti del disegno di legge risultino di fatto incoerenti con quanto proposto dallo stesso ministro Brunetta in materia di contrattazione: i sindacati sostengono infatti che negli incontri fin qui avuti con il Ministro della Funzione Pubblica si è sempre parlato di riduzione delle aree di contrattazione, mentre nel ddl Aprea se ne prevede l’aumento (area docenti separata dall’area ATA).
“Il provvedimento - sostengono Cgil, Cisl e Uil - modifica sedi e funzioni degli organismi di rappresentanza dei lavoratori oggi definiti, in sede negoziale con le RSU (viene eliminata, per gli insegnanti, la rappresentanza sindacale nel posto di lavoro)”.
Ma ciò che ai sindacati proprio non piace è l’invasione della legge su molte questioni che oggi appartengono alla contrattazione: “l’articolato, attraverso una minuziosa, dettagliata e burocratica definizione legislativa dello stato giuridico, riserva alla legge, materie che vanno dalla formazione in servizio, agli inquadramenti, alle progressioni di carriera e alla retribuzione "per merito", aspetti, oggi, tutti di materia contrattuale”.
“Le scriventi Organizzazioni - scrivono i sindacati - non condividono simili scelte di ripristino del regime pubblicistico”.
Il comunicato si conclude con un mezzo “avvertimento” al Governo al quale si ricorda che il ddl crea le premesse per “possibili pesanti ricadute sul versante delle relazioni sindacali, nonché sulla prossima stagione contrattuale del settore pubblico”.
Come dire che se il Governo dovesse dare via libera a Valentina Aprea le conseguenze potrebbero essere pesanti.
Sentita da noi, la presidente della Commissione Cultura Valentina Aprea non si scompone “Sono molto serena perchè la proposta è stata presentata in Commissione e prevede un iter democratico di audizioni e di votazioni. Non credo peraltro che spetti al sindacato porre veti preventivi al Parlamento, anche se è vero che in questa circostanza la lettera è indirizzata al Governo”.
In effetti dopo l’esame preliminare del ddl, la Commissione Cultura della Camera ha deciso di mettere a punto un testo unificato del provvedimento cercando di tenere conto anche delle altre proposte presentate dall’opposizione e da altri deputati della maggioranza. Solo a quel punto il testo tornerà in Commissione per la discussione conclusiva. Quindi toccherà alla Commissione del Senato e poi ancora alle aule.
Ma, a conti fatti, il voto finale potrebbe arrivare fra un anno.
La presa di posizione dei sindacati sembra dunque destinata più a creare qualche tensione all’interno della maggioranza che a bloccare il disegno di legge.
29/07/2008

Nota del 25 luglio 2008, prot. n. 12510 - Anno scolastico 2008/2009 - Istruzioni e indicazioni operative in materia di supplenze al personale docente, educativo ed Ata


 
Nota del 25 luglio 2008, prot. n. 12510 - Anno scolastico 2008/2009 - Istruzioni e indicazioni operative in materia di supplenze al personale docente, educativo ed Ata

Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca

Dipartimento per l'Istruzione
Direzione Generale per il Personale Scolastico
Ufficio III
Con la presente nota si forniscono istruzioni e indicazioni operative in materia di attribuzione di supplenze al personale scolastico per l’a.s. 2008/2009.
Si richiama, innanzitutto, l’attenzione sul disposto di cui all’art. 3, comma 1, del D.M. 13 giugno 2007, che prevede misure, anche di tipo informatico, per assicurare preventivamente adeguata pubblicizzazione delle operazioni di conferimento delle supplenze a livello provinciale, a supporto della trasparenza ed efficacia delle operazioni medesime.
Com'è noto alle SS.LL., per l’effettuazione delle operazioni di cui all’oggetto è operante il termine del 31 luglio fissato dall’art. 4, commi 1 e 2 della legge n. 333/2001. A decorrere dal 1° agosto 2008, l'individuazione e la nomina dei destinatari delle supplenze annuali e di quelle sino al termine delle attività didattiche, attraverso lo scorrimento delle graduatorie ad esaurimento, passerà nella competenza dei dirigenti scolastici.
 
CONFERIMENTO DELLE SUPPLENZE AL PERSONALE DOCENTE ED EDUCATIVO
Anche per l’a.s. 2008/2009 si richiamano le procedure, modalità operative e modelli organizzativi di cui è menzione in precedenti analoghe note circa i criteri per l’ individuazione delle "scuole di riferimento" e dei requisiti che le stesse devono possedere così come la scelta di altre soluzioni ritenute praticabili in relazione ai diversi contesti.
L’attribuzione delle supplenze in base allo scorrimento delle graduatorie ad esaurimento avverrà secondo le relative disposizioni dell’art. 3, comma 2 e seguenti, del regolamento che prevedono, in particolare, in caso di disponibilità sopraggiunte, la riconvocazione degli aspiranti aventi titolo al completamento d’orario secondo i criteri di cui al successivo art. 4 del regolamento medesimo.
Per quanto riguarda le deleghe compilate dagli aspiranti, disciplinate dall’art. 3, comma 2 , del citato regolamento, tali atti, sia se rivolti a specifica persona, sia se rivolti, per l’accettazione preventiva, al dirigente responsabile delle operazioni, devono intendersi ugualmente validi sia nella fase di competenza degli Usp che nella successiva fase di competenza dei dirigenti scolastici delle scuole di riferimento.
Per le sanzioni connesse al mancato perfezionamento o risoluzione anticipata del rapporto di lavoro nel conferimento delle supplenze a livello provinciale trovano piena applicazione le disposizioni contenute nell’art. 8 del nuovo regolamento che, al riguardo, con effetti relativi a tutto l’anno scolastico di riferimento, prevedono:
 
1) la rinuncia ad una proposta di assunzione o l’assenza alla convocazione comportano la perdita della possibilità di conseguire supplenze sulla base delle graduatorie ad esaurimento per il medesimo insegnamento;
2) la mancata assunzione di servizio dopo l’accettazione, attuatasi anche tramite la presentazione di delega, comporta la perdita della possibilità di conseguire supplenze, sia sulla base delle graduatorie ad esaurimento che di quelle di circolo e di istituto, per il medesimo insegnamento;
3) l’abbandono del servizio comporta la perdita della possibilità di conseguire supplenze, sia sulla base della graduatoria ad esaurimento che di quelle di circolo e di istituto, per tutte le graduatorie di insegnamento.
 
Si richiama l’attenzione sul disposto dell’art. 3, comma 5, del citato regolamento che consente, unicamente durante il periodo di espletamento delle operazioni di attribuzione di supplenze e prima della stipula dei relativi contratti, che l’aspirante rinunci, senza alcun tipo di penalizzazione, ad una proposta contrattuale già accettata, relativa a supplenza temporanea sino al temine delle attività didattiche, esclusivamente per l’accettazione successiva di proposta contrattuale per supplenza annuale, per il medesimo o diverso insegnamento.
Il Ccnl 2006-2009 ha previsto la possibilità di stipulare contratti a tempo determinato con rapporto di lavoro a tempo parziale. Si richiamano a tale proposito l’art. 25, comma 6 e l’art. 39, con particolare riguardo al comma 3. Alle suddette disposizioni si dà luogo tenuto conto di quanto stabilito dall’art. 73 del D.L. n. 112/2008.
 
POSTI DI SOSTEGNO
In relazione all'esigenza di avvalersi nella maniera più ampia di insegnanti in possesso del titolo di specializzazione per le attività didattiche di sostegno, il personale incluso in graduatoria ad esaurimento che abbia conseguito il titolo di specializzazione per il sostegno tardivamente rispetto al termine del 30 giugno e che non abbia titolo a figurare, per l’insegnamento di sostegno, nelle graduatorie ad esaurimento e nelle graduatorie di circolo e di istituto di prima fascia per l’a.s. 2008/2009, viene inserito, a domanda, in coda agli elenchi di sostegno, della medesima prima fascia, correlati al titolo di specializzazione conseguito, per le sedi scolastiche prescelte per l’a.s. 2008/2009.
Il personale interessato dovrà inviare, ai fini suddetti, formale richiesta in carta libera indicando, nella forma e con le modalità dell’autocertificazione, i dati e i riferimenti utili per l’individuazione dell’avvenuto conseguimento del titolo di specializzazione. Tale domanda dovrà essere consegnata o inoltrata con raccomandata A/R al dirigente scolastico della scuola cui è stato diretto il relativo modello “B” di scelta delle istituzioni scolastiche per l’inclusione nelle graduatorie di circolo e di istituto, entro il termine perentorio del 10 agosto 2008.
Per quanto riguarda le operazioni di attribuzione delle supplenze da parte degli Usp e delle “scuole di riferimento”, si ribadisce l'esigenza, richiamata anche negli anni decorsi, di dare priorità alle supplenze relative ai posti di sostegno da assegnare agli aspiranti in possesso del titolo di specializzazione; ciò sia per le particolari, più laboriose modalità di individuazione degli aventi titolo e di conferimento delle supplenze stesse, che al fine di assicurare tempestivamente il sostegno agli allievi disabili.
Si rammenta che i docenti di cui all’art. 1, lettere a), b) e c) e art. 3, del D.M. n. 21 del 9 febbraio 2005 “ricorrendone le condizioni, debbono stipulare contratti a tempo indeterminato e determinato, con priorità, su posti di sostegno”, per cui, l’eventuale rinuncia a proposta di contratto su posto di sostegno consente l’accettazione di altre proposte di contratto esclusivamente per insegnamenti non collegati alle abilitazioni conseguite ex D.M. n. 21.
In caso di esaurimento degli elenchi degli insegnanti di sostegno compresi nelle graduatorie ad esaurimento, i posti eventualmente residuati saranno assegnati dai dirigenti scolastici delle scuole in cui esistono le disponibilità, utilizzando gli elenchi tratti dalle graduatorie di circolo e di istituto, di prima, seconda e terza fascia, validi per l’a.s. 2008/2009 e, in subordine, le normali graduatorie degli aspiranti privi di titolo di specializzazione.
Va premesso che, fatte salve le operazioni già espletate per l’aggiornamento delle graduatorie a esaurimento con lo scioglimento delle riserve, per l’a.s. 2008/2009, lo stato di consolidamento delle graduatorie di circolo e di istituto nel loro secondo anno di vigenza, fa sì che tali graduatorie siano immediatamente fruibili per l’attribuzione di contratti a tempo determinato a titolo definitivo. Negli eventuali casi eccezionali di necessità di conferimento di supplenza in attesa dell’avente titolo, trovano applicazione le disposizioni di cui ai due successivi capoversi.
E’ consentito lasciare una supplenza temporanea per accettare una supplenza sino alla nomina dell’avente titolo, esclusivamente per disponibilità relative a posti di sostegno.
Con riguardo a supplenze conferite sia su posti di sostegno che su posti di insegnamento comune, quando al medesimo docente e sul medesimo posto sia attribuita prima una supplenza temporanea in attesa dell’avente titolo e poi una supplenza annuale o temporanea sino al termine delle attività didattiche, l’intero periodo assume il regime giuridico del provvedimento attribuito a titolo definitivo.
Qualora si esauriscano gli elenchi dei docenti di sostegno della scuola in cui si verifica la disponibilità del posto, la scuola medesima, in attuazione delle disposizioni di cui all'art. 7, comma 9, del nuovo regolamento procederà utilizzando gli elenchi delle altre scuole della provincia, secondo il criterio di viciniorità.
Ove, infine, si renda necessario attribuire la supplenza ad aspiranti privi di titolo di specializzazione, i dirigenti scolastici individueranno gli interessati mediante lo scorrimento della graduatoria di riferimento se trattasi di scuola dell’infanzia e primaria e tramite lo scorrimento incrociato delle graduatorie d'istituto secondo l’ordine prioritario di fascia se trattasi di scuola secondaria di primo grado o di secondo grado con gli stessi criteri adottati al riguardo per la formazione degli elenchi del sostegno previsti dall'art. 6, comma 1, del nuovo regolamento, ulteriormente descritti dall’art. 6, comma 3 e seguenti, del D.D.G. 16 marzo 2007.
Per quanto riguarda, l’eventuale esaurimento, nella scuola secondaria di secondo grado, dello specifico elenco dell’area disciplinare su cui debba disporsi la nomina, in tali casi, ai sensi dell’art. 6, comma 3, del nuovo regolamento, si provvede tramite lo scorrimento incrociato degli elenchi di sostegno delle altre aree disciplinari.
 
PERSONALE EDUCATIVO NEI CONVITTI SPECIALI
In caso di esaurimento della graduatoria ad esaurimento del personale educativo in possesso del titolo di specializzazione per la copertura dei relativi posti nei convitti speciali e, ove risulti analoga assenza di aspiranti specializzati anche nelle graduatorie delle predette istituzioni speciali, tutte le disponibilità di posti di personale educativo nei convitti, anche speciali, vengono assegnate contestualmente in base alle graduatorie ad esaurimento consentendo il diritto di opzione agli aspiranti.
 
PRIORITA' DI SCELTA DELLA SEDE SCOLASTICA
Alla priorità di scelta della sede per gli aspiranti che, possedendone i requisiti, abbiano presentato il relativo allegato “A” al D.D.G. 16/3/2007, si dà luogo esclusivamente quando, scorrendo la graduatoria secondo le posizioni occupate dagli aspiranti utilmente collocati, l’avente titolo alla suddetta priorità faccia parte di un gruppo di aspiranti alla nomina su posti della medesima durata giuridica e della medesima consistenza economica; in tali casi l’aspirante fruisce della priorità nella scelta, sempre che permangano le condizioni che hanno dato luogo alla concessione del beneficio.
In nessun caso, pertanto, i beneficiari delle disposizioni in questione possono ottenere posti di maggiore durata giuridica e consistenza economica che non siano stati prioritariamente offerti all’opzione degli aspiranti che li precedono in graduatoria.
Per la fruizione del beneficio di priorità di scelta della sede scolastica e per la produzione della documentazione e della certificazione, si applicano integralmente le disposizioni previste dal vigente contratto nazionale integrativo sulla mobilità del personale scolastico allegate al predetto modello “A” di domanda per l’attribuzione della priorità di scelta della sede. Con l’occasione si precisa che per sede deve intendersi esclusivamente la singola istituzione scolastica.
Si precisa, inoltre, che solo per gli aspiranti in situazione di handicap personale di cui all’art. 21, e al comma 6, dell’art. 33 della legge n. 104/1992 la priorità di scelta si applica, nell’ambito dei criteri prima specificati, nei confronti di qualsiasi sede scolastica, mentre, per gli aspiranti che assistono parenti in situazioni di handicap di cui ai commi 5 e 7 della legge medesima, il beneficio risulta applicabile solo per scuole ubicate nel medesimo comune di residenza della persona assistita o, in carenza di disponibilità in tale comune, in comune viciniore, ovviamente della stessa provincia.
 
CONFERIMENTO DI ORE DI INSEGNAMENTO PARI O INFERIORI A 6 ORE SETTIMANALI
Ai sensi dell’art. 1, comma 4, del nuovo regolamento le ore di insegnamento, pari o inferiori a 6 ore settimanali, che non concorrono a costituire cattedre o posti orario non fanno parte del piano di disponibilità provinciale da ricoprire in base allo scorrimento delle graduatorie ad esaurimento, ma restano nella competenza dell’istituzione scolastica ove si verifica la disponibilità di tali spezzoni di insegnamento.
La predetta istituzione scolastica provvede alla copertura delle ore di insegnamento in questione secondo le disposizioni di cui al comma 4 dell’art. 22 della legge Finanziaria 28 dicembre 2001, n. 448, attribuendole, col loro consenso, ai docenti in servizio nella scuola medesima, forniti di specifica abilitazione per l’insegnamento di cui trattasi, prioritariamente al personale con contratto a tempo determinato avente titolo al completamento di orario e, successivamente al personale con contratto ad orario completo - prima al personale con contratto a tempo indeterminato, poi al personale con contratto a tempo determinato - fino al limite di 24 ore settimanali come ore aggiuntive oltre l’orario d’obbligo.
Solo in subordine a tali attribuzioni, nei casi in cui rimangano ore che non sia stato possibile assegnare al personale in servizio nella scuola, i dirigenti scolastici provvederanno all’assunzione di nuovi supplenti utilizzando le graduatorie di istituto.
 
ATTRIBUZIONE DI ORE DI INSEGNAMENTO PER SPECIALISTI DI LINGUA INGLESE NELLA SCUOLA PRIMARIA
Qualora a seguito della copertura totale dell’organico dei posti comuni residuino ore di lingua inglese in quanto il personale docente titolare e/o in servizio nella scuola non abbia titolo al predetto insegnamento, le ore rimaste disponibili saranno assegnate ad aspiranti presenti nelle graduatorie di circolo in possesso dei requisiti previsti dall’art. 7, comma 8, del regolamento adottato con D.M. 13 giugno 2007, n. 131.
 
CERTIFICAZIONE SANITARIA DI IDONEITA' ALL’IMPIEGO E DOCUMENTAZIONE DI RITO
Si richiama l’attenzione sulla disposizione di cui all’art. 9, comma 4, del nuovo regolamento che prevede che la certificazione sanitaria di idoneità all’impiego debba essere prodotta una sola volta nel periodo di vigenza delle graduatorie di circolo e di istituto, in occasione dell’attribuzione del primo contratto di lavoro.
Sull’argomento si ritiene opportuno che, nei casi di difficoltà di reperimento di certificazione rilasciata da struttura sanitaria pubblica, sia ammessa anche la presentazione di apposita certificazione rilasciata dal medico di base dell’interessato e ciò anche in considerazione della disposizione di cui all’art. 37 del D.L. n. 112/2008 che preannuncia sostanzialmente l’abolizione di tale onere di certificazione nella fase di assunzione.
Circa la presentazione della documentazione di rito si richiamano gli artt. 46, 71, 72, e 76 del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, “Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa”.
 
CONFERIMENTO SUPPLENZE ANNUALI E FINO AL TERMINE DELL’ATTIVITA' DIDATTICA AL PERSONALE ATA
L’art. 1, comma 1, del regolamento approvato con D.M. 13 dicembre 2000, n. 430, dispone che i posti di personale Ata, fatta eccezione per quelli del profilo di direttore dei servizi generali e amministrativi, che non è stato possibile assegnare mediante incarichi a tempo indeterminato sono coperti con il conferimento di supplenze annuali (lett. a) o di supplenze temporanee sino al termine dell’attività didattica (lett. b).
Ai fini predetti si utilizzano, ai sensi dell’art. 4, comma 11, della legge n. 124/1999, le graduatorie permanenti dei concorsi provinciali per titoli di cui all’art. 554 del D.L.vo n. 297/1994 e, in caso di esaurimento delle stesse, gli elenchi e le graduatorie provinciali predisposti ai sensi del D.M. 19/4/2001, n. 75 e del D.M. 24/3/2004, n. 35.
Si sottolinea che, solo in caso di esaurimento delle graduatorie permanenti dei concorsi provinciali per titoli di cui all’art. 554 del D.L.vo n. 297/1994 e degli elenchi e delle graduatorie provinciali ad esaurimento predisposti ai sensi del D.M. 19/4/2001, n. 75 e del D.M. 24/3/2004, n. 35, le eventuali, residue disponibilità sono assegnate dai competenti dirigenti scolastici, mediante lo scorrimento delle graduatorie di circolo e d’istituto, con la stipula di contratti di lavoro a tempo determinato di durata fino al termine dell’attività didattica.
Le nomine così conferite decorrono dal giorno dell’assunzione in servizio e producono i loro effetti fino al termine delle attività didattiche, come disposto dall’art. 1, comma 6, del regolamento sulle supplenze, emanato con D.M. 13/12/2000, n. 430.
Per la sostituzione dei direttori dei servizi generali e amministrativi, nel caso di posti vacanti e disponibili, come già precisato con la nota prot. n. 1771, del 27/6/2003, dovranno essere utilizzate le graduatorie degli ex responsabili amministrativi di cui all'art. 7 del D.M. n. 146/2000.
Per la copertura di altri posti eventualmente disponibili, o residuali dopo l’operazione del precedente periodo, si dovrà procedere secondo quanto previsto dagli artt. 47 e 56 del Ccnl del 29 novembre 2007 e dal contratto integrativo nazionale sulle utilizzazioni, sottoscritto il 16 giugno 2008, art. 11/bis.
 
CONFERIMENTO SUPPLENZE SU POSTI PART-TIME
Ai fini dell’attribuzione di contratti a tempo determinato con prestazione di lavoro a tempo parziale si applicano l’art. 44, comma 8 e l’art. 58 del vigente contratto collettivo nazionale di lavoro, tenuto conto delle disposizioni dettate dall’art. 73 del D.L. n. 112/2008.
Le disponibilità derivanti dal part-time, riferendosi a posti vacanti solo di fatto e non di diritto, vanno coperte mediante conferimento di supplenze temporanee fino al termine delle attività didattiche.
E’ appena il caso di precisare che, ai fini predetti, si utilizzano le graduatorie permanenti dei concorsi provinciali per titoli di cui all’art. 554 del D.L.vo n. 297/1994 e, in caso di esaurimento, gli elenchi e le graduatorie provinciali ad esaurimento predisposti ai sensi del D.M. 19/4/2001, n. 75 e del D.M. 24/3/2004, n. 35.
Più disponibilità derivanti da part-time, relative allo stesso profilo professionale, possono concorrere, ai sensi del comma 1, dell’art. 4 del regolamento, alla costituzione di posti a tempo pieno; ciò anche nel caso in cui tali disponibilità non si creino nella stessa istituzione scolastica.
Esaurite le predette operazioni, le disponibilità residue saranno utilizzate dai dirigenti scolastici, a fronte dell’effettiva necessità, secondo quanto contemplato dal D.M. 13 dicembre 2000, n. 430 per la stipula di contratti di lavoro a tempo determinato, di durata fino al termine delle lezioni o delle attività didattiche.
 
DISPOSIZIONI PARTICOLARI
Qualora dopo lo scorrimento di tutte le graduatorie, ivi comprese quelle di circolo e di istituto, occorra procedere ancora alla copertura di posti, i competenti dirigenti scolastici dovranno utilizzare le graduatorie delle scuole viciniori.
Per la sostituzione del personale Ata temporaneamente assente, i dirigenti scolastici possono conferire supplenze temporanee nel rispetto dei criteri e princìpi contenuti nell’art. 6 del D.M. 13 dicembre 2000, n. 430.
Ove al primo periodo di assenza del titolare ne consegua un altro, o più altri, senza soluzione di continuità o interrotto da giorno festivo, o da giorno libero, ovvero da entrambi, la supplenza temporanea, accertata la necessità, viene prorogata nei riguardi del medesimo supplente già in servizio, a decorrere dal giorno successivo a quello di scadenza del precedente contratto.
Anche per il personale Ata si conferma la possibilità per gli interessati di farsi rappresentare da proprio delegato in sede di conferimento della nomina, nonché la non applicabilità, non ricorrendo le condizioni di cui all’art. 3 del D.M. n. 430/2000, delle sanzioni di cui all'art. 7 del regolamento delle supplenze (D.M. 13/12/2000, n. 430), in caso di rinuncia ad una proposta di assunzione o di mancata presa di servizio.
In materia di attribuzione della priorità nella scelta della sede ai sensi degli artt. 21 e 33 della legge n. 104/1992, con riferimento al conferimento di supplenze annuali e/o fino al termine delle attività didattiche, si richiamano, per l’a.s. 2008/2009, le disposizioni impartite per il personale docente con la presente nota.
 
PUBBLICIZZAZIONE DELLE OPERAZIONI
Si richiama la particolare attenzione delle SS.LL., in linea con le già richiamate disposizioni dell’art. 3, comma 1, del regolamento, sulla necessità che le informazioni riguardanti le operazioni di conferimento delle supplenze (disponibilità dei posti ed ogni loro successiva variazione, calendari e sedi delle convocazioni, ecc. ), siano adeguatamente e in tempo utile pubblicizzate attraverso tutti i mezzi di comunicazione e di informazione utilizzabili (pubblicazione all’albo, inserimento nei siti internet, comunicati stampa, ecc. ), in modo che le relative procedure, le fasi e i relativi adempimenti risultino il più possibile chiari e accessibili. E ciò a maggior ragione dopo il 31 luglio, con il passaggio delle competenze ai dirigenti scolastici e con l’attivazione delle “scuole di riferimento” o di altre soluzioni ritenute praticabili in relazione ai diversi contesti.
 
NUOVO TRACCIATO PER L’INVIO TELEMATICO DEI CONTRATTI PER SUPPLENZE ANNUALI E TEMPORANEE FINO AL TERMINE DELLE ATTIVITA' DIDATTICHE
Si ritiene opportuno segnalare che è di imminente emanazione la circolare concordata tra questo Ministero e quello dell’economia e delle finanze che disciplina le nuove modalità di compilazione e di invio telematico dei contratti del personale della scuola, anche alle Ragionerie provinciali, nell’ottica della semplificazione amministrativa e della diminuzione della produzione in forma cartacea.
 
ASSUNZIONI EX LEGE N. 68/1999
Anche per le assunzioni a tempo determinato del personale scolastico beneficiario delle riserve di cui alla legge n. 68/1999 le SS.LL. vorranno tener conto delle istruzioni emanate nell’allegato al D.M. n. 61 del 10 luglio 2008 circa l’applicazione delle recenti sentenze della Corte di cassazione.
 
IL DIRETTORE GENERALE
Luciano Chiappetta



7月28日

da Orizzonte scuola del 25 Luglio 2008

Precariato: Da Radio Anch'io la Gelmini rassicura i precari. Ma non basta

25 luglio 2008 - pd
Le graduatorie si manterranno. La Gelmini, come già fatto dalla Aprea, ha ribadito la volontà di mantenere le graduatorie permanenti come canale di reclutamento per il 50% dei posti disponibili. Rassicurazione che non basta. Ci sono ancora dei punti oscuri che bisogna chiarire.

Ieri a Radio Anch'io il Ministro dell'Istruzione ha voluto ribadire che nel futuro non c'è la volontà di sciogliere le graduatorie ad esaurimento dalle quali si attinge per il 50% delle immissioni in ruolo e che tali graduatorie manterranno il loro utilizzo anche in futuro convivendo per il 50% con il nuovo sistema di reclutamento che entrerà a regime nel 2009/10.

Il Ministro ha inoltre ribadito la volontà di un percorso quinquennale per la formazione dei docenti e la creazione di nuove graduatorie dalle quali attingere per il reclutamento.
Un passaggio fondamentale nel percorso di formazione sembra sarà affidato al tirocinio che avrà durata annuale. Il problema di fondo che fino ad oggi non ha preoccupato i precari iscritti in graduatoria è: quali posti occuperanno i tirocinanti per svolgere tale tirocinio annuale?

Una domanda che era già stata posta al tempo della riforma Moratti e che vedeva sul tavolo due ipotesi:

  1. affiancamento del tirocinante per un anno ad un insegnante di ruolo
  2. (più probabile) assegnazione al tirocinante di una cattedra libera

Nel secondo caso i nuovi tirocinanti andrebbero ad occupare i posti che fino ad oggi sono stati a disposizione dei docenti precari inseriti in graduatoria permanente e sulle quali hanno costruito la loro vita
Il problema del futuro utilizzo delle graduatorie ad esaurimento non riguarda, dunque, soltanto il mantenimento della sua funzione legata al reclutamento, ma anche quella legata alla copertura dei posti vacanti nelle scuole. Se di posti vacanti si potrà ancora parlare, dal momento che il Ministro ha confermato il taglio di 100.000 post

7月26日

Scienze della Formazione Primaria > segnalato dalla collega Borriero

Il D.M. 18 giugno 2008
[http://www.miur.it/0006Menu_C/0012Docume/0015Atti_M/7154Decret_cf2.htm] ha fissato
per il giorno 10 settembre 2008 la prova di accesso al corso. Il bando per
l’ammissione è disponibile su questo sito.

In base alla Legge Finanziaria 2008 (Legge n. 244 del 24/12/2007), sono stati
abrogati l’articolo 5 della Legge n. 53 del 28/03/2003 e il decreto legislativo n.
227 del 17/10/2005 che assegnavano valore abilitante alla laurea in Scienze della
Formazione Primaria. L’abolizione del valore abilitante della laurea ha riportato in
vigore l’articolo 3 della legge n.341 del 19/11/1990 che così recita:

«Il diploma di laurea [in Scienze della Formazione Primaria] costituisce titolo
necessario, a seconda dell’indirizzo seguito, ai fini dell’ammissione ai concorsi a
posti di insegnamento nella scuola materna e nella scuola elementare. […] I concorsi
hanno funzione abilitante.»n (articolo 3, comma 2).


7月24日

alla c.a del Ministro Gelmini, dell'on. Aprea e del Capo di Gabinetto dott. Annunziato

Gentilissimi

Ministro Maria Stella Gelmini,

On. Valentina Aprea,

Capo di Gabinetto dottor Annunziato,


il nostro Movimento Insegnanti da Abilitare (MIDA), di cui facciamo parte, è rimasto deluso dalle Vostre dichiarazioni rilasciate di recente ai mass media, in cui vengono riportate le nuove tipologie per il reclutamento docenti, la possibilità di completare la SSIS da parte del IX ciclo e la possibilità per quest’ultimi di poter accedere alle ex GaE. Siamo delusi perchè non si accenna ai quegli insegnanti precari che stanno lavorando per la scuola dal 2004, ma che sono ancora“da bailitare”: non hanno avuto alcun riconoscimento e nessun DM 85 per potersi abilitare e restare inseriti nel mondo scuola.

A questo punto ci chiediamo: “la meritocrazia”, con cui questo governo sbandiera in ogni dove, nei nostri riguardi che ruolo gioca? Meritiamo un riconoscimento per il lavoro svolto oppure passiamo del tutto inosservati agli occhi di chi ci guida?

Abbiamo svolto il nostro lavoro seriamente e affrontando ogni situazione a testa alta, abbiamo fatto scelte di vita per lavorare spesso rinunciando agli affetti più cari. Abbiamo tentato le selezioni per le SSIS, ma talvolta per il fattore età o per pochissimi centesimi di punto, non siamo riusciti ad entrare. Molti di noi avrebbero fatto ogni sforzo possibile, anche perché ci sono colleghi che hanno famiglia, ma non c'è alcuna possibilità: il numero chiuso per lo studio lo sta facendo diventare un lusso, più dei soldi per poterselo pagare!

Quindi che ne sarà di noi?”,spariremo nel nulla”? Davvero un governo eletto dai cittadini intende ignorare questa classe lavorativa? Siamo davvero tanto invisibili da non venir considerati da chi guida questo Paese?

Chiediamo fermamente che ci vengano riconosciuti i nostri titoli di servizio, come è successo ai nostri colleghi abilitati presenti nelle GaE, chiediamo che prima del varo della riforma definitiva di reclutamento dei docenti, si prenda atto di noi docenti precari “da abilitare” e della meritocrazia del nostro lavoro, e venga concesso un DM85 o qualsiasi altra forma di abilitazione, anche la possibilità riservata di iscriversi alle nuove lauree specialistiche abilitanti.

On. Aprea, in campagna elettorale, ricordiamo benissimo che diceva sempre che avreste aiutato tutti: e noi chi siamo? Chiediamo di poter STUDIARE ancora, PAGANDO senza protestare per poter sostenere un agognato ESAME DI STATO per il riconoscimento di una professione che di fatto abbiamo svolto fino ad ora!

I posti a disposizione per entrare di ruolo nella scuola non hanno nulla a che fare con noi! Noi chiediamo SOLO IL RICONOSCIMENTO DELLO STATO IN MERITO ALLA NOSTRA PROFESSIONE, non il lascia passare per un posto di ruolo (la riforma Berlinguer è già superata da tempo).


Confidando in una Vostra tempestiva risposta, ci congediamo offrendoVi i nostri più


Precari saluti!!!!


Udine, 22 luglio 2008


I docenti del MIDA

precarinonabilitati.spaces.live.com

http://it.groups.yahoo.com/group/abilitazione_precari/


Sit-in Montecitorio 23 luglio

 

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Citazione

Foto del sit-in  del 23 luglio a Montecitorio .

Come M.I.D.A  insieme all'adpna siamo riusciti ad ottenere una breve intervista da Lucilla Franchetti di  Rai News 24( tg delle 15.00) in quanto insegnanti NON ABILITATI .

C'è qualche foto di Di Pietro che è intervenuto.

Si vedono anche Francesco  Casale e Maristella Curreli del  CIP.

Foto scattate da me (Daniela Campoli)

 

 

Orizzontescuola del 24 Luglio 2008

Precariato: Comunicati Stampa su Sit in del 23 luglio a P.zza Montecitorio


24 luglio 2008
CIP: Resoconto del sit-in svolto il 23 luglio 2008 in p.zza Montecitorio e dell'audizione alla Camera
Precari Liguri della Scuola: Precari a Montecitorio, ORA!
CUB: Riuscito il presidio dei precari della scuola tenutosi oggi a Roma

CIP: Resoconto del sit-in svolto il 23 luglio 2008 in p.zza Montecitorio e dell'audizione alla Camera

250 docenti precari, in rappresentanza dei 350.000 colleghi, hanno partecipato oggi al sit-in organizzato dai C.I.P., Comitati insegnanti precari, e dalla Rete docenti precari 11 luglio, in piazza Montecitorio, a Roma. <>. Per questo i docenti precari hanno ribadito il loro no sia al piano dei tagli (8 miliardi di €, pari a 1/3 dell'intera manovra finanziaria e 130.000 posti), previsto dal D.L.112, sia al futuro sistema di reclutamento dei docenti, introdotto dal ddl 953 (Aprea). Questo provvedimento, basato sulla chiamata diretta dei presidi, introdurrà clientelismo e nepotismo in sostituzione delle vigenti graduatorie, basate su titoli ed esperienze didattiche acquisite negli anni dagli attuali aventi diritto.

All'iniziativa hanno partecipato tutte le associazioni di categoria già presenti all'incontro dell'11 luglio ed autrici del blog Rete docenti precari, la Cub Scuola, la Gilda degli Insegnanti, i Cobas, Cgil-Cisl-Uil, il Cidi, Rifondazione Comunista, Sinistra Democratica ed il Partito dei Comunisti Italiani. In piazza anche i rappresentanti d'opposizione della VII Commissione Cultura della Camera, Antonio Di Pietro e, per il Pd, Mariangela Bastico ed il ministro dell'istruzione del governo ombra, Maria Pia Caravaglia.

Una delegazione dei Cip e della Rete docenti precari è stata ricevuta alla Camera, in VII Commissione Cultura. La presidente, Valentina Aprea - alla presenza delle onorevoli Caterina Pes, Maria Coscia e Rosa De Pasquale – ha assicurato l'adozione di norme transitorie a salvaguardia dei diritti già acquisiti dai precari ed il mantenimento – qualunque sia il futuro sistema di reclutamento - della quota del 50% in favore degli attuali iscritti nelle graduatorie ad esaurimento. I Cip attendono provvedimenti concreti e sono disponibili al confronto e ai futuri incontri auspicati dall'on. Aprea.

Precari Liguri della Scuola: Precari a Montecitorio, ORA!

La "Rete Docenti Precari 11 luglio" è un coordinamento formato da CIP - Comitato Insegnanti Precari (www.cipnazionale.it), Rete Precari SSIS, Forum Precari Scuola (bru64.altervista.org/forum/), SSIS-Bar, SSISMA, Orgoglio precario, CIPNA, MIDA, Comitato Precari Liguri (precariliguria.blog.kataweb.it), Precari Milano, ISP Toscana, Gruppo Precari Venezia e altri.

La "Rete Docenti Precari 11 luglio" ha indetto una manifestazione in P.zza Montecitorio che si sta svolgendo oggi, a partire dalle ore 11.00, e che avrà termine alle ore 17.00. Nonostante la data difficile, la manifestazione sta avendo pieno successo, avendo raccolto delegazioni provenienti da tutta Italia, tra le più visibili senz'altro quelle di Roma, Milano, Salerno, Napoli, della Puglia, Emilia Romagna, Umbria, Sardegna e Sicilia.

La protesta nasce dall'esigenza di opporsi alle politiche del Governo Berlusconi/Tremonti/Brunetta/Gelmini riguardanti il mondo della scuola.

Pur distinguendosi per la sua apartiticità, la Rete Docenti Precari 11 luglio ha raccolto l'adesione alla manifestazione da parte di Cobas Scuola, RDB, Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani, Commissione Scuola Partito Socialista Genova e altri.

Inaspettata la presenza dell'On. Antonio di Pietro che ha rilasciato numerose dichiarazioni ed espresso solidarietà agli insegnanti precari. Erano presenti alla manifestazione la sottosegretaria all'istruzione del Governo Prodi, la senatrice Bastico (contestata dal gruppo dei Cobas), e il Ministro del Lavoro del governo Prodi Damiano.

Maria Pia Garavaglia, ministro ombra dell'Istruzione, ha dichiarato: "Il governo Prodi aveva avviato un programma di assorbimento di 150.000 precari in 3 anni, il Ministro Gelmini ha firmato 25.000 assunzioni".

I docenti precari manifestano contro i tagli di: risorse, tempo scuola, personale, classi, docenti di sostegno, aule e per chiedere garanzie sulla qualità dell´offerta formativa della Scuola Pubblica Statale.

I docenti precari lottano per:
-) la difesa della Scuola Pubblica Statale, per una scuola di tutti e per tutti;
-) le immissioni in ruolo dei docenti su tutti i posti disponibili;
-) il mantenimento delle graduatorie ad esaurimento e per il loro completo svuotamento da compiersi mediante l´assunzione di tutti i docenti precari.

Solo così si cancellerà dalla scuola italiana la precarietà lavorativa e, di conseguenza, quella didattica che da sempre penalizza le aree geografiche e sociali più svantaggiate del Paese;
-) il riconoscimento ai docenti precari degli stessi diritti economici e di carriera dei docenti di ruolo e dei docenti di religione cattolica.

I docenti precari dicono: -) no al DDL 112 in via di dibattito in Parlamento;
-) no ai massicci tagli agli organici previsti dal governo
- tagli di circa 100mila docenti -, per una manovra di circa. 8 miliardi di euro, corrispondenti a ben un terzo dell'intera manovra economica dello Stato!

L'effetto di questi tagli ricade nell'immediato sul personale precario, ma ha devastanti effetti sulla scuola nel suo complesso;
-) no alla chiamata diretta dei docenti da parte dei Dirigenti scolastici che non garantisce il merito, ma favorisce clientelismo e nepotismo, ostacolando, di fatto, la libertà di insegnamento;
-) no al ddl Aprea n. 953 e a qualsiasi disegno di legge o normativa che leda i diritti acquisiti di centinaia di migliaia di docenti precari, minando alla base il sistema dell'istruzione pubblica, basato sulla libertà di insegnamento;
-) no all'aumento degli alunni per classe, qualità e meritocrazia non si ottengono stipando tanti alunni per classe quanti ne bastano per tagliare le cattedre;
-) no ai tagli sul sostegno, che compromettono l'integrazione scolastica dei diversamente abili;
-) no ai finanziamenti alle scuole private;
-) no ad ogni tentativo di privatizzazione della scuola pubblica e alla trasformazione delle scuole in fondazioni a capitale privato.

Il Comitato Precari Liguri ha partecipato all'iniziativa portando in dote il proprio "Manifesto per la Scuola di Tutti" (www.paolomalerba.it/precariamente/), sottoscritto on line da ormai un migliaio di persone (www.fasce.it/paolo/comitatiepetizioni/comitatoprecariliguri/) e un "decalogo di dieci piccole proposte concrete" (www.fasce.it/paolo/comitatiepetizioni/comitatoprecariliguri/decalogo.asp).

Indirizzi utili nazionali:
Blog Rete Docenti Precari: http://retedocentiprecari.blogspot.com/
Forum Rete Docenti Precari: http://docentiprecari.forumattivo.com/docenti-precari-f1/

CUB: Riuscito il presidio dei precari della scuola tenutosi oggi a Roma

Oggi una consistente rappresentanza di precari e precarie della scuola ha denunciato, con un riuscito sit-in, la politica scolastica del governo e, in particolare, tagli dell'organico che colpiscono contemporaneamente il diritto dei cittadini ad una scuola pubblica di qualità e quello dei colleghi e delle colleghe precari, docenti ed ata, ad un lavoro stabile.

La CUB Scuola, nel dare una valutazione positiva della mobilitazione, sta già preparando, per la metà di settembre, una grande assemblea nazionale dei precari della scuola e del pubblico impiego.

Siamo, infatti, perfettamente consapevoli che, per battere l'attacco ai diritti sociali condotto dal governo e dal padronato, è necessaria una mobilitazione ampia da parte dei colleghi e delle colleghe più colpiti, i precari, ma che tutti i lavoratori della scuola e del settore pubblico debbano scendere in campo e che la mobilitazione debba vedere coinvolto l'assieme del movimento dei lavoratori.

Già il sindacalismo di base, unitariamente, ha indetto uno sciopero genetrale nazionale per la giornata del 17 ottobre. Questa scadenza sarà, per evidenti motivi, preceduta ed accompagnata da iniziative di categoria.

Per la CUB Scuola
il Coordinatore Nazionale
Cosimo Scarinzi



Orizzontescuola del 24 Luglio 2008

Formazione docenti: Sui corsi SSIS e destino degli abilitandi IX ciclo Ministro fa gran confusione

24 luglio 2008 - pd
Nell'intervista al Corriere della Sera il Ministro ha dimostrato di non conoscere il funzionamento delle scuole di specializzazione. Adesso vuole una commissione che risolva il problema del IX ciclo. Il nodo della formazione degli insegnanti è una questione molto delicata, soprattutto alla luce degli errori dei precedenti governi (prodiano in prima linea). Per questo ci aspettiamo una maggiore attenzione da parte del Ministro

Le Parole della Gelmini sulla volontà di rimettere mano al sistema di reclutamento sono apprezzabili, magari un po' meno quando si vuole instillare una mentalità aziendale (che con la scuola non c'entra nulla) o si vuol mettere nelle mani dei dirigenti l'arruolamento degli insegnanti aprendo la possibilità a persone spesso approssimative e scarsamente preparate nella dirigenza e nella gestione del personale di avviare processi clientelari per la scelta dei docenti.

Punti di vista e di valutazione. Ma ci si aspetterebbe che il Ministro abbia, però, ben chiara la situazione attuale che critica e vuol modificare. Ciò non sembrerebbe dalle dichiarazioni rilasciate al Corriere della Sera e fortemente criticate anche dalla CONSVT. Difatti il Ministro afferma che "Nominerò una commissione per rivedere entro il 2008 il meccanismo delle Siss con un taglio più pratico. Non è pensabile che dopo una laurea triennale, seguita da altri due anni di specialistica, un aspirante docente sia chiamato a fare altri due anni di teoria senza nessun tirocinio, senza esperienze sul campo". Una inesattezza imperdonabile che mostra una conoscenza nulla di quello che è il percorso di formazione degli insegnanti attualmente in Italia e l'innovazione delle SSIS che per la prima volta hanno previsto un percorso pratico (tirocinio) affiancato ad una formazione teorica.

Concordiamo con il Ministro quando afferma che "La scuola è soprattutto un luogo di esperienza non solo di conoscenza", ma le conoscenze sono alla base Sig.ra Ministro, soprattutto quando si vuol modificare radicalmente la realtà vigente.

Notizia di ieri è invece la volontà del Ministro, che ha accolto un ordine del giorno del parlamento grazie all'azione degli specializzandi coordinati dall'ANIEF, di "costituire una commisione per collocare diversamente tutti quegli studenti che stanno iniziando il secondo anno del IX ciclo". C'è di che temere. L'unica collocazione del IX ciclo non può che essere l'inserimento nelle graduatorie ad esaurimento per colmare un errore imperdonabile da parte della precedente amministrazione che, dopo aver avviato il IX ciclo SSIS, ha reso le graduatorie blindate, impedendo ai futuri abilitati la possibilità di accedervi e di concorrere agli incarichi e immissioni in ruolo. Non certo una "collocazione diversa"

da Orizzontescuola del 24 Luglio 2008

Riforme: Avanza in Commissione Cultura il PdL Aprea sulla scuola

24 luglio 2008 - comunicato CGIL
Come in un puzzle che prende forma man mano che i pezzi si combinano uno con l'altro, così, nonostante le molteplici dichiarazioni sul danno prodotto dalle discontinuità politiche dovute agli avvicendamenti di governi di diverso colore politico, nonostante la ferma intenzione dichiarata dal ministro Gelmini di non procedere a riforme che non siano strettamente necessarie, assistiamo ad un'opera di demolizione e di feroce aggressione al sistema scolastico pubblico, portata avanti con provvedimenti ed iniziative diverse, che combinati insieme, danno un quadro desolante della prospettiva che aspetta il Paese.

In sostanza, come utilizzare il discredito sparso a piene mani sulla scuola con la caccia al fannullone per togliere scuola ai cittadini di questo Paese: 8 miliardi di risparmi in tre anni da realizzare con interventi di tipo ordinamentale, organizzativo e didattico, aumenti contrattuali che si collocano sulla metà dell'inflazione effettiva, cancellazione di molti spazi democratici di partecipazione politica, subordinazione dei docenti alla legge e al comando di una gerarchia scolastica sempre più piramidale, vengono fatti passare per "riqualificazione del sistema scolastico" e "valorizzazione della professione docente".

Così fra la caccia ai fannulloni, i pareggi di bilancio di Tremonti l'attacco ai diritti sindacali di Brunetta e l'inseguimento ai modelli aziendali di Aprea, la scuola rischia di essere travolta, rivoltata come un calzino, impoverita e ridotta ai minimi termini allo scopo di ridurre il peso dell'istituzione sul bilancio dello stato (l'Italia già investe 2 punti di PIL in meno rispetto alla media dei paesi europei!) e distribuire soldi pubblici alle scuole private attraverso il meccanismo del voucher.

Abbiamo già dato conto sul nostro sito delle iniziative parlamentari in corso, oggi riprendiamo la proposta di legge Aprea per darne una lettura più approfondita, alla luce del fatto che è cominciato l'iter di discussione in Parlamento di questa proposta, con la sua presentazione, in sede referente, presso la Commissione Cultura della Camera.

Essa rappresenta, con i suoi contenuti, un atto di rottura pesante con i processi riorganizzativi avviati che si diceva di voler portare avanti, con i principi di collegialità e cooperazione su cui si fonda la professione docente, con un livello elevato di partecipazione democratica garantito dalle relazioni sindacali, con l'autonomia professionale dei docenti, ricondotti a subordinazione della piramide gerarchica e con la libertà delle scuole assoggettata alle compatibilità con i partners commerciali.

Fondazioni, consigli di amministrazione, finanziamento delle scuole per quote capitarie, non aggiungono nulla alla scuola e ai suoi bisogni ma scardinano le basi di un sistema pubblico che, avendo una complessità e delle finalità del tutto estranee alla competizione commerciale, rischia di venirne travolto e profondamente danneggiato.

Contemporaneamente alla presentazione della proposta di legge Aprea, sono giunte in Commissione cultura della Camera, in sede referente, altre 3 proposte di legge contenenti norme sugli organi collegiali, due di maggioranza e uno di opposizione. Sono: la proposta di legge Frassinetti su Norme concernenti gli organi collegiali di autogoverno delle istituzioni scolastiche; la proposta di legge Napoli su Disciplina degli organismi di partecipazione e di responsabilità e delle strutture di supporto all'autonomia didattica, di ricerca e sviluppo delle istituzioni scolastiche; e la proposta di legge De Torre e altri su Disciplina del governo partecipato della scuola dell'autonomia.

Rimandando l'esame delle proposte di legge sugli organi collegiali, riportiamo qui un esame approfondito del disegno di legge Aprea con delle schede di analisi e valutazione delle sue parti più significative.

da Orizzontescuola 24 Luglio 2008

Precariato: Resoconto RPS su manifestazione precari 23 luglio


24 luglio 2008 - Rete Precari SSIS
Roma, 23 luglio. E finalmente anche i precari della Scuola Pubblica sono scesi in piazza. Un sit-in dalle ore 11 alle ore 17 è stato organizzato nella piazza antistante il palazzone del potere a Roma, ovverosia in piazza Montecitorio.

I docenti precari, anteponendo alla calura estiva nella capitale, dignità, energia e determinazione, in risposta alle loro notti insonni, compatti, hanno manifestato contro il governo, ed in particolare contro il D.L. del 25 giugno 2008. Come è noto, il decreto prevede tagli nella Scuola Pubblica per circa 100 mila docenti nell'arco di tre anni.

Al sit-in erano presenti circa 300 precari provenienti da molte regioni italiane, in rappresentanza del CIP (Comitato Insegnanti Precari) e della Rete dei Precari; erano presenti anche aderenti al partito di Rifondazione Comunista, dei Comunisti Italiani, ma non sono mancate importanti interventi di rappresentanze politiche, come, ad esempio, inaspettatamente, il leader dell'Italia dei Valori (IdV), l'onorevole Antonio Di Pietro, e l'attuale ministro ombra della Istruzione, l'onorevole Maria Pia Garavaglia. A queste si sono aggiunte anche alcune rappresentanze sindacali, come ad esempio i Cobas. I rappresentati del CIP si sono resi protagonisti nel rilasciare un'importantissima intervista al notiziario radio-televisivo, RAI News 24, e, soprattutto, insieme ad altre associazioni, nell'incontare, al termine del sit-in stesso, dentro il palazzone, alcune componenti politiche del nostro parlamento, come l'onorevole Valentina Aprea, promotrice della proposta, oramai divenuta legge da qualche giorno, e, tra gli altri, gli onorevoli, Manuela Ghizzoni, Letizia De Torre, Rosa De Pasquale e Caterina Pes.

Ma andiamo con ordine. Alle ore 11.00 esatte, dopo gli inevitabili preparativi, i manifestanti, provvisti di megafoni, intonavano slogan di protesta contro il Governo: "Tremonti, Gelmini, Moratti, solo tagli e pochi fatti!" oppure "Basta, basta, decidete solo voi, la Scuola siamo noi!", o ancora "Ignoranza, precarietà, ecco la Scuola della libertà!". Il popolino dei precari, nel frattempo, cominciava ad accrescersi numericamente, mentre i passanti, incuriositi, si fermavano nell'intento di avere delucidazioni su quanto accadesse. Il tempo trascorre, e, intorno alle 12.30, è stata rilasciata, come detto, l'intervista a RAI News 24, durante la quale è stato chiesto ad alcuni precari i motivi del perché fossero stati spinti nella protesta. Le risposte sono state tanto chiare quanto determinate: i precari sono contrari al drastico taglio di quasi 100 mila docenti nei tre anni (2009-10, 2010-11, 2011-2012), alla manovra finarziaria da parte del Governo che prevede un taglio di 8 miliardi di Euro, manovra scelerata che metterebbe la nostra Scuola Pubblica in ginocchio, sono contrari all'eliminzione delle graduatorie ad esaurimento e, infine, un vero e proprio scandalo, alla trasformazione delle Scuole in Fondazioni, gestite con diritto privato che, inevitabilmente, porterebbe ad essere amministrate da nuove figure di Dirigenti Scolastici con esperienze in amministrazione, sempre meno ex insegnanti. Da quì, lupus in fabula, sarà inevitabile, come d'altro canto è stato chiaramente detto dal Governo, l'attuazione della cosiddetta Chiamata Diretta da parte di questi nuovi Dirigenti nel reclutare i "loro" docenti, che, inevitabilmente, condurrebbe, viziosamente, a fenomeni di nepotismo e di clientilismo, che "annienterebbero" per definizione la Scuola stessa; nella fattispecie, si è gridato, compatti, ad una vera e propria vergogna, alla quale tutti i docenti, ab ovo, si dissociano incondizionatamente. Peraltro, una eventuale chiamata diretta dei docenti baipasserebbe, indubbiamente, l'attuale vitale controllo pubblico, operato dai vari U.S.P., dai sindacati confederali, e dagli stessi colleghi presenti nelle graduatorie, proprio quando, in genere nel mese di agosto di ogni anno, vengono assegnate ai docenti precari le supplenze annuali o sino al termine delle attività didattiche.

I precari hanno anche attuato un vero e proprio frozen, che, per chi non lo sapesse, è consistita nella fattispecie nell'evitare di muoversi al passaggio della lancetta nell'ora considerata, simulando il blocco della Scuola che, appunto, verrebbe paralizzata allorquando il suddetto decreto verrà messo in essere. Di certo, l'innalzamento del rapporto docente/alunni, l'abolizione proprio in questi giorni dell'obbligatorietà a 16 anni, il taglio delle ore curricolari con riduzione a 32 ore negli istituti tecnici e professionali, la modifica dei programmi; il probabile ritorno all'insegnante unico nella scuola primaria e il taglio del tempo pieno, porterebbe, inevitabilmente, alla riduzione consistente nel numero di cattedre da assegnare ai precari con inevitabili ripercussioni negative nei confronti di chi insegna da anni nella Scuola Pubblica ed una preoccupante instabilità del sistema scolastico stesso.

Dopo tanto clamore, intorno alle 16.00, una delegazione di precari veniva ricevuta all'interno del Palazzo dal pool di politici, tra cui, come detto, l'onorevole Valentina Aprea, mentre, sotto un sole cocente, i restanti precari, senza mostrare cenni di stanchezza a causa delle ore trascorse all'impiedi, continuavano, imperterreti, a gridare con i megafoni i loro slogan, in attesa che l'abboccamento dei loro rappresentanti avesse riportato risultati favorevoli. Finalmente, alle 16.45, la delegazione ritornava in piazza e col megafono riferiva alla folla "bramosa" di sapere quanto riferito dall'Aprea. E' stato detto come, paradossalmente, la stessa onorevole si fosse mostrata "sorpresa" del taglio dei circa 100 mila docenti; tuttavia, ella sostiene che dei tagli saranno inevitabili, poiché il nostro Paese vessa in una profonda crisi economica. Ha assicurato che in qualche modo verrà assicurata la priorità acquisita da ciascun aspirante presente in graduatorie ad esaurimento e che per esse, con molta probabilità, verrà garantita almeno il 50% delle immissioni in ruolo, mentre l'altro 50% dovrebbe essere assegnato al nuovo sistema di reclutamento docenti. Ha anche espresso la volontà di affidare alle regioni il ruolo del reclutamento, con la istituzione di un albo regionale per i docenti. Tuttavia, sempre anteponendo la crisi economica, è apparsa irremovibile nel sostenere che le Scuole debbano necessariamnete traformarsi in Fondazioni e nella realizzazione di un vero progetto di meritocrazia che vedrebbe i docenti stessi essere valutati secondo modalità comunque ancora da appurare.

Di certo, non finiranno quì le forme di protesta è questa è da considerare un'importantissima forma inaugurale; altre manifestazioni, infatti, si intravedono già all'orizzonte, e con molta probabilità vedranno il coinvolgimento, non solo dei docenti precari, ma anche di quelli di ruolo, del personale ATA, delle famiglie (soprattutto quelle degli alunni diversamente abili) e persino degli alunni che si renderanno conto di questa trasformazione scriteriata. Anche per la Scuola, quindi, ci sarà un autunno caldo. In conclusione, il sit-in di protesta, per senso di civiltà, compostezza, serietà, determinazione ed originalità, si può considerare un evento davvero straordinario.

Fabio D'Accampo e Raffaella Carrara

da Tecnica della Scuola del 23 Luglio 2008

Concluso il sit-in a Montecitorio: i precari raccolgono adesioni ed alleati
di A.G.
Ai 250 manifestanti provenienti da tutta Italia si sono uniti diversi rappresentanti politici non solo dell’estrema sinistra: presenti Antonio Di Pietro, Maria Pia Garavaglia, Mariangela Bastico e diversi membri della VII Commissione Cultura. Per il presidente Cip Maristella Curreri la massiccia presenza testimonia il punto di non ritorno cui è oggi giunta la scuola pubblica.
I precari hanno ottenuto quel che volevano: il sit-in svolto in piazza Montecitorio il 23 luglio ha infatti riscosso più adesioni del previsto e grande interesse attorno al rifiuto verso la Finanziaria predisposta dal Governo. Ai 250 precari provenienti da tutta Italia, in rappresentanza del Cip e della Rete dei precari che difendono i diritti acquisiti negli anni da oltre 300.000 lavoratori della scuola non di ruolo, si sono uniti diversi rappresentanti politici facenti parte dell’opposizione.
Non solo però di Rifondazione comunista e dei Comunisti italiani, tra i primi ad aderire al sit-in. Durante la giornata hanno dato il loro sostegno ai precari della scuola anche Antonio Di Pietro (Idv), Maria Pia Garavaglia (Pd ed attuale ministro ombra dell’Istruzione), Mariangela Bastico (Pd e vice-ministro durante l’ultimo governo Prodi) ed Alba Sasso (Sd ed ex vice-presidente della commissione Cultura alla Camera). Ma anche Pierfelice Zazzera e Giuseppe Giulietti (entrambi dell’Italia dei valori), componenti della attuale VII Commissione Cultura e Istruzione della Camera.
Il Pd, in particolare, ha deciso di far scendere in piazza, oltre che il proprio ministro ombra dell’Istruzione, pure il responsabile, sempre nel governo ombra, delle Politiche giovanili, Pina Picierno, ed una serie di deputati della Commissione Cultura alla Camera: Manuela Ghizzoni, Maria Coscia, Letizia De torre, Caterina Pes, Rosa De Pasquale e Dario Ginefra.
"Per questo governo un ragazzo in meno a scuola è un problema in meno– si legge in un comunicato unitario dei deputati del Partito democratico -, perché allevia il bilancio dello stato. I tagli alla scuola sono insopportabili perché riportano il Paese indietro negli anni, senza considerare che la scuola, l'università e la ricerca sono il punto strategico su cui fare leva per far ripartire la crescita dell'economia e della società civile. La manovra economica che il governo si appresta ad approvare, con il voto contrario delle opposizioni, è una vera e propria mattanza per la scuola: si tagliano 87 mila docenti e 43 mila dipendenti amministrativi (Ata), si mette a repentaglio l'autonomia didattica e si introduce in modo del tutto surrettizio una riforma che fa un passo in dietro rispetto alle norme introdotte dal governo Prodi che, stabilendo l'innalzamento dell'obbligo di istruzione a 16 anni, danno ai ragazzi e alle ragazze l'opportunità di acquisire livelli omogenei di competenze, mentre per noi è uno sfregio al futuro".
Tutti provvedimenti e manovre contestate apertamente dai precari, attraverso una serie di slogan e striscioni rivolti in prevalenza ai componenti del Governo ed al Ministro del Miur Gelmini: un no categorico, in particolare è stato rivolto sia al piano dei tagli di risorse complessive e di posti contenuto nel dl n. 112, che prevede la riduzione delle spese pari a quasi 8 miliardi di euro.
In piazza Montecitorio si sono poi ritrovati diversi rappresentanti sindacali: oltre agli annunciati Cobas, Gilda, Cub e Cidi, all’ultimo momento hanno aderito al sit-in alcuni rappresentanti dei confederali (Flc-Cgil, Cisl Scuola e Uil Scuola).
Per Maristella Curreri, presidente dei Cip, la giornata è servita a mandare un chiaro messaggio al governo: "il fatto che alla nostra manifestazione -ha detto il leader dei Comitati italiani precari - abbiano aderito oltre che le associazioni di categoria anche diversi sindacati, organizzazioni della scuola e partiti politici evidenzia per bene il punto di non ritorno cui è oggi giunta la scuola pubblica. Da oggi possiamo dire che è chiara a tutti l’opposizione ferrea alle strategie di questo governo da parte dei lavoratori precari e di tutti coloro che hanno a cuore le sorti della scuola pubblica: la proposta di sussidiarietà della scuola statale sottintende dismissione della scuola di tutti e per tutti".
Le proteste dei precari sono indirizzate non solo al dl n. 112, ma anche al disegno di legge presentato dall’on. Aprea sulle nuove regole di formazione e reclutamento dei docenti: "se il governo dovesse votare a favore del ddl n. 953 che permetterà la chiamata diretta dei supplenti da parte dei presidi - sostiene il rappresentante dei Cip - in solo colpo si amplieranno a dismisura le trattative privatistiche in seno alla scuola pubblica e le situazioni di nepotismo. Ed allo stesso tempo si cacceranno ingiustamente dalla scuola decine e decine di migliaia di precari ultra-specializzati e vincitori di concorso".
I precari fanno intendere, quindi, che la loro battaglia andrebbe condivisa anche da altre parti in causa, ad iniziare dagli studenti e dalle rispettive famiglie: "il blocco del turno over - conclude Curreri - provocherà non solo la mancata assunzione dei tantissimi precari che anche da più di venti anni attendono il ruolo, ma anche l’innalzamento ulteriore dell’età media dei docenti che peraltro questo Governo aveva bugiardamente fatto intendere di voler ridurre proprio perchè troppo elevata".
 
23/07/2008

Sit in docenti precari 23 Luglio 2008

http://www.youtube.com/watch?v=huTo6h3Mlrw

http://www.youtube.com/watch?v=Xl6DZHQ3uJg


Segnalo questi due siti presenti su youtube riguardanti la manifestazione precari del 23 Luglio 2008.

Grazie alla collega Daniela Campoli che ci fornirà una relazione e delle foto riguardanti la manifestazione e ringraziamo anche i colleghi precari non abilitati dell'ADNPA con cui si è fatto coro unico per la richiesta del titolo abilitante.
7月23日

Sit-in 23 Luglio 2008 da Orizzontescuola

Precariato: Precari davanti a Montecitorio

23 luglio 2008
In attesa dei comunicati ufficiali un veloce aggiornamento sulla situazione

Questa mattina i precari della scuola hanno iniziato il sit-in davanti a Montecitorio che durerà tutta la giornata. Diversi gli slogan; come: "Gelmini, Moratti solo balle e pochi fatti" o "Sotto il grembiule... niente" a sottolineare la scarsa incidenza riformatrice della destra che nasconde la sola volontà di tagliare i fondi all'istruzione pubblica

I precari protestano contro i tagli agli organici previsti dalla finanziaria, contro il taglio di 8 miliardi di euro in tre anni, contro la chiamata diretta da parte dei presidi per le assunzioni, contro lo smantellamento della scuola pubblica.

Online il video di rainews24

tecnica della scuola del 23 Luglio 2008

Dopo il X, anche il IX ciclo Ssis a rischio
di A.P.
Niente decimo corso Ssis, ma ciò che sembra ancora più grave anche il nono corso diventa a rischio. Lo ha dichiarato il ministro Mariastella Gelmini durante un’audizione al Senato.
“Abbiamo il dovere morale di non creare altro precariato, per questo abbiamo bloccato le Ssis – ha dichiarato la Gelmini in Commissione Cultura – che senso ha frequentare un corso investendo soldi a graduatorie chiuse?”.
I soldi cui fa riferimento il Ministro sono i 3.000 euro circa che gli aspiranti docenti sborsano per pagarsi i corsi Ssis, oltre alle altre spese logistiche per seguirli.
Ma il ciclo cui si riferisce il rappresentante del dicastero di Viale Trastevere non è solo il X di cui tanto si è parlato in questi giorni ma anche il IX per il quale “ho costituito una commissione – ha detto – per capire se c’è la possibilità di collocare diversamente tutti quegli studenti che stanno iniziando il secondo anno del IX ciclo. Bisogna bloccare il sistema dei finanziamenti ministeriali che per circa dieci anni ha alimentato i corsi”.
Pur sapendo che la decisione è impopolare, il Ministro ha concluso: “Siamo molto sensibili al precariato – ha detto – ma in questo modo non si poteva andare più avanti. Sappiamo che la nostra decisione ha comportato il dissenso di alcune parti che usufruivano da quasi dieci anni di questi finanziamenti”.
Ma non è solo il mondo della struttura universitaria Ssis a lamentarsi. La protesta maggiore arriva dal mondo dei giovani che aspiravano ad una qualificazione, come dire: “precari? Ma almeno abilitati!”. In questo modo gli studenti del IX corso rimangono in aria, insicuri, incerti sulla loro sorte. Intanto il Ministro sta istituendo una commissione per collocarli “diversamente”.
Qualcuno potrebbe pensare che il Ministro stia facendo confusione tra la lotta al precariato e la lotta alla formazione.
23/07/2008
7月22日

Appello al MIDA dal Collega Giovanni

CIAO GIOVANNI, PER AGGIUNGERE IL TUO COMMENTO SUL BLOG VAI AD "AGGIUNGI ARGOMENTO" ALTRIMENTI RIMARRA' SEMPRE SULLA FINESTRA D'ACCESSO, NON NEL BLOG.
GRAZIE!

P.S. FINCHE' SBAGLI CI SARO' IO A POSTARLO....




“Il ministro della Pubblica Istruzione intende risolvere il problema del nono ciclo SSIS inserendo gli iscritti nelle graduatorie”. Lo ha dichiarato il senatore Fabrizio Di Stefano (Pdl), autore di un Ordine del giorno accolto dall’esecutivo con il quale il governo Berlusconi si impegna a risolvere un problema  che riguarda 11.800 persone in tutta Italia.

Articolo: http://patrpetr.interfree.it/2008-07-20_Cronacadabruzzo_intervista_di_stefano.pdf

Ultima speranza per noi poveri prof. che sono stati solo sfruttati dalla scuola e che ormai non servono più. Contattate tutti coloro che hanno accolto, prima delle elezioni, la nostra proposta e che hanno solo promesso, fino a poco tempo fa, di far valere i nostri diritti.

Ultima speranza, e poi di noi ci sarà solo un ricordo!!!

7月20日

segnalato dal nostro collega GIovanni

 

Padova, 20 lug. (Apcom) - La riforma della scuola è una delle priorità dopo quella sul federalismo. A ribadirlo anche oggi, da Padova in occasione del congresso nazionale della Liga Veneta, è il ministro delle Riforme, Umberto Bossi, che denuncia lo stato attuale dell'istruzione che permette ad insegnanti del meridione di "togliere lavoro agli insegnanti del nord" e consente loro di giudicare negli esami di maturità quei ragazzi che si azzardano ad avere idee del nord e di presentare tesine su Cattaneo, come è accaduto recentemente in Veneto.

"Dopo il federalismo - dice Bossi davanti ad alcune centinaia di sostenitori - bisogna passare anche alla riforma della scuola. Non possiamo lasciare martoriare i nostri figli da gente che non viene dal nord. Il problema della scuola è molto sentito perché tocca tutte le famiglie". "La Padania - aggiunge il ministro - è ormai nel cuore di tutti. Noi ai bambini lo insegnamo, fin da quando nascono, che non siamo schiavi e non lo siamo mai stati".

Bossi denuncia poi un episodio accaduto nel Veneto, a dimostrazione della sua idea: un ragazzo è stato bastonato agli esami "perché aveva presentato una tesina su Carlo Cattaneo. Questi sono crimini contro il nostro popolo e devono finire". Il senatùr ha poi passato la parola a Paola Goisis, rappresentante della Lega nella commissione Cultura della Camera, che sta studiando una proposta di riforma dell'istruzione. "Dopo trent'anni di scuola di sinistra - dice Goisis - i nostri studenti sono disorientati, non sanno più cosa significa il rispetto delle istituzioni. Hanno bisogno di essere guidati dal nostro segretario e dai professori del Nord. Non è possibile che vengano da ogni parte a togliere lavoro agli insegnanti del nord. Nella nostra proposta di riforma abbiamo previsto l'obbligatorietà" di essere originari del nord. "Chi non conosce il Veneto non verrà ad insegnare nelle scuole del Veneto. I ragazzi sanno tutti i nomi dei sette Re di Roma, ma non sanno nemmeno cos'è un doge, che dettava legge in tutto il mondo orientale. Siamo pronti con la nostra proposta, quando Bossi ci darà il via noi siamo pronti".

 

7月19日

Alla c.a. dei colleghi del MIDA

Ciao ragazzi,
vi comunico che Andrea non sarà raggiungibile per alcuni giorni, è a Sidney per la Giornata Mondiale della Gioventù, per cui non chiamatelo perché non vi risponderà.
Lo potrete risentire dopo il 30 Luglio.
Un saluto a tutti.
IDA


da LA STAMPA del 19/07/2008

NEWS
19/7/2008 - PROPOSTA DI LEGGE
I professori scelti dai presidi

Intesa in Parlamento: spariscono le graduatorie, arrivano gli albi professionali
RAFFAELLO MASCI
ROMA
La scuola sarà veramente autonoma, avrà un consiglio di amministrazione, sceglierà da sola gli insegnanti, li valuterà rigorosamente ma permetterà loro di fare carriera e li pagherà secondo il merito. Non è l’ennesima riforma del sistema di istruzione, ma solo una riorganizzazione che mira a fare di ogni istituto una realtà indipendente sia pur all’interno di un sistema nazionale, sull’esempio dell’Inghilterra, della Svezia ma - soprattutto - della scuola che secondo l’Ocse funziona meglio al mondo, quella della Finlandia.

E questo si potrà fare non su proposta del governo ma con una iniziativa parlamentare bipartisan all’interno della commissione Cultura della Camera, presieduta da Valentina Aprea.

La scuola
Ogni istituto avrà un consiglio di amministrazione presieduto dal preside, farà il suo piano dell’offerta formativa e sceglierà direttamente i docenti tra coloro che ne hanno i requisiti.

Fondazioni
Gli istituti, come già aveva proposto Fioroni, potranno diventare fondazioni, il che consentirà loro di ricevere finanziamenti anche privati.

Professionisti
Verrà riformato il loro status giuridico: saranno professionisti e non più impiegati pubblici. Come tutte le professioni anche quella docente prevederà un percorso: università, specializzazione, praticantato, iscrizione ad un albo. I consigli di amministrazione delle scuole sceglieranno da quell’albo. E i precari? Non ci saranno più. Al massimo un insegnante sarà disoccupato, ma precario no.

I titoli
Chi entra professore non esce tale e quale 40 anni dopo. Ci sarà una carriera: docente iniziale, ordinario, esperto, vicedirigente. Poi, con un altro concorso, dirigente. La carriera avverrà attraverso un sistema di valutazione per esami o titoli.

La valutazione
Gli studenti saranno valutati con sistemi «oggettivi» che misureranno il raggiungimento (o meno) degli obiettivi fissati dagli programmi nazionali. La valutazione avverrà prima all’interno della scuola, con un nucleo di «autovalutazione» che consente un iniziale check-up, poi con l’ausilio dell’Invalsi (l’istituto del ministero che si occupa di valutazione) come soggetto terzo. In questo modo ogni scuola e ogni specifica classe conosceranno carenze ma anche eccellenze proprie. Autovalutazione e valutazione esterna varranno anche per i docenti. La valutazione prevede un sistema premiale e anche sanzionatorio, ma è soprattutto uno strumento di diagnosi, che dovrebbe impedire che alle prossime rilevazioni Pisa-Ocse continuiamo ad essere in fondo alle classifiche.

Schieramenti d’accordo
Politicamente la novità più rilevante di questo progetto di legge è che nasce bipartisan. Se ne cominciò a parlare in un seminario alla fine del 2006 al ministero (con Fioroni ministro). Il tema fu ripreso da Fioroni stesso nel convegno di Caserta (febbraio 2007). E’ stato raccolto in un progetto di legge da Valentina Aprea dell’aprile scorso. Nell’ambito della commissione Cultura, analoghe proposte sono venute da altre donne di scuola di entrambi gli schieramenti: Maria Letizia De Torre (Pd), Angela Napoli e Paola Frassineti (Pdl). Un comitato ristretto sta ora lavorando affinché le proposte possano confluire in un unico progetto trasversale.