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8月25日 Cari colleghi, ci serve nuovamente il vostro aiuto:
chi di voi è di RIMINI o dintorni potrebbe contattare
Ida al num. 3391057829 o Barbara al num. 3286238769
per un incontro importante che si terrà il 29 Agosto. Chiediamo, qualora foste disponibili, la cortesia di contattarci quanto prima! Contiamo nuovamente su di voi!
Saluti precari!
| Tagli di cattedre: le Regioni non ostacolano il piano
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di Reginaldo Palermo
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Due
gli emendamenti che le Regioni avevano proposto all'articolo 64 del
decreto legge 112, ma nessuno dei due metteva in discussione il piano
dei tagli voluto dal Governo.
La legge è ormai operativa e si aspetta solo che il Ministro renda noto
il piano di razionalizzazione.
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Ormai
il decreto 112 è diventato legge (la n. 133 per la precisione) e, da
oggi in poi, opposizione e organizzazioni sindacali dovranno
confrontarsi con il testo del provvedimento pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale del 21 agosto.
Allo stato attuale è difficile prevedere cosa
accadrà nelle prossime settimane anche perché opporsi ad una legge
ormai adottata dal Parlamento è cosa ben diversa dall’organizzare la
protesta per impedirne l’approvazione.
Soprattutto se si tiene conto che in sede di
dibattito parlamentare sugli articoli che più direttamente riguardano
la scuola né in aula né in sede di Commissione l’opposizione è stata
particolarmente forte.
Piuttosto è probabile che saranno le Regioni a sollevare questioni sulle modalità applicative della legge.
Ma più per motivi di metodo che per ragioni di merito.
Poco prima che il decreto venisse convertito in
legge la Conferenza delle Regioni avevano chiesto al Parlamento di
adottare due modifiche.
La prima riguardava il 3° comma dell’art. 64: le
Regioni chiedevano di aggiungere alla fine del comma la frase “nel
rispetto delle competenze normative delle Regioni ai sensi
dell’articolo 117, comma 3, della Costituzione”.
L’emendamento non è
stato recepito, anche perché tutto sommato l’aggiunta appare del tutto
pleonastica: è evidente, infatti, che le disposizioni contenute nella
legge 133 non possono essere in contrasto con una norma costituzionale.
Con un secondo
emendamento le Regioni chiedevano che il piano di razionalizzazione
previsto dalla legge venisse definito non mediante un regolamento -
come prevede la legge 133 approvata dal Parlamento - ma attraverso
decreti legislativi emanati dal Governo in applicazione di una apposita
legge delega.
Neppure questa seconda proposta è stata però
accolta forse perché i tempi che avrebbe richiesto una legge delega
sarebbero stati decisamente incompatibili con l’esigenza di conseguire
risparmi consistenti già a partire dal 2009.
Non sfugge però la circostanza che in nessun caso
le Regioni hanno messo in discussione la necessità di razionalizzare la
spesa scolastica e di rivedere i criteri per la formazione delle classi
e il rapporto numerico docenti/alunni.
In altre parole, sembra che le Regioni non abbiano
obiezioni sostanziali nel merito dei provvedimenti contenuti nella
legge ma siano più che altro preoccupate di non essere tagliate fuori
dai processi di razionalizzazione che verranno attuati.
Ed è bene non dimenticare che la maggior parte delle Regioni è amministrata da giunte di centro-sinistra.
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| 24/08/2008 | | Gelmini: aumenteremo le ore dei docenti
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di A.G.
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L’annuncio
durante un dibattito a Cortina d’Ampezzo, ma senza indicazioni sulla
quantità e a quali insegnanti. Il Ministro ha poi detto che al Sud
alcune scuole abbassano la qualità della scuola: sarebbero allo studio
corsi intensivi (poi però smentiti) per supportare i docenti meno bravi
di Sicilia, Puglia, Calabria e Basilicata. Ma chi li “scoverà”?
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Sembra
destinato a costituirsi nel Veneto il nuovo volto della scuola
italiana: dopo le parole avvelenate pronunciate nei giorni scorsi a
Padova dal Ministro delle Riforme, Umberto Bossi,
contro l’eccessiva presenza nelle scuole del Settentrione di docenti
del Sud, rei di essere a digiuno di conoscenze “nordiste”, stavolta è
stato il responsabile dell’Istruzione a rilasciare importanti
dichiarazioni dal palco del PalaLexus di Cortina d’Ampezzo: dal noto
centro vacanziero della provincia di Belluno, il Ministro Gelmini ha
prima ribadito la necessità di migliorare le competenze dei nostri
studenti, scivolati agli ultimi posti dell’area Ocse, e poi annunciato
che intende anche incrementare il numero di ore dei docenti.
"Aumenteremo le ore degli insegnanti”, ha spiegato Gelmini durante un
dibattito pubblico svolto il 22 agosto.
Nessun riferimento, però, è stato fatto dal Ministro su quante ore
andrebbero aumentate e soprattutto a quale tipo di insegnanti visto che
vi è ad oggi una bella differenza, ad esempio, tra il servizio
settimanale svolto da uno docente di scuola primaria (24 ore) ed uno di
secondaria (che si ferma a 18). La sottolineatura di Gelmini sul fatto
che è giunta l’ora di dare ai docenti “gli strumenti per svolgere il
proprio ruolo e un riconoscimento sociale" non chiarisce poi se
l’aumento di ore sia generalizzato (quindi obbligatorio per tutti)
oppure riservato ai più meritevoli (che in tal modo si ritroverebbero
in cambio più soldi in busta paga).
A Cortina il Ministro si è poi per la prima volta voluto
soffermare sui docenti del Sud: ha detto che in alcune scuole sono
effettivamente meno preparati che per loro sarebbero allo studio dei
corsi intensivi. "La scuola deve alzare la propria qualità abbassata
dalle scuole del Sud", ha sottolineato il responsabile dell’istruzione
specificando quindi che "in Sicilia, Puglia, Calabria e Basilicata
organizzeremo corsi intensivi per gli insegnanti".
Un concetto che in qualche modo supporta quello del ministro
Uberto Bossi che qualche settimana fa a Padova si era lamentato per
l’eccessiva presenza di docenti del meridione (non a conoscenza della
cultura Settentrionale locale) nelle scuole del Nord.
Difficile capire le modalità con cui i tecnici dell’istruzione
possano “scovare” i docenti meridionali meno preparati. Come
altrettanto difficile sarà determinare quali sono gli istituti che più
concorrono a determinare la riduzione del livello medio complessivo
della scuola italiana.
A poche ore di distanza dal dibattito di Cortina il Ministro ha però
tenuto a precisare di non aver mai non aver "mai detto che gli
insegnanti del Sud abbassano la qualità della scuola italiana".
La stessa Gelmini ha anche specificato "che esistono bravi professori
sia al Nord che al Sud, ma il Sud ha oggi un deficit strutturale e di
progettualità che non è certo imputabile al corpo docente. In occasione
di un incontro a Cortina d'Ampezzo, mi sono limitata a segnalare che la
scuola nelle regioni meridionali è colpita da una grave crisi. Sfido
chiunque a sostenere il contrario. Non si può far finta di nulla, non
si può non porre il problema quando tutte le classifiche nazionali e
internazionali (Ocse Pisa) segnalano questa grave arretratezza".
"L'impegno del Ministero - ha continuato il responsabile del Miur - è
colmare il gap esistente tra scuole del Nord e scuole del Sud con più
formazione e aiuti sia per i docenti che per gli studenti. L'Unione
Europea mette a disposizione delle regioni del Sud dei fondi che io
desidero investire nella scuola, destinandoli sia ai professori che
agli studenti per elevare la qualità della didattica."
E’ un dato di fatto, comunque, che alcuni rappresentanti del
Governo si stiano impegnando per trovare dei freni all’eccessiva
presenza di docenti con radici meridionali nel Nord Italia. In questa
direzione si è mosso anche il capogruppo
della Lega alla Camera, Roberto Cota, che dopo aver ricordato la
necessità di mantenere per l'intero ciclo scolastico i libri di testo
ha voluto ricordare le priorità della scuola del futuro: “servono
concorsi completamente regionalizzati, così la finiamo con la
migrazione del personale da Sud a Nord. E in questo modo ci sarà anche
un personale che conoscerà meglio la realtà del territorio”, ha
concluso Cota.
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| 24/08/2008
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| Stampa l' | | n Gazzetta Ufficiale la legge di conversione del decreto 112
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di R.P.
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Il provvedimento porta il numero 133 ed è stato pubblicato nel supplemento ordinario della G.U. del 21 agosto 2008.
Adesso si attendono i regolamenti ministeriali per dare attuazione al piano di risparmi previsto dalla legge.
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Si
conclude oggi 21 agosto l’iter procedurale del decreto legge n. 112 in
materia di “disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la
semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza
pubblica e la perequazione tributaria”.
Sul supplemento ordinario n. 196 della Gazzetta
Ufficiale del 21 agosto è stato infatti pubblicato il testo definitivo
della legge di conversione approvata in seconda lettura dalla Camera
dei deputati il 5 agosto scorso.
A partire dal 22 agosto la legge di conversione,
che reca il n. 133, entra pienamente in vigore e, a questo punto,
spetterà a chiunque ne abbia l’obbligo, rispettarla e farla
rispettare. A partire dai dirigenti scolastici la cui responsabilità
viene espressamente chiamata in causa dal 5° comma dell’art. 64 della
legge.
Su questo punto il provvedimento è molto chiaro: “I dirigenti del
Ministero dell'istruzione,
compresi i dirigenti scolastici, coinvolti nel
processo di razionalizzazione di cui al presente articolo, ne assicurano la compiuta e puntuale realizzazione”.
“Il mancato
raggiungimento degli obiettivi prefissati, verificato e valutato
sulla base delle vigenti disposizioni anche contrattuali - precisa ancora la legge - comporta l'applicazione delle misure connesse alla responsabilità dirigenziale previste dalla normativa”.
Nella fase di conversione in legge, la parte del
provvedimento che prevede il “taglio” di cattedre (circa 130mila)
necessario per poter abbassare nei prossimi tre anni di un punto il
rapporto alunni/docenti, è stata un po’ alleggerita con l’aggiunta
della clausola “tenendo anche conto delle necessità relative agli alunni diversamente abili”.
Alla ripresa dei lavori dopo la pausa estiva, il
Ministero dovrà dare esecuzione a quanto previsto dalla legge, mediante
l’emanazione di uno o più regolamenti per:
a) razionalizzazione ed accorpamento delle classi di concorso; b) ridefinizione dei curricoli vigenti nei diversi ordini di scuola; c) revisione dei criteri vigenti in materia di formazione delle classi: d) rimodulazione della organizzazione didattica della scuola primaria; e) revisione dei criteri e dei parametri per la determinazione degli organici dei docenti e del personale Ata; f ) definizione di criteri, tempi e modalità per il ridimensionamento.
Anche in questo caso in sede di conversione in legge il Parlamento ha tentato di mitigare gli effetti dei tagli, prevedendo che "nel caso di chiusura o accorpamento degli istituti
scolastici aventi sede nei piccoli comuni, lo Stato, le regioni e gli
enti locali possono prevedere specifiche misure finalizzate alla
riduzione del disagio degli utenti".
La legge contiene
anche le norme volute dal ministro Renato Brunetta per migliorare
l’efficienza della macchina statale; l’articolo 71 contiene nuove
disposizioni in materia di assenze dei dipendenti pubblici.
Su questo punto si prevedono strascichi giudiziari:
il Codacons, infatti, ha deciso di sostenere il ricorso al Tar proposto
dal “Comitato Fannulloni Operosi” con lo scopo di ottenere la
cancellazione di gran parte dell’articolo, considerato incostituzionale.
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| 21/08/2008 | 8月23日 Coloro che non riuscissero a trovare il modulo per la MESSA A DISPOSIZIONE mi scriva a abilitazione_precari@yahoo.it o abilitazione_precari@hotmail.it lo invierò via posta elettronica. Comunque lo trovate anche sul nostro secondo blog, nei file: http://it.groups.yahoo.com/group/abilitazione_precari/files/ con il nome : domanda_supplenza.pdf
P.S: Alla collega che mi ha contattata con l'alias Principessa chiedo la cortesia di scrivermi, glielo invierò immediatamente.
8月21日 Precariato: Aggiornamento graduatorie d'istituto
20 agosto 2008 A settembre l'aggiornamento automatico delle graduatorie d'istituto. La tempistica
Con nota prot. 13201 del 1 agosto 2008 ventono così ridefinite le date di elaborazione delle graduatorie
- 3 settembre: scuola dell'infanzia e primaria
- 4 settembre: scuola secondaria di I e II grado
- 5 settembre: personale educativo
Vai allo speciale
8月14日 | Reclutamento, dalla Lega ddl che favorisce candidati “di casa”
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di Alessandro Giuliani
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Mario
Pittoni, capogruppo Commissione Istruzione, avvia disegni di legge
rivolti a prof e dirigenti: per garantire che un'adeguata percentuale
dei posti vada a residenti nella regione dove si presterà servizio sarà
fondamentale la conoscenza della cultura del territorio. L’indicazione
potrebbe avere il suo peso nel ddl Aprea.
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La Lega passa dalle parole ai fatti: dopo le forti affermazioni del leader Umberto Bossi e del capogruppo alla Camera, Paola Goisis,
contro l’eccessiva presenza di personale scolastico nativo del Sud, il
senatore Mario Pittoni, capogruppo alla Commissione Istruzione, ha
presentato un disegno di legge che se dovesse andare in porto
garantirebbe ai lavoratori con origini del posto maggiori chance di
essere assunto proprio per le loro maggiori conoscenze di cultura
locale. L’iniziativa non si fermerebbe però solo ai docenti (per i
quali la Lega ha già presentato un testo di legge), ma verrebbe
allargata ai dirigenti scolastici. E’ notizia di questi giorni che su
118 posti liberi ben 108 saranno infatti affidati a neodirigenti
vincitori di concorso in Sicilia, Calabria, Campania e Puglia. In
Friuli Venezia Giulia, in particolare, i sette nuovi presidi saranno
tutti di origini meridionali. Numeri che alla Lega non vanno proprio
giù. Anche perché i dirigenti assunti appena possibile spesso chiedono
trasferimento nella propria terra d’origine. Lasciando, nel corso degli
anni, i posti occupati nuovamente vacanti.
"Stiamo studiando la strada - ha detto Pittoni - per garantire che
un'adeguata percentuale dei posti di dirigente scolastico vada in ogni
caso a residenti nella regione dove si deve prestare servizio. Sulla
falsariga del disegno di legge per il personale docente che ho
depositato in questi giorni al Senato, per disporre di insegnanti con
conoscenza specifica di storia, cultura, valori ed economia del
territorio nel quale esercitano".
La novità non è in contrasto con le indicazioni del Ministro
Gelmini, ma senza dubbio le inasprirebbe: oltre alla creazione di un
apposito albo regionale – uno per insegnanti ed per dirigenti – quel su
cui insiste la Lega è il concetto del merito. Al punto che il voto di
laurea non verrebbe nemmeno preso in considerazione. A fare la
differenza sarebbero le conoscenze sulle tradizioni del posto: "questo
perchè - ha spiegato l'esponente della Lega capogruppo al Senato - i
voti possono variare da università a università a seconda delle aree
geografiche, essendo riconosciuta una più o meno severa valutazione tra
atenei del Nord e del Sud, anche in base a parametri internazionali”.
La proposta di Pittoni non sarebbe quindi alternativa al ddl sullo
stato giuridico dei docenti presentato dall’on. Valentina Aprea,
Presidente Commissione Cultura alla Camera. Anzi, l’intendimento della
maggioranza è di assorbire nei 22 articoli iniziali, ora all’esame
delle Commissioni, quelle indicazioni e proposte plausibili (come
quelle leghiste) che stanno confluendo. C’è poi da dire che il disegno
di legge dell’Aprea ha già di suo molti punti in comune con quello
della Lega: intende infatti demandare la gestione delle scuole alle
regioni, lasciando al ministero il ruolo di definire i livelli
essenziali di prestazione, come i programmi base, gli esami finali ed
alcune indicazioni nazionali.
Stesso discorso per il nuovo regolamento per il reclutamento dei
dirigenti scolastici, peraltro approvato a fine giugno, che prevede che
possano partecipare al concorso tutti gli insegnanti laureati con
cinque anni di servizio di ruolo. Oltre a una forte preparazione
culturale sarà richiesto ai nuovi presidi di dimostrare le proprie
capacità dirigenziali e manageriali. I concorsi avranno una cadenza
triennali, solo se però vi saranno posti vacanti: non ci saranno però
più concorsi diversi per dirigere i vari livelli d’istruzione, ma uno
regionale per tutti i tipi di scuola.
"Indubbiamente a differenza delle vecchie modalità - ha
sottolineato Pittoni - il nuovo regolamento per il reclutamento dei
dirigenti scolastici varato dal ministro Gelmini, privilegerà più il
merito rispetto all'anzianità di servizio. E già questo dovrebbe fare
una bella differenza”. I vincitori del concorso dovranno poi affrontare
un periodo di formazione in collegamento con le Università e un
tirocinio non inferiore a tre mesi in una scuola. Se dovesse essere
assorbita anche l’indicazione Pittoni dalla prossima tornata di
assunzioni diventerà davvero difficile, forse impossibile, vedere un
candidato di Caltanissetta diventare preside a Bassano del Grappa.
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| 11/08/2008 |
8月11日 Ciao ragazzi, ho caricato nei due blog il file di MESSA A DISPOSIZIONE DEI PRESIDI PER SUPPLENZE. Qualora non riusciste a trovarlo potete contattare me o Andrea che ve lo invieremo.
Saluti precari. Ida
Il comitato di insegnanti precari Orgoglioprecario, a fronte della drammatica situazione creatasi in seguito al promulgamento, nel 2007, del regolamento per il conferimento delle supplenze a tempo determinato degli spezzoni di cattedra inferiori a sei ore, invia un appello a tutti i colleghi, di ruolo o precari. Oltre a far presente agli insegnanti assunti per cattedre complete che l’accettazione di ore supplementari proposte dalla presidenza è facoltativa (e non obbligatoria, come alcuni dirigenti scolastici sostengono), ricordiamo che tale atto priva del lavoro gli insegnanti precari non ancora assunti, lasciandoli senza la possibilità di condurre una vita decorosa. Nel precedente anno scolastico abbiamo purtroppo dovuto constatare l’assoluta mancanza di sensibilità di molti insegnanti che, a fronte di un guadagno di pochi euro, hanno accettato ore supplementari. Questo ha comportato conseguenze drammatiche per molti precari, che hanno perso la possibilità di insegnare. Chiediamo dunque ai nostri colleghi di rifiutare assolutamente il conferimento di spezzoni di cattedra supplementari, anche considerando che l’assunzione di ulteriori carichi di lavoro comporta spesso uno scadimento della qualità dell’insegnamento. 8月5日
Ciao, come sapete stiamo facendo fronte comune con gli altri movimenti
precari. Ditemi la vostra sul volantino che incollerò qui sotto entro
il 10 agosto. Ci tengo. Lo trovo interessante ma se possiamo apportare
delle aggiunte, ben vengano.
BOZZA 5 AGOSTO
1) LO SAI CHE...
con il D.L. 112 del 25 giugno 2008, in tre anni dall'a.s. 2009-10,
saranno tagliati 70.000 posti per i docenti e 43.000 per assistenti,
amministrativi, tecnici e ausiliari?
A questi devi aggiungere i 47.000 previsti nella Finanziaria2008 dal
governo precedente: in tutto 160.000 POSTI IN MENO! La cifra
corrisponde al numero dei supplenti annuali che ogni anno sono assunti
(e licenziati al 30.06 o al 31.08 ) per consentire il regolare
svolgimento delle attività didattiche. Un docente su cinque e un ATA
su due è precario.
Per consentire questi tagli, aumenteranno il numero di alunni per
classe, ridurranno le ore di lezione negli istituti tecnici e
professionali, interverranno sul tempo pieno/prolungato e sul sostegno
all'handicap: l'assetto ordinamentale dell'intero sistema scolastico
sarà rivisto a partire dalla scuola primaria (si parla di ritorno al
maestro unico!).
PER MOLTI PRECARI IL PROSSIMO SARA' L'ULTIMO ANNO DI LAVORO NELLA
SCUOLA PUBBLICA; PER MOLTI ALTRI SI ALLONTANA DI ANNI LA POSSIBILITA'
DI UN CONTRATTO A TEMPO INDETERMINATO.
2) LO SAI CHE...
esiste un disegno di legge dell'On.le Aprea che prevede dei canali
alternativi alla Graduatoria a Esaurimento (GaE)?
a) Sarà creato un ALBO REGIONALE dei docenti ma... ad oggi non sono
noti i criteri di accesso.
b) E' previsto il CONCORSO DI ISTITUTO come canale preferenziale per
assumere i docenti più giovani.
c) Le GaE non decadranno ma, di fatto, non serviranno a molto, perché
si potrà accedere al ruolo solo in misura del 50% dei posti
disponibili (se ce ne saranno).
Insomma, se avremo fortuna, ritorneremo alle supplenze di istituto
"vagabondando" come facevamo all'inizio della nostra esperienza di
insegnanti.
AL GOVERNO NON CONVIENE IMMETTERE IN RUOLO DOCENTI MENO GIOVANI, PER
RISPARMIARE SU SCATTI DI ANZIANITA' E PENSIONI: LA TENDENZA E' QUELLA
DI "SCARICARCI"!
3) LO SAI CHE...
la mobilità del personale docente (di ruolo) toglie posti di lavoro ai
precari?
Nell'ultimo contratto nazionale, LA QUOTA MASSIMA DELLA MOBILITA' DEL
PERSONALE DOCENTE E' SALITA DAL 20% AL 50%.
Ogni anno, prima delle nuove assunzioni e delle nomine a tempo
determinato, il 50% dei posti disponibili è assegnato in via
definitiva a docenti già di ruolo in un'altra classe di concorso
oppure provenienti da un altro grado di istruzione (anche nel caso in
cui non abbiano mai insegnato nella nuova classe di concorso!). Il
rimanente 50% (cui vanno sottratte le cattedre destinate ai
trasferimenti o ai docenti sovrannumerari) è, poi, diviso tra GaE e GM
(= graduatoria di merito del concorso ordinario del '99). Ai docenti
precari della GaE (a quelli, cioè, che da anni continuativamente
lavorano nella scuola) viene, quindi, assegnato solo il 20-25% delle
cattedre effettivamente disponibili.
LA SCUOLA ITALIANA NON PREMIA L'ESPERIENZA NE' LE SPECIFICHE
COMPETENZE DIDATTICHE E DISCIPLINARI DEI SUOI DOCENTI!
4) LO SAI CHE...
il precariato nel giro di qualche anno sparirà?
E' vero, il precariato sparirà; ma solo perché l'80% dei veri precari
sarà presto disoccupato!
Non si tratterà soltanto di un'innegabile emergenza sociale per molti
lavoratori e lavoratrici, ma anche di una vera e propria EMERGENZA
EDUCATIVA che sottrarrà alla scuola personale esperto e specializzato.
ORA LO SAI !!!
MOLTE ASSOCIAZIONI DI DOCENTI SI SONO RIUNITE NELLA "RETE DOCENTI
PRECARI 11 LUGLIO" E HANNO CREATO UN SITO PER INFORMARE
http://retedocentiprecari.blogspot.com/
E UN FORUM PER PARTECIPARE ATTIVAMENTE ALLA DISCUSSIONE SU QUESTI TEMI
http://docentiprecari.forumattivo.com/
Invitiamo tutti i docenti precari e tutti gli abilitati inseriti nelle
GaE e nelle graduatorie di istituto a esercitare una forte pressione
sui sindacati e sul governo, e a diffondere questo messaggio a tutti i
colleghi.
Ci appelliamo al Ministro dell'Istruzione, perché prenda in seria
considerazione le nostre richieste.
SVEGLIAMOCI DAL LUNGO SONNO CHE HA PERMESSO AI GOVERNI CHE SI SONO
ALTERNATI DI LASCIARCI PERMANERE COSì A LUNGO NEL MONDO DEL
PRECARIATO! DIFENDIAMO IL NOSTRO LAVORO E LA NOSTRA DIGNITA' DI
PERSONE CHE HANNO DEDICATO LA PROPRIA VITA ALLA SCUOLA! Per la qualità
e la professionalità della scuola italiana!
Abbiamo poco tempo per far sentire la nostra voce e cercare di
cambiare le cose: è necessario l'impegno di tutti!
8月4日 Riforme: Scienze della formazione primaria di nuovo abilitante
04 agosto 2008 Importanti novità sono contenute nel DdL
presentato venerdì 01 agosto dal ministro Gelmini. Tra queste,
l'assegnazione del valore abilitante alla laurea in Scienze della
formazione primaria.
All'argomento è dedicato l'intero art. 7
"Art. 7 - Valore abilitante della laurea in scienze della formazione primaria
- L'esame di laurea sostenuto a conclusione dei corsi in
Scienze della formazione primaria istituiti a norma dell'art. 3 comma 2
, della legge 19 novembre 1990, n. 341, comprensivo della valutazione
delle attività di tirocinio previste dal relativo percorso formativo,
ha valore di esame di Stato e abilita all'insegnamento,
rispettivamente, nella scuola dell'infanzia e nella scuola primaria.
- Le
disposizioni di cui al comma 1 si applicano anche a coloro che hanno
sostenuto l'esame di laurea conclusivo dei corsi in scienze della
formazione primaria nel periodo compreso tra l'entrata in vigore della
legge 24 dicembre 2007, n. 244, e l'entrata in vigore della presente
legge."
Il ripristino avviene dopo l' abrogazione dell'art. 5 della legge 28
marzo 2003, n. 53 avvenuta con la legge finanziaria 2007 e la battuta
d'arresto al X ciclo Ssis. Riforme: DDL Gelmini del 1 agosto 2008. Nasce il precariato a vita
04 agosto 2008 - ANIEF Stop alle assunzioni per i prossimi tre anni. Protesta in Parlamento.
Dopo
i 100.000 tagli per i docenti previsti dal Ministro Tremonti nel DL
112/08 per il prossimo triennio 2008-2011, che renderanno non soltanto
impossibili nuove immissioni in ruolo ma metteranno a rischio i
neoimmessi in ruolo, e i docenti in ruolo da anni per quelle classi
concorsuali che saranno assorbite o abolite (oggi, vi sono 27.000 posti
vacanti e 19.000 nuovi pensionati), il Ministro Gelmini condanna a vita
i precari, presentando e approvando nel Consiglio dei Ministri del 1
agosto 2008 l'articolo 5 del Disegno di legge recante “Disposizioni in
materia di istruzione, università e ricerca”.
Premesso che le ultime, disattese , due leggi
finanziarie hanno approvato norme atte a immettere in ruolo 150.000
docenti nel triennio 2007-2010 e a stabilizzare rapporti di lavoro
continuativi per più di un triennio, non si comprende la ragione per
cui i posti disponibili per un biennio non possano essere assegnanti al
rolo invece che essere affidati a supplenza.
L'unica norma apprezzabile del DDL Gelmini è l'articolo 7
riguardante il Valore abilitante della Laurea in Scienze della
Formazione Primaria, auspicato da Noi, e sostenuto con forza dall'On.
V. Aprea (Pres. VII Commissione della Camera) dopo l'abolizione
dell'art. 5 della L. 53/2003 che aveva messo a rischio l'abilitazione
dei laureati nella Facoltà di SFP. Rimane, però, la loro esclusione e
quella dei colleghi del IX ciclo, Cobaslid, Strumento Musicale, AFAM,
dalle graduatorie ad esaurimento dopo due ordini del giorno (Di
Stefano, Russo) impegnativi per il Governo, approvati in sede di
discussione del DL 93/2008, e le interrogazioni presentate alla Camera
dal PD e dall'On. Fucci.
Invocare la continuità didattica per trasformare le supplenze da
momento straordinario nella carriera lavorativa dei docenti, a momento
caratterizzante della loro professione, significa arrendersi
all'evidenza di tenersi buoni i 60.000 colleghi che avranno una
supplenza annuale nel biennio 2009-2011 e condannare tutti i 300.000 a
rimanere precari a vita. E non parliamo dei 15.000 specializzandi del
IX ciclo che, se verranno inseriti in graduatoria, non avranno mai una
supplenza.
Se veramente, il Ministro Gelmini tiene alla continuità didattica ne
parli con il Ministro Tremonti, aumenti di 1 punto percentuale il PIL
dedicato alla Scuola invece che il rapporto alunni/docenti, trasformi
le cattedre dal 30 giugno al 31 agosto o all'8 settembre, immetta in
ruolo altri 100.000 docenti rinunciando ai tagli, e inserisca gli
specializzandi nelle graduatorie.
Noi non ci rassegniamo a questa logica delle selezione innaturale
dei docenti precari, e tanto mai a ipotesi di reclutamento che si
piegano a logiche clienterali che mortificano, a loro volta, la
professione docente, lasciandola in balìa delle raccomandazione delle
RSU e dei Presidi.
D'altronde, dopo diverse interviste, sempre improntate a propositi
di dialogo e di apertura al mondo professionale e sindacale della
Scuola, il Ministro Gelmini de imperio , senza convocare o
ascoltare nessuno, continua a decidere il destino della Scuola,
precarizzandola per poterla smantellare sistematicamente. E non si sa
consigliata da chi…
Abbiamo denunciato da soli in audizione in Parlamento i tagli del DL
112/08 e il mancato inserimento degli specializzandi del IX ciclo,
abbiamo impugnato nei tribunali le norme che impediscono la mobilità
territoriale dei docenti precari (cambio di provincia), l'assegnazione
delle ore di sostegno in deroga ai contingenti previsti (sostegno),
l'assunzione su tutti i posti vacanti (immissione in ruolo 2008).
Siamo pronti a contrastare l'ennesimo provvedimento contro la
Scuola; il Parlamento deve riappropriarsi delle sue prerogative e la
società tutta.
Anche per questo il 2 ottobre 2008 manifesteremo a Roma, perché il
destino degli specializzandi non può essere legato alla prima sortita
di ferragosto ma deve essere oggetto di un processo complessivo che
rivaluti la professione docente e la dignità dei suoi formatori.
Per approfondimenti
MANIFESTAZIONE 2 OTTOBRE 2008
http://www.anief.org/ANIEF_manifestazione_SSIS_e_precariato_e_ix_ciclo_2_ottobre_a_roma_.doc
TAR LAZIO ricorso agosto 2008 per 50.000 immissioni senza penalizzazione per lettere e ed. tec.
http://www.orizzontescuola.it/orizzonte/article19847.html
TAR LAZIO 6 novembre 2008 si discute il cambio di provincia
http://www.anief.org/Comunicato_avvocati_Miceli_e_Ganci_su_fissazione_udienza_pubblica_per_ricorsi_cambio_provincia_e_spostam_punt__serv_.doc
TAR LAZIO 14 luglio 2008 si attende la sentenza sulla deroga per le ore di sostegno
http://www.anief.org/Comunicato_degli_avvocati_Walter_Miceli_e_Fabio_Ganci_sul_ricorso_contro_i_tagli_sul_sostegno_.doc
ODG Camera IX ciclo
http://www.anief.org/ANIEF_Nuovo_odg_alla_camera_sul_ix_ciclo.doc
ODG Senato IX ciclo
http://www.anief.org/ANIEF_Odg_Senato_pro_ix_ciclo.doc
Interrogazioni Camera IX ciclo
http://www.anief.org/Interrogazioni_IX_ciclo__VII_Camera.doc
Sempre dal sito del sen. Valditara |
Interv. in aula del 31.7.2008
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giovedì 31 luglio 2008
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Seguito della discussione del disegno di legge: (949) Conversione
in legge, con modificazioni, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112,
recante disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la
semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza
pubblica e la perequazione tributaria (Approvato
dalla Camera dei deputati) (Collegato alla manovra finanziaria)
(Votazione finale qualificata ai sensi dell'articolo 120, comma 3, del
Regolamento) (Relazione orale) Seguito della discussione della questione di fiducia VALDITARA (PdL).
Per tener fede all'impegno di abbassare il debito pubblico senza
aumentare le tasse, il Governo non può non intervenire per
razionalizzare la spesa per la pubblica istruzione, diminuendo il
numero complessivo di docenti, che in Italia sono troppi, mal pagati e
non motivati da logiche meritocratiche. Insieme alla previsione di
tagli al personale, però, viene formulato un piano di riordino del
sistema scolastico per renderlo più snello ed efficiente, anche
reinvestendo una parte cospicua delle risorse risparmiate nella
valorizzazione professionale dei docenti. Allo stesso tempo occorre
provvedere ad una razionalizzare dell'offerta didattica universitaria,
senza però dimenticare che le risorse investite in ricerca, in
particolare dal settore privato, sono ancora troppo basse rispetto alla
media europea. Dunque occorre impegnarsi per avviare un percorso di
ammodernamento del sistema, offrendo all'università italiana
prospettive strategiche di ampio respiro, e dar corso all'impegno
assunto dal Governo alla Camera di eliminare fin dai prossimi esercizi
finanziari i tagli previsti, qualora le università avviino un piano di
risanamento. (Applausi dal Gruppo PdL). *VALDITARA (PdL).
Signora Presidente, signor Sottosegretario, onorevoli colleghi,
priorità di questo Governo è il risanamento del bilancio dello Stato, e
dunque la diminuzione del debito pubblico: abbiamo infatti il terzo
debito più alto al mondo. Per un impegno con gli elettori ciò deve
avvenire attraverso la diminuzione della spesa e non con l'incremento
delle tasse. L'impegno di diminuire la spesa pubblica era del resto
comune al Partito Democratico. In campagna elettorale Veltroni aveva
promesso tagli per 15 miliardi l'anno, dunque superiori a quelli
contenuti nella manovra, che ammontano a 13 miliardi. Una
parte dei risparmi riguarda il settore dell'istruzione e
dell'università, che d'altro canto rappresenta circa il 50 per cento
del pubblico impiego. Al riguardo voglio ricordare che l'allora
ministro Padoa-Schioppa nel suo libro bianco sulla spesa pubblica
denunciò la proliferazione dei corsi di laurea e il rapporto docenti
scolastici/studenti come il più basso fra i Paesi OCSE. Del resto,
Fioroni più volte ha sottolineato la insostenibilità del numero di
docenti della scuola italiana. Dunque, che qualcosa vada fatto per
diminuire il numero complessivo di docenti e razionalizzare l'offerta
didattica universitaria è posizione condivisa. A
chi a sinistra si indigna di fronte a questa manovra voglio ricordare
che il primo atto del Governo Prodi fu il taglio del 20 per cento delle
spese intermedie dell'università; poi il tentato dimezzamento degli
scatti automatici di anzianità, che di fronte alle proteste del mondo
universitario si trasformò nel taglio degli scatti annuali di
adeguamento alla inflazione; voglio ricordare il blocco delle
assunzioni per due anni tramite il blocco dei concorsi; e voglio anche
aggiungere che per il 2008 la finanziaria 2007 prevedeva circa 250
milioni di euro di tagli all'FFO (Fondo per il finanziamento ordinario
delle università), poi per fortuna eliminati con la finanziaria
successiva. Senza
dimenticare i 90 milioni tolti all'università nella finanziaria 2008
per darli ai camionisti e infine il decreto-legge 8 aprile, l'ultimo
atto del Governo Prodi, operò un ulteriore taglio ad università ed
istruzione. Voglio
anche ricordare che Veltroni, in campagna elettorale, aveva addirittura
promesso di chiudere sedi universitarie, mentre nel programma del
Partito Democratico vi era la liberalizzazione delle tasse
universitarie. Che dire, poi, delle Fondazioni? La possibilità di
trasformare le università in fondazioni era stata auspicata in campagna
elettorale dai senatori Ranieri (allora responsabile del dipartimento
università del Partito Democratico) e Treu, che indicavano come modello
la ristrutturazione degli enti di ricerca fatta in provincia di Trento.
Allora, occorre ragionare pacatamente e senza demagogia. La
scuola. Abbiamo circa 800.000 insegnanti a fronte dei 600.000 della
Germania e 150.000 ATA. Un'enormità! Troppi docenti e mal pagati,
soprattutto non motivati da logiche meritocratiche. Sappiamo che questa
situazione è il frutto di logiche clientelari e sindacali che hanno
trasformato la scuola in un enorme centro di collocamento. Abbiamo
percorsi scolastici con 30 ore settimanali, quando le ore nei Paesi
OCSE oscillano fra le 24 e le 27, eppure chi ne fa 24 ha risultati
migliori dei nostri. È ora di cambiare. Voi
prevedevate tagli per 47.000 unità, in questa manovra i tagli di
organico sono pari a 87.000, ma voi lasciavate inalterato un sistema
costoso e mastodontico, qui si formula per la prima volta un piano di
riordino del sistema scolastico per renderlo più snello ed efficiente. Ma
soprattutto voi tagliavate e basta; qui invece si reinveste nella
valorizzazione professionale dei docenti il 30 per cento delle risorse
risparmiate. Si tratta di una cifra enorme. Vorrei fornire due dati:
gli ultimi aumenti contrattuali hanno comportato uno stanziamento di
800 milioni di euro; qui, solo per la valorizzazione professionale dei
docenti, si investe il 30 per cento di 8 miliardi. Siamo a una svolta
poiché si potranno finalmente pagare di più gli insegnanti, secondo
parametri europei. Si approfitti di queste risorse soprattutto per
differenziare gli stipendi sulla base del merito e per investire anche
nelle infrastrutture scolastiche. Qualcuno
a questo punto domanderà: e i precari? Chiedo ora ai colleghi
dell'opposizione quanti precari avete assunto nell'ultima finanziaria.
Nessuno, e inoltre voi avevate chiuso le graduatorie. Noi proseguiamo
il piano di assunzioni con 30.000 nuove immissioni; non saranno
risolutive, ma sono una cifra importante, che dimostra che questo
Governo non ha abbandonato i precari della scuola. Per
l'università ci sono problemi strutturali ben noti che ne penalizzano
la competitività. Ricordo qualche dato: 28 università su 60 hanno un
rapporto spese per il personale e Fondo di finanziamento pari o
superiore al 90 per cento. Ciò vuol dire che la spesa è quasi
integralmente destinata a pagare gli stipendi. Ci sono 338 sedi
universitarie; alcune svolgono gli stessi corsi a pochi chilometri di
distanza. Ci sono 5194 corsi di laurea, e credo che oggettivamente
siano troppi. Ci
sono 150 corsi di primo livello con meno di 15 studenti, senza contare
l'area sanitaria. Abbiamo una piramide rovesciata: 40 professori per 20
ricercatori. In molte università abbiamo addirittura più personale
amministrativo che docenti e ricercatori. Molte università sono
sull'orlo del dissesto con bilanci che qualsiasi collegio sindacale di
una normale società privata si rifiuterebbe dì vidimare. È
evidente che vi è uno spreco di risorse notevole. Tuttavia, è anche
vero che la percentuale di risorse sul PIL destinate alla ricerca è
pari allo 1,1 per cento, contro la media europea dell'1,9 per cento e
questo nonostante l'intervento pubblico non sia di molto sotto la media
OCSE. Il problema più drammatico è la sostanziale assenza di
finanziamento privato; occorre dunque incoraggiare i privati a
investire. La possibilità di utilizzare lo schema delle fondazioni va
letta in questo contesto. La debolezza dell'intervento privato richiede
tuttavia che lo Stato continui a fare la sua parte. Un
altro punto va detto con chiarezza. Se è vero che una parte del sistema
è certamente malato, vi è tuttavia un panorama differenziato
all'interno del mondo universitario. Vi sono università virtuose che
hanno potenzialità per assumere e per crescere e che sarebbe ingiusto
penalizzare, accanto ad altre che vanno ristrutturate. Dunque, la spesa
è inefficiente perché è male impiegata e perché è inadeguata. In
questo contesto, la logica contenuta in questa manovra non può essere
intesa come una tendenza di legislatura, non può diventare la cifra
della politica di una legislatura, ma va intesa come un segnale forte
di allarme. Dopo tante chiacchiere infruttuose ora si deve cambiare,
iniziando con il risanamento del sistema. Insomma, il ragionamento
fatto è che sarebbe inutile finanziare un sistema dove i soldi sono
male impiegati. E' inutile continuare a versare acqua in un otre
forato: prima bisogna ripararlo. Nel contempo però il Governo deve dare
corso all'impegno assunto alla Camera di eliminare nei prossimi
esercizi finanziari i tagli, laddove parta un piano serio di
risanamento virtuoso. Nei
prossimi mesi occorrono dunque: 1) piani pluriennali di rientro
finanziario delle università sull'orlo del dissesto con riduzione
virtuosa di corsi e limitando le sedi staccate solo laddove utili per
lo sviluppo del territorio; 2) una parte delle risorse dovrà essere in
prospettiva assegnata sulla base dei risultati raggiunti; 3) si deve
proseguire il piano straordinario di assunzione dei ricercatori, che è
fuori dal blocco; 4) occorre consentire lo sblocco delle assunzioni per
quelle università che siano virtuose nel rapporto spese per il
personale e Fondo di finanziamento ordinario, ovvero per quelle
università che accettino l'avvio di un piano di risanamento; 5) occorre
infine consentire la assunzione a partire dal 2010 dei vincitori dei
concorsi di prima e seconda fascia banditi entro il 30 novembre. Già
nella finanziaria di autunno deve essere dato un segnale di attenzione
alla disponibilità del mondo universitario a voltare pagina e ad
incamminarsi verso un percorso di risanamento. I tagli vanno
progressivamente eliminati nella misura in cui il sistema divenga
virtuoso. Dobbiamo però pensare anche a una strategia per il futuro,
poiché occorre dare all'università italiana una prospettiva che abbia
un respiro strategico: non possiamo pensare solo ai saldi di bilancio.
Già a partire dai prossimi mesi l'università italiana deve percepire il
senso della svolta rispetto al passato: risanamento e poi rilancio. |
Tratto dal sito del sen. Valditara intervento del 15 Luglio 2008|
Interv. in aula del. 15.7.08
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martedì 15 luglio 2008
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(735) Conversione
in legge del decreto-legge 3 giugno 2008, n. 97, recante disposizioni
urgenti in materia di monitoraggio e trasparenza dei meccanismi di
allocazione della spesa pubblica, nonché in materia fiscale e di
proroga di termini (Relazione orale) Approvazione, con modificazioni, con il seguente titolo: Conversione
in legge, con modificazioni, del decreto-legge 3 giugno 2008, n. 97,
recante disposizioni urgenti in materia di monitoraggio e trasparenza
dei meccanismi di allocazione della spesa pubblica, nonché in materia
fiscale e di proroga di termini VALDITARA (PdL).
Rileva con soddisfazione che il Governo ha recepito il contenuto degli
emendamenti 4.0.702 e 4.0.703 sulla ricerca scientifica
nell'emendamento 4.0.500. Aggiunge la firma all'emendamento 4.0.500/18,
in tema di iscrizione nelle graduatorie di coloro che hanno frequentato
i corsi presso le scuole di specializzazione all'insegnamento
secondario (SSIS): si tratta di rimediare ad un errore commesso dal
precedente Governo sulla formazione e sul reclutamento dei docenti e si
augura che il Governo possa accogliere quanto meno un ordine del giorno. VALDITARA (PdL).
L'inserimento nelle graduatorie per i docenti frequentanti corsi
abilitanti non presenta connessioni con i tagli agli organici cui
faceva riferimento il senatore Rusconi. Ripresa della discussione del disegno di legge n. 735 VALDITARA (PdL).
Signor Presidente, avevamo presentato gli emendamenti 4.0.702 e 4.0.703
al vecchio testo del decreto e ci fa piacere che il Governo, nel
maxiemendamento, abbia accolto tali proposte con una formulazione
pressoché identica. Fra l'altro, acconsento alla trasformazione che mi
è stata chiesta stamattina con la nuova formulazione dell'emendamento
4.0.703 (testo 2). Si tratta qui di rimediare a degli errori compiuti
dal precedente Governo di centrosinistra; penso in particolare alle
disposizioni per l'assunzione di ricercatori, che era stata collegata
all'emanazione di un regolamento poi dichiarato illegittimo dalla Corte
dei conti e che quindi avrebbe rischiato di far perdere dei
finanziamenti importanti per dare invece delle opportunità ai nostri
giovani studiosi. Voglio
anche precisare che, come la 7a Commissione a maggioranza ha
evidenziato, questa norma è sottratta al blocco delle assunzioni di cui
nella manovra. Inoltre, l'emendamento 4.0.703 consente di recuperare i
fondi per mantenere in vita un sistema di valutazione, in attesa che
l'ANVUR (Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e
della ricerca) veda la sua luce, cosa che ritengo, anche per la
farraginosità del regolamento emanato nella scorsa legislatura,
difficilmente si verificherà a breve. Colgo
l'occasione per commentare anche l'emendamento 4.0.500/18, a prima
firma del senatore Di Stefano, al quale avevo chiesto di aggiungere la
firma. Anche in questo caso si tratta di rimediare ad un errore del
passato Governo, che, come giustamente sottolineava il senatore
Rusconi, con la finanziaria aveva chiuso le graduatorie degli
insegnanti mantenendo aperte le SSIS (Scuole di specializzazione per
l'insegnamento secondario). Ora, si tratta di dare una prospettiva a
questi giovani, che hanno fra l'altro pagato molti soldi alle
università ed hanno superato un concorso. Nell'ipotesi
in cui il Governo e il relatore dovessero mantenere il loro parere
contrario su quest'ultimo emendamento, chiedo al senatore Di Stefano di
trasformarlo in ordine del giorno e invito il Governo ed il relatore ad
accoglierlo. In tal modo, con una riformulazione, una rivisitazione
delle norme sulla formazione e sul reclutamento degli insegnanti, si
potranno sanare anche queste situazioni, che ritengo assolutamente
meritevoli di essere sanate. VALDITARA (PdL). Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. VALDITARA (PdL).
Signor Presidente, volevo solo far notare come l'inserimento nelle
graduatorie non abbia nulla a che vedere con il discorso del taglio
degli organici: sono due fatti senz'altro separati. L'importante è che
il Governo si impegni a realizzare l'inserimento nelle graduatorie
permanenti in occasione di una rivisitazione complessiva. Questo credo
che sia comunque un passo avanti che ritengo debba essere valutato
positivamente. 4.0.500/18 DI STEFANO, VALDITARA Ritirato e trasformato nell'odg G4.709 All'emendamento
4.0.500, al comma 15, aggiungere, in fine, il seguente periodo: «Per
l'anno 2008, sono prorogati i termini previsti dall'articolo 1, comma
605, sesto capoverso della legge 27 dicembre 2006, n. 296; pertanto,
possono iscriversi con riserva del conseguimento del titolo di
abilitazione nelle graduatorie ad esaurimento, i docenti che
frequentano i corsi abilitanti speciali indetti ai sensi del
decreto-legge n. 97 del 2004, i corsi presso le scuole di
specializzazione all'insegnamento secondario (SSIS), i corsi biennali
accademici di secondo livello ad indirizzo didattico (COBASLID), i
corsi di didattica della musica e di strumento musicale presso i
Conservatori di musica e il corso di laurea in Scienza della formazione
primaria. La predetta riserva si intende sciolta con il conseguimento
del titolo di abilitazione». 4.0.702 VALDITARA, ASCIUTTI Assorbito dall'approvazione dell'em. 4.0.500 Dopo l'articolo 4,aggiungere il seguente:«Art. 4-bis.(Disposizioni urgenti per l'assunzione di ricercatori) 1.
Per l'anno 2008 non si applicano le disposizioni di cui all'articolo 1,
commi 648 e 651 della legge 27 dicembre 2006, n. 296 e al fine di
garantire l'assunzione di ricercatori nelle università e negli enti di
ricerca, le risorse di cui all'articolo 1, commi 650 e 652, della
medesima legge, limitatamente allo stanziamento previsto per l'anno
2008 e al netto delle risorse già utilizzate nell'anno 2007, sono
utilizzate per il reclutamento di ricercatori delle università ai sensi
dell'articolo 1, comma 7 della legge 4 novembre 2005, n. 230 e per il
reclutamento aggiuntivo di ricercatori degli enti di ricerca, con le
modalità previste dal CCNL di comparto e nei limiti dell'organico
vigente presso ciascun ente, ai sensi dell'articolo 7 del decreto
legislativo 5 giugno 1998, n. 204, anche in deroga al limite di spesa
relativo alle cessazioni di cui all'articolo 1, comma 643 della
medesima legge n. 296 del 2006». 4.0.703 (testo 2) VALDITARA, ASCIUTTI Precluso dall'approvazione dell'em. 4.0.500 Dopo l'articolo 4,aggiungere il seguente:«Art. 4-bis.(Disposizioni
riguardanti il Comitato nazionale del sistema universitario ed il
Comitato d'indirizzo per la valutazione della ricerca) 1.
Il Comitato nazionale per la valutazione del sistema universitario
(CNVSU) di cui all'articolo 2 della legge 19 ottobre 1999, n. 370 resta
in carica nella composizione esistente alla data di entrata in vigore
della legge di conversione del presente decreto fino al 31 maggio 2009
fatta salva l'eventualità che prima della suddetta data siano
completate le procedure occorrenti a rendere effettivamente operativa
l'Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della
ricerca (ANVUR) di cui all'articolo 2, commi 138-141, del decreto-legge
3 ottobre 2006, n. 262, convertito, con modificazioni, dalla legge 24
novembre 2006, n. 286. 2.
Fino alla effettiva operatività dell'ANVUR, le risorse finanziarie nei
limiti previsti dall'articolo 2, comma 142 del decreto-legge 3 ottobre
2006, n. 262, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre
2006, n. 286 e iscritte nello stato di previsione della spesa del
Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della ricerca sono
utilizzate per le attività di funzionamento del CNVSU e per quelle del
Comitato di indirizzo per la valutazione della ricerca (CIVR), di cui
all'articolo 5 del decreto legislativo 5 giugno 1998, n. 204 ivi
compresa l'esecuzione della valutazione, per il triennio 2005-2007, dei
risultati della ricerca delle università statali e non statali
legalmente riconosciute, degli enti di ricerca pubblici di cui
all'articolo 8 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 30
dicembre 1993, n. 593 e successive modifiche, dell'ENEA e dell'ASI. 3.
Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare,
con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio». | 8月2日 Riforme: Docenti nominati dai Presidi e mobilità biennale
02 agosto 2008 - pd Come da comunicato ministeriale, giorno 1 agosto è stato sottoscritto
dal CdM un disegno di legge che reca "Disposizioni in materia di istruzione,
università e ricerca". Il comunicato
ministeriale ritiene importante divulgare soltanto notizie che riguardano
le questioni su condotta e carta dello studente. Ma al suo interno troviamo
importanti novità anche per quanto riguarda la nomina degli incarichi
annuali e la mobilità
Relativamente alle nomine dei docenti a tempo determinato l'articolo 5 del
citato disegno di legge recita che "E’ attribuito alla competenza
esclusiva dei dirigenti scolastici il conferimento delle nomine a tempo determinato
con incarico annuale o fino al termine delle lezioni, fatta salva l’aliquota
di posti spettanti al personale beneficiario della riserva di posti ex lege
n. 68 del 1999. All’uopo i medesimi utilizzano le graduatorie provinciali
ad esaurimento per il conferimento delle supplenze annuali e delle supplenze
temporanee fino al termine delle attività didattiche e le graduatorie
di istituto per il conferimento delle supplenze temporanee." In pratica
saranno i Presidi a gestire le nomine annuali al posto degli USP, utilizzando
le graduatorie provinciali. Un cambiamento che sta più nella forma che
nella sostanza, sgravando gli Uffici Scolastici Provinciali da un gravoso compito.
Di più rilevante importanza è il comma 2 dell'articolo 5, che,
puntando a dare continuità didattica alle scuole consente ai "dirigenti
scolastici, accertata la disponibilità del posto nell’organico di
diritto o di fatto autorizzato," di confermare "per un massimo
di due anni scolastici, il docente a tempo determinato con incarico annuale
o fino al termine delle attività didattiche, già in servizio nel
precedente anno scolastico nella medesima sede, a condizione che rientri nel
novero dei docenti aventi titolo all’assunzione a tempo determinato per
il nuovo anno scolastico e che sia attribuibile la medesima tipologia di contratto
dell’anno precedente."
Obiettivi di stabilità e continuità didattica ha anche il comma
4 dello stesso articolo che assegna una scadenza biennale alla mobilità
del personale docente ed ATA | Docenti: mobilità biennale, supplenze annuali confermate
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di R.P.
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Lo
stabilisce l'articolo 5 del disegno di legge predisposto dal ministro
Gelmini. Proteste di Cisl Scuola che accusa di "arroganza" il Ministro
e il Governo. Il provvedimento prevede che le norme in esso contenute
non possano essere derogate dai contratti nazionali.
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Sul disegno di legge presentato il 1° agosto dal ministro Gelmini è già polemica.
Cisl Scuola sta accusando il Ministro e l’intero
Governo di “arroganza” (è proprio questo il termine che il sindacato
usa nel proprio comunicato) per la norma che riguarda la biennalità
delle operazioni di mobilità: l’articolo 5 del ddl, infatti, prevede
che - per garantire la continuità didattica - d’ora innanzi i docenti
potranno chiedere il trasferimento solo ad anni alterni.
Ma, ciò che non piace al sindacato è la “postilla”
conclusiva dell’art. 5: le norme contenute nel provvedimento non
potranno in alcun modo essere derogate o modificate dai contratti
nazionali.
Un’altra novità riguarderà il conferimento delle
nomine a tempo determinato con incarico annuale o fino al termine delle
lezioni: d’ora innanzi la competenza sarà esclusiva dei dirigenti
scolastici.
A dire il vero già la legge 333 dell’agosto 2001
prevedeva che dopo il 31 agosto le nomine dovessero essere fatte dai
dirigenti scolastici, ma in realtà in questi anni la norma è stata
applicata ricorrendo al meccanismo delle “scuole polo” che individuano
gli aventi diritto a livello provinciale con nomine formalizzate dai
singoli dirigenti scolastici.
Ma, quasi certamente, il Ministro sta pensando ad
un meccanismo che consenta alle istituzioni scolastiche di provvedere
direttamente alle nomine.
Anche questa disposizione non piace affatto alla Cisl che la considera “una
scelta che rende più gravoso il lavoro delle segreterie e più
complicate le procedure, generando quindi effetti diametralmente
opposti alle intenzioni dichiarate”.
“Ancor più negativo - sostiene il segretario nazionale Francesco Scrima -
sarebbe il nostro giudizio se questo fosse il prologo a quel generale
cambiamento delle modalità di reclutamento del personale, con la
chiamata diretta da parte delle singole scuole”.
Un’altra novità importantissima contenuta
nell’articolo 5 riguarda la possibilità accordata ai dirigenti
scolastici di confermare per non più di 2 anni i docenti a tempo
determinato con incarico annuale o fino al termine delle attività
didattiche, già in servizio nel precedente anno scolastico.
“Il meccanismo della conferma dei supplenti - sostiene tuttavia Scrima - appare un’ipotesi suggestiva ma assai difficilmente praticabile”.
In breve, per il momento il progetto di Mariastella Gelmini incassa una sonora bocciatura da parte di un sindacato confederale. Intanto
Cgil-Flc sta organizzando una protesta tanto inconsueta quanto
spettacolare: le più importanti spiagge italiane saranno sorvolate da
un aereo che trascinerà uno striscione lungo 40 metri per ricordare i
tagli previsti dal decreto legge 112 che proprio nella giornata del 1°
agosto è stato approvato anche dal Senato.
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| 01/08/2008 | Il decreto è visionabile su questo link: http://www.tecnicadellascuola.it/index.php?id_tip=34&view=norm&id=23845
| Il maxiemendamento approvato al Senato
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Venerdì
1 agosto 2008, il Senato ha approvato il provvedimento economico che
ora ritorna di nuovo alla Camera. La definitiva conversione in legge è
prevista per martedì 5 agosto.
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| Con 170 voti favorevoli e 129 contrari (3 gli astenuti) il Senato ha approvato il disegno
di legge di conversione del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, sullo
sviluppo economico così come modificato dal maxi emendamento. Il
provvedimento ritorna ora a Montecitorio per la definitiva conversione
in legge, prevista per martedì 5 agosto.
Per visionare il testo consulta il box “Approfondimenti”.
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| 01/08/2008 |
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