PRECARI 的个人资料M.I.D.A.: MOVIMENTO INSE...照片日志留言簿更多 工具 帮助

日志


5月15日

DALLA SIRAGUSA AI DOCENTI DEL MIDA

Segnala questo messaggio

Intervento in Commissione Cultura

Venerdì 15 maggio 2009, 09:57
Da:
"On. Siragusa Alessandra" <siragusa_a@camera.it>
Aggiungi mittente alla Rubrica
A:
abilitazione_precari@yahoo.it

Gentili Signori,

vi invio di seguito il testo della risposta del Ministero all'interrogazione dell'Onorevole Siragusa discussa ieri in Commisisone. Cordialmente,

Giulia Loffredi

 

5-01066 Siragusa: Sui corsi speciali per il conseguimento dell'abilitazione o idoneità all'insegnamento.

TESTO DELLA RISPOSTA

Nell'atto in discussione, l'onorevole interrogante rappresenta la situazione dei docenti non di ruolo che hanno partecipato ai corsi speciali abilitanti attivati con decreto ministeriale n. 21 del 9 febbraio 2005 e lamenta che la legge n. 14 del 27 febbraio 2009, che ha convertito con modificazioni il decreto-legge n. 207 del 30 dicembre 2008, non prevede una norma di sanatoria analoga a quella prevista, invece, per i docenti precari ammessi con riserva ai corsi speciali abilitanti attivati con decreto ministeriale n. 85 del 18 novembre 2005.
In effetti, il comma 1-bis dell'articolo 36 del sopra citato decreto-legge, introdotto dalla legge di conversione n. 14 del 2009, prende in considerazione soltanto i docenti ammessi con riserva ai corsi abilitanti speciali indetti con il decreto ministeriale n. 85 del 2005.
Il menzionato comma 1-bis stabilisce infatti che «Resta valida l'abilitazione all'insegnamento conseguita dai docenti che sono stati ammessi con riserva ai corsi speciali per il conseguimento dell'abilitazione o idoneità all'insegnamento indetti dal Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, con decreto 18 novembre 2005, n. 85, ai sensi del decreto-legge 7 aprile 2004, n. 97, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 giugno 2004, n. 143, che abbiano maturato il requisito di servizio di 360 giorni, reso in qualunque ordine e grado di scuola, entro il termine di presentazione delle domande di partecipazione ai suddetti corsi speciali e che abbiano superato l'esame di Stato».
L'individuazione dei destinatari della sopra riportata disposizione è tassativa; pertanto, pur comprendendo le ragioni addotte a sostegno della richiesta, non sono possibili in via amministrativa estensioni a categorie diverse da quelle espressamente previste dalla legge.
Faccio presente infine che il Ministero segue con la massima attenzione il problema segnalato che, comunque, come già detto, non può essere risolto con un provvedimento di carattere amministrativo.

AVVISO: Questo messaggio ed i suoi eventuali allegati sono rivolti esclusivamente ai destinatari e possono contenere informazioni riservate. Qualsiasi utilizzo, diffusione o riproduzione senza autorizzazione è proibita. Qualora vi fosse pervenuto questo messaggio per errore, esso va cancellato immediatamente con preghiera di avvisare il mittente. Grazie.
5月14日

VII COMMISSIONE CULTURA

Attendiamo interventi in merito alla riunione in VII COMMISSIONE CULTURA ivi indicata:
http://www.camera.it/organiparlamentarism/10085/242/4413/6113/commissionepermanentetesto.asp?slAnnoMese=200905&slGiorno=14
9月20日

Il Senatore Valditara risponde

Oggetto:   R: Documento MIDA letto durante l'Audizione del 16 Settembre 2008
Da:   G. Valditara
Data:   Ven, 19 Settembre 2008 9:26 pm
A:   ida.gasparretti@istruzione.it
Priorità:   Normale
Opzioni:   Visualizza l'intestazione completa | Guarda la versione stampabile  | Scarica come file


Cara professoressa,
speriamo che vogliano accogliere l'idea di un esame di abilitazione
in occasione della riforma del reclutamento, che dia una opportunità a
chi attualmente non ne ha più.
Sentirò cosa ne pensano Aprea e ovviamente il Ministro.
n caro saluto
Valditara



7月24日

Sit-in Montecitorio 23 luglio

 

DSCN0369DSCN0370DSCN0367DSCN0374

DSCN0001DSCN0002DSCN0376DSCN0362  DSCN0372

Citazione

Foto del sit-in  del 23 luglio a Montecitorio .

Come M.I.D.A  insieme all'adpna siamo riusciti ad ottenere una breve intervista da Lucilla Franchetti di  Rai News 24( tg delle 15.00) in quanto insegnanti NON ABILITATI .

C'è qualche foto di Di Pietro che è intervenuto.

Si vedono anche Francesco  Casale e Maristella Curreli del  CIP.

Foto scattate da me (Daniela Campoli)

 

 

7月12日

Altra mail dall'On. Alessandra Siragusa

interrogazione sulla vostra situazione

Giovedì 10 luglio 2008, 15:12
Da:
"On. Siragusa Alessandra" <siragusa_a@camera.it>
Aggiungi mittente alla Rubrica
A:
abilitazione_precari@yahoo.it

Cari amici,

 

ieri ho presentato una interrogazione (di cui trovate il testo in allegato insieme alla risposta del Governo) sulla vostra situazione ma purtroppo la risposta ricevuta dal Governo non è stata soddisfacente. In essa manca infatti qualsiasi riferimento all'anomalia delle procedure abilitanti attualmente in atto in base al decreto n. 85 del 2005. Ho chiesto pertanto, che la vostra problematica sia risolta, prima di completare la manovra complessiva sul reclutamento dei docenti tramite il decreto-legge n. 112 del 2008. Per quello che ci riguarda, come Partito democratico, continueremo a fare il possibile, anche attraverso emendamenti, per far sì che la vostra incresciosa vicenda si possa risolvere al più presto.

 

Cordialmente,

 

Alessandra Siragusa

 

 Ecco l'allegato:

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE



Al Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca - Per sapere. Premesso che:



con Decreto n. 85 del 18 novembre 2005, in ottemperanza alla L. 143/04, l’allora Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, autorizzava le Università degli studi e le Accademie di belle arti ad istituire corsi speciali, di durata annuale, per il conseguimento dell’abilitazione o idoneità all’insegnamento, riservati a varie categorie di docenti che avessero prestato almeno 360 giorni di servizio, con il possesso del prescritto titolo di studio per accedere a insegnamenti corrispondenti a posti di ruolo o classi di concorso, purché avessero maturato tale anzianità di servizio nel periodo incluso tra il 1° settembre 1999 e il 6 giugno 2004;


il termine ultimo per presentare l’istanza era fissato al 22/12/2005, oltre 12 mesi dopo il periodo fissato per il raggiungimento dell’anzianità limite;


molti docenti, pur avendo maturato tale anzianità di servizio alla data della scadenza fissata per la presentazione della domanda, hanno visto respingere la loro istanza di partecipazione, sulla base del fatto che non avevano maturato tale anzianità nel periodo indicato dal suddetto decreto;


nella Città di Palermo, alcuni docenti precari, hanno proposto ricorso al TAR avverso l’esclusione, ottenendo con ciò di essere ammessi con riserva ai corsi abilitanti;


i suddetti docenti sono stati inseriti con riserva nelle graduatorie permanenti, rese ad esaurimento dalla legge 296 del 2006, articolo 1, comma 605 lettera c) (Legge Finanziaria 2007);


la Corte Costituzionale, con sentenza 167/2008 ha dichiarato, per una fattispecie analoga a quella in questione, l’illegittimità costituzionale :-


se il Ministro interrogato non ritenga anomala la procedura messa in atto che pone come termine ante quem il 6 giugno 2004, nonostante il decreto attuativo della L. 143/04 sia datato 18 novembre 2005 e se non intenda porre soluzione ad una situazione discriminatoria nei confronti di coloro che avevano maturato l’anzianità di servizio di 360 giorni alla data di entrata in vigore del decreto e che sono stati ammessi con riserva ai corsi abilitanti istituiti dalle Università.





On. Alessandra Siragusa











5-00150 Siragusa: Corsi abilitanti riservati a varie categorie di docenti.

TESTO DELLA RISPOSTA

L'Onorevole interrogante solleva la questione relativa ai docenti precari non abilitati che avevano maturato 360 giorni di servizio, con il possesso del prescritto titolo di studio, alla data di scadenza del termine di presentazione delle domande di partecipazione ai corsi abilitanti speciali indetti con decreto ministeriale n. 85 del 18 novembre 2005, in attuazione del decreto-legge n. 97 del 7 aprile 2004, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 143 del 4 giugno 2004, anziché nel periodo, stabilito dalla legge stessa, compreso tra il 1o settembre 1999 e il 6 giugno 2004. La richiesta è diretta a far conseguire agli interessati l'abilitazione all'insegnamento per l'inserimento nelle ex graduatorie permanenti, trasformate in graduatorie ad esaurimento dall'articolo 1, comma 605, lettera c) della legge n. 296 del 27 dicembre 2006 (legge finanziaria 2007).
A tale proposito, l'Onorevole interrogante fa presente che a Palermo alcuni docenti hanno presentato ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale avverso l'esclusione dai corsi in argomento, ottenendo l'ammissione con riserva ai corsi medesimi e il conseguente inserimento, sempre con riserva, nelle graduatorie ad esaurimento; di conseguenza invoca interventi a favore di quanti si trovano in situazione analoga ai ricorrenti di Palermo, per superare l'asserita disparità di trattamento venutasi a determinare per effetto del provvedimento cautelare del TAR.
Va al riguardo fatto presente quanto segue.
Circa il provvedimento cautelare ottenuto da alcuni ricorrenti di Palermo, va ricordato che i provvedimenti giurisdizionali hanno effetto inter partes. Vige inoltre il divieto di estensione del giudicato per effetto dell'articolo 25 della legge n. 31 del 2008, di conversione del decreto-legge n. 48 del 31 dicembre 2007, che ha prorogato al 31 dicembre 2008 la disposizione dell'articolo 1, comma 132 della legge n. 311 del 30 dicembre 2004 (legge finanziaria 2005), la quale fa divieto a tutte le amministrazioni pubbliche di adottare provvedimenti per l'estensione di decisioni giurisdizionali aventi forza di giudicato, o comunque divenute esecutive, in materia di personale delle amministrazioni pubbliche.
Va pure ricordato che i ricorrenti destinatari della sospensiva concessa dal TAR possono permanere in graduatoria con riserva, fino alla decisione di merito.
Con riguardo poi all'asserita analogia tra la fattispecie oggetto dell'interrogazione e la questione esaminata dalla Corte Costituzionale nella sentenza n. 167 del 19 maggio 2008, va rilevato quanto segue.
Invero, con la sentenza n. 167 la Corte ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'articolo 2, comma 7-bis, del decreto-legge n. 97 del 7 aprile 2004, convertito in legge, con modificazioni, dall'articolo 1, comma 1, della legge n. 143 del 4 giugno 2004, che limitava il beneficio dell'ulteriore proroga del termine per la maturazione del requisito sulla durata del servizio prestato solo a favore degli ammessi con riserva alla sessione riservata di esami di abilitazione bandita con ordinanza ministeriale n. 1 del 2 gennaio 2001 e non anche a coloro i quali erano stati ammessi con riserva, superandone l'esame finale, alle sessioni riservate di esami di abilitazione bandite con le ordinanze ministeriali n. 153 del 15 giugno 1999 e n. 33 del 7 febbraio 2000, emanate in attuazione della legge n. 124 del 3 maggio 1999, al pari della successiva ordinanza n. 1 del 2 gennaio 2001 presa in considerazione dalla citata disposizione del comma 7-bis.
La Consulta ha infatti rilevato l'irragionevolezza della scelta del legislatore di assoggettare a trattamenti differenziati soggetti che, pur in possesso dei medesimi requisiti, si diversificherebbero esclusivamente per il dato formale di aver partecipato a procedure concorsuali attivate con ordinanze ministeriali differenti ma fondate su un unico contesto normativo.
Alla luce delle esposte considerazioni il problema sollevato non può trovare soluzione con un provvedimento di carattere amministrativo, posto che non è dato modificare con atto di natura amministrativa il periodo temporale stabilito dalla legge ai fini della maturazione del requisito di servizio richiesto dalla legge stessa.
Circa l'opportunità, o meno, di una eventuale iniziativa di carattere normativo nel senso auspicato dall'Onorevole interrogante, va evidenziato che la procedura è ormai conclusa e sono inoltre di prossima pubblicazione le graduatorie ad esaurimento.
La questione va d'altra parte valutata tenendo anche conto delle norme in materia di organizzazione scolastica contenute nell'articolo 64 del decreto-legge n. 112 del 25 giugno 2008, che contiene disposizioni per una revisione dell'attuale assetto ordinamentale, organizzativo e didattico del sistema scolastico volta ad una maggiore razionalizzazione dell'utilizzo delle risorse umane e strumentali disponibili, in modo da conferire una maggiore efficacia ed efficienza al sistema scolastico.
In particolare, nel quadro degli interventi da effettuare, è prevista la razionalizzazione delle classi di concorso, la ridefinizione dei curricoli vigenti, attraverso la revisione dei piani di studio e dei relativi quadri orari, la revisione dei criteri di formazione delle classi, la revisione dei criteri e dei parametri per la determinazione della consistenza del personale docente ed amministrativo, tecnico ed ausiliario.
L'articolo 2, comma 416, della legge finanziaria 2008 ha peraltro riaffidato al ministero della pubblica istruzione la complessa materia della formazione iniziale e del reclutamento dei docenti, abrogando tra l'altro l'articolo 5 della legge 28 marzo 2003, n. 53, e il decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 227.
Come esposto dal ministro in occasione dell'illustrazione delle linee programmatiche di fronte a questa onorevole Commissione, è intenzione rivedere l'intera materia col triplice obiettivo di darle un quadro normativo chiaro e duraturo, valorizzare la professione docente ed eliminare la riproduzione di sacche di precariato.
In attesa della predetta rivisitazione delle norme relative alla formazione e al reclutamento, ogni provvedimento settoriale andrebbe adeguatamente e seriamente ponderato, anche per evitare l'ingenerarsi di aspettative che, stante la situazione attuale, non potrebbero trovare sbocco.


Onorevole Alessandra Siragusa del PD

stiamo facendo il possibile

Giovedì 10 luglio 2008, 12:21
Da:
"On. Siragusa Alessandra" xxxxxxxxxxxx
Aggiungi mittente alla Rubrica
A:
abilitazione_precari@yahoo.it
Il messaggio contiene allegati

Cari amici,

 

il gruppo del Partito democratico in Commissione Cultura sta facendo il possibile affinchè il Governo si impegni a portare a termine il piano di stabilizzazione avviato nella scorsa legislatura. Purtroppo ad oggi le risposte sono state evasive. Pare che sia il Ministro Tremonti a decidere in merito alla scuola. Per conoscenza vi invio in allegato il testo di una interrogazione, i comunicati stampa e i pareri sul DPEF e sul Decreto 112 presentati dal  nostro gruppo. 

 

Un caro saluto,

 

Alessandra Siragusa





Allegato:


INTERROGAZIONE 5-00109 Antonino Russo: Piano di stabilizzazione di docenti e personale scolastico precari.

ANTONINO RUSSO, GHIZZONI, BACHELET, COSCIA, DE BIASI, DE PASQUALE, DE TORRE, GINEFRA, LEVI, LOLLI, MAZZARELLA, NICOLAIS, PES, PICIERNO, ROSSA e SIRAGUSA. –


Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca.

- Per sapere - premesso che:

il problema del precariato della scuola mortifica il ruolo degli insegnanti, impedisce la continuità del lavoro della scuola, la sua capacità progettuale e mette seriamente in discussione la qualità della didattica, oltre a rappresentare un danno per il futuro lavorativo di tanti giovani;

l'azione del Governo Prodi nel corso della XV legislatura ha approvato, attraverso le due leggi finanziarie, provvedimenti importanti, volti a risolvere il problema della precarietà degli insegnanti;

come noto, la legge n. 296 del 2006 (finanziaria 2007), ha autorizzato l'immissione in ruolo di 150.000 docenti e di 20 mila unità di personale tecnico ausiliare (Ata) nel triennio 2007, 2008 e 2009, inoltre, la legge n. 244 del 2007 (finanziaria 2008) ha previsto la stabilizzazione di circa 17 mila insegnanti di sostegno e di ulteriori 10 mila unità di personale tecnico ausiliare nel triennio 2008, 2009 e 2010;

secondo fonti ministeriali, il piano di assunzioni, così come previsto dalle suddette leggi finanziarie del precedente Governo Prodi, ha già avviato, nel giugno 2006, la stabilizzazione di 20 mila docenti e di 3.500 unità di personale tecnico ausiliare (Ata) e nel maggio 2007 la stabilizzazione di 50 mila docenti e di 10 mila unità di personale tecnico ausiliare (Ata) -:

se il Ministro interrogato intenda, per portare a compimento il piano di stabilizzazione avviato dal Governo Prodi nella scorsa legislatura, rispettare il piano di assunzioni previsto dalle suddette leggi.
(5-00109)

 


TESTO DELLA RISPOSTA DEL GOVERNO

Si risponde congiuntamente alle interrogazioni parlamentari n. 5-00109 dell'Onorevole Russo e n. 5-0125 dell'Onorevole Grimoldi di analogo contenuto.
Gli onorevoli interroganti pongono opportunamente in luce quanto il problema del precariato della scuola mortifichi, da un lato, il ruolo degli insegnanti, e, dall'altro, metta seriamente in discussione la qualità della didattica e dell'intero sistema educativo. Il problema del precariato si connette, in maniera inscindibile, alla grande questione del reclutamento del corpo docente, che è intenzione di questo ministero affrontare.
Dobbiamo, tutti, prendere atto che per troppi anni la scuola ha smesso di essere un servizio ai cittadini e alla Nazione per diventare un enorme ammortizzatore sociale, ingenerando false aspettative e mantenendo decine di migliaia, quando non centinaia di migliaia di persone, in uno stato di limbo inaccettabile.
In tal senso il decreto ministeriale del 7 maggio 2008 riguardante la determinazione del numero dei posti disponibili a livello nazionale per l'ammissione alle scuole di specializzazione per l'insegnamento secondario per l'anno accademico 2008-2009, al quale fa riferimento l'Onorevole Grimoldi nella interrogazione n. 5-00125, è stato emanato dal ministro Mussi nonostante fossero venuti meno i criteri previsti dal Decreto Legislativo n. 227 del 2005, abrogato dalla finanziaria 2008 contestualmente all'articolo 5 della legge 53 del 2003, che vincolava gli accessi alle SSIS «alla programmazione triennale del fabbisogno del personale docente» (articolo 3 comma 2) e il ministro Fioroni avesse disposto la chiusura delle graduatorie permanenti e la loro trasformazione in graduatorie ad esaurimento. Oggi, di fatto, il numero dei cosiddetti «sissini» pare determinato esclusivamente dalle capacità ricettive degli Atenei.
Con riguardo in particolare alle assunzioni ricordo preliminarmente che la norma contenuta nell'articolo 1, comma 605 della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (finanziaria per l'anno 2007), recante la definizione di un piano triennale per l'assunzione a tempo indeterminato di personale docente e ATA per gli anni 2007-2009, prevede verifiche annuali, d'intesa con il Ministero dell'economia e delle finanze e con la Presidenza del Consiglio dei ministri - Dipartimento della funzione pubblica - circa la concreta fattibilità dello stesso.
Occorre far presente che il precedente Governo aveva avviato nel contempo un piano triennale di contenimento della spesa pubblica nel settore della scuola.
Al riguardo la sopraccitata legge conteneva una serie di misure atte a realizzare un più razionale utilizzo della risorse e una maggiore efficienza del sistema dell'istruzione. Tali misure avrebbero comportato, nel biennio 2007-2008, un contenimento degli organici di complessive 47.000 unità tra personale docente e personale ATA.
Successivamente, con l'articolo 2, comma 412, della legge n. 244/2007 (finanziaria 2008) si è proceduto ad una rimodulazione del citato intervento con la previsione di una riduzione complessiva di posti, tra personale docente ed ATA, di 14.000 unità per l'anno 2007/08 e di 11.000 unità per ciascuno dei tre anni successivi (2008/09 - 2009/10 - 2010/2011).
Per l'a.s. 2008/09 la medesima legge finanziaria ha disposto un ulteriore contenimento nella misura di 2.000 posti, portando in tal modo a 13.000 unità l'intervento riduttivo da attuare in questo stesso anno scolastico.
La legge ha inoltre mantenuto la clausola di salvaguardia che prevede la riduzione delle dotazioni complessive di bilancio del Ministero della Pubblica istruzione, ad eccezione delle competenze spettanti al personale, in misura corrispondente alla quota di riduzioni non operata in ciascun anno.
Il Ministero ha, peraltro, avviato la procedura di autorizzazione delle immissioni in ruolo per 32.000 unità complessive, 25.000 docenti e 7.000 ATA, per rispondere ai precedenti impegni assunti, compatibilmente con la sostenibilità economica.
Ai fini di una migliore qualificazione dei servizi scolastici e di una piena valorizzazione professionale dei docenti, si intende ora dare applicazione a quanto previsto dal decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, che reca interventi e misure volti ad incrementare di un punto il rapporto alunni docenti per un accostamento di tale rapporto, entro il 2012, agli standard europei.
Il decreto contiene inoltre disposizioni per una revisione dell'attuale assetto ordinamentale, organizzativo e didattico del sistema scolastico volta ad una maggiore razionalizzazione dell'utilizzo delle risorse umane e strumentali disponibili, in modo da conferire una maggiore efficacia ed efficienza al sistema scolastico. Tra gli interventi da effettuare è prevista la razionalizzazione delle classi di concorso, la ridefinizione dei curriculum vigenti, attraverso la revisione dei piani di studio e dei relativi quadri orari, con particolare riferimento agli istituti tecnici e professionali, la revisione dei criteri di formazione delle classi, la rimodulazione dell'organizzazione didattica della scuola primaria, la revisione dei criteri e dei parametri per la determinazione della consistenza del personale docente ed amministrativo, tecnico ed ausiliario. Si tratta peraltro di una rivisitazione che tiene conto della messa a regime del nuovo sistema ordinamentale, previsto dalla legge 53 e fissato, nel corso della precedente legislatura, al settembre 2009. L'azione del ministero sarà indirizzata a cogliere l'allineamento delle disposizioni previste dal 112 e del completamento della fase attuativa della legge 53 come un'opportunità per rendere al Paese un sistema di istruzione più efficiente e qualitativamente migliore.
Infatti, come disposto dal medesimo decreto legge n.112, una quota del 30 per cento delle economie di spesa che verranno realizzate sarà destinata ad incrementare le risorse contrattuali stanziate per «le iniziative dirette alla valorizzazione e allo sviluppo professionale della carriera del personale della scuola».

 

 

 

Scuola, Pd contro tagli cattedre: Cosenza la piu' penalizzata

Cosenza, 02 LUG (Velino) - "La manovra finanziaria del

governo (decreto legge 112/2008) conferma, ancora una volta,

l'indifferenza dell'esecutivo nei confronti della Calabria e

del Sud. Dopo la decisione di tagliare i fondi per le

infrastrutture calabresi e siciliane (1,2 miliardi di euro)

le scelte del governo rischiano di compromettere pesantemente

la qualita' della didattica e il funzionamento delle scuole

calabresi. Secondo una stima del Sole 24 Ore, infatti,

potrebbero essere ridotte oltre 3.300 cattedre nei prossimi

quattro anni in Calabria, in base all'attuazione della

manovra". È quanto denuncia Rosa Villecco Calipari, deputata

del Pd, che ha presentato, "con il sostegno dei colleghi

Laratta, Minniti, Oliverio, Lo Moro, Marini, Lagana'

Fortugno, Ghizzoni, Siragusa, Rossa e Pes, un'interrogazione

al ministro dell'Istruzione per sapere se corrisponda al vero

la previsione di ridurre 82.245 insegnanti (tra infanzia,

primaria, medie e superiori), e 42.500 assistenti tecnici

amministrativi, per un risparmio quantificato in 3.189

miliardi di euro". (segue) (reg/bic)

021439 LUG 08 NNNN

 

SCUOLA: SIRAGUSA (PD), TAGLI METTONO SETTORE IN GINOCCHIO

(ANSA) - ROMA, 2 LUG - I tagli previsti dal decreto 112

''metteranno la scuola in ginocchio e migliaia di docenti con

grandi professionalita' e grande impegno sulla strada''. Lo

afferma Alessandra Siragusa, deputata del Pd in commissione

Cultura.

''Il ministro Gelmini dice che la scuola e' stata fin qui un

ammortizzatore sociale, intendendo che i docenti precari siano

la zavorra di cui liberarsi. Noi diciamo con forza - osserva la

parlamentare - che spesso gli insegnanti a tempo determinato

sono stati coloro che hanno permesso alla scuola di funzionare e

agli alunni di imparare''. (ANSA).



SCUOLA: GHIZZONI (PD), SU PRECARI RISPOSTE INSUFFICIENTI

(ANSA) - ROMA, 2 LUG - ''La risposta del Governo

sull'immissione in ruolo dei precari della scuola e' stata

totalmente insufficiente'': lo afferma il capogruppo del Pd alla

Commissione cultura della Camera, Manuela Ghizzoni, in seguito

all'intervento del sottosegretario alla pubblica istruzione,

Giuseppe Pizza.

''Pizza e' andato fuori tema: interpellato sul rispetto della

copertura dei posti vacanti prevista dalla Finanziaria 2006, si

e' trincerato dietro alla elencazione delle norme, senza

esprimere alcuna valutazione politica. Non ha quindi spiegato

perche' a fronte di 51.000 cattedre vacanti, si sia deciso di

coprirne solo la meta'. Silenzio assoluto poi sulla

scelta, ancora piu' ingiustificata, di assumere solo 7.000 Ata a

fronte di oltre 70.000 posti disponibili''.

Secondo Ghizzoni e' ''nuovamente'' Tremonti a decidere in

merito alla scuola e a ''far prevalere le ragioni di cassa

rispetto alla continuita' didattica e alla legittima aspettativa

di essere stabilizzati dopo anni di precariato''. ''La

cosiddetta 'cura da cavallo' rischia di uccidere il malato. Si

potrebbe parlare di tentativo di compromettere la tenuta del

sistema: solo in questo modo si spiega un taglio che nel

triennio si aggira sugli 8 miliardi di euro. Una scelta

insopportabile per la scuola - conclude - profondamente iniqua e

sbagliata, che contrasteremo con fermezza''.(ANSA).



Documento di programmazione economico-finanziaria relativo alla manovra di finanza pubblica per gli anni 2009-2013. Doc. LVII, n. 1.

PROPOSTA DI PARERE ALTERNATIVO PRESENTATO DAI DEPUTATI DE BIASI, GHIZZONI, DE TORRE, NICOLAIS E ZAZZERA

La VII Commissione (Cultura, scienza e istruzione),
esaminato, per le parti di propria competenza, il Documento di programmazione economico-finanziaria relativo alla manovra di finanza pubblica (DPEF) per gli anni 2009-2013;
premesso che:
a legislazione invariata e a regolamenti parlamentari vigenti, la sessione di bilancio ha regole ben precise, nei tempi e nei modi, prevedendo che:
1) entro il 30 giugno sia presentato: il DPEF (che indica gli andamenti tendenziali e programmatici) e il DDL di assestamento di bilancio per l'anno in corso.
2) entro il successivo 30 settembre siano presentati il DDL di bilancio e contestualmente il DDL finanziaria, nonché la Relazione previsionale e programmatica e l'eventuale nota di aggiornamento al DPEF;
l'approvazione da parte delle Camere del DPEF, mediante una risoluzione con cui si impegna il Governo sui saldi ed, eventualmente, sui contenuti della manovra, non rappresenta un atto formale a carattere meramente programmatico, ma costituisce l'atto di codeterminazione di decisioni vincolanti per la fase di bilancio che, di norma, è successiva;
paradossalmente, stavolta la tempistica viene invertita: è la manovra che anticipa e vincola il DPEF e non il contrario. È una grave violazione delle prerogative del Parlamento, cui la Costituzione attribuisce con l'articolo 81 una funzione di indirizzo e controllo in ordine alla destinazione e allocazione delle risorse pubbliche in relazione ai fini da perseguire nell'interesse della collettività;
considerato che:
la politica economica del Governo, illustrata dal DPEF 2009-2013, non è all'altezza dei problemi del Paese ed è controproducente ai fini dell'aggiustamento della finanza pubblica. Essa non affronta le vere priorità: l'anemia della produttività e la perdita di potere d'acquisto dei redditi da lavoro e pensione;
l'assenza di interventi significativi per lo sviluppo e per il sostegno al potere d'acquisto delle famiglie è riflessa dalle previsioni sull'andamento della produttività e del Pil nell'arco temporale della legislatura: anche per l'ultimo anno della previsione (2013), l'aumento della produttività è inferiore all'1 per cento e permane un significativo differenziale di crescita con i Paesi dell'area-euro;
sull'andamento dei redditi da lavoro e, conseguentemente, della domanda interna, pesa l'obiettivo di inflazione programmata. Il Governo ha indicato un'inflazione programmata dell'1,7 per cento per l'anno in corso e del 1,5 per cento dal 2009 in poi, un livello troppo basso per essere credibile che potrebbe generare conflittualità, incertezze, ritardi nella negoziazione e, inevitabilmente, effetti negativi sugli investimenti e sui consumi;
per quanto riguarda la finanza pubblica, la correzione per il 2009 avverrà attraverso un aumento della pressione fiscale, che nel quadro programmatico rimane significativamente al di sopra degli andamenti tendenziali, e una riduzione delle spese per gli investimenti, nonostante l'enorme deficit infrastrutturale di cui soffre il Paese, esattamente il contrario di ciò che sarebbe necessario per rilanciare l'economia;
infatti, nonostante l'ipotizzata riduzione della spesa per 35 miliardi, l'impegno di riportare il bilancio in pareggio nel 2011 non avviene attraverso riduzioni di imposte che anzi vengono aumentate per oltre 5 miliardi a partire dal 2009;
l'azione correttiva si concentrerà principalmente sulla spesa pubblica. Oltre ai previsti risparmi di spesa per le Amministrazioni Centrali per un ammontare pari a circa 14,5 miliardi nel triennio, di cui circa 5 miliardi nel 2009, il DPEF prevede misure specifiche, con un effetto di recupero pari nel triennio a circa 20 miliardi, che si concentreranno in particolare nei settori del pubblico impiego, della finanza decentrata, dalla quale dovranno provenire 9,2 miliardi di euro di risparmi nel triennio, di cui un terzo nel 2009, della sanità, che dovrà fornire risparmi per 3 miliardi dal 2010 e della previdenza;
essendo molti servizi sociali forniti dagli enti territoriali questo si tradurrà in una riduzione dei servizi e delle garanzie sociali essenziali;
sul piano della crescita economica, le stime del DPEF vanno dallo 0,9 per cento del 2009 all'1,5 per cento del 2011, con una media nel triennio dell'1,2 per cento, una crescita così bassa che rivela implicitamente lo scetticismo dello stesso Governo circa l'efficienza della manovra a favore dello sviluppo e tale da far sembrare irrealizzabili gli obiettivi di finanza pubblica, primo fra tutti il pareggio di bilancio nel 2011;
sono completamente assenti misure di rilancio dei consumi interni mediante un incremento del reddito disponibile della famiglie;
valutato inoltre che, nelle materie di propria competenza:
il DPEF non prospetta nessun intervento a favore dei settori che investono il sapere nelle sue declinazioni come scuola, università, ricerca e istituti culturali, ma prevede:
la soppressione, non della sanatoria, come viene definita nel documento in esame, ma bensì della programmata immissione in ruolo dei precari della scuola, approvata nelle precedenti leggi finanziarie e già avviata dal precedente Governo, che avrebbe portato a termine, entro il 2010, il programma di assunzione di 150 mila docenti e di 30 mila unità di personale ausiliare tecnico amministrativo (ATA);

inoltre, allo scopo di raggiungere un rapporto medio alunni/docenti, simili agli altri Paesi europei, il taglio di più di 87 mila cattedre e di circa 43 mila posti per gli amministratori tecnico ausiliari, non considerando che nell'organico dei docenti italiani, a differenza degli altri Paesi europei, sono inclusi i docenti di sostegno, i docenti di religione, la compresenza dei docenti, il tempo pieno nella scuola primaria e il tempo prolungato nella scuola media;
inoltre, la facoltà di trasformazione delle università in fondazioni, senza però indicare di quali risorse potrebbero avvalersi tali fondazioni, soprattutto a fronte dei tagli previsti dalla manovra economica (decreto legge 25 giugno 2008, n. 112) allegata al documento di programmazione economica e finanziaria in esame, che taglia il fondo per il funzionamento ordinario delle università (FFO) di 63,5 milioni di euro per l'anno 2009, di 190 milioni di euro per l'anno 2010, di 316 milioni di euro per l'anno 2011, di 417 milioni i euro per l'anno 2012 e a decorrere dall'anno 2013 riduce il fondo di 455 milioni di euro.

esprime

PARERE CONTRARIO.

«De Biasi, Ghizzoni, De Torre, Nicolais e Zazzera».

DL 112/08: Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria (C. 1386 Governo)

PROPOSTA DI PARERE ALTERNATIVO PRESENTATO DAI DEPUTATI GHIZZONI, COSCIA, LEVI, GIULIETTI, DE PASQUALE, MAZZARELLA, BACHELET, GINEFRA

La VII Commissione
esaminato per le parti di competenza il disegno di legge di conversione in legge del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112,
premesso che:
la scelta del Governo di utilizzare un decreto-legge per realizzare buona parte della manovra di finanza pubblica per il 2009-2011 è da stigmatizzare, poiché le dimensioni e la rilevanza sociale ed economica delle misure previste non possono essere affrontate nei tempi ristretti di conversione del decreto. Il Parlamento, ed in particolare l'opposizione, sono di fatto estromessi dalla possibilità di svolgere il proprio ruolo;
nel merito, la manovra di finanza pubblica proposta dal Governo è sbagliata e non affronta le reali emergenze del Paese, cioè il recupero del potere d'acquisto dei redditi fissi e la competitività delle imprese. Nel provvedimento non si evince una sola misura in favore di salari e pensioni. La carta prepagata per i pensionati, ad esempio, è demagogica e di scarso impatto redistributivo, mentre il Governo Prodi aveva stanziato oltre 1,1 miliardi di euro per concedere la cosiddetta «quattordicesima», ossia un beneficio compreso tra 336 e 504 euro annui in favore dei pensionati ultrasessantaquattrenni con redditi bassi (oltre 3 milioni), che proprio in questi giorni è percepita dai fruitori;
i vantaggi per i cittadini sono fittizi. Infatti la tanto reclamata Robin Tax avrebbe esiti negativi per le famiglie, come indirettamente confermano le modifiche annunciate oggi dal ministro Tremonti. L'aggravio fiscale sui petrolieri e l'ampliamento della base imponibile delle banche (interessi passivi deducibili al 95 per cento e stretta sulla svalutazione dei crediti), data la scarsa concorrenza di questi mercati, sarà in realtà scaricato - non si sa in quale misura - sul costo finale pagato dagli utenti dei prodotti energetici e dei servizi bancari. Inoltre si sottolinea che soltanto un quarto del maggior gettito finirà davvero a sostegno dei più bisognosi.
i veri vantaggi provengono dalle misure del Governo Prodi: oltre alla già richiamata quattordicesima per i pensionati, si ricorda che il «piano casa» è interamente finanziato con le risorse stanziate dal precedente Governo: 550 milioni per il programma straordinario triennale di edilizia residenziale pubblica e 100 milioni per valorizzare il patrimonio del demanio e mettere a disposizione alloggi derivano dal DL 159/2007 collegato alla finanziaria 2008, 60 milioni di euro per l'edilizia residenziale pubblica sovvenzionata provengono dalla finanziaria 2007.
la manovra definita dal Governo Berlusconi non aiuta la crescita e viene pagata da consumi e servizi essenziali. Il risanamento della finanza pubblica, che va proseguito con rigore, è conseguito facendo leva solo sul mantenimento dell'attuale pressione tasse (al contrario di quanto annunciato in campagna elettorale) e sui tagli generalizzati di tutte le poste di bilancio e non, invece, dove esistono sprechi e inefficienza. L'azione di risanamento della spesa pubblica attuata del Governo Prodi ha consentito il ritiro della procedura di infrazione per deficit eccessivo da parte della Commissione Europea, aperta dopo al termine del quinquennio del precedente Governo Berlusconi. Ciononostante il Governo Prodi ha accompagnato tale azione con un piano di redistribuzione delle risorse e di sostegno alla crescita del Paese, mentre nel provvedimento in parola non è previsto alcun intervento allo sviluppo dell'economia. Puntare sulle riforme strutturali (dalle liberalizzazioni alla riforma delle pubbliche amministrazioni), sugli investimenti nelle infrastrutture, sull'incremento del potere d'acquisto delle famiglie e sulla riduzione di tasse per le imprese consentirebbe invece di innalzare la crescita potenziale dell'economia italiana e facilitare gli sforzi di aggiustamento della finanza pubblica;
l'intervento previsto sulla finanza degli enti territoriali colpisce, invece, alla cieca e pesantemente (18 miliardi di euro in 3 anni) Regioni, Province e Comuni e determina non le condizioni per eliminare gli sprechi, ma per tagliare diritti: dai posti negli asili nido, alle mense nelle scuole primarie ed elementari, dal trasporto pubblico locale, all'assistenza per gli anziani non autosufficienti. Il rischio è che per la scuola, la sanità e l'assistenza si impoverisca la qualità offerta e per i cittadini aumentino le rette;
gli interventi di riduzione della spesa sanitaria (9 miliardi in 3 anni includendo la mancata copertura del ticket abolito nel 2007), in realtà sono in larga misura aumenti di entrate. Le Regioni, infatti, per compensare almeno una parte dei tagli al Fondo Sanitario Nazionale saranno costrette a reintrodurre i ticket sulle prestazioni e/o sui farmaci. Si deve ricordare che il Patto per la Sanità del 2007 già prevedeva la stabilizzazione della spesa sanitaria in rapporto al Pil;
dalla manovra del Governo è pesantemente colpito il Mezzogiorno. Dopo il taglio di quasi 2 miliardi di euro dedicati alle infrastrutture stradali di Sicilia e Calabria, dopo il sostanziale svuotamento del credito d'imposta per gli investimenti delle imprese private delle Regioni Meridionali, ora si revoca la programmazione dei fondi per le aree sottoutilizzate, così passando da una quadro di certezza a uno di incertezza;
per quanto riguarda le entrate, la manovra del Governo demolisce l'impianto normativo di contrasto al riciclaggio di denaro sporco, all'evasione fiscale e al lavoro nero. L'allentamento del contrasto all'evasione e al lavoro nero sottrae al Bilancio dello Stato le risorse necessarie per finanziare la riduzione delle imposte sui redditi da lavoro e da pensione stabilite dalla finanziaria 2008;
il servizio Bilancio della Camera ha rilevato i «profili problematici» alle coperture e all'impalcatura contabile del decreto in parola ed ha segnalato come il livello di debito-Pil sia atteso a livelli inferiori rispetto all'obiettivo programmatico del DPEF, che peraltro non ascrive alla manovra «alcun effetto di incremento della crescita». I tecnici della Bilancio hanno anche evidenziato che nella manovra è presente solo l'indicazione degli effetti riguardanti il saldo netto da finanziare, mentre mancano i calcoli per il fabbisogno e l'indebitamento netto. La copertura inoltre viene calcolata soloper il triennio 2009-2011, «a fronte di oneri che hanno, per un verso la durata superiore al triennio e, per un altro verso, natura permanente»;
il provvedimento in esame, oltre a presentarsi estremamente disorganico, privo di qualsiasi omogeneità di materia è, per di più, in contrasto, in molte sue parti, con l'articolo 77 della Costituzione anche alla luce della più recente giurisprudenza della Corte costituzionale (sentenze n. 171 del 2007 e n. 128 del 2008);
sempre in palese contrasto risultano le disposizioni con le quali il Governo si autoconferisce il potere di delegificazione, per il tramite delle previsioni di cui all'articolo 17, commi 2 e 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, come, ad esempio, nel caso degli articoli 44 e 64;
Considerato che, per le materie di propria competenza, il decreto legge in esame prevede:
all'articolo 15, per conseguire il condivisibile obiettivo di contenere il costo dei libri scolastici, si introduce uno strumento inadeguato e sbagliato in radice. Ci si riferisce alla disposizione che i libri di testo siano prodotti e adottati «in versione on-line scaricabile da internet». Tale previsione contrasta con alcuni elementi quali: i costi aggiuntivi per le famiglie (per la postazione PC e connessione internet, cartucce toner, carta, rilegatura; la natura specifica che debbono avere i libri destinati ad un uso multimediale; le ragioni delle imprese editoriali che non potrebbero mantenere inalterati i costi e i prezzi di vendita nel caso perdessero una quota rilevante delle loro vendite; la tutela dei diritti degli autori dei libri di testo;
all'artrticolo 44, attraverso il riferimento alle somme stanziate nel Bilancio dello Stato come limite massimo di spesa, la cancellazione della natura soggettiva dei diritti ai contributi diretti da parte delle imprese. Questo, sommato ai pesantissimi tagli previsti, comporta il sicuro fallimento di un numero estremamente ampio di imprese editrici di quotidiani e periodici, con un danno evidente al pluralismi dell'informazione e dunque della democrazia italiana;
all'articolo 16, la facoltà per le università pubbliche di trasformarsi in fondazioni di diritto privato. Si tratta di una scelta che corrisponde ad una radicale riforma di sistema che merita, per la sua complessità, una discussione adeguata, un confronto con l'esperienza delle fondazioni culturali, una approfondita fase di consultazione con i soggetti interessati e una chiarezza normativa, nell'ambito della copertura finanziaria e degli esiti scientifici e didattici nonché sui rischi di frammentazione del sistema universitario nazionale. Stigmatizziamo pertanto l'inserimento di tale norma in un vettore normativo d'urgenza, che rende impossibile il necessario approfondimento ed esautora la commissione di merito dall'esame del provvedimento. Le norme previste all'articolo 16 presentano gravi sviste, lacune e incongruenze tecniche, a testimonianza della ingiustificata fretta con cui sono state predisposte. Gli artt. 66 e 69 prevedono inoltre: un ingiustificato e irrazionale blocco del turn over; una iniqua rimodulazione degli scatti stipendiali che penalizza soprattutto coloro che assolvono al proprio dovere con professionalità e competenza, contraddicendo palesemente il principio tanto caro al ministro Gelmini di valorizzazione del merito; una insostenibile decurtazione del Fondo di funzionamento ordinario (superiore a 1,4 miliardi entro il 2013) che, unita alla possibile trasformazione in fondazioni avrà come effetto certo un insostenibile aumento delle tasse per gli studenti e un prevedibile dissesto delle finanze di quasi tutti gli Atenei, come peraltro paventato sia dagli organi di rappresentanza studenteschi che dagli organi di governo delle università.
Stigmatizziamo con forza l'approccio generale degli interventi finanziari sull'università sia ispirato - soprattutto in questo settore strategico di crescita per il Paese - ad una ideologica prevenzione verso il sistema pubblico dell'istruzione superiore percepita nel DPEF come mero elemento della manomorta pubblica da smantellare L'università italiana e il sistema della ricerca hanno piuttosto bisogno di cambiamenti che vadano nella direzione di dare risposte cogenti in merito: ad un nuovo sistema di governance, ad un'autonomia responsabile basata sulla valutazione e sulla valorizzazione del merito, a un piano di assunzioni che privilegi l'immissione in ruolo di giovani ricercatori, a risorse appropriate e programmate, ad un regime fiscale incentivante per le erogazioni liberali, al potenziamento delle eccellenze come volano per l'innalzamento qualitativo dell'intero sistema su tutto il territorio nazionale; all'articolo 64, relativo a disposizioni in materia di organizzazione scolastica, si prevede un piano di riduzione della spesa pari a 7 miliardi 832 milioni di euro entro il 2012, e di tagli indiscriminati agli organici del personale di ben 87.000 posti di docenti e di 43.000 posti di operatori ATA. Tale piano, per il quale non è prevista alcuna seria verifica di sostenibilità da parte delle istituzioni scolastiche, non solo compromette i livelli minimi di funzionalità delle scuole ma disattende il programma di assunzioni avviato dal precedente Governo, che aveva autorizzato l'immissione in ruolo di 150.000 docenti e di 30.000 unità di personale amministrativo, tecnico e ausiliare (ATA) nel triennio 2007-2009. Il Governo, in modo irresponsabile, non affronta l'annoso problema del precariato e si limita a ridurre i posti in organico. Si ricorda inoltre che ai suddetti tagli si aggiungono quelli previsti per le Regioni e gli Enti locali, aggravando ulteriormente la situazione e mettendo in discussione servizi e interventi fondamentali per garantire il diritto allo studio e alle pari opportunità per i bambini e i ragazzi con disabilità e/o in una condizione di svantaggio economico e sociale. Si stigmatizzano inoltre le norme ai commi 3 e 4 dell'articolo 64, che esautorano il Parlamento dalle proprie funzioni legislative, poiché prevedono un piano programmatico del Governo per la revisione dell'attuale assetto ordinamentale, organizzativo e didattico del sistema scolastico e successivi regolamenti di delegificazione, sui quali la Commissione non è chiamata ad esprimere alcun parere. Si sottolinea che tali regolamenti possono modificare le disposizioni legislative vigenti, sovvertendo la gerarchia delle fonti del diritto;
all'articolo 26 l'imprecisione della norma non consente di sapere se gli Istituti culturali pubblici saranno inclusi nella prevista soppressione degli enti pubblici non economici con una dotazione organica inferiore alle 50 unità. Tale incertezza impedisce ai suddetti istituti culturali di attendere alla propria attività con la dovuta serenità;
la totale assenza di interventi a favore dei beni culturali e in specifico del settore dello spettacolo e del cinema. Tale assenza si fa ancora più grave se comparata ai tagli prodotti con le misure di abolizione dell'ICI. Con il disegno di legge n. 1185 il Governo ha soppresso due importanti interventi previsti dalla finanziaria 2008, quali il credito d'imposta a favore degli investimenti nella filiera del cinema (-16,7 milioni per il 2008 e 66,8 per il 2009 e il 2010) e il contributo straordinario (di 2 milioni per il 2008, 8 milioni per il 2009 e 10 milioni per il 2010) alle sale cinematografiche;
esprime







5月30日

dalla collega Borriero

 
Oggetto:   Fwd:Re: docenti non abilitati : Da modulo Dillo alla Lega.
Da:   "borriero\@libero\.it" <borriero@libero.it>
Data:   Ven, 30 Maggio 2008 10:01 am
A:   "ida\.gasparretti" <ida.gasparretti@istruzione.it>
Priorità:   Normale
Conferma di Ricezione:   inviato
Opzioni:   Visualizza l'intestazione completa | Guarda la versione stampabile  | Mostra come HTML


Questo è ciò che mi ha risposto un funzionario della Lega Nord alla mia richeista di
sapere cosa hanno intenzione di fare per noi.
Ciao Barbara
Cari Professori Borriero, Rolando, Murgi, Blasutto, Brizio, Fiora, Ferroglio
e Cavaglià,

Vi ringrazio per averci scritto e mi scuso per la tardiva risposta, dovuta
ad un'enorme mole di email pervenutami dopo la vittoria elettorale.
Condividiamo le Vostre preoccupazioni circa la situazione degli insegnanti
non abilitati, e anche gran parte dei Vostri suggerimenti relativi ai
miglioramenti da apportare al sistema scolastico.
Per quanto mi riguarda, mi impegno a far pervenire le Vostre osservazioni e
richieste ai nostri Deputati e Senatori della VII Commissione Scuola di
Camera e Senato, affinchè possano svolgere il proprio lavoro tenendo conto
dei suggerimenti che arrivano dal "territorio".

Vi ringrazio ancora e Vi invio un cordiale saluto,


Franco Quaglia
Segreteria Politica Federale
Lega Nord

dalla collega Borriero

Oggetto:   Fwd:Re: Fwd:abilitazione e precariato
Da:   "borriero\@libero\.it" <borriero@libero.it>
Data:   Ven, 30 Maggio 2008 9:59 am
A:   "ida\.gasparretti" <ida.gasparretti@istruzione.it>
Priorità:   Normale
Conferma di Ricezione:   inviato
Opzioni:   Visualizza l'intestazione completa | Guarda la versione stampabile  | Mostra come HTML


Questo è ciò che mi ha risposto il senatore Valditara quando gli ho chiesto che
intenzione hanno nei nostri confronti.
Ciao Barbara

Gentile prof.Borriero,
confermo quanto dissi in campagna elettorale: occorre non disperdere
il patrimonio di esperienza accumulato. Come ebbi occasione di
sottolinearle più volte non potevo prevedere quale sarebbe stata la
soluzione che il ministro avrebbe adottato. Le esclusi peraltro
esplicitamente una sanatoria che prescindesse da una verifica delle
abilità e delle competenze. Ciò premesso qualsiasi soluzione possa io
immaginare non può prescindere dalle intenzioni in merito del ministro,
e in subordine dei presidenti di commissione e dei capigruppo di
maggioranza. Quanto posso io fare è dunque parlarne con il ministro,
con il presidente Possa, la presidente Aprea e il capogruppo Asciutti.
Un caro saluto
Valditara

5月20日

INVITO ALL'ON. GRIMOLDI

sta messaggi | Cancella Precedente | Successivo Inoltra | Inoltra come Allegato | Rispondi | Rispondi a Tutti

Oggetto:   Re: Invito a Codroipo
Da:   "Paolo Grimoldi" XXXXXXXXXXXXXX
Data:   Mar, 20 Maggio 2008 5:57 pm
A:   ida.gasparretti@istruzione.it
Priorità:   Normale
Opzioni:   Visualizza l'intestazione completa | Guarda la versione stampabile


Il verbale andrà bene, la ringrazio, restiamo in aggiornamento.

Cordiali saluti!

Laura - Organizzazione Federale MGP


----- Original Message -----
From: <
ida.gasparretti@istruzione.it>
To: "Paolo Grimoldi" XXXXXXXXXX
Sent: Monday, May 19, 2008 7:19 PM
Subject: Re: Invito a Codroipo


> Salve, non so se riusciremo ancora una volta a spostare questa data.
> Qualora non riuscissimo, invieremo il verbale della nostra riunione.
> Tra gli argomenti ci sarà una battaglia contro la CARTA DEL PRECARIATO
> redatta dal CIPNA, il comitato insegnanti precari non abilitati (oggi lo
> sono tutti), le invio in allegato il documento in questione.
> Saluti precari.
> Dott.ssa Ida Gasparretti
>
>> Buonasera, L'avviso subito che il 1 giugno non sarà presente perchè c'è
>> un'importante manifestazione della Lega Nord alla quale dovrà
>> intervenire.
>> La invito ad avvisarci nel caso in cui la data dell'incontro sia
>> spostata.
>>
>> Cordiali saluti.
>>
>> Laura
>> Segreteria on.Paolo Grimoldi
>>
>>
>>
>>
>> ----- Original Message -----
>> From: <
ida.gasparretti@istruzione.it>
>> To: XXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXX
>> Sent: Monday, May 19, 2008 6:28 PM
>> Subject: Invito a Codroipo
>>
>>
>>> Il MIDA invita ufficialmente l'On. Paolo Grimoldi a Udine in data 1
>>> Giugno
>>> 2008 (domenica), prima conferenza autogestita di questo gruppo docenti.
>>> Verrà comunicato quanto prima l'orario e l'ordine del giorno.
>>> Confidando nella Sua presenza si coglie ancora l'occasione per
>>> ringraziarLa nuovamente per quanto sta facendo e farà per noi.
>>>
>>> Cordiali saluti.
>>> Dott.ssa Ida Gasparretti
>>> a nome dei docenti del Mida


RISPOSTA DI DI MENNA AL NOSTRO INVITO

Cartella attuale: INBOX  Scollegarsi
Componi   Indirizzi   Cartelle   Opzioni   Ricerca   Aiuto   Calendario  

Lista messaggi | Cancella Precedente | Successivo Inoltra | Inoltra come Allegato | Rispondi | Rispondi a Tutti

Oggetto:   Invito a Codroipo (UD)
Da:   xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx
Data:   Mar, 20 Maggio 2008 1:07 pm
A:   ida.gasparretti@istruzione.it
Priorità:   Normale
Opzioni:   Visualizza l'intestazione completa | Guarda la versione stampabile  | Mostra come HTML


Alla cortese attenzione della Dott.ssa Ida Gasparretti


Gent.ma dottoressa.
la ringrazio per l'invito all'incontro del 1 giugno p.v..
Purtroppo precedenti impegni non mi consentono di partecipare.
Confermo diponibilità ed impegno mio e della UIL Scuola ad affrontare con voi le
questioni che state sollecitando.
Cordiali saluti.

Massimo Di Menna


-----------------------------------------------------

Questa e-mail potrebbe contenere informazioni confidenziali e riservate di
proprieta' Uil Scuola Segreteria Nazionale, Nel caso il ricevente non fosse l'esatto
destinatario o avesse ricevuto questo messaggio per errore e' pregato di notificarlo
immediatamente al mittente e cancellare questa e-mail. La copia e/o la diffusione
del materiale contenuto in questa e-mail senza previo accordo con Uil Scuola
Segreteria Nazionale e' vietata.

This e-mail may contain confidential and privileged information, property of Uil
Scuola Segreteria Nazionale, If you are not the intended recipient, or have received
this e-mail by mistake, please notify immediately the sender, and destroy this
e-mail. Copy, disclosure or distribution of the material in this e-mail without
previous permission of Uil Scuola Segreteria Nazionale is strictly forbidden.

5月14日

redatta dalla collega Borriero

Gentilissima Ministra Avvocatessa Mariastella Gelmini,                                                                            

Siamo un gruppo di insegnanti che stanno lavorando presso degli istituti pubblici e privati di diverso ordine e grado. Siamo accomunati dal fatto di essere insegnanti sprovvisti di ABILITAZIONE all’insegnamento pur lavorando per la scuola da più anni e viviamo malissimo questa condizione di inferiorità rispetto ai nostri colleghi che svolgono la medesima mansione, ma sono abilitati. Per questo ci siamo riuniti nel Movimento degli Insegnanti Da Abilitare (MIDA) che comprende colleghi su tutto il territorio nazionale.

Dal 2004 lo Stato (Governo) non ha più concesso le stesse (pari) opportunità che i nostri colleghi hanno avuto per abilitarsi. Dunque, non siamo abilitati all’insegnamento per due motivi:

  • l’impossibilità di essere ammessi tutti ai corsi biennali di specializzazione indetti dalle SSIS (Scuola Interateneo di Specializzazione all'Insegnamento nella Scuola Secondaria Superiore) perché a numero chiuso, nonostante tutti noi risultiamo attualmente inseriti nel circuito dei docenti scolastici da più anni e la Costituzione Italiana sancisca il diritto per il lavoratore a formarsi in merito alla professione che sta svolgendo;

  • l’impossibilità di accedere ai corsi abilitanti (ex legge 143/2004, articolo 2, comma 1, e decreto ministeriale 85/2005, ministero Moratti) per la mancanza dei 360 giorni di servizio maturati tra il 1 settembre 1999 e il 6 giugno 2004 richiesti come prerequisito per l’iscrizione (oggi ampiamente maturati).


Durante l’appena terminata campagna elettorale, abbiamo preso contatti con diversi esponenti politici impegnati nel campo dell’istruzione (Onorevole Aprea, Senatore Valditara, Senatore Davico, Onorevole Grimoldi, ecc).

Queste persone ci hanno ascoltati più volte e ci hanno garantito che il PDL e la Lega Nord, se avessero vinto le elezioni, non avrebbero chiuso le porte in faccia a chi per tutti questi anni ha sostenuto la scuola italiana.

Ci hanno infatti garantito un corso di specializzazione con esame di Stato finale abilitante (scritto ad esempio nel programma della Lega Nord, ove si veda OBIETTIVI STRATEGICI, penultimo punto: avviamento all’insegnamento per i docenti già inseriti nella scuola da almeno 360 giorni attraverso il completamento della loro formazione dall’autunno 2008, mediante corsi integrativi di didattica, discentologia e docimologia con esame di Stato finale, in base alle classi di concorso scelte).


Oggi al Ministero per la Pubblica Istruzione sono state nominate delle persone con cui noi non abbiamo preso quegli accordi preelettorali (le promesse di cui il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha detto, già nel suo primo discorso al consiglio dei Ministri, sarebbero state da mantenere quanto prima), ma di cui giovano e gioveranno, visto che l’espressione del nostro voto è stata determinata proprio da quegli impegni.


Gli insegnanti del MIDA chiedono dunque che le promesse fatte in campagna elettorale vengano mantenute. Nello specifico chiediamo:



    • l’indizione di un nuovo corso speciale abilitante per l’Anno Accademico 2008/09 per le persone che hanno prestato 360 giorni di servizio presso delle scuole italiane, o in alternativa


    • l’iscrizione RISERVATA di tutti gli insegnanti che hanno maturato i 360 giorni di servizio presso i corsi di specializzazione abilitanti (SSIS) durante l’Anno Accademico 2008/09 previsti dalla normativa vigente e legge finanziaria 2008 o in alternativa


    • la possibilità a chi ha maturato i 360 giorni di servizio di abilitarsi mediante l’scrizione ad esami universitari integrativi sulla didattica presso la SSIS relativi le materie della classe di concorso a cui si è iscritti già dall’anno Accademico 2008/09;


Inoltre, visto che per sapere in quale classe di concorso un docente può essere inserito per l’insegnamento, si fa riferimento ad una normativa aggiornata, ma non fino ai giorni nostri, si richiede l’impegno ad


    • aggiornare il d.m. 39/1998 già rivisto dal d.m. 22/2005 in quanto molti diplomi di laurea non sono stati nemmeno presi in considerazione come nemmeno la compatibilità di diversi esami curriculari.


Aggiungiamo che noi non siamo citati dalla legislazione italiana dal 2004 (ultimo corso abilitante varato dal Ministero Moratti), ma stiamo sostenendo la scuola italiana come tutti i nostri colleghi: sostituiamo anche le assenze dei colleghi iscritti alle SSIS, che come compenso pubblicano sui giornali il loro giudizio su di noi dicendo che siamo dei pelandroni perché non frequentiamo la SSIS: ma visto che il numero è chiuso, per forza ci sarà sempre qualcuno fuori! Il sistema è appropriato per i neo laureati: per chi insegna da più anni, l’Università dei precedenti Ministeri (tranne quello dell’ex Ministro Fioroni) ha previsto un corso riservato, non necessariamente più breve, ma accessibile (=senza numero chiuso) agli insegnanti.

Ora, visto che la Costituzione Italiana recita che

  • tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge (articolo 3),

  • la Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto (articolo 4),

  • che la Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica (articolo 9), che l'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento (articolo 33, comma 1),

  • che è prescritto un esame di Stato per l'ammissione ai vari ordini e gradi di scuole o per la conclusione di essi e per l'abilitazione all'esercizio professionale (articolo 33, comma 5),

  • che la Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni e cura la formazione e l'elevazione professionale dei lavoratori (articolo 35, commi 1 e 2),

noi riteniamo di avere tutti i diritti e soprattutto i requisiti per chiedere la possibilità di abilitarci (già dal prossimo Anno Accademico come del resto ci è stato promesso).

Noi saremo contenti di pagarci le relative tasse universitarie anche perchè

  • abbiamo gli stessi requisiti dei colleghi che hanno usufruito del corso abilitante ex legge 143/2004, articolo 2, comma 1, e decreto ministeriale 85/2005 (ministero Moratti) e

  • abbiamo tutti intrapreso un corso di studi che non prevedeva la SSIS per abilitarci all’insegnamento.

Il fatto di non essere abilitati è puramente frutto di un gap burocratico legislativo e di una volontà politica che non riusciamo a capire, perché non sappiamo di quale colpa siamo macchiati per essere trattati male così da uno Stato per cui lavoriamo e da una classe politica che fino ad oggi non ci ha ancora nemmeno nominati. Chiediamo unicamente la formazione specifica solo a noi negata per POTER CONCLUDERE I NOSTRI STUDI.


Visto che sappiamo che questo gap legislativo dipende esclusivamente dalla volontà politica del Ministero in carica, chiediamo cortesemente di non dover più subire una disparità di trattamento come quella di insegnare senza abilitazione.

Ricordando che speriamo di avere una risposta precisa e dichiarata pubblicamente, porgiamo distinti saluti.




Bra, 14 maggio 2008


Barbara Borriero, Ida Gasparretti, Andrea Conti, Silvia Rolando, Laura Murgi, Sandro Blasutto, Elisa Brizio, Letizia Fiora, Caterina Ferroglio, Sonia Cavaglià, ecc. del MIDA (MOVIMENTO INSEGNANTI DA ABILITARE)

5月13日

ALLA C.A. DEL MINISTRO GELMINI: RICHIESTA FORMALE DEI PRECARI NON ABILITATI

Il comunicato stampa di oggi:

ALLA C.A. DEL MINISTRO GELMINI: RICHIESTA FORMALE DEI PRECARI NON ABILITATI


Il M.I.D.A. (Movimento Insegnanti da Abilitare) chiede formalmente, attraverso gli organi di stampa virtuali e non, al neo Ministro della Pubblica Istruzione, Dott.ssa Maria Stella Gelmini, che il servizio prestato dai docenti precari non abilitati presenti sul territorio nazionale venga riconosciuto nello stesso modo dei docenti abilitati.

Gli insegnanti che hanno aderito a questo Movimento sono coscienti di non avere un titolo abilitante, per questo chiedono allo stesso Ministro che conceda a coloro che sono in possesso di almeno un certificato di servizio: o un corso abilitante basato sul DM85 (come concesso a coloro che avevano 360 gg nel 2004), o un concorso riservato o qualsiasi altra forma di abilitazione riconosciuta ministerialmente.

L'intento del MIDA è quello di poter accedere alle graduatorie senza scavalcare nessuno, ma semplicemente ottenendo il titolo basandosi anche sulle certificazioni dei servizi prestati, avvalendosi della meritocrazia per il servizio svolto sia nei riguardi dello Stato italiano sia nei confronti di quei bambini e di quei ragazzi che ogni giorno si confrontano con noi chiamandoci “Prof.” o “Maestro”.

Con queste parole in MIDA non intende andar contro i futuri colleghi che si stanno abilitando con la SSIS, ma anzi chiede anche a loro di sostenerci in questa richiesta, soprattutto in merito all'inserimento nelle future graduatorie, anche perché l'obiettivo finale è lo stesso pur se su strade diverse. Non vogliamo essere contro i sissini, ma chiediamo loro di unirsi a noi e di fare fronte comune, c'è in ballo il nostro futuro di insegnanti. Non troviamo giusto che chi paga c.a € 2500 per conseguire il titolo abilitante si trovi in seconda fascia d'istituto e non nella prima o che debba sostenere un concorso per entrare in quelle graduatorie che spettano loro di diritto. Non troviamo neanche giusto che il DM85 sia stato emanato per l'ultima volta includendo solo i docenti che fino al 2004 avevano i 360 gg senza emanarne un altro che abbracci coloro che avevano gli stessi giorni entro il 2007, anno di chiusura delle GAE.

Fiduciosi in un intervento da parte del Ministro Gelmini.

Saluti precari.


Gli insegnanti del MIDA


http://precarinonabilitati.spaces.live.com

http://it.groups.yahoo.com/group/abilitazione_precari/

Per info: Ida Gasparretti (ida.gasparretti@istruzione.it; 3391057829)

Andrea Conti (andrea.conti1@istruzione.it, 3383057951)

4月24日

Anche la Brambilla si sta muovendo verso di noi

La data che leggete dovrebbe essere definitiva, stiamo per indire una conferenza ad Udine, per ora abbiamo deciso per il 24 Maggio, ma NOVITA' DEFINITIVE LE DAREMO PER TEMPO


Lista messaggi | CancellaPrecedente | Successivo Inoltra | Inoltra come Allegato | Rispondi | Rispondi a Tutti

Oggetto:   R: R: IL M.I.D.A (movimento insegnanti da Abilitare) invita ufficialmente Lei e il Presidente Silvio Berlusconi alla prima uscita pubblica
Da:   Segreteria di Presidenza Circolo della Libertà <segr.presidente@circolodellaliberta.it>
Data:   Ven, 18 Aprile 2008 6:57 pm
A:   ida.gasparretti@istruzione.it
Priorità:   Normale
Opzioni:   Visualizza l'intestazione completa |  Guarda la versione stampabile  | Visualizza i dettagli del Messaggio


Gentile dr.ssa Gasparetti,
La ringrazio per l'informazione. Sarei lieta se mi aggiornasse sull'incontro
del 24 maggio che vorremmo seguire.
Colgo l'occasione per inviarle i miei migliori saluti
Laura Colombo

-----Messaggio originale-----
Da: ida.gasparretti@istruzione.it [mailto:ida.gasparretti@istruzione.it]
Inviato: mercoledì 16 aprile 2008 20.48
A: Segreteria Presidenza Circolo della Libertà
Oggetto: Re: R: IL M.I.D.A (movimento insegnanti da Abilitare) invita
ufficialmente Lei e il Presidente Silvio Berlusconi alla prima uscita
pubblica
Priorità: Alta

Salve,
comunichiamo che poi l'Assemblea per motivi gestionali non ha avuto luogo.
Abbiamo intenzione di indirne una per il 24 Maggio 2008 ad Udine. Abbiamo di
recente avuto un incontro con l'On. Grimoldi della Lega Nord e con il Sen.
Davico, questi è stato incontrato da alcuni colleghi Piemontesi.
Se il Presidente Michela Vittoria Brambilla volesse partecipare, le faremo
pervenire a questo indirizzo i dettagli dell'incontro che stiamo per
lanciare. Confidiamo nella sua presenza.
Saluti precari.
Il Mida
Ida Gasparretti(ida.gasparretti@istruzioni.it; tel. 3391057829) Andrea Conti
(andrea.conti1@istruzione.it; tel. 3383057951)



> Gentile Dott.ssa Gasparretti e Egregio Dott. conti,
>
> Vi ringrazio a nome del presidente Michela Vittoria Brambilla per il
> gradito invito che le avete rivolto e che purtroppo leggiamo solo ora.
> Il problema del sistema scolastico italiano dovrà essere discusso al
> più presto dal nuovo governo . Saremmo lieti di ricevere un resoconto
> dell'incontro del
> 31
> marzo scorso, e dei risultati ottenuti fin'ora dalla vostra iniziativa
>
> Certa della Vostra collaborazione, colgo l'occasione epr inviarle i
> miei migliori saluti.
>
> Ilaria Perego
> Ass. Naz. Circoli della Libertà, Segreteria di Presidenza
>


4月14日

Postato dalla collega Barbara Borriero

Ciao a tutti, 
sono Barbara del Piemonte. Vi comunico le iniziative intraprese dai non abilitati
del Piemonte:
Venerdì 11 aprile sono riuscita a sentire telefonicamente il senatore Valditara a
cui ho chiesto dei chiarimenti in merito alla sua intervista pubblicata su questo
blog dove spiega che il PDL non ha intenzione di accettare sanatorie.
Visto che il riconoscimento del servizio che noi abbiamo prestato fino ad ora, è
spesso visto come una sanatoria, ho voluto approfondire.
Lui mi ha risposto che ha parlato di recente con l'onorevole Aprea del nostro caso.
Loro sostengono di non voler perdere tutta la competenza dei docenti che stanno
insegnando nelle scuole senza abilitazione. Quindi non hanno ancora studiato come,
ma pensano di dare la possibilità ad abilitarsi, anche se non a tutti come
nell'ultima edizione dei corsi abilitanti. Non sanno ancora come, ma vorrebbero
valutare la competenza e, solo allora procedere all'abilitazione o percorso
abilitante.
Questo non sappiamo cosa vuol dire di preciso, perchè bisognerebbe parlare con
l'onorevole Aprea (cosa che non è quasi possibile ai comuni mortali). Chiediamo a
chiunque la conosca o abbia la possibilità di raggiungerla, di provare a sondare
l'argomento perchè è fondamentale capirlo.
Dagli altri politici che abbiamo contattato, invece, aspettiamo ancora che qualcuno
ci risponda o ci dica qualcosa. Ci riferiamo alla ministra Bonino (a cui abbiamo
scritto sulla chat della Stampa senza risposta), all'onorevole Fassino (con cui ho
parlato di persona e si sarebbe dovuto infromare), alla ex-viceministra Bastico (con
cui non siamo mai andate al di là della mail non risposta), all'onorevole Folena
(come Bastico) e all'ex-presidente della Camera Bertinotti (da cui ho ricevuto una
lettera firmata a casa mia che mi diceva che avrebbe girato tutto a qualcun altro).
Se qualcuno di noi dovesse riuscire ad avere un contatto con chiunque di loro, mi
raccomando, interrogateli per sapere quale prospettive avrebbero per noi.
Grazie a tutti e ciao
Barbara

4月13日

L'incontro con Grimoldi. Redatto dal collega Salvo Santoro

OGGETTO: Andrea Conti, Ida Gasparretti e Salvo Santoro incontrano l'Onorevole Paolo Grimoldi.

In seguito all'incontro di domenica 6 Aprile 2008, riferiamo quanto segue:

Il Mida desidera porre attenzione del perchè di questo incontro per evitare malintesi...
L'Onorevole Paolo Grimoldi ha principalmente ascoltato le nostre richieste e proposte senza chiedere nulla in cambio. Egli non ha espletato nessuna campagna elettorale nè per se stesso nè per altri ma ha semplicemente espesso la sua disponibilità e con empatia ha apprezzato il nostro operato.
L'Onorevole ha posto in auge l'esperienza che noi docenti abbiamo maturato in questi anni nel mondo della scuola e del ruolo che abbiamo nell'educare ed istruire i nostri alunni.
Si è discusso delle graduatorie di 3^ fascia d'istituto, dei ritardi nella pubblicazione di quest'ultime e delle conseguenze negative arrecate sia agli alunni che a noi insegnanti ma in particolar modo agli alunni diversamente abili. Pertanto l'Onorevole riferisce che le lamentele da parte dei genitori risultano a iosa; ciò accade perchè la "continuità didattica" tanto decantata, sembra oggi essere un'utopia. Non rimaniamo annichiliti se molti genitori, scottati dei repentini cambi di docenti, scelgono le scuole private!
L'Onorevole pone delle domande circa i vari gradi di scuola, delle cattedre su posto di sostegno e delle problematiche relative ai casi.
Ognuno di noi ha raccontato la proprie esperienze vissute in questi anni; c'è chi ha bivaccato da un posto ad un altro per raggiungere i 12 punti, c'è chi non ha avuto il completamento d'orario, c'è chi ha perso la supplenza.... Insomma se dovessi fare un'intervista ad ognuno di voi sarebbe davvero difficile, poichè l'Onorevole ci ha riferito che i docenti privi di abilitazione in Italia, sono piu' di 18000 e ritiene corretto l'apertura di nuovi corsi abilitanti.
Ripeto, egli non ha fatto nessuna promessa, tali decisioni si svolgono in Parlamento, tutto ciò è subalterno alle nuove figure di Governo dopo il 14 Aprile 2008.
Ida ha consegnato all'Onorevole Grimoldi articoli relativi al D.M. Del 10.03.1997 in cui si ricorda la validità del diploma magistrale quadriennale o quinquennale abilitante purchè conseguito entro l'anno scolastico 2001/2002, ed il D.M 460 del 24 novembre 1998 in cui vengono citate le norme transitorie per il passaggio al sistema universitario di abilitazione nelle scuole ed istituti di istruzione secondaria ed artistica. La legge 19 novembre 1990 n, 341 art. 4-comma 2, stabilisce che le università provvedono alla formazione di insegnanti delle scuole secondarie con specifiche scuole di specializzazione articolate in indirizzi presso le quali si consegue un diploma di abilitazione all'insegnamento.
L'Onorevole rimane a nostra disposizione ed in seguito alle elezioni conta di rivederci.
Le battaglie hanno in genere lunga durata; siete pronti a combattere per far valere i nostri diritti?
4月7日

il MIDA e i suoi contatti politici

Salve ragazzi/e,

chi vi scrive IDA e lo fa anche a nome di ANDREA, ci tiene a fare una piccola precisazione: I NOSTRI INCONTRI CON ALCUNI ESPONENTI DI PARTITO NON SONO UNA RICHIESTA A CHI HA ADERITO AL MIDA DI VOTARE QUEL DETERMINATO SIMBOLO POLITICO O IL SUO CANDIDATO.

Questa precisione giunge in questo blog per via di alcune e-mail pervenuteci in modo privato.

Abbiamo contattato l'On. Grimoldi ed il Sen. Valditara perché abbiamo letto su alcune testate giornalistiche, prima della caduta del governo Prodi, che avevano preso le nostre difese. L'idea di chiamarvi per richiedere l'Abilitazione, va a monte del colore politico che ognuno di noi preferisce.

ABBIAMO SCRITTO AD OGNI PARTITO POLITICO, AD OGNI SINDACATO CONFEDERATO, CI HANNO OFFERTO IL LORO SOSTEGNO SOLO COLORO CHE VEDETE IN QUESTO BLOG E UN SINDACATO CONFEDERATO CON IL SUO LEADER, CHE SARA' UNA SORPRESA PER TUTTI VOI, CHE AL MOMENTO NON VI VOGLIO SVELARE E CHE IN QUESTA SEDE  INTENDO RINGRAZIARE.

Non abbiamo intenzione di urtare nessuno di voi, il nostro collega Salvo presto metterà in questo blog il riassunto dell'incontro avvenuto ieri a Bergamo con l'On. Grimoldi, vi chiediamo solo di non smettere di rompere le scatole a nessuno politico, continuate a chiamare tutti a destra e sinistra, così come facciamo noi.

Il MIDA non è rappresentato soltanto da IDA e ANDREA, ma da ognuno di voi, in ogni angolo di questa penisola.

Diamoci da fare tutti insieme.

TENGO A PRECISARE CHE IERI NON CI SONO STATI CHIESTI VOTI, L'ON. GRIMOLDI E' COSCIENTE CHE NON POSSIAMO PROMETTERE CIO' CHE NON POSSEDIAMO, OSSIA LA VOSTRA FIDUCIA NEI SUOI RIGUARDI ED IN QUELLI DELLA LEGA, OGNUNO DI VOI ENTRERA' NELLA CABINA E METTERA' LA SUA CROCE SUL SIMBOLO PARTITICO O SUL CANDIDATO CHE VUOLE. SIAMO IN UN PAESE DEMOCRATICO.

Spero, adesso di essere stata chiara.

 

Saluti precari.

Ida