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5月15日 Segnala questo messaggioIntervento in Commissione Cultura
Venerdì 15 maggio 2009, 09:57
A:
abilitazione_precari@yahoo.it
Gentili Signori,
vi invio di seguito il testo della risposta del Ministero all'interrogazione
dell'Onorevole Siragusa discussa ieri in Commisisone. Cordialmente,
Giulia Loffredi
5-01066 Siragusa: Sui corsi speciali per il conseguimento
dell'abilitazione o idoneità all'insegnamento. TESTO DELLA RISPOSTA Nell'atto in discussione, l'onorevole interrogante rappresenta la situazione
dei docenti non di ruolo che hanno partecipato ai corsi speciali abilitanti
attivati con decreto ministeriale n. 21 del 9 febbraio 2005 e lamenta che la
legge n. 14 del 27 febbraio 2009, che ha convertito con modificazioni il
decreto-legge n. 207 del 30 dicembre 2008, non prevede una norma di sanatoria
analoga a quella prevista, invece, per i docenti precari ammessi con riserva ai
corsi speciali abilitanti attivati con decreto ministeriale n. 85 del 18
novembre 2005. In effetti, il comma 1-bis dell'articolo 36 del sopra
citato decreto-legge, introdotto dalla legge di conversione n. 14 del 2009,
prende in considerazione soltanto i docenti ammessi con riserva ai corsi
abilitanti speciali indetti con il decreto ministeriale n. 85 del 2005. Il
menzionato comma 1-bis stabilisce infatti che «Resta valida
l'abilitazione all'insegnamento conseguita dai docenti che sono stati ammessi
con riserva ai corsi speciali per il conseguimento dell'abilitazione o idoneità
all'insegnamento indetti dal Ministero dell'istruzione, dell'università e della
ricerca, con decreto 18 novembre 2005, n. 85, ai sensi del decreto-legge 7
aprile 2004, n. 97, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 giugno 2004, n.
143, che abbiano maturato il requisito di servizio di 360 giorni, reso in
qualunque ordine e grado di scuola, entro il termine di presentazione delle
domande di partecipazione ai suddetti corsi speciali e che abbiano superato
l'esame di Stato». L'individuazione dei destinatari della sopra riportata
disposizione è tassativa; pertanto, pur comprendendo le ragioni addotte a
sostegno della richiesta, non sono possibili in via amministrativa estensioni a
categorie diverse da quelle espressamente previste dalla legge. Faccio
presente infine che il Ministero segue con la massima attenzione il problema
segnalato che, comunque, come già detto, non può essere risolto con un
provvedimento di carattere amministrativo.
AVVISO: Questo messaggio ed i suoi eventuali
allegati sono rivolti esclusivamente ai destinatari e possono contenere
informazioni riservate. Qualsiasi utilizzo, diffusione o riproduzione
senza autorizzazione è proibita. Qualora vi fosse pervenuto questo
messaggio per errore, esso va cancellato immediatamente con preghiera
di avvisare il mittente. Grazie.
5月14日 Attendiamo interventi in merito alla riunione in VII COMMISSIONE CULTURA ivi indicata: http://www.camera.it/organiparlamentarism/10085/242/4413/6113/commissionepermanentetesto.asp?slAnnoMese=200905&slGiorno=14
9月20日
Cara professoressa, speriamo che vogliano accogliere l'idea di un esame di abilitazione in occasione della riforma del reclutamento, che dia una opportunità a chi attualmente non ne ha più. Sentirò cosa ne pensano Aprea e ovviamente il Ministro. n caro saluto Valditara
7月24日
   
  
Citazione
Foto del sit-in del 23 luglio a Montecitorio .
Come M.I.D.A insieme all'adpna siamo riusciti ad ottenere una breve intervista da Lucilla Franchetti di Rai News 24( tg delle 15.00) in quanto insegnanti NON ABILITATI .
C'è qualche foto di Di Pietro che è intervenuto.
Si vedono anche Francesco Casale e Maristella Curreli del CIP.
Foto scattate da me (Daniela Campoli)
7月12日 interrogazione sulla vostra situazione
Giovedì 10 luglio 2008, 15:12
A:
abilitazione_precari@yahoo.it
Il messaggio contiene allegati
Cari amici,
ieri ho presentato una
interrogazione (di cui trovate il testo in allegato insieme alla risposta del
Governo) sulla vostra situazione ma purtroppo la risposta ricevuta dal Governo
non è stata soddisfacente. In essa manca infatti qualsiasi riferimento
all'anomalia delle procedure abilitanti attualmente in atto in base al decreto
n. 85 del 2005. Ho chiesto pertanto, che la vostra problematica sia
risolta, prima di completare la manovra complessiva sul reclutamento dei docenti
tramite il decreto-legge n. 112 del 2008. Per quello che ci riguarda, come
Partito democratico, continueremo a fare il possibile, anche attraverso
emendamenti, per far sì che la vostra incresciosa vicenda si possa risolvere al
più presto.
Cordialmente,
Alessandra Siragusa
Ecco l'allegato:
INTERROGAZIONE A
RISPOSTA IN COMMISSIONE
Al Ministro
dell’istruzione, dell’università e della ricerca - Per
sapere. Premesso che:
con Decreto n. 85 del 18
novembre 2005, in ottemperanza alla L. 143/04, l’allora Ministro
dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca,
autorizzava le Università degli studi e le Accademie di belle
arti ad istituire corsi speciali, di durata annuale, per il
conseguimento dell’abilitazione o idoneità all’insegnamento,
riservati a varie categorie di docenti che avessero prestato almeno
360 giorni di servizio, con il possesso del prescritto titolo di
studio per accedere a insegnamenti corrispondenti a posti di ruolo o
classi di concorso, purché avessero maturato tale anzianità
di servizio nel periodo incluso tra il 1° settembre 1999 e il 6
giugno 2004;
il termine ultimo per
presentare l’istanza era fissato al 22/12/2005, oltre 12 mesi dopo
il periodo fissato per il raggiungimento dell’anzianità
limite;
molti docenti, pur avendo
maturato tale anzianità di servizio alla data della scadenza
fissata per la presentazione della domanda, hanno visto respingere la
loro istanza di partecipazione, sulla base del fatto che non avevano
maturato tale anzianità nel periodo indicato dal suddetto
decreto;
nella Città di
Palermo, alcuni docenti precari, hanno proposto ricorso al TAR
avverso l’esclusione, ottenendo con ciò di essere ammessi
con riserva ai corsi abilitanti;
i suddetti docenti sono
stati inseriti con riserva nelle graduatorie permanenti, rese ad
esaurimento dalla legge 296 del 2006, articolo 1, comma 605 lettera
c) (Legge Finanziaria 2007);
la Corte Costituzionale,
con sentenza 167/2008 ha dichiarato, per una fattispecie analoga a
quella in questione, l’illegittimità costituzionale :-
se il Ministro
interrogato non ritenga anomala la procedura messa in atto che pone
come termine ante quem il 6 giugno 2004, nonostante il decreto
attuativo della L. 143/04 sia datato 18 novembre 2005 e se non
intenda porre soluzione ad una situazione discriminatoria nei
confronti di coloro che avevano maturato l’anzianità di
servizio di 360 giorni alla data di entrata in vigore del decreto e
che sono stati ammessi con riserva ai corsi abilitanti istituiti
dalle Università.
On. Alessandra Siragusa
5-00150
Siragusa: Corsi abilitanti riservati a varie categorie di docenti.
TESTO DELLA RISPOSTA
L'Onorevole interrogante solleva la questione relativa ai docenti
precari non abilitati che avevano maturato 360 giorni di servizio,
con il possesso del prescritto titolo di studio, alla data di
scadenza del termine di presentazione delle domande di partecipazione
ai corsi abilitanti speciali indetti con decreto ministeriale n. 85
del 18 novembre 2005, in attuazione del decreto-legge n. 97 del 7
aprile 2004, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 143 del 4
giugno 2004, anziché nel periodo, stabilito dalla legge
stessa, compreso tra il 1o settembre 1999 e il 6 giugno
2004. La richiesta è diretta a far conseguire agli interessati
l'abilitazione all'insegnamento per l'inserimento nelle ex
graduatorie permanenti, trasformate in graduatorie ad esaurimento
dall'articolo 1, comma 605, lettera c) della legge n. 296 del
27 dicembre 2006 (legge finanziaria 2007). A tale proposito,
l'Onorevole interrogante fa presente che a Palermo alcuni docenti
hanno presentato ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale
avverso l'esclusione dai corsi in argomento, ottenendo l'ammissione
con riserva ai corsi medesimi e il conseguente inserimento, sempre
con riserva, nelle graduatorie ad esaurimento; di conseguenza invoca
interventi a favore di quanti si trovano in situazione analoga ai
ricorrenti di Palermo, per superare l'asserita disparità di
trattamento venutasi a determinare per effetto del provvedimento
cautelare del TAR. Va al riguardo fatto presente quanto segue.
Circa il provvedimento cautelare ottenuto da alcuni ricorrenti di
Palermo, va ricordato che i provvedimenti giurisdizionali hanno
effetto inter partes. Vige inoltre il divieto di estensione
del giudicato per effetto dell'articolo 25 della legge n. 31 del
2008, di conversione del decreto-legge n. 48 del 31 dicembre 2007,
che ha prorogato al 31 dicembre 2008 la disposizione dell'articolo 1,
comma 132 della legge n. 311 del 30 dicembre 2004 (legge finanziaria
2005), la quale fa divieto a tutte le amministrazioni pubbliche di
adottare provvedimenti per l'estensione di decisioni giurisdizionali
aventi forza di giudicato, o comunque divenute esecutive, in materia
di personale delle amministrazioni pubbliche. Va pure ricordato
che i ricorrenti destinatari della sospensiva concessa dal TAR
possono permanere in graduatoria con riserva, fino alla decisione di
merito. Con riguardo poi all'asserita analogia tra la fattispecie
oggetto dell'interrogazione e la questione esaminata dalla Corte
Costituzionale nella sentenza n. 167 del 19 maggio 2008, va rilevato
quanto segue. Invero, con la sentenza n. 167 la Corte ha
dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'articolo 2,
comma 7-bis, del decreto-legge n. 97 del 7 aprile 2004,
convertito in legge, con modificazioni, dall'articolo 1, comma 1,
della legge n. 143 del 4 giugno 2004, che limitava il beneficio
dell'ulteriore proroga del termine per la maturazione del requisito
sulla durata del servizio prestato solo a favore degli ammessi con
riserva alla sessione riservata di esami di abilitazione bandita con
ordinanza ministeriale n. 1 del 2 gennaio 2001 e non anche a coloro i
quali erano stati ammessi con riserva, superandone l'esame finale,
alle sessioni riservate di esami di abilitazione bandite con le
ordinanze ministeriali n. 153 del 15 giugno 1999 e n. 33 del 7
febbraio 2000, emanate in attuazione della legge n. 124 del 3 maggio
1999, al pari della successiva ordinanza n. 1 del 2 gennaio 2001
presa in considerazione dalla citata disposizione del comma 7-bis.
La Consulta ha infatti rilevato l'irragionevolezza della scelta
del legislatore di assoggettare a trattamenti differenziati soggetti
che, pur in possesso dei medesimi requisiti, si diversificherebbero
esclusivamente per il dato formale di aver partecipato a procedure
concorsuali attivate con ordinanze ministeriali differenti ma fondate
su un unico contesto normativo. Alla luce delle esposte
considerazioni il problema sollevato non può trovare soluzione
con un provvedimento di carattere amministrativo, posto che non è
dato modificare con atto di natura amministrativa il periodo
temporale stabilito dalla legge ai fini della maturazione del
requisito di servizio richiesto dalla legge stessa. Circa
l'opportunità, o meno, di una eventuale iniziativa di
carattere normativo nel senso auspicato dall'Onorevole interrogante,
va evidenziato che la procedura è ormai conclusa e sono
inoltre di prossima pubblicazione le graduatorie ad esaurimento. La
questione va d'altra parte valutata tenendo anche conto delle norme
in materia di organizzazione scolastica contenute nell'articolo 64
del decreto-legge n. 112 del 25 giugno 2008, che contiene
disposizioni per una revisione dell'attuale assetto ordinamentale,
organizzativo e didattico del sistema scolastico volta ad una
maggiore razionalizzazione dell'utilizzo delle risorse umane e
strumentali disponibili, in modo da conferire una maggiore efficacia
ed efficienza al sistema scolastico. In particolare, nel quadro
degli interventi da effettuare, è prevista la
razionalizzazione delle classi di concorso, la ridefinizione dei
curricoli vigenti, attraverso la revisione dei piani di studio e dei
relativi quadri orari, la revisione dei criteri di formazione delle
classi, la revisione dei criteri e dei parametri per la
determinazione della consistenza del personale docente ed
amministrativo, tecnico ed ausiliario. L'articolo 2, comma 416,
della legge finanziaria 2008 ha peraltro riaffidato al ministero
della pubblica istruzione la complessa materia della formazione
iniziale e del reclutamento dei docenti, abrogando tra l'altro
l'articolo 5 della legge 28 marzo 2003, n. 53, e il decreto
legislativo 17 ottobre 2005, n. 227. Come esposto dal ministro in
occasione dell'illustrazione delle linee programmatiche di fronte a
questa onorevole Commissione, è intenzione rivedere l'intera
materia col triplice obiettivo di darle un quadro normativo chiaro e
duraturo, valorizzare la professione docente ed eliminare la
riproduzione di sacche di precariato. In attesa della predetta
rivisitazione delle norme relative alla formazione e al reclutamento,
ogni provvedimento settoriale andrebbe adeguatamente e seriamente
ponderato, anche per evitare l'ingenerarsi di aspettative che, stante
la situazione attuale, non potrebbero trovare sbocco.
stiamo facendo il possibile
Giovedì 10 luglio 2008, 12:21
A:
abilitazione_precari@yahoo.it
Il messaggio contiene allegati
Cari amici,
il gruppo del Partito democratico in
Commissione Cultura sta facendo il possibile affinchè il Governo si impegni a
portare a termine il piano di stabilizzazione avviato nella scorsa legislatura.
Purtroppo ad oggi le risposte sono state evasive. Pare che sia il Ministro
Tremonti a decidere in merito alla scuola. Per conoscenza vi invio in allegato
il testo di una interrogazione, i comunicati stampa e i pareri sul DPEF e sul
Decreto 112 presentati dal nostro gruppo.
Un caro saluto,
Alessandra
Siragusa
Allegato:
INTERROGAZIONE
5-00109
Antonino Russo: Piano di stabilizzazione di docenti e personale
scolastico precari.
ANTONINO
RUSSO, GHIZZONI, BACHELET, COSCIA, DE BIASI, DE PASQUALE, DE TORRE,
GINEFRA, LEVI, LOLLI, MAZZARELLA, NICOLAIS, PES, PICIERNO, ROSSA e
SIRAGUSA. –
Al
Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca.
-
Per sapere - premesso che:
il problema del precariato della
scuola mortifica il ruolo degli insegnanti, impedisce la continuità
del lavoro della scuola, la sua capacità progettuale e mette
seriamente in discussione la qualità della didattica, oltre a
rappresentare un danno per il futuro lavorativo di tanti giovani;
l'azione del Governo Prodi nel corso della XV legislatura ha
approvato, attraverso le due leggi finanziarie, provvedimenti
importanti, volti a risolvere il problema della precarietà
degli insegnanti;
come noto, la legge n. 296 del 2006
(finanziaria 2007), ha autorizzato l'immissione in ruolo di 150.000
docenti e di 20 mila unità di personale tecnico ausiliare
(Ata) nel triennio 2007, 2008 e 2009, inoltre, la legge n. 244 del
2007 (finanziaria 2008) ha previsto la stabilizzazione di circa 17
mila insegnanti di sostegno e di ulteriori 10 mila unità di
personale tecnico ausiliare nel triennio 2008, 2009 e 2010;
secondo
fonti ministeriali, il piano di assunzioni, così come previsto
dalle suddette leggi finanziarie del precedente Governo Prodi, ha già
avviato, nel giugno 2006, la stabilizzazione di 20 mila docenti e di
3.500 unità di personale tecnico ausiliare (Ata) e nel maggio
2007 la stabilizzazione di 50 mila docenti e di 10 mila unità
di personale tecnico ausiliare (Ata) -:
se il Ministro
interrogato intenda, per portare a compimento il piano di
stabilizzazione avviato dal Governo Prodi nella scorsa legislatura,
rispettare il piano di assunzioni previsto dalle suddette leggi.
(5-00109)
TESTO
DELLA RISPOSTA DEL GOVERNO
Si
risponde congiuntamente alle interrogazioni parlamentari n. 5-00109
dell'Onorevole Russo e n. 5-0125 dell'Onorevole Grimoldi di analogo
contenuto. Gli onorevoli interroganti pongono opportunamente in
luce quanto il problema del precariato della scuola mortifichi, da un
lato, il ruolo degli insegnanti, e, dall'altro, metta seriamente in
discussione la qualità della didattica e dell'intero sistema
educativo. Il problema del precariato si connette, in maniera
inscindibile, alla grande questione del reclutamento del corpo
docente, che è intenzione di questo ministero affrontare.
Dobbiamo, tutti, prendere atto che per troppi anni la scuola ha
smesso di essere un servizio ai cittadini e alla Nazione per
diventare un enorme ammortizzatore sociale, ingenerando false
aspettative e mantenendo decine di migliaia, quando non centinaia di
migliaia di persone, in uno stato di limbo inaccettabile. In tal
senso il decreto ministeriale del 7 maggio 2008 riguardante la
determinazione del numero dei posti disponibili a livello nazionale
per l'ammissione alle scuole di specializzazione per l'insegnamento
secondario per l'anno accademico 2008-2009, al quale fa riferimento
l'Onorevole Grimoldi nella interrogazione n. 5-00125, è stato
emanato dal ministro Mussi nonostante fossero venuti meno i criteri
previsti dal Decreto Legislativo n. 227 del 2005, abrogato dalla
finanziaria 2008 contestualmente all'articolo 5 della legge 53 del
2003, che vincolava gli accessi alle SSIS «alla programmazione
triennale del fabbisogno del personale docente» (articolo 3
comma 2) e il ministro Fioroni avesse disposto la chiusura delle
graduatorie permanenti e la loro trasformazione in graduatorie ad
esaurimento. Oggi, di fatto, il numero dei cosiddetti «sissini»
pare determinato esclusivamente dalle capacità ricettive degli
Atenei. Con riguardo in particolare alle assunzioni ricordo
preliminarmente che la norma contenuta nell'articolo 1, comma 605
della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (finanziaria per l'anno 2007),
recante la definizione di un piano triennale per l'assunzione a tempo
indeterminato di personale docente e ATA per gli anni 2007-2009,
prevede verifiche annuali, d'intesa con il Ministero dell'economia e
delle finanze e con la Presidenza del Consiglio dei ministri -
Dipartimento della funzione pubblica - circa la concreta fattibilità
dello stesso. Occorre far presente che il precedente Governo
aveva avviato nel contempo un piano triennale di contenimento della
spesa pubblica nel settore della scuola. Al riguardo la
sopraccitata legge conteneva una serie di misure atte a realizzare un
più razionale utilizzo della risorse e una maggiore efficienza
del sistema dell'istruzione. Tali misure avrebbero comportato, nel
biennio 2007-2008, un contenimento degli organici di complessive
47.000 unità tra personale docente e personale ATA.
Successivamente, con l'articolo 2, comma 412, della legge n.
244/2007 (finanziaria 2008) si è proceduto ad una
rimodulazione del citato intervento con la previsione di una
riduzione complessiva di posti, tra personale docente ed ATA, di
14.000 unità per l'anno 2007/08 e di 11.000 unità per
ciascuno dei tre anni successivi (2008/09 - 2009/10 - 2010/2011).
Per l'a.s. 2008/09 la medesima legge finanziaria ha disposto un
ulteriore contenimento nella misura di 2.000 posti, portando in tal
modo a 13.000 unità l'intervento riduttivo da attuare in
questo stesso anno scolastico. La legge ha inoltre mantenuto la
clausola di salvaguardia che prevede la riduzione delle dotazioni
complessive di bilancio del Ministero della Pubblica istruzione, ad
eccezione delle competenze spettanti al personale, in misura
corrispondente alla quota di riduzioni non operata in ciascun anno.
Il Ministero ha, peraltro, avviato la procedura di autorizzazione
delle immissioni in ruolo per 32.000 unità complessive, 25.000
docenti e 7.000 ATA, per rispondere ai precedenti impegni assunti,
compatibilmente con la sostenibilità economica. Ai fini di
una migliore qualificazione dei servizi scolastici e di una piena
valorizzazione professionale dei docenti, si intende ora dare
applicazione a quanto previsto dal decreto legge 25 giugno 2008, n.
112, che reca interventi e misure volti ad incrementare di un punto
il rapporto alunni docenti per un accostamento di tale rapporto,
entro il 2012, agli standard europei. Il decreto contiene inoltre
disposizioni per una revisione dell'attuale assetto ordinamentale,
organizzativo e didattico del sistema scolastico volta ad una
maggiore razionalizzazione dell'utilizzo delle risorse umane e
strumentali disponibili, in modo da conferire una maggiore efficacia
ed efficienza al sistema scolastico. Tra gli interventi da effettuare
è prevista la razionalizzazione delle classi di concorso, la
ridefinizione dei curriculum vigenti, attraverso la revisione dei
piani di studio e dei relativi quadri orari, con particolare
riferimento agli istituti tecnici e professionali, la revisione dei
criteri di formazione delle classi, la rimodulazione
dell'organizzazione didattica della scuola primaria, la revisione dei
criteri e dei parametri per la determinazione della consistenza del
personale docente ed amministrativo, tecnico ed ausiliario. Si tratta
peraltro di una rivisitazione che tiene conto della messa a regime
del nuovo sistema ordinamentale, previsto dalla legge 53 e fissato,
nel corso della precedente legislatura, al settembre 2009. L'azione
del ministero sarà indirizzata a cogliere l'allineamento delle
disposizioni previste dal 112 e del completamento della fase
attuativa della legge 53 come un'opportunità per rendere al
Paese un sistema di istruzione più efficiente e
qualitativamente migliore. Infatti, come disposto dal medesimo
decreto legge n.112, una quota del 30 per cento delle economie di
spesa che verranno realizzate sarà destinata ad incrementare
le risorse contrattuali stanziate per «le iniziative dirette
alla valorizzazione e allo sviluppo professionale della carriera del
personale della scuola».
Scuola,
Pd contro tagli cattedre: Cosenza la piu' penalizzata
Cosenza,
02 LUG (Velino) - "La manovra finanziaria del
governo
(decreto legge 112/2008) conferma, ancora una volta,
l'indifferenza
dell'esecutivo nei confronti della Calabria e
del
Sud. Dopo la decisione di tagliare i fondi per le
infrastrutture
calabresi e siciliane (1,2 miliardi di euro)
le
scelte del governo rischiano di compromettere pesantemente
la
qualita' della didattica e il funzionamento delle scuole
calabresi.
Secondo una stima del Sole 24 Ore, infatti,
potrebbero
essere ridotte oltre 3.300 cattedre nei prossimi
quattro
anni in Calabria, in base all'attuazione della
manovra".
È quanto denuncia Rosa Villecco Calipari, deputata
del
Pd, che ha presentato, "con il sostegno dei colleghi
Laratta,
Minniti, Oliverio, Lo Moro, Marini, Lagana'
Fortugno,
Ghizzoni, Siragusa,
Rossa e Pes, un'interrogazione
al
ministro dell'Istruzione per sapere se corrisponda al vero
la
previsione di ridurre 82.245 insegnanti (tra infanzia,
primaria,
medie e superiori), e 42.500 assistenti tecnici
amministrativi,
per un risparmio quantificato in 3.189
miliardi
di euro". (segue) (reg/bic)
021439
LUG 08 NNNN
SCUOLA:
SIRAGUSA
(PD), TAGLI METTONO SETTORE IN GINOCCHIO
(ANSA)
- ROMA, 2 LUG - I tagli previsti dal decreto 112
''metteranno
la scuola in ginocchio e migliaia di docenti con
grandi
professionalita' e grande impegno sulla strada''. Lo
afferma
Alessandra Siragusa,
deputata del Pd in commissione
Cultura.
''Il
ministro Gelmini dice che la scuola e' stata fin qui un
ammortizzatore
sociale, intendendo che i docenti precari siano
la
zavorra di cui liberarsi. Noi diciamo con forza - osserva la
parlamentare
- che spesso gli insegnanti a tempo determinato
sono
stati coloro che hanno permesso alla scuola di funzionare e
agli
alunni di imparare''. (ANSA).
SCUOLA:
GHIZZONI (PD), SU PRECARI
RISPOSTE
INSUFFICIENTI
(ANSA)
- ROMA, 2 LUG - ''La risposta del Governo
sull'immissione
in ruolo dei precari
della
scuola
e' stata
totalmente
insufficiente'': lo afferma il capogruppo del Pd alla
Commissione
cultura della Camera, Manuela Ghizzoni, in seguito
all'intervento
del sottosegretario alla pubblica istruzione,
Giuseppe
Pizza.
''Pizza
e' andato fuori tema: interpellato sul rispetto della
copertura
dei posti vacanti prevista dalla Finanziaria 2006, si
e'
trincerato dietro alla elencazione delle norme, senza
esprimere
alcuna valutazione politica. Non ha quindi spiegato
perche'
a fronte di 51.000 cattedre vacanti, si sia deciso di
coprirne
solo la meta'. Silenzio assoluto poi sulla
scelta,
ancora piu' ingiustificata, di assumere solo 7.000 Ata a
fronte
di oltre 70.000 posti disponibili''.
Secondo
Ghizzoni e' ''nuovamente'' Tremonti a decidere in
merito
alla
scuola
e a ''far prevalere le ragioni di cassa
rispetto
alla continuita' didattica e alla legittima aspettativa
di
essere stabilizzati dopo anni di precariato''. ''La
cosiddetta
'cura da cavallo' rischia di uccidere il malato. Si
potrebbe
parlare di tentativo di compromettere la tenuta del
sistema:
solo in questo modo si spiega un taglio che nel
triennio
si aggira sugli 8 miliardi di euro. Una scelta
insopportabile
per la
scuola
- conclude - profondamente iniqua e
sbagliata,
che contrasteremo con fermezza''.(ANSA).
Documento di
programmazione economico-finanziaria relativo alla manovra di finanza
pubblica per gli anni 2009-2013. Doc. LVII, n. 1.
PROPOSTA DI PARERE
ALTERNATIVO PRESENTATO DAI DEPUTATI DE BIASI, GHIZZONI, DE TORRE,
NICOLAIS E ZAZZERA
La VII Commissione (Cultura, scienza e istruzione), esaminato,
per le parti di propria competenza, il Documento di programmazione
economico-finanziaria relativo alla manovra di finanza pubblica
(DPEF) per gli anni 2009-2013; premesso che: a legislazione
invariata e a regolamenti parlamentari vigenti, la sessione di
bilancio ha regole ben precise, nei tempi e nei modi, prevedendo che:
1) entro il 30 giugno sia presentato: il DPEF (che indica gli
andamenti tendenziali e programmatici) e il DDL di assestamento di
bilancio per l'anno in corso. 2) entro il successivo 30 settembre
siano presentati il DDL di bilancio e contestualmente il DDL
finanziaria, nonché la Relazione previsionale e programmatica
e l'eventuale nota di aggiornamento al DPEF; l'approvazione da
parte delle Camere del DPEF, mediante una risoluzione con cui si
impegna il Governo sui saldi ed, eventualmente, sui contenuti della
manovra, non rappresenta un atto formale a carattere meramente
programmatico, ma costituisce l'atto di codeterminazione di decisioni
vincolanti per la fase di bilancio che, di norma, è
successiva; paradossalmente, stavolta la tempistica viene
invertita: è la manovra che anticipa e vincola il DPEF e non
il contrario. È una grave violazione delle prerogative del
Parlamento, cui la Costituzione attribuisce con l'articolo 81 una
funzione di indirizzo e controllo in ordine alla destinazione e
allocazione delle risorse pubbliche in relazione ai fini da
perseguire nell'interesse della collettività; considerato
che: la politica economica del Governo, illustrata dal DPEF
2009-2013, non è all'altezza dei problemi del Paese ed è
controproducente ai fini dell'aggiustamento della finanza pubblica.
Essa non affronta le vere priorità: l'anemia della
produttività e la perdita di potere d'acquisto dei redditi da
lavoro e pensione; l'assenza di interventi significativi per lo
sviluppo e per il sostegno al potere d'acquisto delle famiglie è
riflessa dalle previsioni sull'andamento della produttività e
del Pil nell'arco temporale della legislatura: anche per l'ultimo
anno della previsione (2013), l'aumento della produttività è
inferiore all'1 per cento e permane un significativo differenziale di
crescita con i Paesi dell'area-euro; sull'andamento dei redditi
da lavoro e, conseguentemente, della domanda interna, pesa
l'obiettivo di inflazione programmata. Il Governo ha indicato
un'inflazione programmata dell'1,7 per cento per l'anno in corso e
del 1,5 per cento dal 2009 in poi, un livello troppo basso per essere
credibile che potrebbe generare conflittualità, incertezze,
ritardi nella negoziazione e, inevitabilmente, effetti negativi sugli
investimenti e sui consumi; per quanto riguarda la finanza
pubblica, la correzione per il 2009 avverrà attraverso un
aumento della pressione fiscale, che nel quadro programmatico rimane
significativamente al di sopra degli andamenti tendenziali, e una
riduzione delle spese per gli investimenti, nonostante l'enorme
deficit infrastrutturale di cui soffre il Paese, esattamente il
contrario di ciò che sarebbe necessario per rilanciare
l'economia; infatti, nonostante l'ipotizzata riduzione della
spesa per 35 miliardi, l'impegno di riportare il bilancio in pareggio
nel 2011 non avviene attraverso riduzioni di imposte che anzi vengono
aumentate per oltre 5 miliardi a partire dal 2009; l'azione
correttiva si concentrerà principalmente sulla spesa pubblica.
Oltre ai previsti risparmi di spesa per le Amministrazioni Centrali
per un ammontare pari a circa 14,5 miliardi nel triennio, di cui
circa 5 miliardi nel 2009, il DPEF prevede misure specifiche, con un
effetto di recupero pari nel triennio a circa 20 miliardi, che si
concentreranno in particolare nei settori del pubblico impiego, della
finanza decentrata, dalla quale dovranno provenire 9,2 miliardi di
euro di risparmi nel triennio, di cui un terzo nel 2009, della
sanità, che dovrà fornire risparmi per 3 miliardi dal
2010 e della previdenza; essendo molti servizi sociali forniti
dagli enti territoriali questo si tradurrà in una riduzione
dei servizi e delle garanzie sociali essenziali; sul piano della
crescita economica, le stime del DPEF vanno dallo 0,9 per cento del
2009 all'1,5 per cento del 2011, con una media nel triennio dell'1,2
per cento, una crescita così bassa che rivela implicitamente
lo scetticismo dello stesso Governo circa l'efficienza della manovra
a favore dello sviluppo e tale da far sembrare irrealizzabili gli
obiettivi di finanza pubblica, primo fra tutti il pareggio di
bilancio nel 2011; sono completamente assenti misure di rilancio
dei consumi interni mediante un incremento del reddito disponibile
della famiglie; valutato inoltre che, nelle materie di propria
competenza: il DPEF non prospetta nessun intervento a favore
dei settori che investono il sapere nelle sue declinazioni come
scuola, università, ricerca e istituti culturali, ma prevede:
la soppressione, non della sanatoria, come viene definita nel
documento in esame, ma bensì della programmata immissione in
ruolo dei precari della scuola, approvata nelle precedenti leggi
finanziarie e già avviata dal precedente Governo, che avrebbe
portato a termine, entro il 2010, il programma di assunzione di 150
mila docenti e di 30 mila unità di personale ausiliare tecnico
amministrativo (ATA); inoltre, allo scopo di raggiungere
un rapporto medio alunni/docenti, simili agli altri Paesi europei, il
taglio di più di 87 mila cattedre e di circa 43 mila posti per
gli amministratori tecnico ausiliari, non considerando che
nell'organico dei docenti italiani, a differenza degli altri Paesi
europei, sono inclusi i docenti di sostegno, i docenti di religione,
la compresenza dei docenti, il tempo pieno nella scuola primaria e il
tempo prolungato nella scuola media; inoltre, la facoltà
di trasformazione delle università in fondazioni, senza però
indicare di quali risorse potrebbero avvalersi tali fondazioni,
soprattutto a fronte dei tagli previsti dalla manovra economica
(decreto legge 25 giugno 2008, n. 112) allegata al documento di
programmazione economica e finanziaria in esame, che taglia il fondo
per il funzionamento ordinario delle università (FFO) di 63,5
milioni di euro per l'anno 2009, di 190 milioni di euro per l'anno
2010, di 316 milioni di euro per l'anno 2011, di 417 milioni i euro
per l'anno 2012 e a decorrere dall'anno 2013 riduce il fondo di 455
milioni di euro.
esprime
PARERE CONTRARIO.
«De Biasi,
Ghizzoni, De Torre, Nicolais e Zazzera».
DL 112/08:
Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione,
la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e
la perequazione tributaria (C. 1386 Governo)
PROPOSTA DI PARERE
ALTERNATIVO PRESENTATO DAI DEPUTATI GHIZZONI, COSCIA, LEVI,
GIULIETTI, DE PASQUALE, MAZZARELLA, BACHELET, GINEFRA
La VII Commissione esaminato per le parti di competenza il
disegno di legge di conversione in legge del decreto-legge 25 giugno
2008, n. 112, premesso che: la scelta del Governo di
utilizzare un decreto-legge per realizzare buona parte della manovra
di finanza pubblica per il 2009-2011 è da stigmatizzare,
poiché le dimensioni e la rilevanza sociale ed economica delle
misure previste non possono essere affrontate nei tempi ristretti di
conversione del decreto. Il Parlamento, ed in particolare
l'opposizione, sono di fatto estromessi dalla possibilità di
svolgere il proprio ruolo; nel merito, la manovra di finanza
pubblica proposta dal Governo è sbagliata e non affronta le
reali emergenze del Paese, cioè il recupero del potere
d'acquisto dei redditi fissi e la competitività delle imprese.
Nel provvedimento non si evince una sola misura in favore di salari e
pensioni. La carta prepagata per i pensionati, ad esempio, è
demagogica e di scarso impatto redistributivo, mentre il Governo
Prodi aveva stanziato oltre 1,1 miliardi di euro per concedere la
cosiddetta «quattordicesima», ossia un beneficio compreso
tra 336 e 504 euro annui in favore dei pensionati
ultrasessantaquattrenni con redditi bassi (oltre 3 milioni), che
proprio in questi giorni è percepita dai fruitori; i
vantaggi per i cittadini sono fittizi. Infatti la tanto reclamata
Robin Tax avrebbe esiti negativi per le famiglie, come indirettamente
confermano le modifiche annunciate oggi dal ministro Tremonti.
L'aggravio fiscale sui petrolieri e l'ampliamento della base
imponibile delle banche (interessi passivi deducibili al 95 per cento
e stretta sulla svalutazione dei crediti), data la scarsa concorrenza
di questi mercati, sarà in realtà scaricato - non si sa
in quale misura - sul costo finale pagato dagli utenti dei prodotti
energetici e dei servizi bancari. Inoltre si sottolinea che soltanto
un quarto del maggior gettito finirà davvero a sostegno dei
più bisognosi. i veri vantaggi provengono dalle misure del
Governo Prodi: oltre alla già richiamata quattordicesima per i
pensionati, si ricorda che il «piano casa» è
interamente finanziato con le risorse stanziate dal precedente
Governo: 550 milioni per il programma straordinario triennale di
edilizia residenziale pubblica e 100 milioni per valorizzare il
patrimonio del demanio e mettere a disposizione alloggi derivano dal
DL 159/2007 collegato alla finanziaria 2008, 60 milioni di euro per
l'edilizia residenziale pubblica sovvenzionata provengono dalla
finanziaria 2007. la manovra definita dal Governo Berlusconi non
aiuta la crescita e viene pagata da consumi e servizi essenziali. Il
risanamento della finanza pubblica, che va proseguito con rigore, è
conseguito facendo leva solo sul mantenimento dell'attuale pressione
tasse (al contrario di quanto annunciato in campagna elettorale) e
sui tagli generalizzati di tutte le poste di bilancio e non, invece,
dove esistono sprechi e inefficienza. L'azione di risanamento della
spesa pubblica attuata del Governo Prodi ha consentito il ritiro
della procedura di infrazione per deficit eccessivo da parte della
Commissione Europea, aperta dopo al termine del quinquennio del
precedente Governo Berlusconi. Ciononostante il Governo Prodi ha
accompagnato tale azione con un piano di redistribuzione delle
risorse e di sostegno alla crescita del Paese, mentre nel
provvedimento in parola non è previsto alcun intervento allo
sviluppo dell'economia. Puntare sulle riforme strutturali (dalle
liberalizzazioni alla riforma delle pubbliche amministrazioni), sugli
investimenti nelle infrastrutture, sull'incremento del potere
d'acquisto delle famiglie e sulla riduzione di tasse per le imprese
consentirebbe invece di innalzare la crescita potenziale
dell'economia italiana e facilitare gli sforzi di aggiustamento della
finanza pubblica; l'intervento previsto sulla finanza degli enti
territoriali colpisce, invece, alla cieca e pesantemente (18 miliardi
di euro in 3 anni) Regioni, Province e Comuni e determina non le
condizioni per eliminare gli sprechi, ma per tagliare diritti: dai
posti negli asili nido, alle mense nelle scuole primarie ed
elementari, dal trasporto pubblico locale, all'assistenza per gli
anziani non autosufficienti. Il rischio è che per la scuola,
la sanità e l'assistenza si impoverisca la qualità
offerta e per i cittadini aumentino le rette; gli interventi di
riduzione della spesa sanitaria (9 miliardi in 3 anni includendo la
mancata copertura del ticket abolito nel 2007), in realtà sono
in larga misura aumenti di entrate. Le Regioni, infatti, per
compensare almeno una parte dei tagli al Fondo Sanitario Nazionale
saranno costrette a reintrodurre i ticket sulle prestazioni e/o sui
farmaci. Si deve ricordare che il Patto per la Sanità del 2007
già prevedeva la stabilizzazione della spesa sanitaria in
rapporto al Pil; dalla manovra del Governo è pesantemente
colpito il Mezzogiorno. Dopo il taglio di quasi 2 miliardi di euro
dedicati alle infrastrutture stradali di Sicilia e Calabria, dopo il
sostanziale svuotamento del credito d'imposta per gli investimenti
delle imprese private delle Regioni Meridionali, ora si revoca la
programmazione dei fondi per le aree sottoutilizzate, così
passando da una quadro di certezza a uno di incertezza; per
quanto riguarda le entrate, la manovra del Governo demolisce
l'impianto normativo di contrasto al riciclaggio di denaro sporco,
all'evasione fiscale e al lavoro nero. L'allentamento del contrasto
all'evasione e al lavoro nero sottrae al Bilancio dello Stato le
risorse necessarie per finanziare la riduzione delle imposte sui
redditi da lavoro e da pensione stabilite dalla finanziaria 2008; il
servizio Bilancio della Camera ha rilevato i «profili
problematici» alle coperture e all'impalcatura contabile del
decreto in parola ed ha segnalato come il livello di debito-Pil sia
atteso a livelli inferiori rispetto all'obiettivo programmatico del
DPEF, che peraltro non ascrive alla manovra «alcun effetto di
incremento della crescita». I tecnici della Bilancio hanno
anche evidenziato che nella manovra è presente solo
l'indicazione degli effetti riguardanti il saldo netto da finanziare,
mentre mancano i calcoli per il fabbisogno e l'indebitamento netto.
La copertura inoltre viene calcolata soloper il triennio 2009-2011,
«a fronte di oneri che hanno, per un verso la durata superiore
al triennio e, per un altro verso, natura permanente»; il
provvedimento in esame, oltre a presentarsi estremamente disorganico,
privo di qualsiasi omogeneità di materia è, per di più,
in contrasto, in molte sue parti, con l'articolo 77 della
Costituzione anche alla luce della più recente giurisprudenza
della Corte costituzionale (sentenze n. 171 del 2007 e n. 128 del
2008); sempre in palese contrasto risultano le disposizioni con
le quali il Governo si autoconferisce il potere di delegificazione,
per il tramite delle previsioni di cui all'articolo 17, commi 2 e 3,
della legge 23 agosto 1988, n. 400, come, ad esempio, nel caso degli
articoli 44 e 64; Considerato che, per le materie di propria
competenza, il decreto legge in esame prevede: all'articolo 15,
per conseguire il condivisibile obiettivo di contenere il costo dei
libri scolastici, si introduce uno strumento inadeguato e sbagliato
in radice. Ci si riferisce alla disposizione che i libri di testo
siano prodotti e adottati «in versione on-line scaricabile da
internet». Tale previsione contrasta con alcuni elementi quali:
i costi aggiuntivi per le famiglie (per la postazione PC e
connessione internet, cartucce toner, carta, rilegatura; la natura
specifica che debbono avere i libri destinati ad un uso multimediale;
le ragioni delle imprese editoriali che non potrebbero mantenere
inalterati i costi e i prezzi di vendita nel caso perdessero una
quota rilevante delle loro vendite; la tutela dei diritti degli
autori dei libri di testo; all'artrticolo 44, attraverso il
riferimento alle somme stanziate nel Bilancio dello Stato come limite
massimo di spesa, la cancellazione della natura soggettiva dei
diritti ai contributi diretti da parte delle imprese. Questo, sommato
ai pesantissimi tagli previsti, comporta il sicuro fallimento di un
numero estremamente ampio di imprese editrici di quotidiani e
periodici, con un danno evidente al pluralismi dell'informazione e
dunque della democrazia italiana; all'articolo 16, la facoltà
per le università pubbliche di trasformarsi in fondazioni di
diritto privato. Si tratta di una scelta che corrisponde ad una
radicale riforma di sistema che merita, per la sua complessità,
una discussione adeguata, un confronto con l'esperienza delle
fondazioni culturali, una approfondita fase di consultazione con i
soggetti interessati e una chiarezza normativa, nell'ambito della
copertura finanziaria e degli esiti scientifici e didattici nonché
sui rischi di frammentazione del sistema universitario nazionale.
Stigmatizziamo pertanto l'inserimento di tale norma in un vettore
normativo d'urgenza, che rende impossibile il necessario
approfondimento ed esautora la commissione di merito dall'esame del
provvedimento. Le norme previste all'articolo 16 presentano gravi
sviste, lacune e incongruenze tecniche, a testimonianza della
ingiustificata fretta con cui sono state predisposte. Gli artt. 66 e
69 prevedono inoltre: un ingiustificato e irrazionale blocco del turn
over; una iniqua rimodulazione degli scatti stipendiali che penalizza
soprattutto coloro che assolvono al proprio dovere con
professionalità e competenza, contraddicendo palesemente il
principio tanto caro al ministro Gelmini di valorizzazione del
merito; una insostenibile decurtazione del Fondo di funzionamento
ordinario (superiore a 1,4 miliardi entro il 2013) che, unita alla
possibile trasformazione in fondazioni avrà come effetto certo
un insostenibile aumento delle tasse per gli studenti e un
prevedibile dissesto delle finanze di quasi tutti gli Atenei, come
peraltro paventato sia dagli organi di rappresentanza studenteschi
che dagli organi di governo delle università. Stigmatizziamo
con forza l'approccio generale degli interventi finanziari
sull'università sia ispirato - soprattutto in questo settore
strategico di crescita per il Paese - ad una ideologica prevenzione
verso il sistema pubblico dell'istruzione superiore percepita nel
DPEF come mero elemento della manomorta pubblica da smantellare
L'università italiana e il sistema della ricerca hanno
piuttosto bisogno di cambiamenti che vadano nella direzione di dare
risposte cogenti in merito: ad un nuovo sistema di governance, ad
un'autonomia responsabile basata sulla valutazione e sulla
valorizzazione del merito, a un piano di assunzioni che privilegi
l'immissione in ruolo di giovani ricercatori, a risorse appropriate e
programmate, ad un regime fiscale incentivante per le erogazioni
liberali, al potenziamento delle eccellenze come volano per
l'innalzamento qualitativo dell'intero sistema su tutto il territorio
nazionale; all'articolo 64, relativo a disposizioni in materia di
organizzazione scolastica, si prevede un piano di riduzione della
spesa pari a 7 miliardi 832 milioni di euro entro il 2012, e di tagli
indiscriminati agli organici del personale di ben 87.000 posti di
docenti e di 43.000 posti di operatori ATA. Tale piano, per il quale
non è prevista alcuna seria verifica di sostenibilità
da parte delle istituzioni scolastiche, non solo compromette i
livelli minimi di funzionalità delle scuole ma disattende il
programma di assunzioni avviato dal precedente Governo, che aveva
autorizzato l'immissione in ruolo di 150.000 docenti e di 30.000
unità di personale amministrativo, tecnico e ausiliare (ATA)
nel triennio 2007-2009. Il Governo, in modo irresponsabile, non
affronta l'annoso problema del precariato e si limita a ridurre i
posti in organico. Si ricorda inoltre che ai suddetti tagli si
aggiungono quelli previsti per le Regioni e gli Enti locali,
aggravando ulteriormente la situazione e mettendo in discussione
servizi e interventi fondamentali per garantire il diritto allo
studio e alle pari opportunità per i bambini e i ragazzi con
disabilità e/o in una condizione di svantaggio economico e
sociale. Si stigmatizzano inoltre le norme ai commi 3 e 4
dell'articolo 64, che esautorano il Parlamento dalle proprie funzioni
legislative, poiché prevedono un piano programmatico del
Governo per la revisione dell'attuale assetto ordinamentale,
organizzativo e didattico del sistema scolastico e successivi
regolamenti di delegificazione, sui quali la Commissione non è
chiamata ad esprimere alcun parere. Si sottolinea che tali
regolamenti possono modificare le disposizioni legislative vigenti,
sovvertendo la gerarchia delle fonti del diritto; all'articolo
26 l'imprecisione della norma non consente di sapere se gli Istituti
culturali pubblici saranno inclusi nella prevista soppressione degli
enti pubblici non economici con una dotazione organica inferiore alle
50 unità. Tale incertezza impedisce ai suddetti istituti
culturali di attendere alla propria attività con la dovuta
serenità; la totale assenza di interventi a favore
dei beni culturali e in specifico del settore dello spettacolo e del
cinema. Tale assenza si fa ancora più grave se comparata ai
tagli prodotti con le misure di abolizione dell'ICI. Con il disegno
di legge n. 1185 il Governo ha soppresso due importanti interventi
previsti dalla finanziaria 2008, quali il credito d'imposta a favore
degli investimenti nella filiera del cinema (-16,7 milioni per il
2008 e 66,8 per il 2009 e il 2010) e il contributo straordinario (di
2 milioni per il 2008, 8 milioni per il 2009 e 10 milioni per il
2010) alle sale cinematografiche; esprime
5月30日
Questo è ciò che mi ha risposto un funzionario della Lega Nord alla mia richeista di sapere cosa hanno intenzione di fare per noi. Ciao Barbara Cari Professori Borriero, Rolando, Murgi, Blasutto, Brizio, Fiora, Ferroglio e Cavaglià,
Vi ringrazio per averci scritto e mi scuso per la tardiva risposta, dovuta ad un'enorme mole di email pervenutami dopo la vittoria elettorale. Condividiamo le Vostre preoccupazioni circa la situazione degli insegnanti non abilitati, e anche gran parte dei Vostri suggerimenti relativi ai miglioramenti da apportare al sistema scolastico. Per quanto mi riguarda, mi impegno a far pervenire le Vostre osservazioni e richieste ai nostri Deputati e Senatori della VII Commissione Scuola di Camera e Senato, affinchè possano svolgere il proprio lavoro tenendo conto dei suggerimenti che arrivano dal "territorio".
Vi ringrazio ancora e Vi invio un cordiale saluto,
Franco Quaglia Segreteria Politica Federale Lega Nord
Questo è ciò che mi ha risposto il senatore Valditara quando gli ho chiesto che intenzione hanno nei nostri confronti. Ciao Barbara
Gentile prof.Borriero, confermo quanto dissi in campagna elettorale: occorre non disperdere il patrimonio di esperienza accumulato. Come ebbi occasione di sottolinearle più volte non potevo prevedere quale sarebbe stata la soluzione che il ministro avrebbe adottato. Le esclusi peraltro esplicitamente una sanatoria che prescindesse da una verifica delle abilità e delle competenze. Ciò premesso qualsiasi soluzione possa io immaginare non può prescindere dalle intenzioni in merito del ministro, e in subordine dei presidenti di commissione e dei capigruppo di maggioranza. Quanto posso io fare è dunque parlarne con il ministro, con il presidente Possa, la presidente Aprea e il capogruppo Asciutti. Un caro saluto Valditara
5月20日
Il verbale andrà bene, la ringrazio, restiamo in aggiornamento.
Cordiali saluti!
Laura - Organizzazione Federale MGP
----- Original Message ----- From: <ida.gasparretti@istruzione.it> To: "Paolo Grimoldi" XXXXXXXXXX Sent: Monday, May 19, 2008 7:19 PM Subject: Re: Invito a Codroipo
> Salve, non so se riusciremo ancora una volta a spostare questa data. > Qualora non riuscissimo, invieremo il verbale della nostra riunione. > Tra gli argomenti ci sarà una battaglia contro la CARTA DEL PRECARIATO > redatta dal CIPNA, il comitato insegnanti precari non abilitati (oggi lo > sono tutti), le invio in allegato il documento in questione. > Saluti precari. > Dott.ssa Ida Gasparretti > >> Buonasera, L'avviso subito che il 1 giugno non sarà presente perchè c'è >> un'importante manifestazione della Lega Nord alla quale dovrà >> intervenire. >> La invito ad avvisarci nel caso in cui la data dell'incontro sia >> spostata. >> >> Cordiali saluti. >> >> Laura >> Segreteria on.Paolo Grimoldi >> >> >> >> >> ----- Original Message ----- >> From: <ida.gasparretti@istruzione.it> >> To: XXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXX >> Sent: Monday, May 19, 2008 6:28 PM >> Subject: Invito a Codroipo >> >> >>> Il MIDA invita ufficialmente l'On. Paolo Grimoldi a Udine in data 1 >>> Giugno >>> 2008 (domenica), prima conferenza autogestita di questo gruppo docenti. >>> Verrà comunicato quanto prima l'orario e l'ordine del giorno. >>> Confidando nella Sua presenza si coglie ancora l'occasione per >>> ringraziarLa nuovamente per quanto sta facendo e farà per noi. >>> >>> Cordiali saluti. >>> Dott.ssa Ida Gasparretti >>> a nome dei docenti del Mida | | | |
Alla cortese attenzione della Dott.ssa Ida Gasparretti
Gent.ma dottoressa. la ringrazio per l'invito all'incontro del 1 giugno p.v.. Purtroppo precedenti impegni non mi consentono di partecipare. Confermo diponibilità ed impegno mio e della UIL Scuola ad affrontare con voi le questioni che state sollecitando. Cordiali saluti.
Massimo Di Menna
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Ministra Avvocatessa Mariastella Gelmini, Siamo un gruppo di insegnanti
che stanno lavorando presso degli istituti pubblici e privati di
diverso ordine e grado. Siamo accomunati dal fatto di essere
insegnanti sprovvisti
di ABILITAZIONE
all’insegnamento pur lavorando per la scuola da più anni e
viviamo malissimo questa condizione di inferiorità rispetto ai
nostri colleghi che svolgono la medesima mansione, ma sono abilitati.
Per questo ci siamo riuniti nel Movimento degli Insegnanti Da
Abilitare (MIDA)
che comprende colleghi su tutto il territorio nazionale.
Dal 2004 lo Stato (Governo)
non ha più concesso le stesse (pari)
opportunità
che i nostri colleghi hanno avuto per abilitarsi. Dunque, non siamo
abilitati all’insegnamento per due motivi:
l’impossibilità
di essere ammessi tutti ai corsi biennali di specializzazione
indetti dalle SSIS (Scuola Interateneo di Specializzazione
all'Insegnamento nella Scuola Secondaria Superiore)
perché a numero
chiuso, nonostante
tutti noi risultiamo attualmente inseriti nel circuito dei docenti
scolastici da più anni e la Costituzione Italiana sancisca il
diritto per il lavoratore a formarsi in merito alla professione che
sta svolgendo;
l’impossibilità
di accedere ai corsi abilitanti (ex legge 143/2004, articolo 2,
comma 1, e decreto ministeriale 85/2005, ministero
Moratti) per la
mancanza dei 360
giorni di servizio
maturati tra il 1 settembre 1999 e il 6 giugno 2004 richiesti come
prerequisito per l’iscrizione (oggi
ampiamente maturati).
Durante l’appena terminata
campagna elettorale, abbiamo preso contatti con diversi esponenti
politici impegnati nel campo dell’istruzione (Onorevole Aprea,
Senatore Valditara, Senatore Davico, Onorevole Grimoldi, ecc).
Queste persone ci hanno
ascoltati più volte e ci hanno garantito che il PDL e la Lega
Nord, se avessero vinto le elezioni, non avrebbero chiuso le porte in
faccia a chi per tutti questi anni ha sostenuto la scuola italiana.
Ci hanno infatti garantito un
corso di specializzazione con esame di Stato finale abilitante
(scritto ad esempio nel programma della Lega Nord, ove si veda
OBIETTIVI STRATEGICI, penultimo punto: avviamento
all’insegnamento per i docenti già inseriti nella scuola da
almeno 360 giorni attraverso il completamento della loro formazione
dall’autunno 2008, mediante corsi integrativi di didattica,
discentologia e docimologia con esame di Stato finale, in base alle
classi di concorso scelte).
Oggi al Ministero per la
Pubblica Istruzione sono state nominate delle persone con cui noi non
abbiamo preso quegli accordi preelettorali (le promesse
di cui il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha detto, già
nel suo primo discorso al consiglio dei Ministri, sarebbero state da
mantenere quanto prima), ma di cui giovano e gioveranno, visto che
l’espressione del
nostro voto è stata determinata proprio da quegli impegni.
Gli insegnanti del MIDA
chiedono dunque che le promesse fatte in campagna elettorale vengano
mantenute. Nello specifico chiediamo:
Inoltre, visto che per sapere
in quale classe di concorso un docente può essere inserito per
l’insegnamento, si fa riferimento ad una normativa aggiornata, ma
non fino ai giorni nostri, si richiede l’impegno ad
Aggiungiamo che noi non
siamo citati dalla legislazione italiana dal 2004 (ultimo corso
abilitante varato dal Ministero Moratti), ma stiamo sostenendo la
scuola italiana come tutti i nostri colleghi: sostituiamo anche le
assenze dei colleghi iscritti alle SSIS, che come compenso pubblicano
sui giornali il loro giudizio su di noi dicendo che siamo dei
pelandroni perché non frequentiamo la SSIS: ma visto che il
numero è
chiuso, per forza ci sarà sempre qualcuno fuori! Il sistema è
appropriato per i neo laureati: per chi insegna da più anni,
l’Università dei precedenti Ministeri (tranne quello dell’ex
Ministro Fioroni) ha previsto un corso riservato, non necessariamente
più breve, ma accessibile (=senza numero chiuso) agli
insegnanti.
Ora,
visto che la Costituzione Italiana recita che
tutti i cittadini sono uguali
davanti alla legge (articolo 3),
la
Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e
promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto
(articolo 4),
che
la Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca
scientifica e tecnica (articolo 9), che l'arte e la scienza sono
libere e libero ne è l'insegnamento (articolo 33, comma 1),
che
è prescritto un esame di Stato per l'ammissione ai vari
ordini e gradi di scuole o per la conclusione di essi e per
l'abilitazione all'esercizio professionale (articolo 33, comma 5),
che la Repubblica tutela il
lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni e cura la formazione e
l'elevazione professionale dei lavoratori (articolo 35, commi 1 e
2),
noi riteniamo di avere tutti i
diritti e soprattutto i requisiti per chiedere la possibilità
di abilitarci (già dal prossimo Anno Accademico come del resto
ci è stato promesso).
Noi saremo contenti di pagarci
le relative tasse universitarie anche perchè
abbiamo gli stessi
requisiti dei colleghi che hanno usufruito del corso abilitante ex
legge 143/2004, articolo 2,
comma 1, e decreto ministeriale 85/2005 (ministero
Moratti) e
abbiamo tutti
intrapreso un corso di studi che non prevedeva la SSIS per
abilitarci all’insegnamento.
Il fatto di non essere abilitati è puramente frutto di un
gap burocratico legislativo e di una volontà politica
che non riusciamo a capire, perché non sappiamo di quale colpa
siamo macchiati per essere trattati male così da uno Stato per
cui lavoriamo e da una classe politica che fino ad oggi non ci ha
ancora nemmeno nominati. Chiediamo unicamente la formazione specifica
solo a noi negata per POTER CONCLUDERE I NOSTRI STUDI.
Visto che sappiamo che questo
gap
legislativo dipende esclusivamente dalla volontà politica del
Ministero in carica, chiediamo cortesemente di non dover più
subire una disparità di trattamento come quella di insegnare
senza abilitazione.
Ricordando che speriamo
di avere una risposta precisa e dichiarata pubblicamente,
porgiamo distinti saluti.
Bra, 14 maggio 2008
Barbara Borriero, Ida
Gasparretti, Andrea Conti, Silvia Rolando, Laura Murgi, Sandro
Blasutto, Elisa Brizio, Letizia Fiora, Caterina Ferroglio, Sonia
Cavaglià, ecc. del MIDA
(MOVIMENTO INSEGNANTI DA ABILITARE) 5月13日 Il comunicato stampa di oggi:
ALLA C.A. DEL MINISTRO
GELMINI: RICHIESTA FORMALE DEI PRECARI NON ABILITATI
Il M.I.D.A. (Movimento
Insegnanti da Abilitare) chiede formalmente, attraverso gli organi
di stampa virtuali e non, al neo Ministro della Pubblica Istruzione,
Dott.ssa Maria Stella Gelmini, che il servizio prestato dai docenti
precari non abilitati presenti sul territorio nazionale venga
riconosciuto nello stesso modo dei docenti abilitati.
Gli insegnanti che hanno
aderito a questo Movimento sono coscienti di non avere un titolo
abilitante, per questo chiedono allo stesso Ministro che conceda a
coloro che sono in possesso di almeno un certificato di servizio: o
un corso abilitante basato sul DM85 (come concesso a coloro che
avevano 360 gg nel 2004), o un concorso riservato o qualsiasi altra
forma di abilitazione riconosciuta ministerialmente.
L'intento del MIDA è
quello di poter accedere alle graduatorie senza scavalcare nessuno,
ma semplicemente ottenendo il titolo basandosi anche sulle
certificazioni dei servizi prestati, avvalendosi della meritocrazia
per il servizio svolto sia nei riguardi dello Stato italiano sia nei
confronti di quei bambini e di quei ragazzi che ogni giorno si
confrontano con noi chiamandoci “Prof.” o “Maestro”.
Con queste parole in MIDA
non intende andar contro i futuri colleghi che si stanno abilitando
con la SSIS, ma anzi chiede anche a loro di sostenerci in questa
richiesta, soprattutto in merito all'inserimento nelle future
graduatorie, anche perché l'obiettivo finale è lo
stesso pur se su strade diverse. Non vogliamo essere contro i
sissini, ma chiediamo loro di unirsi a noi e di fare fronte comune,
c'è in ballo il nostro futuro di insegnanti. Non troviamo
giusto che chi paga c.a € 2500 per conseguire il titolo abilitante
si trovi in seconda fascia d'istituto e non nella prima o che debba
sostenere un concorso per entrare in quelle graduatorie che spettano
loro di diritto. Non troviamo neanche giusto che il DM85 sia stato
emanato per l'ultima volta includendo solo i docenti che fino al 2004
avevano i 360 gg senza emanarne un altro che abbracci coloro che
avevano gli stessi giorni entro il 2007, anno di chiusura delle GAE.
Fiduciosi in un
intervento da parte del Ministro Gelmini.
Saluti precari.
Gli insegnanti del MIDA
http://precarinonabilitati.spaces.live.com
http://it.groups.yahoo.com/group/abilitazione_precari/
Per info: Ida Gasparretti
(ida.gasparretti@istruzione.it; 3391057829)
Andrea
Conti (andrea.conti1@istruzione.it, 3383057951)
4月24日 La data che leggete dovrebbe essere definitiva, stiamo per indire una conferenza ad Udine, per ora abbiamo deciso per il 24 Maggio, ma NOVITA' DEFINITIVE LE DAREMO PER TEMPO
Gentile dr.ssa Gasparetti, La ringrazio per l'informazione. Sarei lieta se mi aggiornasse sull'incontro del 24 maggio che vorremmo seguire. Colgo l'occasione per inviarle i miei migliori saluti Laura Colombo
-----Messaggio originale----- Da: ida.gasparretti@istruzione.it [mailto:ida.gasparretti@istruzione.it] Inviato: mercoledì 16 aprile 2008 20.48 A: Segreteria Presidenza Circolo della Libertà Oggetto: Re: R: IL M.I.D.A (movimento insegnanti da Abilitare) invita ufficialmente Lei e il Presidente Silvio Berlusconi alla prima uscita pubblica Priorità: Alta
Salve, comunichiamo che poi l'Assemblea per motivi gestionali non ha avuto luogo. Abbiamo intenzione di indirne una per il 24 Maggio 2008 ad Udine. Abbiamo di recente avuto un incontro con l'On. Grimoldi della Lega Nord e con il Sen. Davico, questi è stato incontrato da alcuni colleghi Piemontesi. Se il Presidente Michela Vittoria Brambilla volesse partecipare, le faremo pervenire a questo indirizzo i dettagli dell'incontro che stiamo per lanciare. Confidiamo nella sua presenza. Saluti precari. Il Mida Ida Gasparretti(ida.gasparretti@istruzioni.it; tel. 3391057829) Andrea Conti (andrea.conti1@istruzione.it; tel. 3383057951)
> Gentile Dott.ssa Gasparretti e Egregio Dott. conti, > > Vi ringrazio a nome del presidente Michela Vittoria Brambilla per il > gradito invito che le avete rivolto e che purtroppo leggiamo solo ora. > Il problema del sistema scolastico italiano dovrà essere discusso al > più presto dal nuovo governo . Saremmo lieti di ricevere un resoconto > dell'incontro del > 31 > marzo scorso, e dei risultati ottenuti fin'ora dalla vostra iniziativa > > Certa della Vostra collaborazione, colgo l'occasione epr inviarle i > miei migliori saluti. > > Ilaria Perego > Ass. Naz. Circoli della Libertà, Segreteria di Presidenza > 4月14日 Ciao a tutti, sono Barbara del Piemonte. Vi comunico le iniziative intraprese dai non abilitati del Piemonte: Venerdì 11 aprile sono riuscita a sentire telefonicamente il senatore Valditara a cui ho chiesto dei chiarimenti in merito alla sua intervista pubblicata su questo blog dove spiega che il PDL non ha intenzione di accettare sanatorie. Visto che il riconoscimento del servizio che noi abbiamo prestato fino ad ora, è spesso visto come una sanatoria, ho voluto approfondire. Lui mi ha risposto che ha parlato di recente con l'onorevole Aprea del nostro caso. Loro sostengono di non voler perdere tutta la competenza dei docenti che stanno insegnando nelle scuole senza abilitazione. Quindi non hanno ancora studiato come, ma pensano di dare la possibilità ad abilitarsi, anche se non a tutti come nell'ultima edizione dei corsi abilitanti. Non sanno ancora come, ma vorrebbero valutare la competenza e, solo allora procedere all'abilitazione o percorso abilitante. Questo non sappiamo cosa vuol dire di preciso, perchè bisognerebbe parlare con l'onorevole Aprea (cosa che non è quasi possibile ai comuni mortali). Chiediamo a chiunque la conosca o abbia la possibilità di raggiungerla, di provare a sondare l'argomento perchè è fondamentale capirlo. Dagli altri politici che abbiamo contattato, invece, aspettiamo ancora che qualcuno ci risponda o ci dica qualcosa. Ci riferiamo alla ministra Bonino (a cui abbiamo scritto sulla chat della Stampa senza risposta), all'onorevole Fassino (con cui ho parlato di persona e si sarebbe dovuto infromare), alla ex-viceministra Bastico (con cui non siamo mai andate al di là della mail non risposta), all'onorevole Folena (come Bastico) e all'ex-presidente della Camera Bertinotti (da cui ho ricevuto una lettera firmata a casa mia che mi diceva che avrebbe girato tutto a qualcun altro). Se qualcuno di noi dovesse riuscire ad avere un contatto con chiunque di loro, mi raccomando, interrogateli per sapere quale prospettive avrebbero per noi. Grazie a tutti e ciao Barbara 4月13日 OGGETTO: Andrea Conti, Ida Gasparretti e Salvo Santoro incontrano l'Onorevole Paolo Grimoldi.
In seguito all'incontro di domenica 6 Aprile 2008, riferiamo quanto segue:
Il Mida desidera porre attenzione del perchè di questo incontro per evitare malintesi... L'Onorevole Paolo Grimoldi ha principalmente ascoltato le nostre richieste e proposte senza chiedere nulla in cambio. Egli non ha espletato nessuna campagna elettorale nè per se stesso nè per altri ma ha semplicemente espesso la sua disponibilità e con empatia ha apprezzato il nostro operato. L'Onorevole ha posto in auge l'esperienza che noi docenti abbiamo maturato in questi anni nel mondo della scuola e del ruolo che abbiamo nell'educare ed istruire i nostri alunni. Si è discusso delle graduatorie di 3^ fascia d'istituto, dei ritardi nella pubblicazione di quest'ultime e delle conseguenze negative arrecate sia agli alunni che a noi insegnanti ma in particolar modo agli alunni diversamente abili. Pertanto l'Onorevole riferisce che le lamentele da parte dei genitori risultano a iosa; ciò accade perchè la "continuità didattica" tanto decantata, sembra oggi essere un'utopia. Non rimaniamo annichiliti se molti genitori, scottati dei repentini cambi di docenti, scelgono le scuole private! L'Onorevole pone delle domande circa i vari gradi di scuola, delle cattedre su posto di sostegno e delle problematiche relative ai casi. Ognuno di noi ha raccontato la proprie esperienze vissute in questi anni; c'è chi ha bivaccato da un posto ad un altro per raggiungere i 12 punti, c'è chi non ha avuto il completamento d'orario, c'è chi ha perso la supplenza.... Insomma se dovessi fare un'intervista ad ognuno di voi sarebbe davvero difficile, poichè l'Onorevole ci ha riferito che i docenti privi di abilitazione in Italia, sono piu' di 18000 e ritiene corretto l'apertura di nuovi corsi abilitanti. Ripeto, egli non ha fatto nessuna promessa, tali decisioni si svolgono in Parlamento, tutto ciò è subalterno alle nuove figure di Governo dopo il 14 Aprile 2008. Ida ha consegnato all'Onorevole Grimoldi articoli relativi al D.M. Del 10.03.1997 in cui si ricorda la validità del diploma magistrale quadriennale o quinquennale abilitante purchè conseguito entro l'anno scolastico 2001/2002, ed il D.M 460 del 24 novembre 1998 in cui vengono citate le norme transitorie per il passaggio al sistema universitario di abilitazione nelle scuole ed istituti di istruzione secondaria ed artistica. La legge 19 novembre 1990 n, 341 art. 4-comma 2, stabilisce che le università provvedono alla formazione di insegnanti delle scuole secondarie con specifiche scuole di specializzazione articolate in indirizzi presso le quali si consegue un diploma di abilitazione all'insegnamento. L'Onorevole rimane a nostra disposizione ed in seguito alle elezioni conta di rivederci. Le battaglie hanno in genere lunga durata; siete pronti a combattere per far valere i nostri diritti?
4月7日
Salve ragazzi/e,
chi vi scrive IDA e lo fa anche a nome di ANDREA, ci tiene a fare una piccola precisazione: I NOSTRI INCONTRI CON ALCUNI ESPONENTI DI PARTITO NON SONO UNA RICHIESTA A CHI HA ADERITO AL MIDA DI VOTARE QUEL DETERMINATO SIMBOLO POLITICO O IL SUO CANDIDATO.
Questa precisione giunge in questo blog per via di alcune e-mail pervenuteci in modo privato.
Abbiamo contattato l'On. Grimoldi ed il Sen. Valditara perché abbiamo letto su alcune testate giornalistiche, prima della caduta del governo Prodi, che avevano preso le nostre difese. L'idea di chiamarvi per richiedere l'Abilitazione, va a monte del colore politico che ognuno di noi preferisce.
ABBIAMO SCRITTO AD OGNI PARTITO POLITICO, AD OGNI SINDACATO CONFEDERATO, CI HANNO OFFERTO IL LORO SOSTEGNO SOLO COLORO CHE VEDETE IN QUESTO BLOG E UN SINDACATO CONFEDERATO CON IL SUO LEADER, CHE SARA' UNA SORPRESA PER TUTTI VOI, CHE AL MOMENTO NON VI VOGLIO SVELARE E CHE IN QUESTA SEDE INTENDO RINGRAZIARE.
Non abbiamo intenzione di urtare nessuno di voi, il nostro collega Salvo presto metterà in questo blog il riassunto dell'incontro avvenuto ieri a Bergamo con l'On. Grimoldi, vi chiediamo solo di non smettere di rompere le scatole a nessuno politico, continuate a chiamare tutti a destra e sinistra, così come facciamo noi.
Il MIDA non è rappresentato soltanto da IDA e ANDREA, ma da ognuno di voi, in ogni angolo di questa penisola.
Diamoci da fare tutti insieme.
TENGO A PRECISARE CHE IERI NON CI SONO STATI CHIESTI VOTI, L'ON. GRIMOLDI E' COSCIENTE CHE NON POSSIAMO PROMETTERE CIO' CHE NON POSSEDIAMO, OSSIA LA VOSTRA FIDUCIA NEI SUOI RIGUARDI ED IN QUELLI DELLA LEGA, OGNUNO DI VOI ENTRERA' NELLA CABINA E METTERA' LA SUA CROCE SUL SIMBOLO PARTITICO O SUL CANDIDATO CHE VUOLE. SIAMO IN UN PAESE DEMOCRATICO.
Spero, adesso di essere stata chiara.
Saluti precari.
Ida
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