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July 24

alla c.a del Ministro Gelmini, dell'on. Aprea e del Capo di Gabinetto dott. Annunziato

Gentilissimi

Ministro Maria Stella Gelmini,

On. Valentina Aprea,

Capo di Gabinetto dottor Annunziato,


il nostro Movimento Insegnanti da Abilitare (MIDA), di cui facciamo parte, è rimasto deluso dalle Vostre dichiarazioni rilasciate di recente ai mass media, in cui vengono riportate le nuove tipologie per il reclutamento docenti, la possibilità di completare la SSIS da parte del IX ciclo e la possibilità per quest’ultimi di poter accedere alle ex GaE. Siamo delusi perchè non si accenna ai quegli insegnanti precari che stanno lavorando per la scuola dal 2004, ma che sono ancora“da bailitare”: non hanno avuto alcun riconoscimento e nessun DM 85 per potersi abilitare e restare inseriti nel mondo scuola.

A questo punto ci chiediamo: “la meritocrazia”, con cui questo governo sbandiera in ogni dove, nei nostri riguardi che ruolo gioca? Meritiamo un riconoscimento per il lavoro svolto oppure passiamo del tutto inosservati agli occhi di chi ci guida?

Abbiamo svolto il nostro lavoro seriamente e affrontando ogni situazione a testa alta, abbiamo fatto scelte di vita per lavorare spesso rinunciando agli affetti più cari. Abbiamo tentato le selezioni per le SSIS, ma talvolta per il fattore età o per pochissimi centesimi di punto, non siamo riusciti ad entrare. Molti di noi avrebbero fatto ogni sforzo possibile, anche perché ci sono colleghi che hanno famiglia, ma non c'è alcuna possibilità: il numero chiuso per lo studio lo sta facendo diventare un lusso, più dei soldi per poterselo pagare!

Quindi che ne sarà di noi?”,spariremo nel nulla”? Davvero un governo eletto dai cittadini intende ignorare questa classe lavorativa? Siamo davvero tanto invisibili da non venir considerati da chi guida questo Paese?

Chiediamo fermamente che ci vengano riconosciuti i nostri titoli di servizio, come è successo ai nostri colleghi abilitati presenti nelle GaE, chiediamo che prima del varo della riforma definitiva di reclutamento dei docenti, si prenda atto di noi docenti precari “da abilitare” e della meritocrazia del nostro lavoro, e venga concesso un DM85 o qualsiasi altra forma di abilitazione, anche la possibilità riservata di iscriversi alle nuove lauree specialistiche abilitanti.

On. Aprea, in campagna elettorale, ricordiamo benissimo che diceva sempre che avreste aiutato tutti: e noi chi siamo? Chiediamo di poter STUDIARE ancora, PAGANDO senza protestare per poter sostenere un agognato ESAME DI STATO per il riconoscimento di una professione che di fatto abbiamo svolto fino ad ora!

I posti a disposizione per entrare di ruolo nella scuola non hanno nulla a che fare con noi! Noi chiediamo SOLO IL RICONOSCIMENTO DELLO STATO IN MERITO ALLA NOSTRA PROFESSIONE, non il lascia passare per un posto di ruolo (la riforma Berlinguer è già superata da tempo).


Confidando in una Vostra tempestiva risposta, ci congediamo offrendoVi i nostri più


Precari saluti!!!!


Udine, 22 luglio 2008


I docenti del MIDA

precarinonabilitati.spaces.live.com

http://it.groups.yahoo.com/group/abilitazione_precari/

Sit-in Montecitorio 23 luglio

 

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Citazione

Foto del sit-in  del 23 luglio a Montecitorio .

Come M.I.D.A  insieme all'adpna siamo riusciti ad ottenere una breve intervista da Lucilla Franchetti di  Rai News 24( tg delle 15.00) in quanto insegnanti NON ABILITATI .

C'è qualche foto di Di Pietro che è intervenuto.

Si vedono anche Francesco  Casale e Maristella Curreli del  CIP.

Foto scattate da me (Daniela Campoli)

 

 

Orizzontescuola del 24 Luglio 2008

Precariato: Comunicati Stampa su Sit in del 23 luglio a P.zza Montecitorio

24 luglio 2008
CIP: Resoconto del sit-in svolto il 23 luglio 2008 in p.zza Montecitorio e dell'audizione alla Camera
Precari Liguri della Scuola: Precari a Montecitorio, ORA!
CUB: Riuscito il presidio dei precari della scuola tenutosi oggi a Roma

CIP: Resoconto del sit-in svolto il 23 luglio 2008 in p.zza Montecitorio e dell'audizione alla Camera

250 docenti precari, in rappresentanza dei 350.000 colleghi, hanno partecipato oggi al sit-in organizzato dai C.I.P., Comitati insegnanti precari, e dalla Rete docenti precari 11 luglio, in piazza Montecitorio, a Roma. <>. Per questo i docenti precari hanno ribadito il loro no sia al piano dei tagli (8 miliardi di €, pari a 1/3 dell'intera manovra finanziaria e 130.000 posti), previsto dal D.L.112, sia al futuro sistema di reclutamento dei docenti, introdotto dal ddl 953 (Aprea). Questo provvedimento, basato sulla chiamata diretta dei presidi, introdurrà clientelismo e nepotismo in sostituzione delle vigenti graduatorie, basate su titoli ed esperienze didattiche acquisite negli anni dagli attuali aventi diritto.

All'iniziativa hanno partecipato tutte le associazioni di categoria già presenti all'incontro dell'11 luglio ed autrici del blog Rete docenti precari, la Cub Scuola, la Gilda degli Insegnanti, i Cobas, Cgil-Cisl-Uil, il Cidi, Rifondazione Comunista, Sinistra Democratica ed il Partito dei Comunisti Italiani. In piazza anche i rappresentanti d'opposizione della VII Commissione Cultura della Camera, Antonio Di Pietro e, per il Pd, Mariangela Bastico ed il ministro dell'istruzione del governo ombra, Maria Pia Caravaglia.

Una delegazione dei Cip e della Rete docenti precari è stata ricevuta alla Camera, in VII Commissione Cultura. La presidente, Valentina Aprea - alla presenza delle onorevoli Caterina Pes, Maria Coscia e Rosa De Pasquale – ha assicurato l'adozione di norme transitorie a salvaguardia dei diritti già acquisiti dai precari ed il mantenimento – qualunque sia il futuro sistema di reclutamento - della quota del 50% in favore degli attuali iscritti nelle graduatorie ad esaurimento. I Cip attendono provvedimenti concreti e sono disponibili al confronto e ai futuri incontri auspicati dall'on. Aprea.

Precari Liguri della Scuola: Precari a Montecitorio, ORA!

La "Rete Docenti Precari 11 luglio" è un coordinamento formato da CIP - Comitato Insegnanti Precari (www.cipnazionale.it), Rete Precari SSIS, Forum Precari Scuola (bru64.altervista.org/forum/), SSIS-Bar, SSISMA, Orgoglio precario, CIPNA, MIDA, Comitato Precari Liguri (precariliguria.blog.kataweb.it), Precari Milano, ISP Toscana, Gruppo Precari Venezia e altri.

La "Rete Docenti Precari 11 luglio" ha indetto una manifestazione in P.zza Montecitorio che si sta svolgendo oggi, a partire dalle ore 11.00, e che avrà termine alle ore 17.00. Nonostante la data difficile, la manifestazione sta avendo pieno successo, avendo raccolto delegazioni provenienti da tutta Italia, tra le più visibili senz'altro quelle di Roma, Milano, Salerno, Napoli, della Puglia, Emilia Romagna, Umbria, Sardegna e Sicilia.

La protesta nasce dall'esigenza di opporsi alle politiche del Governo Berlusconi/Tremonti/Brunetta/Gelmini riguardanti il mondo della scuola.

Pur distinguendosi per la sua apartiticità, la Rete Docenti Precari 11 luglio ha raccolto l'adesione alla manifestazione da parte di Cobas Scuola, RDB, Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani, Commissione Scuola Partito Socialista Genova e altri.

Inaspettata la presenza dell'On. Antonio di Pietro che ha rilasciato numerose dichiarazioni ed espresso solidarietà agli insegnanti precari. Erano presenti alla manifestazione la sottosegretaria all'istruzione del Governo Prodi, la senatrice Bastico (contestata dal gruppo dei Cobas), e il Ministro del Lavoro del governo Prodi Damiano.

Maria Pia Garavaglia, ministro ombra dell'Istruzione, ha dichiarato: "Il governo Prodi aveva avviato un programma di assorbimento di 150.000 precari in 3 anni, il Ministro Gelmini ha firmato 25.000 assunzioni".

I docenti precari manifestano contro i tagli di: risorse, tempo scuola, personale, classi, docenti di sostegno, aule e per chiedere garanzie sulla qualità dell´offerta formativa della Scuola Pubblica Statale.

I docenti precari lottano per:
-) la difesa della Scuola Pubblica Statale, per una scuola di tutti e per tutti;
-) le immissioni in ruolo dei docenti su tutti i posti disponibili;
-) il mantenimento delle graduatorie ad esaurimento e per il loro completo svuotamento da compiersi mediante l´assunzione di tutti i docenti precari.

Solo così si cancellerà dalla scuola italiana la precarietà lavorativa e, di conseguenza, quella didattica che da sempre penalizza le aree geografiche e sociali più svantaggiate del Paese;
-) il riconoscimento ai docenti precari degli stessi diritti economici e di carriera dei docenti di ruolo e dei docenti di religione cattolica.

I docenti precari dicono: -) no al DDL 112 in via di dibattito in Parlamento;
-) no ai massicci tagli agli organici previsti dal governo
- tagli di circa 100mila docenti -, per una manovra di circa. 8 miliardi di euro, corrispondenti a ben un terzo dell'intera manovra economica dello Stato!

L'effetto di questi tagli ricade nell'immediato sul personale precario, ma ha devastanti effetti sulla scuola nel suo complesso;
-) no alla chiamata diretta dei docenti da parte dei Dirigenti scolastici che non garantisce il merito, ma favorisce clientelismo e nepotismo, ostacolando, di fatto, la libertà di insegnamento;
-) no al ddl Aprea n. 953 e a qualsiasi disegno di legge o normativa che leda i diritti acquisiti di centinaia di migliaia di docenti precari, minando alla base il sistema dell'istruzione pubblica, basato sulla libertà di insegnamento;
-) no all'aumento degli alunni per classe, qualità e meritocrazia non si ottengono stipando tanti alunni per classe quanti ne bastano per tagliare le cattedre;
-) no ai tagli sul sostegno, che compromettono l'integrazione scolastica dei diversamente abili;
-) no ai finanziamenti alle scuole private;
-) no ad ogni tentativo di privatizzazione della scuola pubblica e alla trasformazione delle scuole in fondazioni a capitale privato.

Il Comitato Precari Liguri ha partecipato all'iniziativa portando in dote il proprio "Manifesto per la Scuola di Tutti" (www.paolomalerba.it/precariamente/), sottoscritto on line da ormai un migliaio di persone (www.fasce.it/paolo/comitatiepetizioni/comitatoprecariliguri/) e un "decalogo di dieci piccole proposte concrete" (www.fasce.it/paolo/comitatiepetizioni/comitatoprecariliguri/decalogo.asp).

Indirizzi utili nazionali:
Blog Rete Docenti Precari: http://retedocentiprecari.blogspot.com/
Forum Rete Docenti Precari: http://docentiprecari.forumattivo.com/docenti-precari-f1/

CUB: Riuscito il presidio dei precari della scuola tenutosi oggi a Roma

Oggi una consistente rappresentanza di precari e precarie della scuola ha denunciato, con un riuscito sit-in, la politica scolastica del governo e, in particolare, tagli dell'organico che colpiscono contemporaneamente il diritto dei cittadini ad una scuola pubblica di qualità e quello dei colleghi e delle colleghe precari, docenti ed ata, ad un lavoro stabile.

La CUB Scuola, nel dare una valutazione positiva della mobilitazione, sta già preparando, per la metà di settembre, una grande assemblea nazionale dei precari della scuola e del pubblico impiego.

Siamo, infatti, perfettamente consapevoli che, per battere l'attacco ai diritti sociali condotto dal governo e dal padronato, è necessaria una mobilitazione ampia da parte dei colleghi e delle colleghe più colpiti, i precari, ma che tutti i lavoratori della scuola e del settore pubblico debbano scendere in campo e che la mobilitazione debba vedere coinvolto l'assieme del movimento dei lavoratori.

Già il sindacalismo di base, unitariamente, ha indetto uno sciopero genetrale nazionale per la giornata del 17 ottobre. Questa scadenza sarà, per evidenti motivi, preceduta ed accompagnata da iniziative di categoria.

Per la CUB Scuola
il Coordinatore Nazionale
Cosimo Scarinzi


Orizzontescuola del 24 Luglio 2008

Formazione docenti: Sui corsi SSIS e destino degli abilitandi IX ciclo Ministro fa gran confusione

24 luglio 2008 - pd
Nell'intervista al Corriere della Sera il Ministro ha dimostrato di non conoscere il funzionamento delle scuole di specializzazione. Adesso vuole una commissione che risolva il problema del IX ciclo. Il nodo della formazione degli insegnanti è una questione molto delicata, soprattutto alla luce degli errori dei precedenti governi (prodiano in prima linea). Per questo ci aspettiamo una maggiore attenzione da parte del Ministro

Le Parole della Gelmini sulla volontà di rimettere mano al sistema di reclutamento sono apprezzabili, magari un po' meno quando si vuole instillare una mentalità aziendale (che con la scuola non c'entra nulla) o si vuol mettere nelle mani dei dirigenti l'arruolamento degli insegnanti aprendo la possibilità a persone spesso approssimative e scarsamente preparate nella dirigenza e nella gestione del personale di avviare processi clientelari per la scelta dei docenti.

Punti di vista e di valutazione. Ma ci si aspetterebbe che il Ministro abbia, però, ben chiara la situazione attuale che critica e vuol modificare. Ciò non sembrerebbe dalle dichiarazioni rilasciate al Corriere della Sera e fortemente criticate anche dalla CONSVT. Difatti il Ministro afferma che "Nominerò una commissione per rivedere entro il 2008 il meccanismo delle Siss con un taglio più pratico. Non è pensabile che dopo una laurea triennale, seguita da altri due anni di specialistica, un aspirante docente sia chiamato a fare altri due anni di teoria senza nessun tirocinio, senza esperienze sul campo". Una inesattezza imperdonabile che mostra una conoscenza nulla di quello che è il percorso di formazione degli insegnanti attualmente in Italia e l'innovazione delle SSIS che per la prima volta hanno previsto un percorso pratico (tirocinio) affiancato ad una formazione teorica.

Concordiamo con il Ministro quando afferma che "La scuola è soprattutto un luogo di esperienza non solo di conoscenza", ma le conoscenze sono alla base Sig.ra Ministro, soprattutto quando si vuol modificare radicalmente la realtà vigente.

Notizia di ieri è invece la volontà del Ministro, che ha accolto un ordine del giorno del parlamento grazie all'azione degli specializzandi coordinati dall'ANIEF, di "costituire una commisione per collocare diversamente tutti quegli studenti che stanno iniziando il secondo anno del IX ciclo". C'è di che temere. L'unica collocazione del IX ciclo non può che essere l'inserimento nelle graduatorie ad esaurimento per colmare un errore imperdonabile da parte della precedente amministrazione che, dopo aver avviato il IX ciclo SSIS, ha reso le graduatorie blindate, impedendo ai futuri abilitati la possibilità di accedervi e di concorrere agli incarichi e immissioni in ruolo. Non certo una "collocazione diversa"

da Orizzontescuola del 24 Luglio 2008

Riforme: Avanza in Commissione Cultura il PdL Aprea sulla scuola

24 luglio 2008 - comunicato CGIL
Come in un puzzle che prende forma man mano che i pezzi si combinano uno con l'altro, così, nonostante le molteplici dichiarazioni sul danno prodotto dalle discontinuità politiche dovute agli avvicendamenti di governi di diverso colore politico, nonostante la ferma intenzione dichiarata dal ministro Gelmini di non procedere a riforme che non siano strettamente necessarie, assistiamo ad un'opera di demolizione e di feroce aggressione al sistema scolastico pubblico, portata avanti con provvedimenti ed iniziative diverse, che combinati insieme, danno un quadro desolante della prospettiva che aspetta il Paese.

In sostanza, come utilizzare il discredito sparso a piene mani sulla scuola con la caccia al fannullone per togliere scuola ai cittadini di questo Paese: 8 miliardi di risparmi in tre anni da realizzare con interventi di tipo ordinamentale, organizzativo e didattico, aumenti contrattuali che si collocano sulla metà dell'inflazione effettiva, cancellazione di molti spazi democratici di partecipazione politica, subordinazione dei docenti alla legge e al comando di una gerarchia scolastica sempre più piramidale, vengono fatti passare per "riqualificazione del sistema scolastico" e "valorizzazione della professione docente".

Così fra la caccia ai fannulloni, i pareggi di bilancio di Tremonti l'attacco ai diritti sindacali di Brunetta e l'inseguimento ai modelli aziendali di Aprea, la scuola rischia di essere travolta, rivoltata come un calzino, impoverita e ridotta ai minimi termini allo scopo di ridurre il peso dell'istituzione sul bilancio dello stato (l'Italia già investe 2 punti di PIL in meno rispetto alla media dei paesi europei!) e distribuire soldi pubblici alle scuole private attraverso il meccanismo del voucher.

Abbiamo già dato conto sul nostro sito delle iniziative parlamentari in corso, oggi riprendiamo la proposta di legge Aprea per darne una lettura più approfondita, alla luce del fatto che è cominciato l'iter di discussione in Parlamento di questa proposta, con la sua presentazione, in sede referente, presso la Commissione Cultura della Camera.

Essa rappresenta, con i suoi contenuti, un atto di rottura pesante con i processi riorganizzativi avviati che si diceva di voler portare avanti, con i principi di collegialità e cooperazione su cui si fonda la professione docente, con un livello elevato di partecipazione democratica garantito dalle relazioni sindacali, con l'autonomia professionale dei docenti, ricondotti a subordinazione della piramide gerarchica e con la libertà delle scuole assoggettata alle compatibilità con i partners commerciali.

Fondazioni, consigli di amministrazione, finanziamento delle scuole per quote capitarie, non aggiungono nulla alla scuola e ai suoi bisogni ma scardinano le basi di un sistema pubblico che, avendo una complessità e delle finalità del tutto estranee alla competizione commerciale, rischia di venirne travolto e profondamente danneggiato.

Contemporaneamente alla presentazione della proposta di legge Aprea, sono giunte in Commissione cultura della Camera, in sede referente, altre 3 proposte di legge contenenti norme sugli organi collegiali, due di maggioranza e uno di opposizione. Sono: la proposta di legge Frassinetti su Norme concernenti gli organi collegiali di autogoverno delle istituzioni scolastiche; la proposta di legge Napoli su Disciplina degli organismi di partecipazione e di responsabilità e delle strutture di supporto all'autonomia didattica, di ricerca e sviluppo delle istituzioni scolastiche; e la proposta di legge De Torre e altri su Disciplina del governo partecipato della scuola dell'autonomia.

Rimandando l'esame delle proposte di legge sugli organi collegiali, riportiamo qui un esame approfondito del disegno di legge Aprea con delle schede di analisi e valutazione delle sue parti più significative.

da Orizzontescuola 24 Luglio 2008

Precariato: Resoconto RPS su manifestazione precari 23 luglio


24 luglio 2008 - Rete Precari SSIS
Roma, 23 luglio. E finalmente anche i precari della Scuola Pubblica sono scesi in piazza. Un sit-in dalle ore 11 alle ore 17 è stato organizzato nella piazza antistante il palazzone del potere a Roma, ovverosia in piazza Montecitorio.

I docenti precari, anteponendo alla calura estiva nella capitale, dignità, energia e determinazione, in risposta alle loro notti insonni, compatti, hanno manifestato contro il governo, ed in particolare contro il D.L. del 25 giugno 2008. Come è noto, il decreto prevede tagli nella Scuola Pubblica per circa 100 mila docenti nell'arco di tre anni.

Al sit-in erano presenti circa 300 precari provenienti da molte regioni italiane, in rappresentanza del CIP (Comitato Insegnanti Precari) e della Rete dei Precari; erano presenti anche aderenti al partito di Rifondazione Comunista, dei Comunisti Italiani, ma non sono mancate importanti interventi di rappresentanze politiche, come, ad esempio, inaspettatamente, il leader dell'Italia dei Valori (IdV), l'onorevole Antonio Di Pietro, e l'attuale ministro ombra della Istruzione, l'onorevole Maria Pia Garavaglia. A queste si sono aggiunte anche alcune rappresentanze sindacali, come ad esempio i Cobas. I rappresentati del CIP si sono resi protagonisti nel rilasciare un'importantissima intervista al notiziario radio-televisivo, RAI News 24, e, soprattutto, insieme ad altre associazioni, nell'incontare, al termine del sit-in stesso, dentro il palazzone, alcune componenti politiche del nostro parlamento, come l'onorevole Valentina Aprea, promotrice della proposta, oramai divenuta legge da qualche giorno, e, tra gli altri, gli onorevoli, Manuela Ghizzoni, Letizia De Torre, Rosa De Pasquale e Caterina Pes.

Ma andiamo con ordine. Alle ore 11.00 esatte, dopo gli inevitabili preparativi, i manifestanti, provvisti di megafoni, intonavano slogan di protesta contro il Governo: "Tremonti, Gelmini, Moratti, solo tagli e pochi fatti!" oppure "Basta, basta, decidete solo voi, la Scuola siamo noi!", o ancora "Ignoranza, precarietà, ecco la Scuola della libertà!". Il popolino dei precari, nel frattempo, cominciava ad accrescersi numericamente, mentre i passanti, incuriositi, si fermavano nell'intento di avere delucidazioni su quanto accadesse. Il tempo trascorre, e, intorno alle 12.30, è stata rilasciata, come detto, l'intervista a RAI News 24, durante la quale è stato chiesto ad alcuni precari i motivi del perché fossero stati spinti nella protesta. Le risposte sono state tanto chiare quanto determinate: i precari sono contrari al drastico taglio di quasi 100 mila docenti nei tre anni (2009-10, 2010-11, 2011-2012), alla manovra finarziaria da parte del Governo che prevede un taglio di 8 miliardi di Euro, manovra scelerata che metterebbe la nostra Scuola Pubblica in ginocchio, sono contrari all'eliminzione delle graduatorie ad esaurimento e, infine, un vero e proprio scandalo, alla trasformazione delle Scuole in Fondazioni, gestite con diritto privato che, inevitabilmente, porterebbe ad essere amministrate da nuove figure di Dirigenti Scolastici con esperienze in amministrazione, sempre meno ex insegnanti. Da quì, lupus in fabula, sarà inevitabile, come d'altro canto è stato chiaramente detto dal Governo, l'attuazione della cosiddetta Chiamata Diretta da parte di questi nuovi Dirigenti nel reclutare i "loro" docenti, che, inevitabilmente, condurrebbe, viziosamente, a fenomeni di nepotismo e di clientilismo, che "annienterebbero" per definizione la Scuola stessa; nella fattispecie, si è gridato, compatti, ad una vera e propria vergogna, alla quale tutti i docenti, ab ovo, si dissociano incondizionatamente. Peraltro, una eventuale chiamata diretta dei docenti baipasserebbe, indubbiamente, l'attuale vitale controllo pubblico, operato dai vari U.S.P., dai sindacati confederali, e dagli stessi colleghi presenti nelle graduatorie, proprio quando, in genere nel mese di agosto di ogni anno, vengono assegnate ai docenti precari le supplenze annuali o sino al termine delle attività didattiche.

I precari hanno anche attuato un vero e proprio frozen, che, per chi non lo sapesse, è consistita nella fattispecie nell'evitare di muoversi al passaggio della lancetta nell'ora considerata, simulando il blocco della Scuola che, appunto, verrebbe paralizzata allorquando il suddetto decreto verrà messo in essere. Di certo, l'innalzamento del rapporto docente/alunni, l'abolizione proprio in questi giorni dell'obbligatorietà a 16 anni, il taglio delle ore curricolari con riduzione a 32 ore negli istituti tecnici e professionali, la modifica dei programmi; il probabile ritorno all'insegnante unico nella scuola primaria e il taglio del tempo pieno, porterebbe, inevitabilmente, alla riduzione consistente nel numero di cattedre da assegnare ai precari con inevitabili ripercussioni negative nei confronti di chi insegna da anni nella Scuola Pubblica ed una preoccupante instabilità del sistema scolastico stesso.

Dopo tanto clamore, intorno alle 16.00, una delegazione di precari veniva ricevuta all'interno del Palazzo dal pool di politici, tra cui, come detto, l'onorevole Valentina Aprea, mentre, sotto un sole cocente, i restanti precari, senza mostrare cenni di stanchezza a causa delle ore trascorse all'impiedi, continuavano, imperterreti, a gridare con i megafoni i loro slogan, in attesa che l'abboccamento dei loro rappresentanti avesse riportato risultati favorevoli. Finalmente, alle 16.45, la delegazione ritornava in piazza e col megafono riferiva alla folla "bramosa" di sapere quanto riferito dall'Aprea. E' stato detto come, paradossalmente, la stessa onorevole si fosse mostrata "sorpresa" del taglio dei circa 100 mila docenti; tuttavia, ella sostiene che dei tagli saranno inevitabili, poiché il nostro Paese vessa in una profonda crisi economica. Ha assicurato che in qualche modo verrà assicurata la priorità acquisita da ciascun aspirante presente in graduatorie ad esaurimento e che per esse, con molta probabilità, verrà garantita almeno il 50% delle immissioni in ruolo, mentre l'altro 50% dovrebbe essere assegnato al nuovo sistema di reclutamento docenti. Ha anche espresso la volontà di affidare alle regioni il ruolo del reclutamento, con la istituzione di un albo regionale per i docenti. Tuttavia, sempre anteponendo la crisi economica, è apparsa irremovibile nel sostenere che le Scuole debbano necessariamnete traformarsi in Fondazioni e nella realizzazione di un vero progetto di meritocrazia che vedrebbe i docenti stessi essere valutati secondo modalità comunque ancora da appurare.

Di certo, non finiranno quì le forme di protesta è questa è da considerare un'importantissima forma inaugurale; altre manifestazioni, infatti, si intravedono già all'orizzonte, e con molta probabilità vedranno il coinvolgimento, non solo dei docenti precari, ma anche di quelli di ruolo, del personale ATA, delle famiglie (soprattutto quelle degli alunni diversamente abili) e persino degli alunni che si renderanno conto di questa trasformazione scriteriata. Anche per la Scuola, quindi, ci sarà un autunno caldo. In conclusione, il sit-in di protesta, per senso di civiltà, compostezza, serietà, determinazione ed originalità, si può considerare un evento davvero straordinario.

Fabio D'Accampo e Raffaella Carrara

da Tecnica della Scuola del 23 Luglio 2008

Concluso il sit-in a Montecitorio: i precari raccolgono adesioni ed alleati
di A.G.
Ai 250 manifestanti provenienti da tutta Italia si sono uniti diversi rappresentanti politici non solo dell’estrema sinistra: presenti Antonio Di Pietro, Maria Pia Garavaglia, Mariangela Bastico e diversi membri della VII Commissione Cultura. Per il presidente Cip Maristella Curreri la massiccia presenza testimonia il punto di non ritorno cui è oggi giunta la scuola pubblica.
I precari hanno ottenuto quel che volevano: il sit-in svolto in piazza Montecitorio il 23 luglio ha infatti riscosso più adesioni del previsto e grande interesse attorno al rifiuto verso la Finanziaria predisposta dal Governo. Ai 250 precari provenienti da tutta Italia, in rappresentanza del Cip e della Rete dei precari che difendono i diritti acquisiti negli anni da oltre 300.000 lavoratori della scuola non di ruolo, si sono uniti diversi rappresentanti politici facenti parte dell’opposizione.
Non solo però di Rifondazione comunista e dei Comunisti italiani, tra i primi ad aderire al sit-in. Durante la giornata hanno dato il loro sostegno ai precari della scuola anche Antonio Di Pietro (Idv), Maria Pia Garavaglia (Pd ed attuale ministro ombra dell’Istruzione), Mariangela Bastico (Pd e vice-ministro durante l’ultimo governo Prodi) ed Alba Sasso (Sd ed ex vice-presidente della commissione Cultura alla Camera). Ma anche Pierfelice Zazzera e Giuseppe Giulietti (entrambi dell’Italia dei valori), componenti della attuale VII Commissione Cultura e Istruzione della Camera.
Il Pd, in particolare, ha deciso di far scendere in piazza, oltre che il proprio ministro ombra dell’Istruzione, pure il responsabile, sempre nel governo ombra, delle Politiche giovanili, Pina Picierno, ed una serie di deputati della Commissione Cultura alla Camera: Manuela Ghizzoni, Maria Coscia, Letizia De torre, Caterina Pes, Rosa De Pasquale e Dario Ginefra.
"Per questo governo un ragazzo in meno a scuola è un problema in meno– si legge in un comunicato unitario dei deputati del Partito democratico -, perché allevia il bilancio dello stato. I tagli alla scuola sono insopportabili perché riportano il Paese indietro negli anni, senza considerare che la scuola, l'università e la ricerca sono il punto strategico su cui fare leva per far ripartire la crescita dell'economia e della società civile. La manovra economica che il governo si appresta ad approvare, con il voto contrario delle opposizioni, è una vera e propria mattanza per la scuola: si tagliano 87 mila docenti e 43 mila dipendenti amministrativi (Ata), si mette a repentaglio l'autonomia didattica e si introduce in modo del tutto surrettizio una riforma che fa un passo in dietro rispetto alle norme introdotte dal governo Prodi che, stabilendo l'innalzamento dell'obbligo di istruzione a 16 anni, danno ai ragazzi e alle ragazze l'opportunità di acquisire livelli omogenei di competenze, mentre per noi è uno sfregio al futuro".
Tutti provvedimenti e manovre contestate apertamente dai precari, attraverso una serie di slogan e striscioni rivolti in prevalenza ai componenti del Governo ed al Ministro del Miur Gelmini: un no categorico, in particolare è stato rivolto sia al piano dei tagli di risorse complessive e di posti contenuto nel dl n. 112, che prevede la riduzione delle spese pari a quasi 8 miliardi di euro.
In piazza Montecitorio si sono poi ritrovati diversi rappresentanti sindacali: oltre agli annunciati Cobas, Gilda, Cub e Cidi, all’ultimo momento hanno aderito al sit-in alcuni rappresentanti dei confederali (Flc-Cgil, Cisl Scuola e Uil Scuola).
Per Maristella Curreri, presidente dei Cip, la giornata è servita a mandare un chiaro messaggio al governo: "il fatto che alla nostra manifestazione -ha detto il leader dei Comitati italiani precari - abbiano aderito oltre che le associazioni di categoria anche diversi sindacati, organizzazioni della scuola e partiti politici evidenzia per bene il punto di non ritorno cui è oggi giunta la scuola pubblica. Da oggi possiamo dire che è chiara a tutti l’opposizione ferrea alle strategie di questo governo da parte dei lavoratori precari e di tutti coloro che hanno a cuore le sorti della scuola pubblica: la proposta di sussidiarietà della scuola statale sottintende dismissione della scuola di tutti e per tutti".
Le proteste dei precari sono indirizzate non solo al dl n. 112, ma anche al disegno di legge presentato dall’on. Aprea sulle nuove regole di formazione e reclutamento dei docenti: "se il governo dovesse votare a favore del ddl n. 953 che permetterà la chiamata diretta dei supplenti da parte dei presidi - sostiene il rappresentante dei Cip - in solo colpo si amplieranno a dismisura le trattative privatistiche in seno alla scuola pubblica e le situazioni di nepotismo. Ed allo stesso tempo si cacceranno ingiustamente dalla scuola decine e decine di migliaia di precari ultra-specializzati e vincitori di concorso".
I precari fanno intendere, quindi, che la loro battaglia andrebbe condivisa anche da altre parti in causa, ad iniziare dagli studenti e dalle rispettive famiglie: "il blocco del turno over - conclude Curreri - provocherà non solo la mancata assunzione dei tantissimi precari che anche da più di venti anni attendono il ruolo, ma anche l’innalzamento ulteriore dell’età media dei docenti che peraltro questo Governo aveva bugiardamente fatto intendere di voler ridurre proprio perchè troppo elevata".
 
23/07/2008

Sit in docenti precari 23 Luglio 2008

http://www.youtube.com/watch?v=huTo6h3Mlrw

http://www.youtube.com/watch?v=Xl6DZHQ3uJg


Segnalo questi due siti presenti su youtube riguardanti la manifestazione precari del 23 Luglio 2008.

Grazie alla collega Daniela Campoli che ci fornirà una relazione e delle foto riguardanti la manifestazione e ringraziamo anche i colleghi precari non abilitati dell'ADNPA con cui si è fatto coro unico per la richiesta del titolo abilitante.
July 23

Sit-in 23 Luglio 2008 da Orizzontescuola

Precariato: Precari davanti a Montecitorio

23 luglio 2008
In attesa dei comunicati ufficiali un veloce aggiornamento sulla situazione

Questa mattina i precari della scuola hanno iniziato il sit-in davanti a Montecitorio che durerà tutta la giornata. Diversi gli slogan; come: "Gelmini, Moratti solo balle e pochi fatti" o "Sotto il grembiule... niente" a sottolineare la scarsa incidenza riformatrice della destra che nasconde la sola volontà di tagliare i fondi all'istruzione pubblica

I precari protestano contro i tagli agli organici previsti dalla finanziaria, contro il taglio di 8 miliardi di euro in tre anni, contro la chiamata diretta da parte dei presidi per le assunzioni, contro lo smantellamento della scuola pubblica.

Online il video di rainews24

tecnica della scuola del 23 Luglio 2008

Dopo il X, anche il IX ciclo Ssis a rischio
di A.P.
Niente decimo corso Ssis, ma ciò che sembra ancora più grave anche il nono corso diventa a rischio. Lo ha dichiarato il ministro Mariastella Gelmini durante un’audizione al Senato.
“Abbiamo il dovere morale di non creare altro precariato, per questo abbiamo bloccato le Ssis – ha dichiarato la Gelmini in Commissione Cultura – che senso ha frequentare un corso investendo soldi a graduatorie chiuse?”.
I soldi cui fa riferimento il Ministro sono i 3.000 euro circa che gli aspiranti docenti sborsano per pagarsi i corsi Ssis, oltre alle altre spese logistiche per seguirli.
Ma il ciclo cui si riferisce il rappresentante del dicastero di Viale Trastevere non è solo il X di cui tanto si è parlato in questi giorni ma anche il IX per il quale “ho costituito una commissione – ha detto – per capire se c’è la possibilità di collocare diversamente tutti quegli studenti che stanno iniziando il secondo anno del IX ciclo. Bisogna bloccare il sistema dei finanziamenti ministeriali che per circa dieci anni ha alimentato i corsi”.
Pur sapendo che la decisione è impopolare, il Ministro ha concluso: “Siamo molto sensibili al precariato – ha detto – ma in questo modo non si poteva andare più avanti. Sappiamo che la nostra decisione ha comportato il dissenso di alcune parti che usufruivano da quasi dieci anni di questi finanziamenti”.
Ma non è solo il mondo della struttura universitaria Ssis a lamentarsi. La protesta maggiore arriva dal mondo dei giovani che aspiravano ad una qualificazione, come dire: “precari? Ma almeno abilitati!”. In questo modo gli studenti del IX corso rimangono in aria, insicuri, incerti sulla loro sorte. Intanto il Ministro sta istituendo una commissione per collocarli “diversamente”.
Qualcuno potrebbe pensare che il Ministro stia facendo confusione tra la lotta al precariato e la lotta alla formazione.
23/07/2008
July 22

Appello al MIDA dal Collega Giovanni

CIAO GIOVANNI, PER AGGIUNGERE IL TUO COMMENTO SUL BLOG VAI AD "AGGIUNGI ARGOMENTO" ALTRIMENTI RIMARRA' SEMPRE SULLA FINESTRA D'ACCESSO, NON NEL BLOG.
GRAZIE!

P.S. FINCHE' SBAGLI CI SARO' IO A POSTARLO....




“Il ministro della Pubblica Istruzione intende risolvere il problema del nono ciclo SSIS inserendo gli iscritti nelle graduatorie”. Lo ha dichiarato il senatore Fabrizio Di Stefano (Pdl), autore di un Ordine del giorno accolto dall’esecutivo con il quale il governo Berlusconi si impegna a risolvere un problema  che riguarda 11.800 persone in tutta Italia.

Articolo: http://patrpetr.interfree.it/2008-07-20_Cronacadabruzzo_intervista_di_stefano.pdf

Ultima speranza per noi poveri prof. che sono stati solo sfruttati dalla scuola e che ormai non servono più. Contattate tutti coloro che hanno accolto, prima delle elezioni, la nostra proposta e che hanno solo promesso, fino a poco tempo fa, di far valere i nostri diritti.

Ultima speranza, e poi di noi ci sarà solo un ricordo!!!

July 20

segnalato dal nostro collega GIovanni

 

Padova, 20 lug. (Apcom) - La riforma della scuola è una delle priorità dopo quella sul federalismo. A ribadirlo anche oggi, da Padova in occasione del congresso nazionale della Liga Veneta, è il ministro delle Riforme, Umberto Bossi, che denuncia lo stato attuale dell'istruzione che permette ad insegnanti del meridione di "togliere lavoro agli insegnanti del nord" e consente loro di giudicare negli esami di maturità quei ragazzi che si azzardano ad avere idee del nord e di presentare tesine su Cattaneo, come è accaduto recentemente in Veneto.

"Dopo il federalismo - dice Bossi davanti ad alcune centinaia di sostenitori - bisogna passare anche alla riforma della scuola. Non possiamo lasciare martoriare i nostri figli da gente che non viene dal nord. Il problema della scuola è molto sentito perché tocca tutte le famiglie". "La Padania - aggiunge il ministro - è ormai nel cuore di tutti. Noi ai bambini lo insegnamo, fin da quando nascono, che non siamo schiavi e non lo siamo mai stati".

Bossi denuncia poi un episodio accaduto nel Veneto, a dimostrazione della sua idea: un ragazzo è stato bastonato agli esami "perché aveva presentato una tesina su Carlo Cattaneo. Questi sono crimini contro il nostro popolo e devono finire". Il senatùr ha poi passato la parola a Paola Goisis, rappresentante della Lega nella commissione Cultura della Camera, che sta studiando una proposta di riforma dell'istruzione. "Dopo trent'anni di scuola di sinistra - dice Goisis - i nostri studenti sono disorientati, non sanno più cosa significa il rispetto delle istituzioni. Hanno bisogno di essere guidati dal nostro segretario e dai professori del Nord. Non è possibile che vengano da ogni parte a togliere lavoro agli insegnanti del nord. Nella nostra proposta di riforma abbiamo previsto l'obbligatorietà" di essere originari del nord. "Chi non conosce il Veneto non verrà ad insegnare nelle scuole del Veneto. I ragazzi sanno tutti i nomi dei sette Re di Roma, ma non sanno nemmeno cos'è un doge, che dettava legge in tutto il mondo orientale. Siamo pronti con la nostra proposta, quando Bossi ci darà il via noi siamo pronti".

 

July 19

Alla c.a. dei colleghi del MIDA

Ciao ragazzi,
vi comunico che Andrea non sarà raggiungibile per alcuni giorni, è a Sidney per la Giornata Mondiale della Gioventù, per cui non chiamatelo perché non vi risponderà.
Lo potrete risentire dopo il 30 Luglio.
Un saluto a tutti.
IDA


da LA STAMPA del 19/07/2008

NEWS
19/7/2008 - PROPOSTA DI LEGGE
I professori scelti dai presidi

Intesa in Parlamento: spariscono le graduatorie, arrivano gli albi professionali
RAFFAELLO MASCI
ROMA
La scuola sarà veramente autonoma, avrà un consiglio di amministrazione, sceglierà da sola gli insegnanti, li valuterà rigorosamente ma permetterà loro di fare carriera e li pagherà secondo il merito. Non è l’ennesima riforma del sistema di istruzione, ma solo una riorganizzazione che mira a fare di ogni istituto una realtà indipendente sia pur all’interno di un sistema nazionale, sull’esempio dell’Inghilterra, della Svezia ma - soprattutto - della scuola che secondo l’Ocse funziona meglio al mondo, quella della Finlandia.

E questo si potrà fare non su proposta del governo ma con una iniziativa parlamentare bipartisan all’interno della commissione Cultura della Camera, presieduta da Valentina Aprea.

La scuola
Ogni istituto avrà un consiglio di amministrazione presieduto dal preside, farà il suo piano dell’offerta formativa e sceglierà direttamente i docenti tra coloro che ne hanno i requisiti.

Fondazioni
Gli istituti, come già aveva proposto Fioroni, potranno diventare fondazioni, il che consentirà loro di ricevere finanziamenti anche privati.

Professionisti
Verrà riformato il loro status giuridico: saranno professionisti e non più impiegati pubblici. Come tutte le professioni anche quella docente prevederà un percorso: università, specializzazione, praticantato, iscrizione ad un albo. I consigli di amministrazione delle scuole sceglieranno da quell’albo. E i precari? Non ci saranno più. Al massimo un insegnante sarà disoccupato, ma precario no.

I titoli
Chi entra professore non esce tale e quale 40 anni dopo. Ci sarà una carriera: docente iniziale, ordinario, esperto, vicedirigente. Poi, con un altro concorso, dirigente. La carriera avverrà attraverso un sistema di valutazione per esami o titoli.

La valutazione
Gli studenti saranno valutati con sistemi «oggettivi» che misureranno il raggiungimento (o meno) degli obiettivi fissati dagli programmi nazionali. La valutazione avverrà prima all’interno della scuola, con un nucleo di «autovalutazione» che consente un iniziale check-up, poi con l’ausilio dell’Invalsi (l’istituto del ministero che si occupa di valutazione) come soggetto terzo. In questo modo ogni scuola e ogni specifica classe conosceranno carenze ma anche eccellenze proprie. Autovalutazione e valutazione esterna varranno anche per i docenti. La valutazione prevede un sistema premiale e anche sanzionatorio, ma è soprattutto uno strumento di diagnosi, che dovrebbe impedire che alle prossime rilevazioni Pisa-Ocse continuiamo ad essere in fondo alle classifiche.

Schieramenti d’accordo
Politicamente la novità più rilevante di questo progetto di legge è che nasce bipartisan. Se ne cominciò a parlare in un seminario alla fine del 2006 al ministero (con Fioroni ministro). Il tema fu ripreso da Fioroni stesso nel convegno di Caserta (febbraio 2007). E’ stato raccolto in un progetto di legge da Valentina Aprea dell’aprile scorso. Nell’ambito della commissione Cultura, analoghe proposte sono venute da altre donne di scuola di entrambi gli schieramenti: Maria Letizia De Torre (Pd), Angela Napoli e Paola Frassineti (Pdl). Un comitato ristretto sta ora lavorando affinché le proposte possano confluire in un unico progetto trasversale.

July 17

da Orizzontescuola

Precariato: Salta il X ciclo

17 luglio 2008 - ANIEF
Un emendamento del Governo cancellerrebbe la speranza di chi aspira all’insegnamento. Sospese le SSIS. Salta il X ciclo.

In ragione dei tagli previsti dal DL 112/08, il Governo ha deciso di cancellare la speranza di migliaia di docenti precari e giovani laureati che aspirano all'insegnamento sospendendo le procedure per l'attivazione del X ciclo SSIS, in vista della nuova formazione iniziale che, però, ancora è in cantiere.

L'atto è grave perchè migliaia di cattedre sono andate vacanti nelle scorse convocazioni, alimentando l'aspettativa di chi ha mostrato il suo valore e vorrebbe scegliere la formazione specialistica per conseguire l'abilitazione, tanto più che non si estende alle Facoltà di Scienze della Formazione Primaria e AFAM dove saranno concentrati i maggiori tagli nella rivisitazione delle cattedre orarie.

Chiediamo al Governo l'immediato ritiro dell'emendamento 15.05 all'AC 1386 che potrebbe essere discusso a partire dal prossimo 21 luglio, e l'attivazione immediata del X ciclo.

Diciano NO al tagli delle cattedre e SI a una formazione specialistica degli insegnanti.

Commissioni Riunite V e VI - Giovedì 10 luglio 2008

ALLEGATO 1

DL 112/08: Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria. C. 1386 Governo.

ULTERIORI EMENDAMENTI ED ARTICOLI AGGIUNTIVI DEL GOVERNO

Dopo l'articolo 15, inserire il seguente:
Art. 15- bis . - In attesa della definizione, ai sensi dell'articolo 2, comma 416, della legge 24.12.2007, n. 244, degli ordinamenti didattici universitari per la formazione iniziale degli insegnanti delle Scuole per l'infanzia, del primo e del secondo ciclo, sono sospese, per l'anno 2008/2009, le procedure per l'accesso alle scuole di specializzazione per l'insegnamento secondario attivate presso le Università.
15. 05. Il Governo.

da Tecnica della Scuola

Ssis X ciclo, il Governo ha deciso di sospenderlo
La Commissione parlamentare ha approvato l'emendamento del Governo al decreto legge n. 112/2008 che decide la sospensione del X ciclo Ssis per l'a.a. 2008/2009. Protestano i sindacati: "non vi è stato alcun confronto con le nostre organizzazioni".
L'orientamento è chiaro. Il Governo è deciso a sospendere il X ciclo delle Scuole di specializzazione per l'insegnamento secondario per l'a. a. 2008/2009, e la commissione approva l'emendamento con l'inserimento del comma 4/bis all'art. 64 del decreto n. 112/2008.
Si attende, ora, l'esito del voto dell'Aula. Intanto, altro segnale chiaro, la mancata emanazione del decreto sulla proroga dei supervisori del tirocinio delle Ssis.
17/07/2008

DALLA COLLEGA FRANCESCA MARTINELLI

 
Oggetto:   Commento alla relazione di Daniela Campoli sulla riunione dell'11 luglio
Da:   "francescamartinelli" XXXXXXXXXXXXXXX
Data:   Mar, 15 Luglio 2008 1:28 pm
A:   "'Ida Gasparretti'" <ida.gasparretti@istruzione.it>
Priorità:   Normale
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Cara Ida,



ho letto il resoconto sulla riunione svoltasi a Roma lo scorso 11 luglio
scritto da Daniela Campoli e desidero aggiungere qualche considerazione,
dopo essermi confrontata con Santina Tremori, presidente del Circolo del
buon governo di Arezzo “Scuola in circolo”.

Il sistema scuola deve essere rivisto, nel suo complesso: credo che su
questo punto siamo tutti d’accordo. Ci sembra tuttavia che in questa fase
sia innanzitutto necessario porsi con un atteggiamento moderato e
soprattutto costruttivo, se vogliamo che le nostre problematiche vengano
prese in esame.

In riferimento al problema degli insegnanti che non sono ancora abilitati,
categoria alla quale appartengo, ci tengo a sottolineare che nessuno di noi
desidera togliere i diritti acquisiti agli altri colleghi nel portare avanti
le nostre esigenze. Ma credo che questo nostro problema non vada
necessariamente collegato al numero di cattedre disponibili o al numero
elevato di docenti presenti nelle graduatorie permanenti. Stiamo infatti
parlando di poter vedere riconosciuto semplicemente un “diritto”, quello di
potersi abilitare, per chi lo desidera, anche nella piena consapevolezza che
la propria condizione di precario potrà continuare. Dai nostri confronti
sono emerse alcune proposte concrete su possibili nuovi percorsi abilitanti:



1. Ripristino dei Corsi Abilitanti riservati a chi abbia maturato 360 gg. di
attività didattica, per accedere ai quali dovrebbe essere prevista una
sommatoria dei giorni dell'attività lavorativa, indipendentemente dalle
classi di concorso, ma rimanendo sempre nell'ambito della stessa area
formativa. Per esempio, ad un docente di Lettere dovrebbe essere consentita
la sommatoria dei giorni lavorativi nella A050, A051 e A043.



2. A chi invece non ha ancora maturato i 360 gg. lavorativi dovrebbe essere
concesso il conseguimento dell'abilitazione con due percorsi che potrebbero
contribuire a "sostentare" le nostre Università:

a)possibilità di conseguire la seconda laurea abilitante, prevedendo un
raccordo fra gli esami già sostenuti per il conseguimento della prima laurea
ed il nuovo percorso di studio che darà al docente l'abilitazione.
L'aspirante pagherà quindi solo le tasse universitarie per gli esami
mancanti.

b) revisione integrale delle attuali SSIS, rivolte esclusivamente a chi non
ha svolto alcuna attività didattica o ai neolaureati. Il nuovo percorso
dovrebbe avere un costo "decente" (ad es. sui 1000 euro), essere fondato
essenzialmente sullo studio di tecniche didattiche e dinamiche relazionali
riducendo sostanzialmente il numero di ore della parte da svolgere nelle
sedi universitarie, alla quale dovrebbe invece affiancarsi un numero
maggiore di ore da svolgere "sul campo", cioè in aula all'interno degli
istituti scolastici, con il supporto di più insegnanti. Alla fine del corso
il candidato dovrebbe ricevere una doppia valutazione, sia da parte
dell'università che da parte della scuola presso la quale ha svolto il suo
tirocinio, valutazioni che assegneranno il punteggio del candidato.



Dalla riunione di Roma è inoltre emersa da più parti una decisa critica
all’ipotesi avanzata dall’Onorevole Aprea, e ripresa dal Ministro Gelmini,
circa la possibilità di riconoscere il merito ai docenti, proposta che
ritengo invece molto importante. Perché tanta indignazione? C’è forse
qualcuno che ha paura di veder valutato il proprio operato, cosa che accade
regolarmente per la maggior parte delle altre attività lavorative? Perché i
docenti dovrebbero esserne esentati? E perché un bravo insegnante non
dovrebbe veder riconosciuto il proprio lavoro sia in termini economici che
d’incarico? La critica avanzata è stata collegata all’intenzione di ampliare
l’autorità dei Presidi , che potrebbero, secondo l’opinione di molti,
gestire questo nuovo potere in modo “nepotistico”. Ma se così fosse, anche
il loro operato dovrebbe essere ovviamente sottoposto alle stesse
valutazioni riservate ai docenti, proprio per evitare simili problemi.

La scuola ha necessità di essere riorganizzata in funzione di un sistema di
“qualità” e di “eccellenza”, ed in questa struttura, già diffusa a livello
degli altri sistemi scolastici europei, il monitoraggio qualitativo è
fondamentale. La maggior parte delle categorie dei lavoratori è tenuta ormai
ad aggiornarsi costantemente, perché coloro che operano nel mondo della
scuola devono fare eccezione?

Il lavoro da fare non è certo facile, ma credo che la condizione
fondamentale per svolgerlo sia quella di affrontarlo nel rispetto reciproco
delle parti, evitando per prima cosa i contrasti e le polemiche, che hanno
come solo risultato quello di farci perdere tempo prezioso.



July 14

Link che raccoglie tutte le associazioni dei docenti

Questo è il link che raggruppa tutte le associazioni docenti:
http://retedocentiprecari.blogspot.com/